Primo Dibattito Presidenziale McCain-Obama
26 settembre 2008
Trascrizione del primo dibattito presidenziale tra i Senatori John McCain e
Barack Obama ad Oxford, Miss., così come registrato da CQ Trascriptions.
LEHRER: Buona sera dal Ford Center per le
Arti interpretative dell'Università del Mississipi ad Oxford. Io sono Jim Lehrer
del NewsHour di PBS, e dò il benvenuto al primo dei dibattiti presidenziali 2008
tra il candidato Repubblicano, Senatore John McCain dell'Arizona, ed il
candidato Democratico, Senatore Barack Obama dell'Illinois.
Lo sponsor di questo evento e degli altri tre
dibattiti presidenziali che avverranno in ottobre è la Commissione sui Dibattiti
Presidenziali.
Questa sera si parlerà principalmente di politica
estera e di sicurezza nazionale cosa che, per definizione, include la crisi
finanziaria globale. La serata sarà divisa in sezioni da grosso modo nove
minuti.
Scambi diretti tra i candidati e interventi del
moderatore sono permessi solo dopo che ogni candidato ha avuto due minuti per
rispondere alla domanda principale nell'ordine stabilito dal lancio di una
moneta.
Gli argomenti specifici e le domande sono stati
scelti da me. Non sono stati condivisi o discussi con nessuno. Il pubblico qui
in sala ha promesso di restare in silenzio, niente approvazioni, applausi,
nessun rumore di alcun genere salvo adesso, mentre diamo il benvenuto ai
Senatori Obama e McCain.
(APPLAUSI)
Lasciatemi iniziare con una cosa che il Generale
Eisenhower ha detto nella sua campagna presidenziale del 1952. Cito, "Noi
dobbiamo raggiungere sia la sicurezza, sia la solvibilità. Il fondamento della
potenza militare è la potenza economica", fine citazione.
Con questo in mente, la prima domanda importante.
Signori, in questo momento, stasera, che ne è del
piano di recupero finanziario?
La prima risposta a Lei, Senatore Obama. Ha due
minuti.
OBAMA: Bene, grazie mille Jim, e grazie
alla commissione e l'Università del Mississipi, Ole Miss, per averci ospitato
stasera. Non riesco a pensare a niente di più importante per noi del parlare del
futuro del paese.
Sapete, noi siamo in un importante momento nella
nostra storia. La nostra nazione è implicata in due guerre, e noi stiamo
affrontando la peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione.
Ed anche se abbiamo ascoltato molte cose su Wall
Street, quelli di voi che stanno a Main Street [Espressione statunitense per
indicare “l'uomo della strada”, NdT] penso siano un po' preoccupati, e
pensano che questo può avere un impatto su tutti i settori dell'economia.
Vi state chiedendo, in che modo mi colpirà? Come
colpirà il mio lavoro? Come colpirà la mia casa? Come colpirà i miei risparmi
per il pensionamento o la mia capacità di mandare i figli all'università?
Quindi dobbiamo muoverci rapidamente, e dobbiamo
muoverci saggiamente. Ho avanzato una serie di proposte che assicurano la
protezione dei contribuenti impegnandoci in questo importante sforzo di
salvataggio.
Numero uno: dobbiamo assicurarci di avere uno
sguardo complessivo sul processo; 700 miliardi sono potenzialmente molti soldi.
Numero due: dobbiamo assicurarci che i
contribuenti, quando mettono i loro soldi a rischio, abbiano la possibilità di
riavere indietro soldi e redditi, se e quando il mercato si riprenderà.
Numero tre: dobbiamo assicurarci che neanche un
dollaro vada a tamponare i conti correnti bancari dei CEO [Chief Executive
Office, Presidenti di compagnie, NdT] o a pagare paracadute d'oro
[Liquidazioni d'oro ai CEO, NdT].
Numero quattro: dobbiamo assicurarci che stiamo
aiutando i proprietari di case, perché il problema principale qui riguarda i
pignoramenti che stanno avvenendo ovunque nel paese.
Dobbiamo infine riconoscere che questo è l'atto
finale di otto anni di politiche economiche fallimentari promosse da George
Bush, sostenuto dal Senatore McCain, con una teoria che fondamentalmente dice
che si possono fare a pezzi regolamentazioni e protezioni dei consumatori e che
si può dare sempre di più a tutti, e che così in qualche modo la prosperità
pioverà su tutti.
Non ha funzionato. E penso che i principi
dell'economia dovevano essere misurati sul fatto se al ceto medio stesse
toccando una parte equa. Ecco perché mi sono candidato a presidente, ed è questo
quello di cui vorrei parlassimo stasera.
LEHRER: Senatore McCain, due minuti.
MCCAIN: Bene, grazie, Jim. E grazie a
tutti.
Stasera ho una notizia triste. Il Senatore Kennedy
è all'ospedale. E' un caro ed amato amico di tutti di noi. I nostri pensieri e
le nostre preghiere vanno al leone del Senato.
Voglio anche ringraziare stasera l'Università del
Mississipi per averci ospitato.
E, Jim, non sto sentendomi ultimamente molto a mio
agio su molte cose. Abbiamo molti americani che hanno problemi. Ma stasera mi
sento po' meglio, e vi dirò il perché.
Perché come noi siamo qui in questo dibattito
stasera, stiamo vedendo, per la prima volta da molto tempo, Repubblicani e
Democratici seduti assieme, tentando di trovare una soluzione a questa crisi
finanziaria nella quale ci troviamo.
Non ci sono dubbi sulle dimensioni di questa
crisi. Non stiamo parlando di fallimenti di istituzioni a Wall Street. Stiamo
parlando di fallimenti a Main Street, e di persone che perderanno il lavoro, il
credito, la casa, se non rimediamo alla più grande crisi finanziaria,
probabilmente -- certamente, dei nostri tempi, e io sono in giro da un po'. Ma
il punto è -- il punto è, che finalmente abbiamo visto Repubblicani e
Democratici sedersi e discutere insieme e mettere assieme un pacchetto.
Questo pacchetto ha dentro la trasparenza. Deve
essere responsabile e saggio. Deve contenere opzioni per i prestiti alle società
in fallimento, piuttosto che l'assunzione pubblica di quei prestiti. Noi
dobbiamo -- si deve avere un pacchetto con un certo numero di altri elementi
fondamentali.
E, sì, sono tornato a Washington, ed ho incontrato
i miei Repubblicani alla Casa dei Rappresentanti. E loro non partecipavano ai
negoziati, e lo capisco. Ed i Repubblicani hanno deciso che avrebbero
partecipato alla soluzione di questo problema.
Ma voglio sottolineare un punto a tutti gli
americani stasera. Questo non è l'inizio della fine di questa crisi. Questa è la
fine dell'inizio, se tiriamo fuori un pacchetto che manterrà stabili queste
istituzioni.
Abbiamo molto lavoro da fare. Dobbiamo creare
posti di lavoro. Ed una delle aree, chiaramente, è quella di eliminare la nostra
dipendenza dal petrolio estero.
LEHRER: Bene, fatemi tornare alla mia
domanda. Come considerate voi tutti il piano di ricupero? Parlatevi
reciprocamente di questo. Abbiamo cinque minuti. Possiamo iniziare ora.
Ma, voglio dire, - è d'accordo con questo piano,
Senatore Obama, e Lei, Senatore McCain? E' favorevole a questo piano?
OBAMA: Non abbiamo ancora esaminato il
testo. E penso che c'è del lavoro costruttivo da fare. Quindi, per gli
ascoltatori che ci stanno guardando, io sono ottimista sulla nostra capacità di
accordarci su di un piano.
La questione, penso, è che dobbiamo chiederci
anzitutto, come siamo arrivati a questa situazione?
Due anni fa avvertii che, a causa della confusione
sui subprime, a causa della regolamentazione lassista, che noi stavamo per avere
un possibile problema e tentai di fermare alcuni degli abusi nei mutui che
stavano allora avvenendo.
L'anno scorso ho scritto al segretario della
Tesoro per assicurarmi che avesse afferrato la dimensione del problema e fare
appello perché riunisse tutti gli stakeholder [interessati, NdT] per
tentare di affrontarlo.
Quindi -- la domanda, penso, che dobbiamo farci è,
sì, dobbiamo risolvere questo problema a breve termine. E dobbiamo intervenire;
non c'è dubbio.
Ma dobbiamo anche guardare a come mai abbiamo
stracciato così tanti regolamenti? Non abbiamo preparato una struttura di
regolazione del 21 secolo per trattare questi problemi. E questo ha in parte a
che fare con una filosofia economica che dice che la regolazione è sempre
cattiva.
LEHRER: Voterà per il piano, Senatore
McCain?
MCCAIN: Io -- spero di sì. Ed io...
LEHRER: Come senatore degli Stati Uniti...
MCCAIN: Certo.
LEHRER: ... Lei voterà per il piano?
