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La trascrizione completa del dibattito
LIBERATION.FR: mercoledì 2 maggio 2007
Arlette Chabot: Buonasera a tutti. Buonasera Ségolène Royal,
buonasera, Nicolas Sarkozy. Siete evidentemente molto numerosi,
immaginiamo, questa sera a seguire questo dibattito in Francia, ma anche
all'estero dato che è diffuso in diretta da numerose reti in Europa, e
anche nel mondo intero. Questo faccia a faccia è atteso. Non ce ne sono
più stati dal 1995, da 12 anni, in Francia. I francesi vi hanno scelto,
Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, per il secondo turno delle elezioni
presidenziali. Siamo qui con Patrick Poivre d'Arvor per fare in modo che
questo dibattito si svolga nella più grande chiarezza.
Patrick Poivre d'Arvor: Le regole saranno le stesse per tutti, anche
il tempo a disposizione, le stesse domande. Le risposte, suppongo,
saranno differenti. Con Arlette Chabot abbiamo deciso di definire
quattro grandi capitoli di durata uguale: la concezione del potere e le
istituzioni, i problemi economici e sociali, i problemi cosiddetti della
società, come l'istruzione, la famiglia, la ricerca, la cultura,
l'ambiente naturale e le relazioni internazionali, Europa compresa. Il
sorteggio effettuata dal CSA farà iniziare Nicolas Sarkozy, e
Ségolène Royal concluderà. Per distendere l'atmosfera, quale è il
vostro stato d'animo? Ségolène Royal, come vi sentite?
Ségolène Royal: Molto bene, molto fiera, molto felice di essere
qui, grazie.
Nicolas Sarkozy: Concentrato, perché un dibattito è una cosa
impegntiva. I francesi ci hanno scelto, la Sig.ra Royal e me, per essere
presenti al secondo turno. Portiamo tutti e due una responsabilità, la
stessa, quella di ridare alla vita politica la sua dignità. Quelli che
ci guardano, qualunque sia la loro convinzione, qualunque sia stata la
loro scelta al primo turno, spero che alla fine del dibattito potranno
dirsi: ne sappiamo un po' di più, abbiamo capito cosa l'uno e l'altro
vogliono fare per la Francia.
Arlette Chabot: Prima domanda semplice: quale presidentessa o che
presidente sarete se sarete eletti? Appartenete tutti i due ad una nuova
generazione. C'è stato un quinquennio che ha accelerato la vita
politica francese. Quale stile volete dare a questa presidenza? Quale
potere deve avere in un mondo moderno un presidente e quale
contro-potere potete mettere in campo?
Nicolas Sarkozy: Per essere una prima domanda, è tutto un insieme di
domande. Anzitutto la questione della generazione. Credo che bisogna
starsene un po' calmi in proposito. Siamo dei cinquantenni, in
un'impresa, non saremmo così giovani. Non penso che l'età cambi
qualche cosa nella questione, l'importante è trarre le conseguenze dal
vero tsunami politico di questi ultimi anni in Francia. Nel 2002,
Jean-Marie le Pen al secondo turno, Nel 2005, il no al referendum. Non
può più fare politica come prima. Cercherò, se i francesi mi danno
fiducia, di essere un Presidente della Repubblica che si impegnerà su
dei risultati. Non si tratta più di dire, di proclamare dei diritti
virtuali, bisogna promettere ai francesi dei diritti che diventeranno
reali, dei risultati. Vorrei essere un Presidente della Repubblica che
si assume le sue responsabilità. Non mi riparerò dietro i tabù, scuse
o paraventi. Mi impegnerò su di un certo numero di argomenti. Prenderò
degli impegni, manterrò la parola e chiederò di essere giudicato su
questo. Vorrei essere un Presidente della Repubblica che parla più
frequentemente ai francesi, che spiega loro le cose. Darò a ciascuno
dei ministri una lettera di impegno, ed ogni anno renderanno conto di
ciò che hanno fatto o non hanno potuto fare, e perché.
Vorrei anche una Repubblica ineccepibile. Che cosa vuole dire? Vuole
dire una Repubblica dove le nomine saranno dovute alla competenza e non
alla connivenza. Proporrò un cambiamento molto importante al consiglio
dei ministri, che non si è mai prodotto nella Repubblica francese: che
tutte le grandi nomine, che sono oggi nei poteri del Presidente della
Repubblica, siano ratificate da un voto di maggioranza qualificata dalle
commissioni competenti del Parlamento, il che vuole dire che
l'opposizione avrà il suo diritto di veto. Le nomine, ritengo, devono
essere al di sopra di ogni sospetto. Solo la competenza deve contare.
Infine, vorrei essere un Presidente della repubblica che limiterà il
numero di mandati successivi. Non si può fare il candidato e Presidente
della Repubblica per più di due mandati successivi. Perché? Perché
l'energia che si mette a durare, non la si mette nel fare. La passione
della mia vita porta un nome, è l'azione. Io voglio fare. Se i francesi
ci scelgono che sia la signora Royal o me, ci sceglieranno per fare, per
agire, per cambiare, per ottenere dei risultati. È la mia visione del
Presidente di una Repubblica moderna.
Patrick Poivre d'Arvor: Ségolène Royal, qual è la sua concezione
del potere e della presidenza della Repubblica, se sarà eletta?
Ségolène Royal: Vorrei tirare fuori la Francia dalla situazione
nella quale si trova oggi. Anzitutto, il debito. Oggi la Francia è
indebitata per più di 20.000 euro per ogni francese, il numero dei
lavoratori poveri è di 2 milioni e mezzo, la precarietà è aumentata,
il potere d'acquisto si è abbassato, la povertà, 2,5 milioni di
francesi vivono sotto la soglia di povertà, tra essi, 2 milioni di
bambini, come dice l'associazione Emmaüs. Le pensioni hanno perso
potere d'acquisto. Il livello medio delle pensioni delle donne è di 850
euro per una carriera completa e di 622 euro per una carriera
incompleta, perché le donne subiscono molto duramente la disoccupazione
parziale. Un deficit della sicurezza sociale che arriva a 11 miliardi di
euro, una disoccupazione che tocca quasi 3 milioni di persone, le
aggressioni che sono aumentate dal 2002 più del 30%, in termini di
violenza fisica gratuita contro le persone. Nel 2002, Signor Sarkozy,
lei aveva parlato di tolleranza zero, i francesi si preoccupano molto
dell'aumento delle violenze e della aggressività nella società
francese. Il numero di fatti di violenza nella scuola è cresciuto del
26%.
