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El Mundo - 20/3/2004 

ANNIVERSARIO DELL'INVASIONE DELL'IRAQ 

Moratinos ripete a Powell, in una conversazione telefonica, che la Spagna ritirerà le sue truppe dall'Iraq.
Il sottosegretario aveva detto a Zapatero, da Baghdad, che "non è il momento" di abbandonare il paese arabo 

Madrid. - Il responsabile degli Esteri del PSOE, nel passaggio di poteri col Governo in carica, Miguel Moratinos, ha avuto una conversazione telefonica col sottosegretario USA, Colin Powell, durante la quale ha confermato la diversa posizione che ha rispetto all'Iraq - la promessa elettorale di ritirare le truppe - anche se sono rimasti d'accordo nel perseverare nella collaborazione di entrambi i paesi nella lotta contro il terrorismo. 

La conversazione è stata caratterizzata da "un tono molto positivo", e dal desiderio di mantenere "ottime" relazioni tra i due alleati con vincoli "così solidi e rilevanti", quali gli Stati Uniti e la Spagna, come informa il PSOE in un comunicato. 

Nel corso del colloquio, una continuazione delle conversazioni tenutesi alcuni giorni fa tra José Luis Rodríguez Zapatero ed il presidente USA George W. Bush, sono state sottolineate le buone relazioni esistenti, e ricordato il buon lavoro di squadra realizzato in passato nel Vicino Oriente, nella cornice del cosiddetto Quartetto Internazionale. 

Powell e Moratinos hanno avuto uno scambio di idee sulle diverse posizioni che l'amministrazione statunitense ed il futuro Governo spagnolo hanno rispetto alla presenza militare internazionale in Iraq e, in particolare, relativamente alla presenza di truppe spagnole. 

Entrambi si sono dichiarati convinti che i due paesi devono perseverare nella loro collaborazione nell'ambito della lotta contro il terrorismo, che concordano nel considerare come la maggiore preoccupazione internazionale in questo momento degli Stati Uniti e della Spagna . 

Powell, in Iraq, si rivolge a Zapatero 

Qualche ora prima, il segretario di Stato degli USA, Colin Powell, in una visita a sorpresa in Iraq, si è rivolto al futuro presidente del Governo spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, per dirgli che "non era il momento" di ritirare le truppe dall'Iraq. 

Il viaggio di Powell coincide col primo anniversario della guerra in Iraq, che ricorre domani. "La coalizione continua ad essere solida nonostante l'intenzione della Spagna di ritirare il suo contingente", ha aggiunto. 

"Una trentina di paesi continua a stare qui e fa fare bene il loro lavoro. Diversi paesi hanno riaffermato il loro impegno dopo le dichiarazioni spagnole", ha detto. 

Il capo della diplomazia statunitense ha sostenuto anche che la guerra in Iraq non è la causa dell'aumento delle azioni terroriste nel mondo. "Non penso che la guerra in Iraq sia l'origine del terrorismo nel mondo", ha affermato. 

Ha così risposto alle dichiarazioni del suo omologo francese Dominique de Villepin, che ieri ha affermato a "Le Monde" che la guerra non ha portato al mondo più stabilità," e che questo paese è ora "uno dei principali focolai del terrorismo mondiale", mentre "il terrorismo non esisteva in Iraq prima della guerra." 

Abbiamo assistito ad attacchi terroristici in tutto il mondo, che non avevano niente a che vedere con l'Iraq", ha replicato Powell, puntualizzando che gli attentati in Arabia Saudita, Indonesia, Colombia e Marocco non possono essere messi in relazione con la guerra. "Si spiegano con il fatto che esistono terroristi nel mondo che vogliono attaccare le nazioni che cercano di costruire un futuro migliore per i loro popoli", ha aggiunto. 

Powell è arrivato a Baghdad proveniente dal Kuwait, dove ieri sera si è riunito coi responsabili di questo Emirato che è servito da base di appoggio per l'entrata delle truppe nordamericane in Iraq il 20 marzo del 2003 e il successivo abbattimento, 22 giorni dopo, dell'allora presidente iracheno, Saddam Hussein. 

Il comando USA a Baghdad non ha dato informazioni sul programma di Powell in Iraq, paese che è stato testimone di un incremento di violenze negli ultimi giorni e di attacchi contro civili - irachene e stranieri - e contro le forze di occupazione. 

 

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