MCCAIN: Certo. Ma -- lasciatemi - mi
permetta di sottolineare, ho lanciato avvertimenti anche su Fannie Mae (NYSE:FNM)
e Freddie Mac (NYSE:FRE) [Commissariamento delle due maggiori imprese di
mutuo, NdT] sull'eccessiva avidità sociale, gli stipendi dei CEO, e
tutto questo. Molti di noi hanno previsto il deragliamento del treno.
Ma c'è anche il problema della responsabilità. Lei
ha menzionato il Presidente Dwight David Eisenhower. Il Presidente Eisenhower,
nella notte prima dell'invasione della Normandia, andò nella sua stanza scrisse
due lettere.
Una era una lettera che si congratulava coi
partecipanti militari ed alleati che avevano condotto ed erano riusciti nella
più grande invasione della storia, fino a quel momento e per sempre.
Ma lui scrisse anche un'altra lettera, ed era una
lettera di dimissioni dall'Esercito degli Stati Uniti per il fallimento dello
sbarco in Normandia.
In qualche modo noi abbiamo perso questo senso
della responsabilità. Mi hanno criticato pesantemente perché ho richiesto le
dimissioni del presidente della Securities and Exchange Commission. Noi dobbiamo
cominciare a considerare anche le persone responsabili, e dobbiamo ricompensare
le persone che riescono.
Ma in qualche modo a Washington oggi - e temo a
Wall Street - è l'avidità ad essere ricompensata, è ricompensato l'eccesso, la
corruzione - e certamente è il mancare alle proprie responsabilità ad essere
ricompensato.
Come presidente degli Stati Uniti, le persone
della mia amministrazione saranno considerate responsabili. E prometto che così
sarà.
LEHRER: Ha qualche cosa da dire subito,
Senatore Obama, al Senatore McCain su quello che ha appena detto?
OBAMA: Bene, penso che il Senatore McCain
ha completamente ragione sul fatto che abbiamo bisogno di più responsabilità, ma
noi ne abbiamo bisogno non solo quando c'è una crisi. Voglio dire, noi abbiamo
avuto anni nei quali l'ideologia economica che regnava è stata quella che piace
a Wall Street, ma non quella buona per Main Street.
E 'è gente là fuori che sta lottando da prima di
questa crisi. Ed ecco perché è così importante, nel risolvere questo problema a
breve termine, che noi guardiamo ad alcuni dei problemi fondamentali che hanno
spinto in basso salari e redditi per gli americani normali -- un sistema
sanitario a pezzi, politiche dell'energia che non stanno funzionando perché, lo
sa, 10 giorni fa John ha detto che i fondamentali dell'economia sono a posto.
LEHRER: Glielo dica direttamente.
OBAMA: Io non penso che siano a posto.
LEHRER: Glielo dica direttamente.
OBAMA: Bene, --John, 10 giorni fa che lei
ha detto che i fondamentali dell'economia sono a posto. E...
MCCAIN: Aveva paura che non lo sentissi?
(RISATE)
LEHRER: Sono solo determinato a spingervi a
parlarvi. Ci sto provando.
OBAMA: fondamentalmente non sono proprio
d'accordo. E se noi non ci facciamo noi stessi responsabili, non solo quando c'è
una crisi per la gente che ha potere e influenza e può pagare lobbisti, ma per
la balia, l'insegnante, l'agente di polizia che hanno visto la crisi finanziaria
avanzare un po' alla fine di ogni mese
Questi stanno contraendo ulteriori debiti per
pagare i mutui. Non abbiamo prestato loro attenzione. E se si guardano le nostre
politiche fiscali, sono un esempio classico.
LEHRER: Quindi, Senatore McCain, è
d'accordo con quello che il Senatore Obama ha appena detto? E, se no, gli dica
con cosa non è d'accordo.
MCCAIN: No, io -- guardi, dobbiamo
aggiustare il sistema. Abbiamo problemi fondamentali nel sistema. E Main Street
sta pagando una penale per gli eccessi e l'avidità a Washington, D.C. e a Wall
Street.
Così non c'è dubbio che abbiamo davanti una lunga
strada. E, evidentemente, un controllo più severo e la sanzione
delle varie agenzie di valutazione che non facendo il loro lavoro hanno
provocato questa crisi.
Ma io ho una fondamentale fiducia nella bontà e
nella resistenza del lavoratore americano. Ed il lavoratore americano è il più
produttivo, il più innovativo. L'America è ancora il più grande produttore,
esportatore ed importatore.
Ma noi dobbiamo attraversare questi tempi, e io ho
una fondamentale fiducia negli Stati Uniti dell'America. Ed ancora credo, sotto
la giusta leadership, che i nostri giorni migliori sono davanti a noi.
LEHRER: Bene, andiamo alla prossima
domanda, che fondamentalmente prosegue sullo stesso argomento.
Lei ha due minuti per cominciare, Senatore McCain.
E per usare la sua parola "fondamentale", ci sono differenze fondamentali tra il
suo approccio e quello del Senatore Obama su quello che Lei farebbe come
presidente per condurre questo paese fuori della crisi finanziaria?
MCCAIN: Bene, la prima cosa dobbiamo fare è
mettere sotto controllo la spesa a Washington. È completamente fuori controllo.
È successo - abbiamo ora assistito al più grande aumento di dimensioni del
governo dalla Great Society [Politica interna di Lyndon B. Johnson, NdT].
Noi Repubblicani siamo andati al potere per
cambiare il governo, e il governo ci ha cambiato. Ed il -- il sintomo peggiore
di questa malattia è quello che il mio amico Tom Coburn chiama earmarking
[finanziamenti erogati dal Congresso, NdT] come droga iniziale,
perché è un inizio. È l'inizio della spesa fuori controllo e della corruzione.
E noi abbiamo ex membri del Congresso che ora
stanno in una prigione federale a causa di questo maledetto earmarking e delle
spese di favoritismo.
Sa, abbiamo speso 3 milioni di dollari per
studiare il DNA degli orsi in Montana. Non so se si tratti di un problema
criminale o paterno, ma il fatto è che sono 3 milioni di dollari dei nostri
contribuenti. E doveva essere messo sotto controllo.
Come presidente degli Stati Uniti, voglio
assicurarvi, ho una penna. Di quelle vecchie. Ho una penna, e ci proibirò ogni
singola spesa che passerà per la mia scrivania. Le renderò famose. Saprete i
loro nomi.
Ora, Senatore Obama, lei voleva sapere una delle
differenze. Lei ha chiesto di spendere 932 milioni di earmarking di favoritismo,
quasi un milione di dollari per ogni giorno che è stato nel Senato degli Stati
Uniti.
Suggerisco che le persone vadano sul sito Web di
Citizens Against Government Waste [Cittadini contro lo spreco del Governo,
NdT], e diano un'occhiata a quei progetti.
Quel genere di cose non è il modo per frenare le
spese sfrenate a Washington, D.C. Questa è una delle differenze fondamentali tra
il Senatore Obama e me.
LEHRER: Senatore Obama, due minuti.
OBAMA: Bene, il Senatore McCain ha
assolutamente ragione nel dire che c'è stato un abuso dell'earmarking, che è il
motivo per il quale ho sospeso alcune richieste per il mio Stato, che si
trattasse di centri per gli anziani o altro, finché non avessimo ripulito la
situazione.
Ed ha ragione anche che spesso lobbisti ed
interessi particolari sono stati quelli che hanno introdotto questo genere di
richieste, anche se quello non era il mio caso.
Ma siamo chiari: gli earmark incidono per 18
miliardi di dollari nel bilancio dello scorso anno. Il senatore McCain sta
proponendo -- e questa è una differenza fondamentale tra di noi -- 300 miliardi
di dollari di tagli alle tasse ad alcune delle società per azioni ed individui
più ricchi nel paese, 300 miliardi di dollari.
Ora, 18 miliardi sono tanto; 300 miliardi sono
veramente tanto. E nel suo piano fiscale, i CEO di 500 società di Fortune
[giornale che classifica società e persone più ricche, NdT] si troverebbero
una media di 700.000 dollari di riduzioni delle tasse, lasciando fuori 100
milioni di americani.
Quindi il mio atteggiamento è, dobbiamo far
crescere l'economia dal basso. Quello che chiedo è un taglio alle tasse per il
95 percento delle famiglie che lavorano, il 95 percento.
E questo significa che l'americano medio, di
quelli che raccolgono un assegno di paga tutti i giorni, ha un po' più di soldi
per potere comprare un computer al figlio, per respirare un po' da questa
situazione che lo sta uccidendo.
Ed è il tempo, che, penso, si usi una ricetta per
la crescita economica migliore di quella del Presidente Bush e che John McCain
vuole -- vuole proseguire.
LEHRER: Senatore McCain?
MCCAIN: Bene, non vorrei ritornarci ancora,
ma lui...
(PARLANO ASSIEME)
LEHRER: No, va bene.