Voglio essere la Presidentessa della Repubblica dove l'aggressività
delle violenze arretra, una Francia che vince la battaglia contro la
disoccupazione e contro il caro vita, che fa arretrare le
disuguaglianze, perché tutte queste forme di insicurezza nel
quotidiano, di insicurezza sociale, vogliono delle nuove regole del
gioco, vogliono un nuovo sistema politico, vogliono dei responsabile
politici più efficaci di quanto non siano stati durante i cinque ultimi
anni, ed anche prima probabilmente, perché non schematizzo la storia.
Ma è anche vero che, come avete detto, la morale politica, poiché
avete appena rievocato questa parola, vuole che i responsabile politici
rendano conto di ciò che hanno fatto. So anche che ciò che interessa i
francesi è il futuro. Malgrado tutto, Signor Nicolas Sarkozy, non
ritiene di avere una parte di responsabilità nella situazione nella
quale la Francia si trova oggi?
Nicolas Sarkozy: Dato che mi è stata fatta una domanda, il minimo
della cortesia è rispondere. Sono responsabile di una parte del
bilancio del governo? Sì, ho fatto il ministro degli Interni per
quattro anni, ho trovato una situazione catastrofica, che ha contato
molto, Signora Royal, nella disfatta dei vostri amici, del governo al
quale appartenevate all'epoca. Se nel 2002 i francesi hanno cambiato e
non hanno qualificato anche il Primo ministro che sostenevate per il
secondo turno, c'era pure una ragione. Tutti l'hanno potuto osservare.
Perché le violenze e la delinquenza erano esplose. E' in queste
condizioni che sono stato nominato ministro dell'Interno. Non tutto è
riuscito. C'è un punto sul quale sono d'accordo. Sulle mancanze della
Repubblica, sinistra e destra assieme, ciascuno di noi ha la sua parte.
Avete ragione di dire che non bisogna avere una visione manichea. Sul
bilancio in materia di violenza, di delinquenza, con lo stesso metodo
statistico, niente è cambiato, è lo stesso dell'epoca di Daniel
Vaillant e anche durante i cinque anni di governo Jospin la violenza, la
delinquenza, è aumentata del 18%. Nei cinque anni del governo del
quinquennio di Jacques Chirac, la delinquenza, con lo stesso metodo
statistico, è diminuita del 10%. Non dico che tutto è risolto. Ma
questo significa comunque un milione di vittime in meno. È sufficiente
perché io non parta di corsa quando si rievoca il parola
"bilancio" sulla sicurezza. C'è un secondo punto dove sono
d'accordo, bisogna risolvere il problema del debito. Lei ha
perfettamente ragione. Signora Royal, lei conosce le cifre come me,
immagino che in questa campagna elettorale, si sia allo stesso livello
di preparazione. Da quanto tempo i bilanci della Francia sono in
deficit? 25 anni. Non si può dire che l'indebitamento della Francia
dipenda da questi ultimi cinque anni. Il problema è: cosa fare?
Propongo una cosa: il 45% del bilancio della Francia è costituito dagli
stipendi della funzione pubblica e le pensioni. il 45%! Il 15%, sono gli
interessi del debito. Il 60% è fatto dalle due voci. Per la Signora
Royal, come per me, non è una questione di sinistra o di destra, ma di
buonsenso, se volete sapere come la penso, è che per ridurre il debito
della Francia bisognerà fare delle economie. Abbiamo un'opportunità
storica: la piramide di età nella funzione pubblica, bisogna ridurre il
treno di vita dello stato, ridurre le spese. Ci sarà dunque, se faccio
il presidente della Repubblica, voglio proporre ai funzionari un patto
di progresso. Si sostituirà un pensionamento su due, e la metà del
guadagno di produttività permetterà di aumentare gli stipendi dei
funzionari, perché gli stipendi della funzione pubblica sono molto
bassi. L'altra metà del guadagno di produttività permetterà di
ridurre il debito della Francia.
È obbligatorio. Almeno su questa scelta potremmo, sinistra e destra,
opposizione e maggioranza, a seconda della scelta dei francesi, trovarci
d'accordo per dire, certamente, se si vuole alleggerire il debito dei
francesi che è ingiusto per le generazioni che vengono, bisognerà fare
delle economie, e le grosse economie, le si fa sulle grosse voci di
spesa.
Ségolène Royal: Vorrei ritornare sulla concezione dal potere,
perché è importante su questo impegno che impone ad ogni capo di stato
domani di rendere conto del suo potere passato. Siamo nel 2007, non
siamo nel 2002. Osservo già che, sul bilancio che ho fatto poco fa
sulla situazione della Francia che preoccupa oggi i francesi, lei non
contesta questo bilancio.
Aggiungo, signor Sarkozy che due giorni fa una donna poliziotto è
stata violentata nei pressi del suo commissariato. Nel marzo scorso,
nello stesso luogo, anche un'altra delle sue colleghe è stata
violentata.
Che cosa è accaduto tra questi due fatti perché nessuna protezione
sia stata fornita ad una donna poliziotto? Dico, domani, se sono eletta
Presidente della Repubblica, gli agenti pubblici saranno protetti ed in
particolare le donne; saranno riaccompagnate al loro domicilio quando
escono tardi dai commissariati di polizia.
Dico questo, perché mi permette di venire alla questione che lei ha
posto sugli agenti pubblici e la diminuzione del numero di funzionari.
Signor Sarkozy, non diminuirò il numero di funzionari oppure bisognerà
dirmi in quale settore ridurre questo numero. Se ci fossero stati più
poliziotti, forse questa donna non sarebbe stata violentata, perché non
sarebbe stata sola, sarebbe ritornata a casa con un collega. Forse se ci
fossero più funzionari, se non aveste soppresso tanti posti
nell'educazione nazionale, non avremmo le chiusure di classi nel
prossimo anno scolastico ed un aumento dell'insuccesso scolastico.
