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Il Consiglio Irakeno, cambiando posizione, Invita l'ONU ad aiutare il Trasferimento di poteri.

Di Dexter FILKINS 

Pubblicato il 18 marzo 2004 

Bagdad, Iraq, 17 marzo - Dopo intense pressioni americane, i leader dell'Iraq hanno chiesto alle Nazioni Unite, mercoledì, di aiutarli a formare un nuovo governo e a preparare le elezioni su scala nazionale.

Membri del Consiglio di Governo Iracheno hanno detto di avere spedito una lettera alle Nazioni Unite dopo un teso incontro con L. Paul Bremer III, l'amministratore americano, che a quanto riferito avrebbe dato ai leader Iracheni un ultimatum. 

La decisione mette fine ad un blocco diplomatico che ha minacciato di frustrare il desiderio dei leader Iracheni di avere una rinnovata leadership il 30 giugno, quando gli americani pensano di trasferire la sovranità al popolo Iracheno, e di tenere elezioni entro la fine dell'anno. 

Nei giorni scorsi alcuni rappresentanti Iracheni avevano detto di non volere che le Nazioni Unite fossero coinvolte di nuovo in Iraq. Li disturbava, hanno dichiarato i rappresentanti, il fatto che gli esperti delle Nazioni Unite avesssero raccomandato il mese scorso di non tenere elezioni prima del trasferimento della sovranità, il 30 giugno. Particolarmente forte era la resistenza fra i membri Sciiti, che rappresentano il più grande gruppo del paese, e che stanno spingendo per elezioni ravvicinate. 

Questa resistenza a cominciato ad affievolirsi dopo che rapporti, questa settimana, avevano riferito che il Segretario Generale Kofi Annan aveva saputo direttamente dal Grande Ayatollah Ali al-Sistani, Sciita, il leader spirituale più potente del paese, che si dissociava dai dissenzienti. 

In un incontro nella mattinata di mercoledì, Bremer ha avvisato i leader Iracheni che rischiavano di isolare loro stessi ed il loro paese se avessero continuato a biasimare le Nazioni Unite. Secondo rappresentanti Iracheni ed americani, Bremer li ha minacciati di un "confronto" con gli Stati Uniti, se l'Iraq avesse omesso di invitare di nuovo l'organizzazione. 

Bremer ha lasciato la stanza, hanno detto i rappresentanti, e quando è tornato quattro ore più tardi, i leader Iracheni avevano abbozzato una lettera che invitava le Nazioni Unite in Iraq. Questa chiedeva consigli su come preparare per tempo un governo in grado di ricevere la sovranità e, dopo di questo, come convocare rapidamente le elezioni su scala nazionale. 

Il Consiglio di Governo di 25 membri, nominato dagli americani l'estate scorsa, include molti esuli delle prime ore, ed è considerato da molti Iracheni come non rappresentativo. Alcuni rappresentanti Iracheni si dichiarano a favore di una espansione del corpo attuale, così che un organo fondato su una base più larga sia pronto a prendere le consegne dagli americani.

Qualunque governo sia in carica il 30 giugno, lo resterà probabilmente fino alle elezioni, che i leader Iracheni dicono vorrebbero tenere entro la fine di quest'anno. Rappresentanti delle Nazioni Unite hanno detto agli Iracheni che se vogliono rispettare quel termine massimo, devono iniziare molto presto i preparativi. 

"Diamo il benvenuto ai consigli dell'ONU", ha detto Hamed al-Bayati, del Consiglio Supremo della Rivoluzione islamica in Iraq. 

 

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