MCCAIN: Il Senatore Obama ha sospeso quelle
richieste per spese di favoritismo dopo essersi candidato a presidente degli
Stati Uniti. Non ha avuto quella illuminazione durante i primi tre anni come
membro del Senato degli Stati Uniti, 932 milioni in richieste.
Forse per il Senatore Obama non sono molti soldi.
Ma il punto è che -- vede, lo ascolto continuamente. "Sono solamente 18
miliardi." Lo sapete che ha triplicato negli ultimi cinque anni? Lo sapete che è
andato completamente fuori di controllo al punto che corrompe le persone?
Corrompe le persone.
Ecco perché noi abbiamo, come ho detto, persone
con condanne e imputazioni federali. È un sistema che deve essere ripulito.
Ho lottato contro lui per tutta la mia carriera.
Ho lottato contro di lui. Mi hanno chiamato lo sceriffo, -- è stato uno dei
membri senior del Comitato dei finanziamenti. Non ho vinto il premio di Miss
simpatia nel Senato degli Stati Uniti.
Ora, il Senatore Obama non ha menzionato il fatto
che, insieme al suo taglio, lui sta proponendo anche 800 miliardi di nuove spese
in programmi nuovi.
Ora, questa è una differenza fondamentale tra me e
il Senatore Obama. Io voglio tagliare la spesa. Io voglio tenere basse le tasse.
La cosa peggiore che potremmo mai fare in questo clima economico è alzare le
tasse delle persone.
OBAMA: Non so dove John stia trovando
questi numeri. Siamo chiari. Sto tagliando i buchi fiscali delle corporation,
arrestando i tagli alle tasse alle società per azioni che spostano i posti di
lavoro all'estero così che si taglino le tasse alle società che stanno
investendo qui negli Stati Uniti. Voglio assicurare che ci sia un sistema
sanitario che permetta a tutti di avere una copertura di base.
Penso che queste siano le priorità più importanti.
E scommetto tutto su questo.
Ma torniamo al punto iniziale. John, nessuno sta
negando che 18 miliardi siano tanto. E, assolutamente, abbiamo bisogno di una
riforma degli earmark. E quando sarò presidente, controllerò che non si spendano
i soldi malamente.
Ma il fatto è che eliminare solamente gli earmark
non costituisce una ricetta per rimettere in pista il ceto medio.
OBAMA: E quando guardo alle sue politiche
fiscali, che sono dirette principalmente a quelli che stanno bene, dimenticando
le persone che stanno adesso realmente in difficoltà, penso che si tratta della
continuazione degli ultimi otto anni, e noi non possiamo permettercene altri
quattro.
LEHRER: Risponda direttamente a lui su
questo, al Senatore Obama, lo ha fatto due volte ora, sulle sue tasse--le sue
politiche sui tagli alle tasse.
MCCAIN: Bene -- bene, mi permetta di dare
un esempio di quello che il Senatore Obama trova deplorevole, la tassa sugli
affari.
Fino ad ora il business degli Stati Uniti
d'America (OOTC:ARBU) paga le seconde tasse più alte nel mondo, il 35 per cento.
L'Irlanda paga l'11 per cento.
Ora, se Lei è una persona del business, e si può
localizzare in qualunque posto nel mondo, evidentemente se Lei va nel paese dove
c'è l'11 percento di tasse contro il 35 per cento, sarà capace di creare lavoro,
aumentare il suo business, fare più investimenti, et cetera.
Io voglio tagliare questa tassa sul business.
Voglio tagliarla in modo che le società rimangano in -- negli Stati Uniti
d'America e creino lavoro.
Ma, ancora, ripeto. È molto di più che 18 miliardi
di spese di favoritismo. Io posso dire, è normale. È in tutto.
Il Senato degli Stati Uniti prenderà una decisione
che continua domani o il giorno dopo, una volta o l'altra la settimana prossima,
con 2.000 – 2.000 -- guardateli amici miei. Guardateli. Resterete di sasso.
E il Senatore Obama è un convertito di recente,
dopo avere chiesto 932 milioni per progetti di spesa di favoritismo.
Quindi il punto è: voglio tagliare le tasse alle
persone. Voglio che ogni famiglia abbia un credito d'imposta restituibile di
5.000 dollari così che possa pagarsi le cure sanitarie. Voglio raddoppiare il
dividendo da 3.500 dollari a 7.000 per ogni bambino a carico in America.
So che la cosa peggiore che potremmo mai fare è
alzare le tasse, ed è probabile che molte persone siano interessate alla
definizione di "ricco" del Senatore Obama.
LEHRER: Senatore Obama, Lei ha una domanda
per il Senatore McCain su questo?
OBAMA: Bene, mi permetta solo un paio di
punti.
LEHRER: Bene.
OBAMA: La mia definizione -- ecco cosa dico
agli americani: il 95 percento avranno un taglio alle tasse. E chi guadagna meno
di 250.000 dollari, meno di un quarto di milione di dollari l'anno, non vedrà un
centesimo di aumento delle tasse.
Ora, John ha detto che sulla carta le tasse sul
business sono alte in questo paese, e ha perfettamente ragione. Ecco il
problema: ci sono così tante fessure scritte nel codice fiscale, spesso con
l'appoggio del Senatore McCain, che in realtà le nostre società pagano le tasse
più basse del mondo.
E questo vuol dire che ci sono persone là fuori
che lavorano tutti i giorni e che non stanno ottenendo nessun taglio alle tasse,
e Lei vuole dargliene di più.
Lei non vuole chiudere le fessure fiscali. Lei
vuole aggiungere tagli di tasse alle fessure fiscali. E' questo il problema.
Solo uno ultimo punto, dato che il Senatore McCain
ha detto di dare un credito sanitario di 5.000 dollari. Ora, quello che non dice
è che lui intende, per la prima volta nella storia, tassare i benefit sanitari.
Quindi uno può finire per trovarsi un credito di
imposta di 5.000 dollari. Ecco l'unico problema: il datore di lavoro deve pagare
così le tasse sulle cure sanitarie che di cui uno sta usufruendo. E se uno perde
le cure sanitarie dal Suo datore di lavoro, deve andare sul libero mercato e
tentare di comperarle.
Non è una buona cosa per gli americani. Ma è un
esempio dell'idea che il mercato può risolvere sempre tutto e che meno
regolamentazioni abbiamo, meglio è.
MCCAIN: Bene, mi faccia appena ...
LEHRER: Dobbiamo passare ad un'altra
domanda importante.
MCCAIN: Io so che dobbiamo, ma questo è un
esempio classico ...
Avevamo prima una legge sull'energia al Senato
degli Stati Uniti. Addobbata con ornamenti da albero di Natale. Aveva ogni
genere di tagli per le società petrolifere, voglio dire, miliardi di dollari. Io
ho votato contro; il Senatore Obama a favore.
OBAMA: John, Lei vuole dare alle società
petrolifere altri 4 miliardi.
MCCAIN: Dobbiamo guardare la nostra storia.
Bisogna guardare la storia. Questo è l'importante.
Chi ha lottato contro gli earmarking rovinosi? Chi
è stato a tentare di mettere le spese sotto controllo? Chi è che ha creduto che
la migliore cosa per l'America è -- è avere un sistema fiscale fondamentalmente
equo? Ed io ho lottato per semplificarlo, ed ho proposte per semplificarlo.
Dare ad ogni americano una scelta: due scaglioni
di tasse, dividendi generosi e, due -- e lasciare agli americani di scegliere se
loro vogliono il – la legislazione fiscale esistente o una nuova.
E così, di nuovo, guardiamo la storia,
particolarmente la legge sull'energia. Ma, ancora, il Senatore Obama ha sbandato
in numerose occasioni. Ha votato nel Senato degli Stati Uniti per aumentare le
tasse a persone che hanno un reddito basso come 42.000 dollari l'anno.
OBAMA: Questo non è vero, John. Questo non
è vero.
MCCAIN: E' solo un fatto. Di nuovo, potete
controllare.
OBAMA: Guardi, non è solo non vero. E se
noi vogliamo parlare di profitti delle società petrolifere, con il Suo piano
fiscale, John -- questo è innegabile -- le società petrolifere otterrebbero un
taglio supplementare alle tasse di 4 miliardi.
Ora, guardi, tutti vorremmo tagli alle tasse per
tutti. Ma ecco il problema: se li diamo alle compagnie petrolifere, vuol dire
che altri non ne avranno. E ...
MCCAIN: Con il dovuto rispetto, Lei li ha
già dati alle società petrolifere.
OBAMA: No, ma, John, il fatto è, è che io
mi opposi a quei tagli alle tasse, tentai di toglierli. Abbiamo avuto proprio
ora una legge d'emergenza al Senato che contiene cose buone, cose che anche Lei
vuole, incluso le perforazioni off-shore, ma lei si è opposto perché questo
toglierebbe quei tagli alle tasse che sono stati dati alle compagnie
petrolifere.