Forse, con più dipendenti pubblici, in particolare infermiere, non
avremmo il degrado delle loro condizioni di lavoro negli ospedali
pubblici ed un aumento delle preoccupazioni come ho osservato
recentemente recandomi in un ospedale pubblico a Corbeil dove il
personale dell'ospedale ha tirato il campanello d'allarme, e sono molto
preoccupati sul futuro dell'ospedale pubblico. Mi hanno chiesto di
aiutarli. Mi sono impegnata con loro. Sì, l'ospedale pubblico
ridiverrà una priorità. Si può migliorare, certamente, l'efficacia
del servizio pubblico, si può valutarlo. Ma bisogna dire molto
chiaramente ai francesi, quando lei dice loro che ci saranno 225.000
funzionari in meno, dove li diminuirà. Credo tutto il contrario di ciò
che lei ha appena detto: e cioè che sono i servizi pubblici efficaci
che garantiscono anche la competitività economica delle imprese, la
competitività economica dell'economia francese. Quando si chiede agli
investitori stranieri perché vengono in Francia, sapete cosa citano al
primo posto? La qualità dei servizi pubblici della Francia. Allora il
numero di funzionari sarà mantenuto. In compenso, siccome riformerò il
decentramento, e voglio fare una nuova tappa, ma una vera, questa volta,
di regionalizzazione, invece di avere dei doppioni, degli
accavallamenti, di aumentare la fiscalità locale (perché, con la
vostra legge, lo stato ha trasferito delle competenze senza trasferire
le risorse e senza chiarire la ripartizione delle responsabilità), ciò
che propongo, è lottare contro tutte le forme di spreco di denaro
pubblico perché ciascuno avrà chiare le sue responsabilità. La
regione saprà ciò che deve fare, in particolare gli aiuti economici. I
dipartimenti avranno chiare le loro responsabilità. Le comunità di
agglomerazione, i comuni anche. Non ci saranno più questi
accavallamenti e questi sprechi. Dunque una vera riforma dello stato
affinché sia più veloce, più efficace e più economo dei fondi
pubblici.
Patrick Poivre d' Arvor: Con l'approssimazione di un secondo, siete
allo stesso tempo di parola. Lascio rispondere Nicolas Sarkozy e si
andrà fino in fondo. Bisogna cambiare le istituzioni attuali?
Nicolas Sarkozy: Non voglio polemizzare. La Sig.ra Royal trova che
non ci sono abbastanza poliziotti. Peccato che il gruppo socialista non
abbia votato le creazioni di posti per agenti di polizia in questi
ultimi anni…
Ségolène Royal: Permette che la interrompa? Il commissariato di
Clichy che avete promesso, non è ancora aperto.
Nicolas Sarkozy: Mi spiega perché il gruppo socialista non ha votato
le creazioni della legge di programmazione del 2002?
Ségolène Royal: Perché non era sufficiente e non c'era abbastanza
equilibrio con la giustizia che è anche in situazione di diminuzione di
effettivi. Vuole anche affermare che sopprimerete posti nella
magistratura quando non c'è nessuna reazione ai giovani delinquenti...
Nicolas Sarkozy: La Sig.ra Royal dice che farà trasferimenti alle
regioni, cosa che permetterà loro di fare ulteriori aumenti dopo gli
altri prodigiosi aumenti che avete fatto gli anni passati. Riguardo alla
creazione di posti per agenti di poliziai, ne abbiamo creati a migliaia.
Il gruppo socialista non li ha votati, ma fa niente, non è più
importante.
Ciò che è molto importante, avete parlato di questo abominevole stupro
nel parco di Bobigny. Mi dica, se dovete fare riaccompagnare tutti le
donne funzionario a casa la notte…
Ségolène Royal: Esattamente!
Nicolas Sarkozy: Ci sarà una funzione pubblica al servizio dei
francesi ed un'altra funzione pubblica al servizio dei funzionari che
ritornano a casa.
Ségolène Royal: Non è certo divertente, ma lei ha un'altra
soluzione?
Nicolas Sarkozy: La soluzione non è questa. È quella di reprimere i
delinquenti affinché ce ne siano di meno. Propongo anzitutto che non ci
sia più un solo delinquente sessuale e lei sa perfettamente, signora…
Ségolène Royal: È la delinquenza zero, l'avete detto nel 2002.
Nicolas Sarkozy: Non serve a niente affermare questo ...
Ségolène Royal: Tolleranza zero, l'avete detto...
Nicolas Sarkozy: Mi permette di finire una frase?
Voglio che tutti i delinquenti si impegnino a seguire un trattamento
e senza essere obbligati a recarsi al commissariato del proprio
domicilio tutte le settimane.
In materia di stupro, le recidive sono considerevoli. Altra proposta
che faccio sui recidivi, il 50% dei crimini e reati sono compiuti dal 5%
di delinquenti plurirecidivi. Propongo di instaurare un limite inferiore
alle pene. Dico ai francesi che se faccio il Presidente della
Repubblica, prima della fine dell'estate 2007, i recidivi saranno puniti
molto severamente ed avranno, al momento della recidiva, la certezza di
una sanzione severa.
Non si può continuare più ad avere degli individui che compaiono
50, 60 o 70 volte davanti allo stesso tribunale.
Terzo elemento, bisogna risolvere il problema dei minori. L'impunità
dei minori è una catastrofe. Bisogna riformare l'ordinanza penale del
45 e, se sono eletto Presidente della Repubblica, proporrò che un
minorenne plurircidivo tra i 16 e i 18 anni sia punito come un
maggiorenne. Tra parentesi, signora, quando si è una vittima, che si
sia vittima di un individuo di 17 anni o di 19 anni, il risultato è lo
stesso. Avete detto: dove trova le economie di funzionari? Con quelloche
propongo, signora, ritorneremo agli effettivi dalla funzione pubblica
del 1992, quando Mitterrand faceva il Presidente della repubblica.
All'epoca, che io sappia, la Francia non era sotto-amministrata. La
Francia ha creato un milione di impieghi pubblici dagli anni 80 e lei
dice che non si può cambiare niente. Prendiamo degli esempi, 20.000
doganieri. Questo numero non è cambiato dagli anni 80. Nel frattempo,
abbiamo soppresso le frontiere.
Lo stato ha trasferito la competenza della formazione professionale
alle regioni. Nel frattempo, reggetevi forte, Signor Poivre d'Arvor, gli
effettivi della formazione professionale nello stato sono aumentati del
60%. Lo stato ha trasferito ai dipartimenti le competenze sociali.
