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The Times, 23 aprile 2003

Galloway affronta nuove accuse sul cattivo uso di fondi di solidarietà.

di Dominic Kennedy, Philip Webster e Melissa Kite

· Il Deputato sporge querela per diffamazione per l'affermazione di essere stato finanziato da Saddam.

Il Procuratore generale sta considerando l'opportunità di un'azione contro l'appello per il reperimento di fondi organizzato da George Galloway, che è al centro di accuse di essere stato finanziato da Saddam Hussein. Mentre il Deputato Labour ha dato querela per diffamazione per l'accusa di avere ricevuto £375,000 l'anno dal regime di Bagdad, il Times ha appreso che Lord Goldsmith, QC, sta studiando un ulteriore procedimento contro di lui. È basato su un articolo del Times che mostra come Galloway promise di spendere tutti i soldi ottenuti dall'Appello per Mariam per trattare bambini Irakeni ammalati, ma ne fece poi uso per finanziare sue spese di viaggio.

L'Appello per Mariam è citato in presunti documenti del servizio segreto Irakeno, trovati in un ministero di Bagdad, che sembrano indicare che il Deputato ha ricevuto l'equivalente di £375,000 l'anno dai redditi dal petrolio di Saddam.

Il futuro di Galloway come Deputato Labour era già in dubbio dato che il suo partito ha annunciato un'indagine sulle accuse definite "estremamente serie".

Ma il Deputato di Glasgow Kelvin ha scatenato un'offensiva mediatica contro queste affermazioni, basate su carte trovate presumibilmente nelle rovine dell'ufficio del Ministro degli Esteri Irakeno.

Un memorandum riservato, spedito a Saddam dal capo dei suoi servizi segreti, suggeriva che il Deputato aveva chiesto ad un agente segreto una percentuale maggiore del programma "Petrolio contro cibo". Ma Saddam rifiutò la richiesta di Galloway come economicamente insostenibile, secondo quanto riportato la sera scorsa. Una lettera, che il Daily Telegraph afferma sia stata spedita dal vice consigliere capo di Saddam a figure importanti del partito dice: "Crediamo che . . . anche usando metodi Occidentali (lui) abbia bisogno di un appoggio eccezionale che noi non possiamo permetterci ed io non penso che possiamo promettere di fare quanto richiesto se consideriamo le cose alla luce delle nostre politiche."

Descrivendo le carte come una falsificazione ed una patacca, Galloway ha annunciato che ha dato incarico ai suoi avvocati di sporgere querela contro Il Daily Telegraph, che ha pubblicato le dichiarazioni.

Charles Moore, Redattore del Telegraph, ha detto: "Sosteniamo pienamente la nostra storia." Ha affermato che il documento "dava a Galloway la completa possibilità di rispondere ai problemi sollevati". Ha affermato inoltre di non avere ricevuto nessuna dichiarazione da parte del Deputato.

Galloway è stato uno dei più accesi critici del Governo sull'Iraq. Le accuse, se fossero vere, ne farebbero un uomo finito come Deputato, ma nel Governo, nel Labour e nel Partito Conservatore, c'è una certa cautela nel considerare le accuse come valide.

Il Foreign Office, che è responsabile dei servizi segreti, ha dichiarato che "si augura di potere dare un'occhiata" alle carte trovate dal Telegraph per permettere ai suoi esperti di esaminarle, parole che hanno suggerito che non ha nessuna conferma indipendente delle accuse.

In una dichiarazione attentamente soppesata, Ian McCartney, presidente del Labour, ha fatto di tutto per non giudicare prematuramente quelle che lui stesso definisce come accuse serie.

Galloway è già inquisito dal partito per i commenti rilasciati alla televisione di Abu Dhabi, nei quali descriveva Tony Blair e il Presidente Bush come "lupi" che stavano attaccando l'Iraq. Anche prima della bomba di ieri sembrava probabile che nelle prossime settimane Hilary Armstrong, Responsabile alle Deleghe, avrebbero proposto il ritiro della delega a Galloway, impedendogli così di essere selezionato come candidato Labour. Lui ha affermato che, se questo dovesse accadere, correrà come indipendente nel collegio di Glasgow Centro. Il suo posto attuale sparirà a causa di cambiamenti dei confini alle prossime elezioni.

Galloway, parlando al Times dal Portogallo, dove si trova in vacanza, ha dichiarato di non avere mai sollecitato né accettato assistenza finanziaria dal regime Irakeno.

I documenti suggeriscono che, mentre stava organizzando la campagna per il Mariam Appeal, Galloway dietro le quinte intratteneva relazioni con lo spionaggio Irakeno.

