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Le Lay: Il mestiere di TF1 è quello di aiutare la Coca-Cola a vendere il suo prodotto.

AFP 09/07/2004

Parigi. Patrick Le Lay, Presidente(1) di TF1(2) , intervistato assieme ad altri dirigenti in un libro intitolato “I dirigenti di fronte al cambiamento” (Éditions du Huitième jour), enuncia la sua concezione della televisione e ritiene che il mestiere di TF1 sia quello di “aiutare la Coca-Cola a vendere il suo prodotto".

“Si può parlare della Televisione in molto modi. Ma dal punto di vista del 'business', siamo realisti, il mestiere di TF1 è fondamentalmente quello di aiutare la Coca-Cola, per esempio, a vendere il suo prodotto.

“Ebbene, perché un messaggio pubblicitario sia percepito, bisogna che il cervello del telespettatore sia disponibile. Le nostre trasmissioni hanno come vocazione quella di renderlo disponibile: cioè divertirlo, farlo rilassare per prepararlo tra due messaggi. Noi vendiamo alla Coca Cola il tempo disponibile del cervello umano”.

“Niente di più difficile – continua – dell'ottenere questa disponibilità. Abbiamo qui continui cambiamenti. Bisogna continuamente trovare programmi che funzionino, seguire le mode, navigare tra i flutti delle tendenze, in un contesto in cui l'informazione va sempre più veloce, si moltiplica e si banalizza”.

“La televisione è una attività senza memoria. Paragoniamola ad esempio all'industria dell'automobile: per un costruttore di automobili il processo di creazione è molto più lento, e se la sua vettura ha successo, avrà almeno modo di goderselo. Noi non ne abbiamo nemmeno il tempo!”

“Ci si gioca tutto giorno per giorno, sui numeri dell'audience. Siamo il solo prodotto al mondo dove si conoscono i propri clienti secondo per secondo, dopo 24 ore”.

I soci della EIM, una società di consulenze operative, hanno intervistato una ventina di altri dirigenti, oltre a Le Lay, in particolare Michel Bon (ex-France Télécom), Robert-Louis Dreyfus (LD Com), Michel Pebereau (BNP-Paribas), Henri de Castries (Axa). EIM voleva “tastare il polso” delle imprese francesi “di fronte alle nuove sfide”. Il libro, prefato dal presidente del Medef(3) francese, Ernest-Antoine Seillière, è stato pubblicato nel 2004.

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Télérama – (n° 2852 - 9 settembre 2004).

«Vendiamo alla Coca-Cola del tempo disponibile del cervello umano»

Télérama: In quale contesto ha pronunciato questa frase?

Patrick Le Lay: Non era un'intervista ufficiale. Il Medef mi aveva chiamato dicendomi che si intervistavano dei dirigenti d'azienda sul “cambiamento e il movimento”. Non mi ricordo in modo preciso di questa intervista ma, come al solito, ho probabilmente parlato per due ore ininterrottamente e devo aver detto questa frase. Ciò nonostante non riconosco il mestiere di TF1 in questa formulazione e non mi ritrovo nelle dichiarazioni che mi si attribuiscono: mi si trasforma in un mercante di cervelli!

Télérama: Ma le ha fatte queste affermazioni?

Patrick Le Lay: Certo, sicuro. Riconosco che questa formulazione è un po' caricaturale e angusta, ma – ripeto – era una conversazione, ed ho l'abitudine di caricare le tinte per far capire i concetti.

Télérama:
Come riformulerebbe quella frase?

Patrick Le Lay: Il mestiere di TF1 è l'informazione i la programmazione (la fiction, l'intrattenimento, lo sport, le rubriche di novità). Siamo una grande catena popolare e rivolta alle famiglie il cui obiettivo è quello di piacere al massimo di gente possibile per realizzare il massimo dell'audience. Ci riusciamo peraltro piuttosto bene, dato che da quindici anni, ogni anno, siamo tra il 92 e il 97 su 100 delle audience migliori. Siamo certamente una catena commerciale, viviamo di pubblicità, ma sono i nostri clienti che producono gli spot che trasmettiamo. Cosa vendiamo in realtà ai nostri clienti? Del tempo di trasmissione. La legge ci autorizza a venderne fino al 10%, con un massimo di 12 minuti l'ora.

Télérama: vendete anche dell'audience.

Patrick Le Lay: La logica di TF1 è una logica di potenza. Vendiamo ai nostri clienti un'audience di massa, un numero di persone suscettibili di guardare uno spot pubblicitario. Per gli inserzionisti, il tempo di trasmissione non rappresenta altro che dei “contatti coi clienti”. Attenzione umana. In particolare quella della famosa massaia di meno di 50 anni, che è colei che decide in larga misura degli acquisti di prodotti alimentari, per la pulizia della casa e di bellezza.

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1) All'epoca dell'intervista (2004). Oggi non lo è più.

2) Importante catena TV francese.

3) La Confindustria francese.


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