Tenetevi forte, nel frattempo, gli effettivi dello stato sulle
competenze sociali sono stati moltiplicati per quattro.
L'informatizzazione ha fatto dei progressi considerevoli,
particolarmente in un ministero che ho diretto, il ministero delle
Finanze. Ci sono 80.000 funzionari al DGI per calcolare le tasse, 60.000
funzionari alla contabilità pubblica per incassarle. Tutti sanno che
bisogna fare la fusione dei due per ottenere delle economie di posti.
Chi può pensare che, su cinque milioni di funzionari, in totale, non ci
sia materia per migliorare la produttività? Un ultimo spunto, perché
è un punto di accordo, è sugli ospedali. Certo, c'è malessere negli
ospedali. c'è un milione di funzionari negli ospedali. L'ospedale è il
luogo di tutti i dolori, di tutte le disgrazie e, allo stesso tempo, di
tutte le felicità. Questo personale ospedaliero, bisogna pensare,
bisogna sostenerlo. Signora, che cosa ha disorganizzato gli ospedali?
Sono state le 35 ore che hanno messo in ginocchio gli ospedali pubblici
francesi. È la realtà delle cose. Negli ospedali servono dei posti di
lavoro. Ci spiegherete come aumenterete i costi dell'assicurazione
contro le malattie. Sono pronto a discuterne nel momento in cui se ne
parlerà, ma sono state le 35 ore che sono state una catastrofe
generalizzata per l'economia francese, ma che, nel caso degli ospedali
pubblici, hanno distrutto considerevolmente la loro organizzazione per
una ragione semplice. L'ospedale funziona il giorno, la notte, 7 giorni
su 7 e 24 ore su 24.
Patrick Poivre d'Arvor: State attenti a non prendetevi, l'uno e
l'altra, troppo tempo di anticipo.
Ségolène Royal: Sugli ospedali pubblici, che è una questione
cruciale, essenziale, poiché è anche sul mantenimento dei piccoli
ospedali, la presenza della assistenza sanitaria sull'insieme del
territorio nazionale. Come avete appena detto molto giustamente,
difatti, le 35 ore delle quali del resto le infermiere, gli aiuti
sanitari e tutto il personale ospedalieri godono perché lavorano di
notte. Del resto, quando lei ha proposto loro di lavorare di più per
guadagnare di più, questa proposta non ha avuto molto successo negli
ospedali. Ho incontrato recentemente delle infermiere. Difatti, non
desiderano lavorare di più perché lavorano già in orari e in
condizioni estremamente difficili. Sì, bisogna creare posti di lavoro
nella funzione pubblica ospedaliera. Questi posti sono stati
insufficienti al momento dell'introduzione delle 35 ore. È la ragione
per la quale non potremo diminuire il numero di funzionari. Se possiamo,
difatti, diminuirne al ministero delle Finanze, particolarmente nei
servizi delle dogane, lo si farà per crearne là dove ce n'è bisogno
per rimettere in piedi il servizio pubblico là dove non ce ne sono
più, sia nelle campagne che nei quartieri nei quali la mancanza di
servizio pubblico spiega iil disgregamento dei legami con la repubblica.
Vorrei ritornare sugli altri elementi che le ha rievocato. Sulla
questione della delinquenza sessuale che ne converrete con me non ha
niente di genetico, credo che si debba andare più lontano. Bisogna
andare più lontano. Chiedo che i pedofili, in particolare, non siano
rilasciati finché la commissione speciale che sarebbe dovuta essere
messa formalmente in funzione nelle prigioni non ha emesso una perizia
che dice che sono oramai non più pericolosi. Oggi ci sono dei
delinquenti sessuali che vengono rilasciati perché non hanno avuto le
cure in prigione, le cure che tuttavia la la legge prevede . Dunque,
credo che l'emergenza in questo campo, sia che vengano somministrate le
cure siano in prigione. Questi delinquenti non devono dunque essere
rilasciati se non quando c'è la garanzia che non possano ricominciare,
fornita dal comitato di esperti che deve risiedere nelle prigioni. Sui
plurirecidivi, lei è stato quattro anni ministro degli Interni. Perché
non avete fatto questa legge? È, difatti, necessaria. Ma penso che ciò
che è ancora più urgente, è la questione della risposta al primo atto
di delinquenza. Ora, oggi, non c'è risposta, lo sapete, al primo atto
di delinquenza. Perché? Perché i magistrati non hanno soluzioni. I
centri chiusi non sono stati costruiti. Io farò, se sono eletta
Presidentessa della Repubblica, perché credo che la questione della
lotta contro tutte le forme di violenza e di delinquenza e, in
particolare, il fatto di evitare ai minori la prigione richiede
soluzioni innovatrici. Ho parlato dell'inquadramento militare per i
minori e lo metterò in funzione. I centri educativi rafforzati saranno
effettivamente creati. Pene adeguate, evidentemente, saranno comminate
al primo reato, perché si sa bene che se c'è una risposta al primo
atto di delinquenza, nel 70% dei casi, non c'è recidiva. Se non c'è
risposta al primo atto di delinquenza, nel 70% dei casi, c'è recidiva.
Si deve ripensare tutto in questo campo, in particolare darò priorità
alla prevenzione e alla sanzione del primo atto di delinquenza, perché
credo che è così che riusciremo a frenare la crescita della
delinquenza di massa. Infine, lei ha parlato del debito, della lotta
contro il debito. Propongo anzitutto di rilanciare la crescita. E' così
che lotteremo contro il debito. Penso che la Francia abbia la capacità
di realizzare un tasso di crescita del 2,5%. E' la media nazionale. Lo
farò facendo un nuovo patto con le imprese. Voglio riconciliare la
Francia con le imprese. Dico che la competitività economica non è
incompatibile col progresso sociale, bensì il contrario. I tre pilastri
dello sviluppo economico saranno domani la competitività delle PMI,
quelle che non dipendono dai fondi pensione. E' su di esse che
concentrerò i 63 miliardi di euro di aiuto pubblico che, oggi, sono
distribuiti in modo uniforme a tutte le imprese. Un'impresa del CAC 40
riceve altrettanti sgravi di una PMI che si batte per conquistare dei
mercati e dei posti di lavoro tutti i giorni. Ebbene io farò questa
riforma. Concentrerò sulle PMI gli aiuti pubblici. Su di esse farò gli
sgravi. Per esse che rilancerò gli investimenti nell'innovazione e
nella ricerca. Anche per esse abbasserò la tassa sui profitti delle
società per tutti i profitti che sono reinvestiti nell'impresa. La
tassa sulle società sarà dimezzata per queste PMI. Il secondo asse del
rilancio della crescita è la qualità del dialogo sociale. Si sa che
tutti i paesi del Nord Europa che sono riusciti a rilanciare la crescita
sono i paesi che hanno adottato un dialogo sociale di qualità che
permette ai sindacati di fare dei compromessi sociali e di anticipare,
vale a dire di essere informati a monte delle strategie dell'impresa per
contribuire, per partecipare, per fare gli sforzi di formazione
professionale, là dove si trovano dei tesori di valore aggiunto.