LEHRER: Bene. Bene, parlando di cose che
volete entrambi, un'altra domanda importante, e riguarda il salvataggio -- il
salvataggio finanziario del quale abbiamo chiesto all'inizio.
E cosa -- e la prima risposta è a Lei, Senatore
Obama. Come presidente, come risultato di qualunque piano di salvataggio
finanziario si faccia e i miliardi, i 700 miliardi, qualunque cosa arrivi a
costare, cosa dovrà fare, in termini delle priorità che assumerebbe come
presidente degli Stati Uniti, come risultato di dovere pagare per il piano di
salvataggio finanziario?
OBAMA: bene, ci sono una serie di cose che
probabilmente dovranno essere rimandate. Noi non sappiamo ancora a quanto
ammonterà il prelievo fiscale. L'economia sta rallentando, così è difficile
anticipare adesso come sarà il bilancio del prossimo anno.
Ma non c'è dubbio che non saremo in grado di fare
tutto ciò che penso si dovrebbe fare. Ci sono delle cose che penso si dovessero
fare. Dobbiamo avere l'indipendenza energetica, così ho avanzato un piano per
assicurarmi che, in 10 anni, ci siamo liberati della dipendenza dal petrolio
Mediorientale aumentando la produzione nazionale, ma ancor più importante
avviando gli investimenti in energie alternative (OOTC:AEGC) solare, vento,
biodiesel, assicurandosi che stiamo sviluppando le automobili efficienti del
futuro proprio qui negli Stati Uniti, in Ohio e Michigan invece che in Giappone
e Corea del Sud.
Dobbiamo risistemare il nostro sistema sanitario
che sta mettendo un carico enorme sulle famiglie. Proprio -- un rapporto appena
uscito dice che la media deducibile è salita al 30 per cento per le famiglie
americane.
Resteranno stritolati, e molti di loro stanno
andando in fallimento come conseguenza di cure sanitarie. Sto incontrando gente
per tutto il paese. Dobbiamo farlo ora, perché davvero migliorerà le nostre
aziende e le nostre famiglie.
La terza cosa che dobbiamo fare è assicurarci che
siamo competitivi nell'istruzione. Dobbiamo investire in scienza e tecnologia.
La Cina ha fatto un lancio ed una passeggiata spaziale. Dobbiamo assicurarci che
i nostri bambini stiano tenendo il passo in matematica ed in scienze.
Ed una delle cose che penso e che noi dobbiamo
fare è assicurarsi che l'università sia accessibile per tutti i giovani in
America.
Penso anche che noi dovremo ricostruire le nostre
infrastrutture, che stanno precipitando, le nostre strade, i nostri ponti ma
anche linee a banda larga che giungano alle comunità rurali.
Inoltre, assicurarsi che abbiamo una nuova rete
elettrica nuova per fare arrivare l'energia alternativa ai centri che la devono
utilizzare.
Ci sono quindi alcune -- certe cose che dobbiamo
fare strutturalmente per assicurarci che possiamo competere in questa economia
globale. Non possiamo imbrogliare quelle cose. Dobbiamo eliminare i programmi
che non funzionano, e dobbiamo assicurarci che i programmi che abbiamo siano più
efficienti e costino meno.
LEHRER: E Lei -- che priorità cambierebbe,
come presidente, Senatore McCain, a causa del -- a causa del costo del
salvataggio finanziario in extremis?
MCCAIN: Guardi, noi, non c'è questione, noi
dobbiamo tagliare la spesa. Noi abbiamo -- come ho già detto, noi abbiamo
lasciato il governo andare completamente fuori controllo.
Il Senatore Obama ha il record di votazioni più
liberali del Senato degli Stati Uniti. Ed è difficile attraversare il corridoio
[che separa i seggi Democratici da quelli Repubblicani in Senato, espressione
che indica "fare attività bipartisan", NdT]da così lontano a sinistra.
Il punto -- il punto è -- il punto è, abbiamo
bisogno di esaminare tutte le agenzie governative.
Prima di tutto, a proposito, eliminerei i sussidi
all'etanolo. Sono contrario ai sussidi all'etanolo.
Penso che dobbiamo ritornare -- particolarmente
sulle spese per la difesa che è la parte più importante delle nostre spese --
dobbiamo eliminare i contratti con costi supplementari. Noi abbiamo oggi sistemi
di difesa con costi completamente fuori controllo.
Abbiamo tentato di costruire una piccola nave
chiamata Nave da Combattimento per il Litorale, che si supponeva sarebbe costata
140 milioni, ed è finita per costare 400 milioni, e ancora non l'abbiamo fatta.
Quindi abbiamo bisogno di avere contratti a costi
chiusi. Dobbiamo capire bene che la spesa per la difesa è molto importante e
vitale, particolarmente nelle nuove sfide nuove che affrontiamo nel mondo, ma
dobbiamo tenere i sovracosti molto sotto controllo.
So come farlo.
MCCAIN: Ho salvato 6,8 miliardi dei
contribuenti lottando contro un contratto che è stato negoziato tra Boeing e DOD
[Department of Defense, Ministero della Difesa, NdT], che era
completamente sbagliato. Lo abbiamo messo a posto e lo abbiamo silurato, alcune
persone sono finite in una prigione federale, così io so come fare perché sono
stato coinvolto in questi problemi per molti, molti anni. Ma penso che dobbiamo
mettere sotto esame tutte le agenzie governative e scoprire quelle che stanno
facendo il loro lavoro e tenerle, e scoprire quelle che non lo fanno e
eliminarle, e dovremo ripulire tutte le agenzie governative.
LEHRER: Ma se capisco bene nessuno di voi
due sta suggerendo cambiamenti importanti in quello che volete fare come
presidente come risultato del salvataggio finanziario in extremis? È che quello
che state dicendo?
OBAMA: No. Come ho detto, Jim, ci sono cose
che dovranno essere ...
LEHRER: Quali?
OBAMA: ... differite e ritardate. Bene,
guardi, voglio assicurarmi che noi stiamo investendo nell'energia per liberarsi
dalla dipendenza dal petrolio estero. E' un grande progetto. E' un progetto
pluriennale.
LEHRER: Non vuole rinunciarci?
OBAMA: Non possiamo rinunciarci ma ci
possono essere singole componenti che non potremo fare. Ma John ha ragione
quando dice che dobbiamo fare dei tagli. Stiamo adesso dando 15 miliardi l'anno
come sussidi ad assicuratori privati sotto il sistema Medicare. Non funziona
meglio con gli assicuratori privati. Semplicemente loro si portano via 15
miliardi. E' un buttare via soldi e parte della ragione è perché i lobbisti sono
capaci di modellare il modo in cui lavora Medicare.
Agivano sulla legge sulle prescrizioni di medicine
di Medicaid, e noi dobbiamo cambiare la cultura. Tom -- o John mi ha citato come
sfrenatamente liberale. Soprattutto perché mi sono opposto alle politiche
sbagliate di George Bush da quando sono al Congresso, ma penso che è anche
importante riconoscere che io lavoro con Tom Coburn, il più conservatore, uno
dei più conservatori dei Repubblicani che John ha già citato per avere messo in
piedi quello che chiamiamo un Google per il governo, intendendo che elencheremo
ogni dollaro di spesa federale per assicurarsi che il contribuente può dare un
sguardo e può vedere chi, infatti, sta promuovendo alcuni di questi progetti di
spesa di cui John stava dicendo.
LEHRER: Quello che io sto tentando di
sapere a questo punto è questo. Mi scusi, se posso, senatore. Tentando di
ottenere a da voi tutti -- uno di voi sarà il presidente degli Stati Uniti a
gennaio. Al -- nel mezzo di una crisi finanziaria enorme che è ancora da
risolvere. E quello che sto tentando di sapere è come questo vi influenzerà non
in modo specifico e dettagliato, ma in linea generale e quale sia l'approccio
alla presidenza.
MCCAIN: Congelamento delle spese su tutto
salvo difesa, i veterani e i programmi autorizzati..
LEHRER: Congelamento delle spese?
MCCAIN: Penso che si dovrà considerarlo, ad
eccezione dell'assistenza ai veterani, della difesa nazionale, e di molti altri
problemi veramente vitali.
LEHRER: Lei lo farebbe?
OBAMA: Il problema con un congelamento
delle spesa è che si usa un'accetta dove si avrebbe bisogno di uno scalpello. Ci
sono programmi molto importanti che sono finanziati male. Ho aumentato le spese
per l'istruzione all'infanzia e l'idea di congelare queste spese quando c'è, per
esempio, questo sussidio a Medicare non ha senso.
Mi permetta di indicare un altro posto dove
cercare dei risparmi. Noi stiamo spendendo attualmente 10 miliardi al mese in
Iraq quando loro hanno una eccedenza di 79 miliardi. A me sembra che se vogliamo
essere forti in casa quanto all'estero, noi dobbiamo cercare di chiedere questa
guerra.
