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New York Times - POLITICA 

La Spagna allenterà la sua alleanza con gli Stati Uniti, dice il neo eletto Premier 

di ELAINE SCIOLINO 

Pubblicato il 16 marzo 2004 

Madrid, 15 marzo - il primo ministro Socialista spagnolo neo eletto si è impegnato lunedì a spostare l'asse da Washington verso Parigi e Berlino, una mossa che potrebbe condurre ad una riduzione dell'influenza americana in Europa su una serie di problemi. 

Nel frattempo, rappresentanti dei servizi di intelligence americani hanno affermato lunedì di essere sempre più convinti che militanti islamici, e non il gruppo separatista basco ETA, siano i responsabili degli attentati ai treni di Madrid di giovedì che hanno ucciso 200 persone e ferito altre 1.500. 
Diplomatici di paesi dell'Europa Unita si sono lamentati di essere stati fuorviati dal governo spagnolo che fin dall'inizio ha affermato dopo gli attentati che era l'ETA ad esserne colpevole e ha fatto pressioni per una condanna dell'ETA al Consiglio di Sicurezza. 

Nei suoi primi commenti a giornalisti, fin dalla sbalorditiva sconfitta da parte del suo partito del candidato del Partito Popolare e di centro-destra, domenica, il Primo Ministro eletto José Luis Rodríguez Zapatero ha ripetuto la sua promessa di ritirare le truppe spagnole dall'Iraq in assenza di un mandato delle Nazioni Unite. Tale mandato è considerato comunque probabile, dopo il trasferimento della sovranità dagli Stati Uniti all'Iraq a giugno. 
Zapatero ha criticato aspramente la guerra condotta dagli Americani in Iraq, alla quale si è opposto sia il suo partito, sia il 90 per cento degli spagnoli. 

"Voglio che l'Europa ci veda di nuovo come filo-europei", ha affermato lunedì alla radio spagnola Cadena Ser. 

Ha aggiunto: "La guerra è stata un disastro; l'occupazione continua ad essere un grande disastro. Non ha generato altro che violenza ed odio. Non può essere che, dopo che è diventato così chiaro quanto malamente sia stata gestita, non ci sia alcuna conseguenza." Ha detto che il Presidente Bush e il Primo Ministro della Gran Bretagna Tony Blair "dovrebbero riflettere e impegnarsi in qualche forma di autocritica, in modo che cose del genere non possano più accadere." 

In una conferenza stampa più tardi nella sede centrale del partito, Zapatero ha promesso di rinormalizzare le relazioni con Francia e Germania, che sono state danneggiate quando la Spagna ha sostenuto la guerra in Iraq, mentre Francia e Germania si sono opposte. "La Spagna andrà di nuovo a braccetto" con l'Europa, ha detto. "La Spagna sarà più filo-Europea che mai. Ne sono convinto profondamente." 

In questo senso Zapatero, nonostante le sue inclinazioni sinistrorse, sarà più vicino alla visione di politica estera del governo di centro-destra Francese, dove il Presidente Jacques Chirac ha più volte invocato la creazione di un mondo "multipolare" nel quale l'Europa diverrebbe un contrappeso agli Stati Uniti e ad altri centri di potere. 

Molti europei vedono la guerra in Iraq come l'ultima di una serie di azioni americane unilaterali intraprese in sfida agli interessi e alle volontà degli europei, ivi incluse le decisioni americane di non firmare i trattati sull'ambiente ed sul Tribunale Penale Internazionale. Loro considerano una Europa più unita una possibile contromisura a quello che è visto generalmente in Europa come un tentativo americano di stabilire un dominio globale ed incontestato. 

Zapatero ha detto che la sua elezione manderà un segnale agli altri paesi che stanno affrontando le elezioni, ivi inclusi gli Stati Uniti, dove è probabile che Bush si trovi di fronte al Senatore del Massachusetts John Kerry nelle elezioni di novembre: se gli elettori disapprovano la guerra in Iraq e la sua occupazione, possono trasferire la loro protesta nell'urna e rovesciare la politica del loro paese. 

"Ho la sensazione che quello che è accaduto oggi, quando il governo Socialista in Spagna è andato al potere, avrà un grande impatto nelle elezioni di Novembre in nord America, nel duello tra Bush e Kerry", ha detto Zapatero in una intervista alla radio. 