Infine, metterò in movimento la leva ecologica, perché penso che è
nella filiera dello sviluppo ecologico e delle ecoindustrie che la
Francia può conquistare dei posti di lavoro, probabilmente parecchie
centinaia di migliaia di posti, da conquistare in questo campo. Se la
crescita è superiore al 2,5%, al tempo stesso, finanzio il mio patto
presidenziale, ho rilanciato la crescita mettendo l'accento sulle PMI.
Se c'è ulteriore crescita, prendo l'impegno che tutto ciò che sarà
oltre il 2,5% di crescita sarà dedicato al rimborso del debito.
Patrick Poivre di Arvor: Dato che avete riequilibrato il vostro tempo
di parola, e molto di più, vorrei che si ritornasse alla prima domanda
che avevamo posto sulla vostra concezione della Presidenza della
Repubblica e sulle istituzioni. Bisogna cambiare di Repubblica per
questo?
Arlette Chabot: Sulla crescita, se volete rispondere...
Nicolas Sarkozy: La Sig.ra Royal non me ne vorrà, ma ha affrontato
tutti gli argomenti insieme, e rischia di sorvolarli e di non essere
abbastanza precisa.
Ségolène Royal: Mi lasci la responsabilità delle mie parole, se mi
permette.
Nicolas Sarkozy: Non mi permetto di criticare, ma facevo notare
semplicemente che se parlate di tutto assieme, non si riesce ad
approfondire.
Ségolène Royal: Tutto si tiene, il debito ed il rilancio economico
si tengono.
Nicolas Sarkozy: La precisione non è inutile nel dibattito pubblico
affinché i francesi comprendano ciò che si vuole fare. Mi sembra che,
trattandosi della riduzione del debito, non avete fissato nessun
tracciato di economie. E' assolutamente vostro diritto. Il rilancio
della crescita, cosa ancora più interessante, non avete indicato
nessuno mezzo per rilanciare la crescita. Io ne ho uno. Avete ragione,
bisogna rilanciare la crescita. Il problema della Francia è che c'è lo
1% di crescita di meno delle grandi democrazie, le grandi economie che
progrediscono nel mondo. Perché? Perché si lavora meno degli altri.
Quale è la leva per ottenere lo 1% di crescita di più? E' quella di
rispettare il lavoro, ricompensare il lavoro, valorizzare il lavoro.
Dieci paesi in Europa hanno il pieno impiego, cinque proprio molto.
Penso alla Danimarca, alla Svezia, all'Irlanda, al Regno Unito e, in un
certo modo, alla Spagna. Non dovrebbe colpirvi, Sig.ra Royal, nessuno di
questi ha introdotto il part-time. Non uno solo ha fatto le 35 ore.
Zapatero mi ha detto che non farebbe mai le 35 ore in Spagna, che non
voleva attentare alla competitività delle imprese. Dite che è giusto
che bisogna aiutare le PMI francesi. Permettete che vi ponga una
domanda. Come è previsto nel programma socialista, generalizzerete le
35 ore a tutti, particolarmente alle PMI? Mi auguro di potere liberare
la possibilità di lavorare in Francia. Con quale mezzo? Si devono
incoraggiare le persone che vogliono lavorare di facendole guadagnare di
più. Come? Tutto oggi scoraggia gli straordinari. Ogni impresa che darà
gli straordinari non ci pagherà gli oneri sociali. Ogni salariato che
farà, sulla base del volontariato, delle ore supplementari non ci
pagherà sopra le tasse. Quando si è allo Smic [Salario Minimo
garantito stabilito per legge, NdT SMIC
su wikipedia] e si lavora cinquanta minuti in più al giorno, fa il
15% di aumento di stipendio. C'è un tremendo problema di potere
d'acquisto in Francia. Lo stipendio non è il nemico dell'impiego.
Questo denaro fornirà potere d'acquisto, che si distribuirà e
rilancerà la crescita. Per rilanciare la crescita, voglio liberare le
forze del lavoro. Due piccole osservazioni.
Dite che bisogna creare dei nuovi posti nella funzione pubblica.
D'accordo, perché no. È simpatico. Ma come pagate? Farete, come chiede
François Hollande [Segretario del Partito socialista, e compagno di
Ségolène Royal, NdT], una nuova CSG [Contribution sociale généralisée,
NdT. CSG
su wikipedia]? Vuole dire ai francesi che ci ascoltano che, se sarà
eletta, ci sarà una nuova CSG? È molto bello dire che si faranno nuove
spese, ma è il denaro dei francesi, il denaro che tassa il lavoro, il
denaro che fa in modo che ci siano tante delocalizzazioni, perché, le
tasse e gli oneri sono così pesanti che c'è la tentazione di
delocalizzare. Bisogna proteggere i francesi contro questo. Se aumentate
le spese, aumentate le tasse. Se lo fate, distruggete il potere di
acquisto della crescita, cosa non molto intelligente. Ecco quello che
hanno fatto tutti i paesi che hanno raggiunto il pieno impiego. Mi sono
impegnato sul pieno impiego. Ho detto ai francesi che, alla fine di
cinque anni, si sarà al 5%. Gli altri hanno liberato le forze di
lavoro, non hanno fatto le 35 ore. Dice che si fa pagare troppo alle
imprese, ma dice forse ai francesi che le 35 ore costano 17 miliardi di
euro ogni anno per impedire alle persone di lavorare? Metterò un limite
ai prepensionamenti, cinque miliardi di euro ogni anno, che fanno sì
che dei cinquantenni pieni di gioventù, forse come noi, sono obbligati
ad andare in pensione mentre vogliono continuare a lavorare. Ecco come
si libera la crescita e come si raggiungerà il pieno impiego.