MCCAIN: Guardi, noi stiamo spendendo 700
miliardi l'anno all'estero per paesi che non ci piacciono moltissimo. Alcuni di
questi soldi finiscono nelle mani di organizzazioni terroriste. Dobbiamo avere
vento, maree, solare, gas naturale, automobili a combustibile flessibile, e
tutto questo ma dobbiamo avere anche perforazioni off-shore lungo la costa e
dobbiamo avere anche il nucleare.
Il Senatore Obama propone sia l'immagazzinamento
sia il riprocessamento di combustibile nucleare esausto. Non si può ottenere
questo da quello, e il fatto è che possiamo creare 700.000 nuovi posti di lavoro
costruendo 45 nuove centrali nucleari entro il 2030. L'energia nucleare non solo
è importante perché elimina la nostra dipendenza dal petrolio estero, ma è anche
responsabile nella misura in cui è coinvolto il cambiamento climatico, problema
del quale mi sono occupato per molti, molti anni ed sono orgoglioso del lavoro,
del lavoro che ho fatto insieme al Presidente Clinton.
LEHRER: Prima di passare ad un altro
importante argomento. Mi permetta di immaginare un modo lievemente diverso di
fare la stessa domanda. Siete -- siete disposti ad ammettere ambedue che questa
crisi finanziaria influenzerà il modo con il quale condurrete il paese come
presidente degli Stati Uniti oltre alle cose già -- voglio dire, è un
cambiamento notevole? Avrà un effetto importante?
OBAMA: Non ci sono dubbi che influenzerà i
nostri bilanci. Non c'è dubbio. Non solo -- anche se riavessimo indietro tutti i
700 miliardi, presumendo che i mercati recuperino, terremo gli asset abbastanza
a lungo finché i contribuenti li riavranno, come accadde durante la Grande
Depressione quando Roosevelt acquistò un gruppo intero di case, col tempo i
valori delle case ritornarono su ed infatti il governo fece un profitto. Se noi
siamo fortunati e facciamo le cose giuste, potrebbe accadere anche questo ma nel
breve termine è una spesa e noi non potremo vedere quei soldi per un certo lasso
di tempo.
Ed a causa del rallentamento dell'economia, penso
che noi possiamo aspettarci anche meno prelievo fiscale e così non c'è dubbio
che come presidente dovrò prendere delle decisioni difficili.
L'unico punto che voglio dire è questo, che per
prendere le decisioni difficili noi dobbiamo sapere quali siano i nostri valori
e per cosa stiamo lottando e le nostre priorità, e se noi stiamo spendendo 300
miliardi di tagli di tasse per persone che non ne hanno bisogno e non stanno
neanche chiedendoli, e lasciamo fuori le cure sanitarie che stanno stritolando
le persone per tutto il paese, penso che avremmo preso una decisione sbagliata
ed io voglio assicurarmi noi non stiamo mettendo in causa le nostre priorità di
lungo termine.
MCCAIN: Voglio assicurarmi che noi non
stiamo mettendo il sistema sanitario sulle spalle del governo federale, che è
fondamentalmente quello che accadrebbe alla fine con il piano del Senatore Obama.
Voglio che le famiglie decidano per conto loro con i loro medici. Non il governo
federale. Attenti. Noi dobbiamo ovviamente tagliare le spese. Io ho lottato per
tagliare le spese. Il Senatore Obama ha 800 miliardi in nuovi programmi di
spesa. Suggerirei che lui cominciasse a cancellare qualcuno di quei suoi nuovi
programmi di spesa.
Noi non possiamo, penso, aggiustare la spesa per
programmi di prima necessità, inclusa l'asistenza ai nostri veterani, ma voglio
dire di nuovo che un'economia sana con tasse basse, non alzando nessuna tassa,
probabilmente è la migliore ricetta per vedere un giorno recuperare la nostra
economia.
E le limitazioni di spesa devono essere una parte
vitale di questo. E la ragione, una delle ragioni notevoli per le quali noi
siamo nelle difficoltà di oggi è perché la spesa è uscita da ogni controllo. Noi
dobbiamo 500 miliardi alla Cina. E la spesa, lo so, può essere riportata sotto
controllo perché io ho lottato contro le spese eccessive per tutta la mia
carriera. Ed ho fatto piani per ridurre ed eliminare le spese non necessarie e
se c'è qualcuno qui che pensa che non ci sono agenzie governative dove la spesa
può essere tagliata ed i loro bilanci tagliati, allora costui non è passato
molte volte per Washington.
OBAMA: Io voglio solo dire questo punto,
Jim. John, è stato il Suo presidente, con il quale lei ha detto di essere stato
d'accordo il 90 percento delle volte, che presiedeva a questo aumento della
spesa. Questa orgia di spese e i deficit enormi che Lei ha votato per quasi
tutti i suoi bilanci. Quindi stare qui e dopo otto anni dire che Lei controllerà
la spesa, e sapete, bilancerà i nostri tagli alle tasse così che aiutino le
famiglie del ceto medio quando durante tutto il corso degli ultimi otto anni
queste cose non sono accadute, penso solo che è, sapete, un genere di cose
difficile da ingoiare.
LEHRER: Risposta rapida al Senatore Obama.
MCCAIN: È notorio che io non sono stato
eletto Miss Simpatia nel Senato degli Stati Uniti né nell'amministrazione. Mi
sono opposto al presidente sulla spesa, sul cambiamento di clima, sulle torture
ai prigionieri su - sulla Baia di Guantanamo. Sulla -- sul modo in cui è stata
condotta la Guerra in Iraq. Io ho una lunga storia gli americani mi conoscono
molto bene e sanno che sono indipendente ed un maverick [animale solitario,
non conformista e ribelle, NdT] del Senato ed io sono felice di dire che ho
un partner che ora è un buon maverick insieme a me.
LEHRER: Bene. Passiamo ad un altro
argomento. Domanda importante, due minuti a Lei senatore McCain. Molto è stato
detto sulla lezione del Vietnam. Come considera la lezione dell'Iraq?
MCCAIN: Penso che le lezioni dell'Iraq
siano molto chiare: non si può avere una strategia fallimentare che farà poi
quasi perdere un conflitto. Il nostro successo militare iniziale, andammo a
Bagdad e tutti fecero festa. Dopo la guerra è stata molto mal gestita. Sono
andato in Iraq nel 2003 e tornando dissi, dobbiamo cambiare strategia. Questa
strategia richiede truppe supplementari, richiede un cambiamento fondamentale ed
io ho lottato per il cambiamento. E alla fine, abbiamo tirato fuori un grande
generale ed una strategia che ha avuto successo.
Questa strategia ha avuto successo. E noi stiamo
vincendo in Iraq. E noi torneremo a casa con vittoria e onore. E questo ritiro è
il risultato di una controinsurrezione che ha successo.
MCCAIN: Voglio dirvi ora che noi avremo
successo e che le nostre truppe ritorneranno a casa, e non sconfitte, e che noi
vedremo un alleato stabile nella regione ed una neonata democrazia.
Le conseguenze di una sconfitta sarebbero state
l'aumentata influenza iraniana. Sarebbero state l'aumento della violenza
settaria. Sarebbe stata una guerra più ampia nella quale è probabile che gli
Stati Uniti dell'America sarebbero stati coinvolti.
C'erano dunque molti pericoli. E grazie a questo
grande generale, David Petraeus, e le truppe che servono sotto lui, ci sono
riusciti. E noi stiamo vincendo in Iraq, e noi ritorneremo a casa. E noi
ritorneremo a casa come abbiamo fatto quando abbiamo vinto le altre guerre e non
in sconfitta.
LEHRER: Due minuti, come vede, la lezione
dell'Iraq, Senatore Obama.
OBAMA: Bene, questa è un'area dove tra il
Senatore McCain e me c'è una differenza fondamentale perché io penso che la
prima questione è soprattutto se noi dovevamo fare quella guerra.
Ora sei anni fa io mi opposi a questa guerra, in
tempi in cui era politicamente rischioso, perché dissi che non solo non sapevamo
a quali costi andavamo incontro, quale era la nostra strategia di uscita, come
sarebbero state influenzate le nostre relazioni in tutto il mondo, e se la
nostre informazioni erano corrette, ma anche perché non avevamo ancora finito il
lavoro in Afghanistan.
Non avevamo catturato Bin Laden. Non avevamo
bloccato al Qaeda e, di conseguenza, pensai che si trattava di un distoglimento.
Ora, il Senatore McCain e il Presidente Bush avevano un'opinione molto diversa.
Mi sarebbe piaciuto di avere torto, e loro
ragione, nell'interesse del paese, ma non è stato questo il caso. Abbiamo speso
finora più di 600 miliardi, presto saranno 1000 miliardi. Abbiamo perso più di
4.000 uomini. Abbiamo avuto 30.000 feriti e, cosa più importante, dal punto di
vista della sicurezza nazionale e strategica, al Qaeda sta resuscitando, più
forte di quanto sia stata dal 2001.
