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DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale

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Il Grande Spartiacque

PAUL KRUGMAN

Pubblicato il 29 gennaio 2002

E' stato un evento scioccante. Ad una velocità incredibile, la nostra percezione del mondo e di noi stessi è cambiata. Sembrava che prima noi avessimo vissuto in una sorta di innocenza cieca, senza nessuna percezione dei pericoli nascosti.

No, non sto parlando dell'11 settembre; sto parlando dello scandalo Enron.
Uno dei grandi cliché degli ultimo mesi è che l'11 settembre abbia cambiato tutto. Personalmente non l'ho mai creduto. Un evento cambia tutto solo se cambia il modo nel quale si guarda a noi stessi. E l'attacco terrorista non era in grado di farlo, perché noi siamo stati le vittime, non i perpetratori. L'11 settembre ci ha detto molte cose sul Wahhabismo, ma poche sull'Americanismo.

Lo scandalo Enron, d'altra parte, è invece chiaramente qualcosa che ci riguarda. Ci racconta cose su noi stessi che avremmo probabilmente potuto sapere, ma che abbiamo fatto in modo di non vedere. Prevedo che negli anni futuri sarà Enron, e non l'11 settembre, ad essere percepito come il grande tornante della società USA.

Qualcuno ha sottovalutato il significato dell'affare Enron, non solo il Segretario al Tesoro Paul O'Neill con la sua infelice osservazione su come “le aziende vadano e vengano”, ma anche commentatori che pensano che un fallimento non sia una storia molto importante. Mettiamola così: gli affari di molti americani sono affari, ed Enron è già uno dei più grandi scandali del business nella storia. Ci sono state altre gradi e considerate aziende che hanno fatto fallimento, ci sono state altre aziende che si sono rivelate essere una frode. Ma non ricordo nessun altro caso nel quale la più considerata delle aziende si sia rivelata essere un imbroglio.

E così, anche se la storia riguarda proprio solo la Enron, è stata una lezione su come le apparenze possano ingannare. E non penso che riguardi una sola azienda.

Prima del collasso della Enron, la storia economica di questi ultimi pochi anni sembrava essere più una commedia che una tragedia. E' vero, molta gente ha perso del denaro, ma questo è successo perché erano degli scriteriati, perché hanno comperato azioni perché credevano nelle sciocchezze sull'economia della New Age, o perché pensavano che quelle di William Shatner [attore protagonista della serie “Star Trek”, NdT] fossero delle inserzioni   pubblicitarie.

La storia è diventata oggi molto più fosca. La gente non si inganna: viene ingannata.
E' vero che Enron ha ricavato molto del suo credito dallo stesso tipo di gergo della new-economy che ha alimentato la bolla delle dot-com, com'è il caso ad esempio dell'ex presidente Jeffrey Skilling quando amava dire che l'azienda era “virtualmente integrata”.

Nonostante tuttavia la vernice “hi-tech”, la struttura sembrava solida: Enron non era una dot-com senza profitti, gestita da ragazzi strampalati. Sembrava un'azienda con una consolidata storia. I suoi dirigenti sembravano persone intelligenti e solide. Sembrava un'azienda con una grande etica del lavoro, e con un gran senso di reciproca lealtà. Tutte cose rivelatesi apparenze.

Ed ora? In questo momento, le richieste di riforma sono sparse e confuse. Qualcuno vuole nuove regole per i piani 401(k) [piani pensionistici privati, NdT]; qualcun altro vuole nuove regole per la contabilità; alcuni ancora una campagna di riforme della finanza; altri vogliono tornare alla regolazione. Sembrano obbiettivi irrelati, ma penso che abbiano un elemento in comune: vogliono tutti la fine dell'era del lassismo, nella quale nessuno pone domande difficili fin quando le cose sembrano a posto. Questa era è finita.

I ragionamenti politici si stanno in questo momento focalizzando su di chi sia la colpa per quanto è accaduto. Sono d'accordo: questo è un punto molto interessante. Sospetto tuttavia che per coloro che non sono stati direttamente implicati, e molti politici non lo sono stati, il problema non è quel che hanno fatto, ma quel che stanno facendo. Stanno agendo come se abbiano capito che la vecchia era del lassismo non è più accettabile?

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