Ségolène Royal: Non ho detto che aumenterò il numero di
funzionari, non distorca le mie affermazioni. Ho detto che manterrò il
loro numero, ma che li riorganizzerò ritirandoli là dove non sono più
necessari…
Nicolas Sarkozy: Non si può rasferire da una funzione pubblica ad
un'altra.
Ségolène Royal: Al momento della pensione, invece di reclutare
doganieri, assumo delle infermiere.
Nicolas Sarkozy: Ma no, non è possibile, Signora. La funzione
pubblica ospedaliera è pagata da un altro bilancio diverso dal bilancio
dello stato.
Ségolène Royal: Scherza! Tutti fondi pubblici, tutto si tiene.
Nicolas Sarkozy: Perché pensate che possiate gestire l'assicurazione
contro le malattie.
Ségolène Royal: No, non io, ma è lo stesso denaro pubblico speso,
quote pagate sugli stipendi.
Nicolas Sarkozy: Non si può spostare fondi tra le collettività
territoriali e lo stato e tra lo sato e le assicurazioni contro le
malattie. Non siete voi a decidere.
Ségolène Royal: Se non potete fare, perché vi volete accedere alla
responsabilità? Ebbene io lo farò.
Nicolas Sarkozy: Ah bene. Se faccio il Presidente della Repubblica,
non posso diminuire gli effettivi del consiglio regionale di
Poitou-Charentes.
Ségolène Royal: Perché no?
Nicolas Sarkozy: E' quello che si chiama l'indipendenza delle
collettività territoriali. È un diritto di libera amministrazione
garantita dalla costituzione.
Ségolène Royal: Non è lo stato che lo deciderà. È la coerenza
politica della ripartizione delle responsabilità. Avete fatto una legge
del decentramento talmente confusa, l'ho detto poco fa, che ha condotto
ad una sovrapposizione delle competenze tra le differenti collettività
territoriali, cosa che fa sì che tutti si occupino di tutto e che ci
sia troppo spreco. Rifarò chiarezza nelle responsabilità e la funzione
pubblica sarà ripartita meglio tra funzione pubblica dello stato,
funzione pubblica ospedaliera e funzioni pubbliche territoriali. Ecco
come penso di rimettere ordine nell'amministrazione e di lottare contro
tutte le forme di spreco. Veniamo ora all'argomento centrale che è la
questione del lavoro. Lei ha fatto una proposta. Ha il merito di
esistere. Sulla questione delle ore supplementari, credo che la sua
proposta sia pericolosa ed inefficace. Ora, faccio la vostra stessa
constatazione. Credo che non si lavori sufficientemente in Francia. Non
si lavora sufficientemente, perché ci sono in stato di disoccupazione
troppe persone. Se defiscalizzate le ore supplementari, un datore di
lavoro avrà interesse a dare degli straordinari ad un salariato invece
di assumere un nuovo salariato. Ora noi siamo il paese che subisce al
tempo stesso il tasso di disoccupazione dei giovani più elevato e
quello dei senior più elevato. Peraltro, le ore straordinarie sono
possibili, lo sapete. Due leggi François Fillon hanno liberato 220 ore
supplementari per anno. Che cosa accade nelle imprese? Questa possibilità
non è nemmeno utilizzata dai salariati. I salariati non utilizzano in
media che 120 ore supplementari per anno, perché non vogliono
necessariamente lavorare di più o perché l'impresa non ha
sufficientemente carico di lavoro per fare delle ore supplementari. Io
propongo al contrario di dare lavoro a chi non ne ha. E' così come
faremo ritornare dei contributi. Propongo di dare lavoro ai giovani che
non ne hanno, perché ciò che scardina oggi l'equilibrio della società
francese, sono i giovani diplomati e qualificati che non hanno accesso
all'impresa. L'impresa chiede al tempo stesso dell'esperienza
professionale ai giovani, ma, allo stesso tempo, non si fida di questi
giovani. Si sono prodotte disuguaglianze tra i giovani che hanno le
giuste relazioni e che riescono ad entrare nelle imprese per fare le
loro prove, molto spesso, ci riescono, perché abbiamo un sistema di
formazione molto buono, e quelli che non hanno le giuste relazioni e che
non arrivano ad entrare nell'impresa. E' per questi che propongo di
creare, in 5 anni, i 500.000 posti-trampolino per i giovani. Il mio
obiettivo è di fare in modo che in Francia i giovani non restino in
stato di disoccupazione per più di 6 mesi o in cerca di lavoro. E' il
posto-trampolino. Funziona, perché sono un responsabile politico che
vuole fare delle cose che funzionano. La sua decisione di defiscalizzare
gli straordinari costa 5 miliardi di euro. I posti trampolino funzionano
e non costano niente. Perché? Perché è il riciclaggio dei fondi della
formazione professionale e delle spese di indennizzo della
disoccupazione. Preferisco vedere un giovane in attività pagata per 6
mesi dalle collettività locali. Hanno già cominciato e funzionano
nella mia regione. Ho creato già 3000 posti trampolino. Poi, i giovani
fanno le loro prove nell'impresa, mostrano di cosa sono capaci e, alla
fine di questi 6 mesi, l'impresa fa loro un contratto a tempo
indeterminato. Se sono inadatti all'impresa, si dà loro una formazione
professionale supplementare. Penso che il lavoro va al lavoro. Un
giovane qualificato diplomato che ha la possibilità di mostrare cosa è
capace di fare nell'impresa, spesso resta nell'impresa, perché si crea
un rapporto di fiducia.
Patrick Poivre d'Arvor: vorrei fare un richiamo storico. Dal 1974,
l'indomani del primo shock petrolifero, ci fu il primo grande dibattito
tra due candidati al secondo turno delle presidenziali. Tutti i
candidati di sinistra e di destra hanno detto: "Vincerò la
battaglia dell'occupazione". Vediamo il punto a cui siamo arrivati
oggi. Quali sono le sue soluzioni, Nicolas Sarkozy, per arrivare al
pieno impiego?