Abbiamo distolto lo sguardo dal pallone. Per non
dire che stiamo ancora spendendo 10 miliardi al mese, quando loro hanno 79
miliardi di eccedenze, in un momento in cui abbiamo molti problemi da noi, e
abbiamo appena detto che il nostro bilancio è insufficiente per cui stiamo
prendendo in prestito soldi dall'estero per tentare di finanziare solo alcune
delle funzioni di base del nostro governo. Quindi penso che la lezione da trarre
sia che noi non dovremmo esitare mai ad usare la forza militare, ed io non
esiterò, come presidente, per la sicurezza degli americani. Ma noi dobbiamo
usare i nostri soldati in modo saggio. E noi non abbiamo usato i nostri soldati
saggiamente in Iraq.
LEHRER: È d'accordo con questo, la lezione
dell'Iraq?
MCCAIN: Il prossimo presidente degli Stati
Uniti non dovrà occuparsi del problema se noi dovevamo andare o meno in Iraq. Il
prossimo presidente degli Stati Uniti dovrà decidere come andare via, quando
andare via, e cosa ci lasciamo dietro. Queste sono le decisioni del prossimo
presidente degli Stati Uniti.
Il Senatore Obama ha detto che l'offensiva non
poteva funzionare, ha detto che avrebbe aumentato la violenza settaria, ha detto
che era condannata al fallimento. Recentemente in un programma televisivo ha
detto che ha superato tutte le più azzardate aspettative.
Ma ancora, dopo averlo ammesso, dice anche che si
opporrebbe all'intervento se dovesse decidere nuovamente oggi. E' incredibile,
incredibile, il Senatore Obama non è andato in Iraq per 900 giorni e non ha mai
chiesto una riunione con il Generale Petraeus.
LEHRER: Bene, vediamo alcune di queste
cose...
MCCAIN: Il Senatore Obama è il presidente
di un comitato che supervisiona la Nato che è in Afghanistan. Fino ad oggi, non
ha avuto nemmeno una seduta.
LEHRER: Cosa dice su questo punto?
MCCAIN: Voglio dire, è straordinario.
LEHRER: Bene. Cosa dice su questo punto?
OBAMA: Quale punto? Ne ha sollevati
diversi.
LEHRER: Sì, OK, andiamo all'ultimo punto e
poi ci torniamo sopra. Il punto sul fatto che non ...
OBAMA: Guardi, sono molto orgoglioso del
mio vice presidente prescelto, Joe Biden, che è il presidente del Comitato per
le relazioni estere del Senato, e come lui dice, come John sa bene, i problemi
dell'Afghanistan, i problemi dell'Iraq, i problemi critici come questi non
arrivano al mio sottocomitato perché riguardano un comitato a parte.
Ma questa è una questione interna al Senato.
Abbiamo qui un problema centrale. Il Senatore McCain ha assolutamente ragione
nel dire che la violenza è stata ridotta come conseguenza del sacrificio
straordinario delle nostre truppe e delle famiglie dei nostri soldati.
Hanno fatto un lavoro splendido, e il Generale
Petraeus ha fatto un lavoro splendido. Ma capisce, si è trattato di una tattica
progettata per contenere il danno dei quattro precedenti anni di cattiva
gestione di questa guerra.
E così a John piace -- John, piace fare finta che
la guerra sia iniziata nel 2007. Lei parla dell'offensiva. La guerra è iniziata
nel 2003, e al tempo in cui è iniziata, Lei disse che sarebbe stava rapida e
facile. Lei disse che sapevamo dove erano le armi di distruzione di massa. Si
sbagliava.
Lei disse che noi saremmo stati salutati come
liberatori. Si sbagliava. Lei disse che non ci sarebbe stato nessun problema di
violenza tra Sciti e Sunniti. Si sbagliava. E così la questione che pongo è...
(PARLANO ASSIEME)
LEHRER: Senatore Obama...
OBAMA: ... di giudizio, se o oppure no --
se oppure no -- se la questione è chi è più adatto come prossimo presidente per
prendere le decisioni giuste su come usare i nostri soldati, come essere sicuri
che siamo preparati e pronti per il prossimo conflitto, io penso che bisogna
dare un'occhiata ai nostri giudizi.
LEHRER: C'è molta carne al fuoco qui...
MCCAIN: Ho paura che il Senatore Obama non
capisca la differenza tra tattica e strategia. Ma l'importante -- vorrei dirgli,
due Quattro di Luglio fa io ero a Bagdad. Il Generale Petraeus ha invitato il
Senatore Lindsey Graham e me per presenziare ad una cerimonia dove 688 giovani
prodi americani, il cui arruolamento era finito, si riarruolavano per continuare
a lottare per la libertà dell'Irak e la libertà americana.
Sono stato onorato di essere là. Onorato di
parlare a quei soldati. E sapete, dopo, abbiamo passato molto tempo con loro. E
sapete cosa ci hanno detto? Hanno detto, permetteteci di vincere. Hanno detto,
permetteteci di vincere. Noi non vogliamo che i nostri figli debbano tornare
qui.
E questa strategia, e questo generale, sta avendo
successo. Il Senatore Obama si rifiuta di ammettere che stiamo vincendo in Iraq.
OBAMA: Non è vero.
MCCAIN: Hanno appena passato una legge ...
OBAMA: Non è vero.
MCCAIN: Una legge elettorale solo negli
ultimi giorni. Ci sono progressi sociali, economici, ed una strategia, una
strategia per andare in una zona, pulire a tenere, e le persone di quel paese è
alleata con noi. Loro ci passano informazioni sui cattivi ragazzi. E la pace e
la prosperità crescono nel paese.
Questo è quel che sta accadendo in Iraq, e non si
tratta di tattica.
LEHRER: Mi permetta di vedere...
OBAMA: Jim, Jim è un grande...
MCCAIN: Era una stratagia. E questa stessa
strategia sarà applicata in Afghanistan da questo grande generale. E il Senatore
Obama che dopo avere promesso di non votare tagliare i fondi per le truppe, ha
fatto la cosa incredibile di votare tagli ai fondi per le truppe in Iraq e
Afghanistan.
OBAMA: Jim, c'è un gruppo intero di cose al
quale devo rispondere. Prima di tutto, parliamo di questi fondi alle truppe
perché John li tira sempre in ballo. Il Senatore McCain ha tagliato -- il
Senatore McCain si è opposto alla legge per il finanziamento delle truppe che
aveva una scadenza, perché lui non credeva nelle scadenze.
Mi sono opposto al finanziamento di una missione
senza scadenze, con una fine indeterminata, che dava carta bianca a George Bush.
Noi avevamo opinioni diverse sulle scadenze. Non c'erano differenze sul
finanziare o meno i soldati.
Era una distinzione legittima, ed io capisco
perfettamente la differenza tra tattica e strategia. E la domanda strategica che
il presidente deve farsi non è se abbiamo questo o quell'approccio nel paese una
volta che abbiamo preso la decisione di andare là.
La domanda è, è stata una decisione saggia?
Abbiamo visto l'Afghanistan peggiorare, deteriorarsi. Abbiamo bisogno di più
soldati, là. Abbiamo bisogno di più risorse, là. Senatore McCain, nella fretta
di andare in Iraq, dico, sapevate queste cose? Abbiamo avuto successo in
Afghanistan. Non c'è nessuno là che può rappresentare una minaccia per noi.
Bin Laden è ancora in giro, ed ora loro si sono
ricostituiti. Lo stesso Segretario alla Difesa Robert Gates afferma che la
guerra al terrorismo è cominciata in Afghanistan e deve là finire.
Ma non possiamo farlo se noi non siamo disposti a
restituire di nuovo agli Irakeni il loro paese. Ora, quello che ho detto è che
noi dovremmo finire responsabilmente questa guerra. Dovremmo farlo in più fasi.
Ma in 16 mesi dovremmo essere capaci di ridurre le nostre truppe di
combattimento, dare -- fornire sollievo alle famiglie dei militari e alle nostre
truppe e sostenere i nostri sforzi in Afghanistan così che si riesca a catturare
e uccidere Bin Laden e schiacciare al Qaeda.
E proprio adesso, i comandanti in Afghanistan,
come l'Ammiraglio Mullen, hanno ammesso che non abbiamo abbastanza soldati per
l'Afghanistan perché abbiamo ancora molti più soldati in Iraq di prima
dell'offensiva.
MCCAIN: L'Ammiraglio Mullen sostiene che il
piano del Senatore Obama è pericoloso per l'America.
OBAMA: Non è così.
MCCAIN: E' quello che ...
OBAMA: Quello che ha detto è che una
affrettata ...
MCCAIN: E' quello che ha detto l'Ammiraglio
Mullen.