Galloway ha detto che se avesse avuto a che fare col programma "Petrolio contro cibo", la documentazione starebbe alle Nazioni Unite a New York. "Il programma 'Petrolio contro cibo' non è gestito a Bagdad, ma a New York alle Nazioni Unite, dunque loro (Il Telegraph) dovranno mostrare alla corte dove le Nazioni Unite mi avrebbero spedito l'assegno bancario, quando lo avrebbero fatto, e perché lo avrebbero fatto" ha affermato. "Se avessi avuto transazioni commerciali col programma 'Petrolio contro cibo', le prove sarebbero alle Nazioni Unite a New York."

Il Procuratore generale sta esaminando anche un altro problema. Il Times ha riportato che Galloway ha lanciato il Mariam Appeal nel 1998 con una lettera su Carta intestata dei Comuni a donatori potenziali, accompagnati da una cartolina di Mariam Hamza, 4 anni, una ragazza Irakena la cui leucemia è stata imputata dal Deputato alle pallottole all'uranio usate dagli alleati nella prima Guerra del Golfo.

"Il Mariam Appeal deve coprire i costi della cura che potrebbe ammontare a £50,000. L'obiettivo della campagna è di £100,000, e la differenza sarà mandata in Iraq sotto forma di medicine e forniture mediche per i bambini che lei ha dovuto lasciare lì," ha scritto all'epoca Galloway.

Di fatto, l'appello divenne una campagna di massa contro le sanzioni, contro Israele ed in favore dell'"intifada palestinese". Il Registro degli Interessi dei Parlamentari mostra che Galloway usò quei fondi per pagare 14 viaggi all'estero in 15 paesi tra il settembre 1999 e il gennaio 2002, soprattutto per voli e conti d'albergo. Visitò la Giordania, gli Emirati arabi uniti, il Libano, l'Ungheria, il Belgio, New York e la Romania. L'Appello pagò inoltre anche suoi viaggi in Iraq per otto volte.

A quanto è dato di capire il Dipartimento della Tesoreria del Procuratore ha ricevuto una richiesta dal Procuratore generale di iniziare una indagine basata sull'articolo del Times. "Stiamo parlando con la Commissione per le iniziative di solidarietà su cosa si debba ulteriormente fare", continua il portavoce del Procuratore generale. "Siamo in una fase molto, molto iniziale."

Galloway ha dichiarato al notiziario serale della BBC 2 che i conti della campagna saranno fin da subito resi del tutto disponibili.

Ha anche ammesso di avere scritto "una lettera a chi poteva essere interessato" sulla sua carta da intestata dei Comuni per certificare che un uomo d'affari Giordano, Fawaz Zureikat, era il suo rappresentante a Bagdad. Ha definito una "singolare coincidenza" che una copia sia saltata fuori dallo stesso archivio della lettera dichiarata proveniente dal capo dei servizi segreti Irakeni.

Galloway ha dichiarato: "Io ho sempre lavorato partendo dal presupposto, che considero certo, che i servizi segreti sanno tutto di me. Sarebbero al corrente di operazioni del genere. Il fatto che non c'è stata alcuna conferma di questa storia da parte loro potrà ben essere perché loro sanno che non è vera," ha detto.

Zureikat, 49 anni, ha dichiarato di avere agito come coordinatore per l'Appello per Mariam di Galloway in Giordania e in Iraq, ma ha negato di essersi comportato come un mediatore relativamente ad affari petroliferi tra Saddam ed il Deputato.

Ha dichiarato: "Ero il coordinatore per l'Appello per Mariam di Galloway e per tutto le sue attività connesse all'Iraq ed i suoi tentativi di fare pressioni per togliete le sanzioni, ma non ho mai commerciato in petrolio e non ho mai ricevuto soldi (Irakeni) per Galloway."

Comunque, Zureikat condivide un numero telefonico in Giordania con una società che è un grosso rivenditore di petrolio Irakeno - la Middle East Advanced Semiconductor - tra i cui direttori compare uno Ziad Abdullah K Zureikat. Fonti diplomatiche affermano che questa società ha commerciato 8.8 milioni di barili di petrolio Irakeno, da quando si è registrata al programma "Petrolio contro cibo" delle Nazioni Unite, nell'agosto 2000.

Galloway, alla BBC Radio 2, ha detto che il Telegraph non sarebbe in grado di produrre neanche la più piccola prova "che una sola pagnotta di pane sia stata venduta all'Iraq da me o che un solo barile di petrolio Irakeno sia stato venduto da me. Non ho mai visto un barile di petrolio, non ne ho mai posseduto uno, non ne ho mai comprato o venduto uno, così come non ho mai venduto una pagnotta di pane."

Galloway ha affermato che se lui avesse voluto soldi dal regime li avrebbe chiesti a Tariq Aziz, il Vice Primo Ministro, direttamente e non passando attraverso un "favorito". Ha ammesso di essersi trovato a Bagdad con Aziz nel Natale 1999, solo una settimana prima della data del promemoria dei servizi segreti.

 

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