Nicolas Sarkozy: Oggi abbiamo il più basso tasso di disoccupazione
in Francia da 25 anni. Non dico che tutto sia riuscito, ma è il tasso
più basso. Come fare per andare oltre? Quello che detto la Sig.ra Royal
è interessante. È una differenza sostanziale tra il suo progetto ed il
mio. In sostanza, lei è nella rigorosa logica socialista della
divisione del tempo di lavoro. C'è un tempo di lavoro che è come una
torta, bisogna dividerla. Ci dice che nessuno lavora più di 35 ore,
cosa che obbligherà ad assumere altri. Da nessuna parte nel mondo si fa
così. Non c'è un solo paese, signora, socialista o meno, che ha
mantenuto la logica della divisione del tempo di lavoro, che è un
errore monumentale. Le 35 ore non hanno creato posti di lavoro e sono
state responsabili di qualche cosa di ancora più grave: la rigidità
salariale che fa sì che i nostri stipendi siano troppo bassi. Questo
pesa sul potere d'acquisto dei francesi. Il potere d'acquisto ne soffre,
e c'è meno crescita. Propongo un'altra strategia, la strategia che ha
funzionato dovunque. Lei cita le democrazie del Nord Europa, ed è ciò
che fanno. Il suo amico Blair nel Regno Unito, ha fatto così. Zapatero
ha fatto così. Il lavoro degli uni crea il lavoro degli altri. E' per
questo che l'istituto Rexecode, organismo indipendente, ha notato il
progetto economico…
Ségolène Royal: Conosciamo la musica! È l'organismo del Medef [La
confindustria francese, NdT MEDEF
su wikipedia]. Lo sa bene.
Nicolas Sarkozy: Sa da chi è diretto? Da Michel Didier, uno degli
economisti che Jospin aveva chiamato nel 1998 nel suo consiglio degli
esperti. L'organismo che avete appena contestato, il suo presidente è
stato chiamato da Lionel Jospin stesso nel consiglio degli esperti che
era l'entourage del Consiglio dei ministri di allora. Non è carino
verso Jospin.
Ségolène Royal: Questo ha portato ad un un punto in meno di
crescita. E' l'organismo del Medef. Juppé ci ha servito regolarmente
questo argomento. Continui.
Nicolas Sarkozy: Grazie per avermi autorizzato! Il mio progetto crea
230.000 posti di lavoro in più.
Ségolène Royal: Grazie Medef! No, forza, continui!
Nicolas Sarkozy: Perché tratta tutti coloro che non hanno la sua
opinione con ironia, con disprezzo? L'istituto Rexecode non è
l'istituto del Medef. Ed anche se fosse … Perché si è a capo di
un'impresa non si deve sapere niente sul lavoro? Perché, se non si è
di sinistra, non si ha il diritto di parlare di questi argomenti?
Apprezzo le sue risposte. Non dico che sono stupide. Provo a capire e a
spiegare ai francesi quali sono le nostre differenze. Tutti i paesi del
mondo hanno aumentato le possibilità di lavorare.
Prima modifica, oggi le ore supplementari sono pagate il 10% di più.
Farò pagare il 25% di più. Dato che non ci saranno oneri, le imprese
potranno aumentare gli stipendi. Con lo stipendio aumentato, si crea
potere d'acquisto. Col potere d'acquisto, si crea crescita. Con la
crescita, si crea lavoro. Dato che i contributi sociali sono senza
massimali, l'impresa che dà un'ora di straordinario deve pagare il 10%
di più, propongo il 25%, più contributi sociali aumentati a dovuta
proporzione dell'aumento di stipendio. Non ha nessun interesse a darle.
Si è fatto questo sistema inverosimile che il contribuente paga 16
miliardi per finanziare le 35 ore e che i salariati non hanno diritto
agli aumenti di stipendio di cui hanno bisogno. Proporrei due altre cose
per trovare il pieno impiego. 500.000 offerte di lavoro non sono
soddisfatte. Vorrei creare un servizio pubblico del lavoro fondendo l'Unedic
e l'ANPE. Nella concezione della Repubblica, non si possono avere
diritti senza doveri. Propongo che non si possa, quando si è
disoccupati, rifiutare più di due offerte di lavoro successive che
corrispondono, naturalmente, alle qualifiche ed alla regione dove si
abitata. Tutti gli altri paesi lo fanno. Sono stato nel Regno Unito, è
estremamente interessante. Quando uno è disoccupato, è ricevuti ogni
quindici giorni. Nel servizio pubblico di oggi, il primo servizio
pubblico è dopo quattro mesi. Propongo che non ci sia un solo
beneficiario del minimo sociale che non sia spinto ad esercitare
un'attività qualunque per ritrovare la sua dignità e rendere alla
collettività ciò che la collettività gli dà. Con questo sistema, col
contratto di assicurazione professionale, non ci sarà più nessun
licenziamento economico, se sarò presidente della Repubblica, senza che
la persona licenziata non abbia immediatamente un contratto col servizio
pubblico dell'impiego, il 90% dell'ultimo stipendio che gli permetterà
di ritrovare un impiego o una formazione. Con Borloo, l'abbiamo
sperimentato in sette bacini di lavoro. 8000 sono stati firmati,
funziona. Il pieno impiego, Signora Royal, non c'è nessuna ragione che
sia solo per gli altri. Se continuate con le 35 ore, che mi piacerebbe
ci diceste se le generalizzerete, le manterrete, o le manterrete come un
minimo e lascerete le persone lavorare per guadagnare più? È una
domanda che interessa i francesi.
Ségolène Royal: Se pensate che le 35 ore abbiano creato tali danni,
perché non le avete soppresse durante questi cinque anni? Perché
sapete…
Nicolas Sarkozy: Posso rispondere?
Ségolène Royal:Forza! Perché sapete bene che ciò corrisponde ad
un progresso sociale. Sapete cosa le persone hanno fatto del tempo
libero, che hanno creato più di un milione di posti? Le persone, per il
70%, si sono occupate di più della loro famiglia. Molte donne, in
particolare, o i salariati che hanno i lavori più difficili, alla fine
delle 35 ore, sono stanchi. Dunque l'aumento della durata del lavoro non
va nel senso del progresso sociale. Sono per la libertà di quelli che
vogliono lavorare di più. È possibile, lo si è visto, poiché le ore
straordinarie sono possibili.