OBAMA: ... ritirata sarebbe pericolosa. Non
ha detto così. Non è vero.
MCCAIN: Ed anche il Generale Petraeus ha
detto la stessa cosa. Bin Laden e il Generale Petraeus hanno una cosa in comune,
a quanto ne so, tutti e due dicono che l'Iraq è il campo di battaglia centrale.
Ora il Generale Petraeus ha citato i successi, ma
da detto che quei successi sono fragili e se noi mettessimo una specifica data
per il ritiro -- e a proposito, il piano originale del Senatore Obama diceva che
sarebbero andati via la primavera scorsa prima che l'offensiva avesse avuto
l'opportunità di riuscire.
Ed io -- io capisco perché il Senatore Obama è
rimasto sorpreso e ha detto che l'offensiva è riuscita oltre le sue aspettative
più rosee.
MCCAIN: Non è andata oltre le mie, perché
io sapevo che era una strategia che funzionava è poteva avere successo. Ma se
noi ci facciamo strappare via la vittoria ed adottiamo il piano del Senatore
Obama, poi avremo una guerra più ampia che complicherà ancora di più le cose in
tutta la regione, Afghanistan incluso.
LEHRER: L'Afghanistan, - una nuova-- una
nuova questione importante. Ora, avendo chiarito l'Iraq, ci trasferiremo in
Afghanistan.
(RISATE)
A Lei, Senatore Obama, ed è un -- si tratta di un
punto che è già stato sollevato. Lei pensa che si debbano inviare più soldati --
più soldati Americani in Afghanistan, e quanti, e quando?
OBAMA: Sì, penso che abbiamo bisogno di più
soldati. Sto dicendo per un anno da ora.
E penso che dobbiamo farlo il più rapidamente
possibile, perché i comandanti sul terreno ammettono che la situazione sta
peggiorando, non migliorando.
Abbiamo avuto quest'anno le perdite fra i soldati
degli Stati Uniti più alte dal 2002. E vediamo che sta avendo luogo una
offensiva importante -- Al Qaeda e i Talebani attraversano il confine e
attaccano le nostre truppe in modo sfacciato. Si sentono imbaldanziti.
E non possiamo separare l'Afghanistan dall'Iraq,
perché quello che hanno detto i nostri comandanti è che noi non abbiamo adesso
abbastanza soldati per l'Afghanistan.
Quindi io spedirei due o tre brigate supplementari
in Afghanistan. Ora, ricordiamoci bene che abbiamo quattro volte il numero di
soldati in Iraq, dove non avevamo niente da fare prima dell'11 settembre, prima
che ci andassimo, dove, infatti, non c'era Al Qaida prima che noi ci andassimo,
ma noi abbiamo quattro volte più soldati che in Afghanistan.
E questo è stato un errore strategico, perché non
c'è agenzia di informazioni che non ammetta che Al Qaida sia la più grande
minaccia contro gli Stati Uniti e perché il Segretario alla Difesa Gates afferma
che il fronte più importante -- che il luogo dove abbiamo a che fare con questa
gente sta diventando l'Afghanistan ed il Pakistan.
Ecco quindi quello che dobbiamo fare
complessivamente. Non si tratta solo di più soldati Noi dobbiamo fare pressioni
sul governo afgano per essere certi che loro davvero stiano lavorando per la
loro gente. Ed ho detto questo al Presidente Karzai.
Numero due, dobbiamo occuparci del crescente
mercato dei papaveri [da oppio, NdT] che è esploso negli ultimi anni.
Numero tre, dobbiamo trattare col Pakistan, perché
Al Qaida ed i Talebani hanno porti sicuri in Pakistan, attraverso il confine
nelle regioni del nordovest ed anche se, sapete, sotto George Bush, con
l'appoggio del Senatore McCain, stiamo dandogli 10 miliardi negli ultimi sette
anni, loro non hanno fatto ciò che si doveva fare per eliminare quei porti
sicuri.
E finché non lo facciamo, gli americani qui a casa
non saranno sicuri.
LEHRER: L'Afghanistan, Senatore McCain?
MCCAIN: Prima di tutti, non ripeterò
l'errore di cui pentirsi amaramente, ovvero, dopo che siamo stati capaci di
aiutare i combattenti per la libertà afgani e mettere i russi fuori
dell'Afghanistan, ce ne siamo sostanzialmente lavati le mani, della regione.
Ed il risultato col tempo sono stato i Talebani,
Al Qaida, e molte delle difficoltà che stiamo affrontando oggi. Quindi noi non
possiamo ignorare quelle lezioni della storia.
Ora, su questo problema di aiutare il Pakistan, se
vuole dare tirare un colpo a qualcuno, George Shultz, il nostro grande Ministro
di Stato mi disse una volta, sarà bene sia pronto a tirare il grilletto.
Non sono a questo punto pronto a tagliare gli
aiuti al Pakistan. Quindi io non sono pronto a minacciarlo, come il Senatore
Obama a quanto pare vuole fare, dato che ha detto che vuole fare incursioni
militari nel Pakistan.
Noi dobbiamo trovare l'appoggio della gente -- del
Pakistan. Ha detto che lui avrebbe lanciato incursioni militari nel Pakistan.
Ora, Lei non deve farlo. Non deve dire queste cose
ad alta voce. Se Lei deve fare delle cose, Lei deve fare delle cose, e Lei sta
lavorando col governo pachistano.
Ora, il nuovo presidente del Pakistan, Kardari
(sic), ha le mani piene. E questa area di confine non è stata governata dai
giorni di Alessandro il Grande.
Io sono stato nel Waziristan. Ho potuto vedere
come è difficile quel terreno. È dominato da una manciata di tribù.
E, sì, il Senatore Obama vuole più soldati, ma
quello che lui non capisce, è che serve una strategia nuova, la stessa strategia
che lui ha condannato in Iraq. Deve essere utilizzata in Afghanistan.
E noi dovremo aiutare i pachistani ad andare in
queste aree e guadagnarsi la fiducia della gente. E sarà difficile. Loro sono
imparentati con Al Qaeda ed i Talebani. E sarà difficile. Ma noi dobbiamo
trovare la cooperazione della gente in quelle aree.
Ed i pachistani dovranno capire che l'attentato
dell'Hotel Marriott a Islamabad era un segnale dei terroristi che loro non
vogliono che quel governo cooperi con noi nel combattere i Talebani e gli
elementi jihadisti.
Quindi noi abbiamo molto lavoro da fare in
Afghanistan. Ma io sono fiducioso, ora che il Generale Petraeus è in una nuova
posizione di comando, che noi assumeremo una strategia che non solo implica
truppe supplementari -- e, a proposito, ci sono state 20.000 soldati
supplementari, da 32.000 a 53.000 e ce ne darà bisogno di ancora di più. Quindi
non è solo il numero di soldati che importa. È una strategia vincente. E il
Pakistan è un elemento molto importante in questo. Ed io so come lavorare con
lui. E garantisco che io non affermerei mai pubblicamente che li attaccherò.
OBAMA: Nessuno ha parlato di attaccare il
Pakistan. Ecco cosa ho detto.
E se John vuole non essere d'accordo con questo,
mi faccia sapere che, se gli Stati Uniti hanno Al Qaida, Bin Laden, comandanti
di alto livello nel mirino e il Pakistan è incapace o non disposto ad agire, che
noi dovremmo andare a prenderli.
Ora, io penso che questa è la strategia corretta;
penso che quella è la politica corretta.
E, John, io -- Lei ha assolutamente ragione che i
presidenti devono essere prudenti in quello che dicono. Ma, sapete, provenendo
da Lei che, sapete, in passato ha minacciato di estinzione la Corea del Nord e,
sapete, ha cantato diverse canzoni sul bombardamento dell'Iran, io non so,
sapete, come possa essere credibile. Penso che questa sia la strategia corretta.
Ora, il Senatore McCain ha anche ragione nel dire
che è difficile. Questa non è una situazione facile. Abbiamo attacchi attraverso
il confine contro soldati degli Stati Uniti.
E noi abbiamo una possibilità. Possiamo permettere
alle nostre truppe di stare solo sulla difensiva e continuare a subire quei
colpi, se il Pakistan è non disposto a cooperare, oppure dobbiamo cominciare a
prendere delle decisioni.
Ed il problema, John, con la strategia che ha è
perseguito è che, per 10 anni, abbiamo coccolato Musharraf, ci siamo alienati la
popolazione pachistana, perché eravamo anti-democratici. Avevamo una mentalità
del 20° secolo che dice in sostanza, "Bene, sarà pure un dittatore, ma è il
nostro dittatore."
E come conseguenza, abbiamo perso legittimità in
Pakistan. Abbiamo speso 10 miliardi. E nel frattempo, non stavano andando a
cercare Al Qaeda, e loro sono più potenti ora che in qualsiasi periodo da che
abbiamo cominciato la guerra in Afghanistan.
Tutto questo cambierà quando io sarò presidente
degli Stati Uniti.