In Gran Bretagna, Blair affronterà una situazione simile nel 2005. La maggior parte degli inglesi erano contrari alla guerra in Iraq. Ma il ministro degli esteri britannico Jack Straw ha affermato che ritirarsi dall'Iraq e cambiare la strategia nella campagna contro il terrorismo porterebbe più danni che vantaggi. "Nessuno, proprio nessuno deve pensare che in qualche modo noi possiamo tirarci fuori dalla guerra contro il terrorismo islamico", ha detto. "L'idea che, in qualche modo, esista un certificato di esenzione da questa guerra contro il terrorismo è una sciocchezza assoluta." 

Miguel Ángel Moratinos, fino a poco tempo fa un diplomatico senior, e che probabilmente sarà nominato ministro degli esteri, ha detto in un'intervista telefonica che la politica estera spagnola sarà "guidata con un spirito completamente diverso". 

"Vogliamo impegnarci con l'amministrazione americana e col Presidente Bush in modo costruttivo, ma su un piede di eguaglianza", ha dichiarato. 

Nella conferenza stampa di lunedì, Zapatero ha ripetuto le promesse di ritirare le truppe Spagnole dall'Iraq a meno che non siano poste sotto il controllo delle Nazioni Unite, ma si è rifiutato di stabilire una scadenza. 

Ha però ricordato che in passato aveva detto che senza un mandato delle Nazioni Unite, avrebbe ritirato le truppe alla fine di giugno, quando gli Stati Uniti hanno promesso di passare il potere agli irakeni. 

Se la Spagna ritira le sue truppe, questo creerà problemi non solo all'amministrazione Bush ma anche alla Polonia. Il contingente spagnolo doveva il 1 luglio prendere dalla Polonia il controllo dei 9.000 effettivi della forza multinazionale che pattugliano l'Iraq centrale e meridionale. 

A Washington, la Casa Bianca ha detto che il Presidente Bush si è congratulato con Zapatero e che i due leader si sono impegnati a lavorare insieme nella lotta contro il terrorismo. 

"I due leader hanno detto che non desiderano altro che lavorare insieme, particolarmente sul nostro comune impegno a lottare contro il terrorismo" ha detto il portavoce della Casa Bianca Scott McClellan. Non ha risposto alla domanda se le bombe di Madrid avessero o meno influenzato le elezioni spagnole. 

Alla domanda alla conferenza stampa se Bush si fosse congratulato con lui, Zapatero ha risposto abilmente "devo confessare che l'elenco delle congratulazioni è estremamente lungo, ed in questo momento non sono in grado di guardarle tutte. E correrei il rischio di commettere un errore, cosa che non voglio fare." 

Ha comunque sottolineato che il suo sarà un governo che "manterrà relazioni cordiali con tutti i governi del mondo, e naturalmente col governo degli Stati Uniti", nonostante, ha aggiunto, le "ben note differenze". 

I giornali qui sono stati rapidi nel dire lunedì che è stata l'asserzione che Al Qaeda potesse essere la responsabile degli attentati a cambiare il risultato delle elezioni. 

Il primo ministro uscente, José María Aznar, è stato criticato anche per la sua gestione delle indagini sugli attentati ai treni. Secondo i critici, è stato veloce nell'indicare l'ETA, e troppo lento a ritirare le sue dichiarazioni una volta che l'evidenza aveva indicato i militanti islamici. Questo ha condotto ad accusare Aznar ed il suo cosiddetto successore di avere mentito e di avere nascosto informazioni per favorire il partito nelle elezioni. Il governo ha affermato di avere seguito tutte le piste e di avere dato tutte le informazioni al pubblico appena possibile. 

Acutamente consapevole dell'impatto che gli attentati di Madrid hanno avuto sul voto di domenica, Zapatero si è impegnato nel dare alla lotta contro "tutti i terrorismi" la priorità massima. 

In un'intervista separata, Diego López Garrido, un rappresentante Socialista senior esperto di legge costituzionale che potrebbero diventare ministro di difesa, dell'interno o della giustizia, ha sottolineato quanto fosse divenuta vulnerabile la Spagna a seguito della guerra in Iraq . 

"Oggi noi sappiamo che la Spagna non è più sicura", ha detto. Quanto alle relazioni con gli Stati Uniti, ha aggiunto, "vogliamo le migliori relazioni ma non vogliamo essere subordinati a Bush", ha affermato. 

Come parte della attuale lotta del governo contro il terrorismo, il ministro dell'interno spagnolo, Ángel Acebes, ha annunciato in una conferenza stampa lunedì che avrebbe avuto luogo a Madrid "nei prossimi giorni" un incontro ad alto livello dei servizi antiterroristi dell'Unione Europea per "mettere in comune risorse, scambiare informazioni e discutere piani per il futuro." 


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