Nicolas Sarkozy: Che cosa fate delle 35 ore, le manterrete?
Ségolène Royal: L'ho detto. La seconda legge sulle 35 ore è stata
una legge troppo rigida. Sono capace di guardare le cose come sono, e la
realtà delle imprese come è. Ho questa responsabilità nelle regioni.
Gestiamo gli aiuti economici alle imprese. Tutti i giorni sto con capi
d'impresa. Ho visto che la seconda legge era stata troppo rigida. Ho
detto nel mio patto presidenziale che ogni modifica del Codice di lavoro
si farebbe dopo un negoziato tra i partner sociali. Ogni modifica del
Codice del lavoro, e non imponendo un certo numero di cose. Avete visto
le reazioni.
Nicolas Sarkozy: Che cosa vuole dire "troppo rigido?" Cosa
modificherete?
Ségolène Royal: I partner sociali si metteranno d'accordo e
discuteranno ramo per ramo. Se non c'è accordo, non ci sarà una nuova
legge.
Nicolas Sarkozy: Che cosa cambiate? Le 35 ore come minimo, non le
toccherò. Mantengo le 35 ore come la durata settimanale.
Ségolène Royal: Riconoscete che è un progresso sociale economico
importante. Vi do un esempio. Ero recentemente in un'impresa di alta
tecnologia nella Creuse che produce dei pannelli solari. È passata alle
32 ore e ha aumentato la sua produttività. Contrariamente a ciò che
avete detto prima, ne ho parlato a Zapatero e a Prodi. Sono andata in
Svezia a vedere la situazione delle imprese. In molte imprese, quando
sono ad alto rendimento sul piano tecnologico, hanno durate di lavoro
anche inferiori alle 35 ore.
Nicolas Sarkozy: A 32 ore, quanto sono pagati?
Ségolène Royal: Sono pagati come per 35 ore.
Nicolas Sarkozy: Non si aumenta il potere di acquisto.
Ségolène Royal: Si.
Nicolas Sarkozy: Ora, c'è un problema considerevole di potere di
acquisto.
Ségolène Royal: Lasciate libere le persone. Lasciate la libertà
alle persone. Non imponete loro di lavorare di più per guadagnare di più.
Sapete cosa sia la valorizzazione del lavoro? È un lavoro pagato al suo
giusto valore. Trova normale che i salariati comincino la loro carriera
allo Smic a 980 euro netti al mese e finiscono…. mi lasci finire!
Nicolas Sarkozy: Che cosa cambiate nelle 35 ore? Non si capisce
niente.
Ségolène Royal: Sì, sì, avete compreso perfettamente. Fate finta
di non comprendere. Osservo che non tornerete sulle 35 ore. Non le avete
rimesse in causa. Non sono responsabili di tutti i mali della terra,
come dice anche il Médef. Ho incontrato la presidentessa del Médef, mi
ha detto: "Ripensate alle 35 ore." Non è serio! Ci sono altri
argomenti su cui discutere. Volete che si annullino le 35 ore? Mi ha
detto "no". E allora!. È un'esperienza sociale importante, ma
ciò ha creato delle difficoltà nelle piccole imprese perché sono
state applicate in modo troppo uniforme. Ridiscuteremo le 35 ore per
sapere se sì o se no, ed in che modo possono essere generalizzate ed in
quali rami. Saranno i partner sociali che ne discuteranno. Li ho già
tutti ricevuti i partner sociali. Non aspetto di essere eletta per
mettermi a lavorare. Ho incontrato tutte le organizzazioni sindacali e
le organizzazioni padronali. Ho detto loro che la riforma profonda del
funzionamento della Repubblica domani sarà una riforma della democrazia
sociale. Spero che ci siano altri salariati che aderiscono ai sindacati.
Perché? In un paese come il nostro abbiamo solamente l'8% di salariati
che aderiscono ai sindacati, mentre nei paesi del Nord dell'Europa l'80%
dei salariati aderiscono ad un'organizzazione sindacale, c'è allora un
dialogo sociale [Il "dialogo sociale" è cosa differente
dalla concertazione, anche se nella modalità esposta qui dalla
Royal vi somiglia molto, NdT] costruttivo che si crea, dei
compromessi sociali. Finisco.
Nicolas Sarkozy: Nella funzione pubblica, autorizzerete la
concessione di ore straordinari oggi vietate, sì o no?
Ségolène Royal: Finisco sulle 35 ore. I partner sociali, perché il
sindacalismo sarà stato rinforzato dall'assegno sindacale, da un
credito d'imposta, perché, oramai, avranno una responsabilità
importante non ci saranno più leggi imposte nel campo sociale finché
non ci saranno state discussioni tra i partner sociali. Poi, la legge
consoliderà queste discussioni, porterà i finanziamenti necessari o
generalizzerà il diritto del lavoro. La risposta molto precisa sulle 35
ore è che ci sarà su questo argomento, come sugli altri, un negoziato
tra partner sociali ramo per ramo, o si mettono di accordo e ci saranno
le 35 ore, o non si mettono di accordo e non ci sarà generalizzazione
delle 35 ore nelle imprese di cui si parla.
Voglio rilanciare la crescita, non solamente con le 2 ore
supplementari che volete defiscalizzare, con la disoccupazione che
questo provocherà, poiché come ho detto poco fa, i padroni avranno
interesse a dare delle ore di straordinario che il salariato non può
scegliere. Occorrerà un piano del carico di lavoro per dare gli
straordinari. Preferisco che un datore di lavoro recluti un giovane
disoccupato o un salariato di più di 50 anni piuttosto che di dare
degli straordinari defiscalizzati, vale a dire un nuovo regalo alle
imprese senza contropartita. La nostra misura costa 5 miliardi di euro.
In compenso, cosa molto importante, si prende un po' di distanza
rispetto al rispetto alla posta economica e ci si dice che oggi la vera
battaglia è l'economia della conoscenza. Ho proposto di investire
massicciamente nell'innovazione e nella ricerca. Gli sforzi nella
ricerca sono drasticamente diminuiti, al punto tale che il movimento
"Salva la ricerca" che non voleva fare appelli per nessuno
candidato sta tirando il campanello d'allarme per sostenermi. Sanno bene
il modo di cui avete diminuito gli investimenti della ricerca.
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