MCCAIN: Penso che il Senatore Obama non
capisca che c'era un stato fallito in Pakistan quando Musharraf è andato al
potere. Tutti quelli che ci sono stati, ed erano là allora, sanno che era uno
stato fallito.
Ma permettetemi di dire, sapete, questa storia di
bombare l'Iran e il resto, permettetemi di dire la mia versione.
Nel 1983, quando ero un nuovo membro del congresso
degli Stati Uniti, quello che -- la persona che ammiravo di più ed ancora ammiro
di più, Ronald Reagan, volle mandare dei Marines nel Libano.
Ed io vidi che, ed io vidi la situazione, e mi
alzai, e votai contro, perché avevo paura che non potessero fare la pace in un
luogo dove 300 o 400 o diverse centinaia di Marines avrebbero fatto la
differenza. Tragicamente, avevo ragione: quasi 300 Marines persero la vita nel
bombardamento degli accampamenti.
E poi abbiamo avuto la Somalia -- poi abbiamo
avuto la prima Guerra del Golfo. Queste le sostenni.
Fui d'accordo ad andare in Bosnia, quando un certo
numero di persone del mio partito era contro quell'operazione in Bosnia. Quella
era la cosa corretta da fare, fermare il genocidio e salvare quello che era
importante dentro l'Europa.
Ho sostenuto quello che abbiamo fatto in Kosovo.
L'ho approvato perché là stavano avendo luogo pulizia etnica e genocidio.
Ed ho un punto -- la Somalia, io mi sono opposto
alla trasformazione -- a trasformare la forza in Somalia da una forza di
peacekeeping ad una forza di peacemaking, cosa di cui non erano capaci.
Quindi ho una storia. Ho una storia nell'essere
coinvolto in questi problemi di sicurezza nazionale che comportano le
responsabilità più alte e le decisioni più difficili che un presidente possa
prendere, e cioè spedire i nostri giovani uomini e donne in posti pericolosi.
E vi dirò, avevo un incontro nel municipio di
Wolfeboro, New Hampshire, ed una donna si è alzata e ha detto, "Senatore McCain,
voglio che Lei mi faccia l'onore di portare un braccialetto con inciso il nome
di mio figlio."
Aveva 22 anni e fu ucciso in combattimento a
Bagdad, Matthew Stanley, prima di Natale l'anno scorso. Questo era l'agosto
scorso, un anno fa. E io dissi "voglio -- porterò il suo braccialetto con
onore."
E questo era agosto, un anno fa. E poi lei disse,
"Ma, Senatore McCain, voglio che Lei faccia tutto -- mi promette una cosa, che
Lei farà tutto quanto in suo potere per assicurarsi che la morte di mio figlio
non sia stata invano."
Questo vuole dire che quella missione deve avere
successo, come quei giovani che si sono riarruolati a Bagdad, come la madre che
ho incontrato all'aeroporto l'altro giorno, il cui figlio è stato ucciso. E
tutti loro mi dicono che non vogliono una sconfitta.
MCCAIN: Una guerra nella quale io ero, dove
noi avevamo un Esercito, non per colpa loro, ma furono sconfitti. Ed io so come
è duro per chi -- per un Esercito ed un militare riprendersi da una cosa simile.
E noi vinceremo questa e noi non torneremo a casa sconfitti con disonore e dove
probabilmente dovremmo ritornare se fallissimo.
OBAMA: Jim, mi permetta una cosa. Anche io
ho un braccialetto del Sergente - avuto dalla madre del Sergente Ryan David
Jopeck (ph). Lei mi ha chiesto, per favore faccia in modo che nessun'altra madre
debba passare quello che sto passando.
Nessun soldato Americano muore mai invano perché
sta eseguendo gli ordini del suo comandante in capo. E noi rendiamo onore al
servizio che loro hanno fatto. Le nostre truppe si sono comportate
splendidamente. La questione per il prossimo presidente, è di avere un corretto
giudizio su come gestire la sicurezza dell'America perché spedire i nostri
soldati in battaglia è un passo enorme.
E l'appunto che ho fatto all'inizio è che noi
abbiamo distolto lo sguardo dall'Afghanistan, abbiamo distolto lo sguardo dalla
gente che ha perpetrato l'11 settembre, che manda ancora dei videonastri e,
Senatore McCain, nessuno sta parlando di sconfitta in Iraq, ma dico che stiamo
avendo problemi enormi in Afghanistan a causa di quella decisione.
E non è vero che Lei si è preoccupato
costantemente di quello che accade in Afghanistan. Ad un certo punto, mentre Lei
era concentrato sull'Iraq, Lei disse chiaramente, possiamo "cavarcela" in
Afghanistan. Ma uno non può "cavarsela" sul fronte principale del terrorismo,
non può "cavarsela" dopo Bin Laden. Non si può "cavarsela" nel fare fuori i
Talebani.
Penso che è una cosa noi dobbiamo prendere
seriamente. E quando sarò presidente, così farò.
LEHRER: Nuovo...
MCCAIN: Potreste forse pensare che con
questo tipo di preoccupazione con la quale il Senatore Obama è andato in
Afghanistan, in particolare date le sue responsabilità come presidente di un
sottocomitato. A proposito, quando sono stato presidente di un sottocomitato, mi
occupavo delle cose del mio sottocomitato. Ma la cosa importante è --la cosa
importante è che ho visitato l'Afghanistan e sono andato nel Waziristan, sono
andato in quei posti e so quali siano i nostri problemi di sicurezza. So quali
siano le nostre necessità. Quindi il punto è che noi vinceremo in Afghanistan,
ma abbiamo bisogno di una strategia nuova e ne abbiamo bisogno per riuscire. Ma
la cosa importante è che se subiamo una sconfitta in Iraq, cosa che il Generale
Petraeus dice che succederebbe, se adottassimo la data stabilita dal Senatore
Obama per il ritiro, questo sarebbe una calamità per l'Afghanistan e per gli
interessi della sicurezza nazionale americana nella regione. Il Senatore Obama
non sembra capire che c'è un legame tra le due cose.
LEHRER: Ho delle buone notizie e delle
cattive notizie per entrambi. Siete a tempi uguali, cosa straordinaria
considerato che stiamo facendo ...
OBAMA: Merito suo, Jim.
LEHRER: Non saprei. Ma la cattiva notizia e
che tutte le mie piccole cose da cinque minuti sono finite, così, comunque, ci
regoleremo al momento. Ma i tempi sono uguali.
Nuova domanda importante. Due minuti a Lei,
Senatore McCain, qual è ora la sua sua lettura della minaccia dell'Iran alla
sicurezza degli Stati Uniti?
MCCAIN: La mia lettura della minaccia dall'Iran è
che se l'Iran acquisisce armi nucleari, diventerà una minaccia all'esistenza
dello Stato di Israele e per gli altri paesi della regione perché gli altri
paesi nella regione proveranno una spinta irresistibile ad acquisire a loro
volta armi nucleari.
Ora noi non possiamo avere un secondo Olocausto.
Sia ben chiaro. Quello che ho proposto per molto tempo, ed ho avuto
conversazioni con leader di altri paesi sulla possibilità di formare una lega
delle democrazie, lasciatemi essere chiaro e diretto. I russi stanno ostacolando
azioni significative nel Consiglio della Sicurezza delle Nazioni Unite.
Io ho proposto una lega delle democrazie, un
gruppo di persone - un gruppo di paesi che condividono interessi comuni, valori
comuni, ideali comuni, e che controllano anche molto del potere economico del
mondo. Noi potremmo imporre sanzioni significative, dolorose e significative
agli Iraniani e penso che questo potrebbe avere un effetto benefico.
Gli Iraniani hanno un governo pessimo, e così per
questo la loro economia è pessima, anche se hanno significativi redditi da
petrolio. Quindi sono convinto che insieme, noi possiamo, coi francesi, con gli
inglesi, coi tedeschi e gli altri paesi e democrazie di tutto il mondo, noi
possiamo colpire il comportamento iraniano.
Ma non c'è dubbio, non c'è dubbio che gli Iraniani
continuano sulla strada di acquisire armi nucleari, come diciamo stasera. E non
è una minaccia solo alla regione, ma a tutto il mondo. Vorrei anche dire che gli
Iraniani stanno portando gli IED (Improvised Explosive Device, dispositivo
esplosivo improvvisato, NdT) più letali in Iraq, che stanno uccidendo giovani
americani, ci sono gruppi speciali in Iran che entrano in Iraq e sono stati
addestrati in Iran. C'è la Guardia Repubblicana in Iran, sulla quale il Senatore
Kyl aveva un emendamento per dichiararli finanziatori del terrorismo. Il
Senatore Obama ha detto che sarebbe stata una provocazione.
Quindi questa è una minaccia seria. Questa è una
minaccia seria alla sicurezza nel mondo, ed io credo che noi possiamo agire e
noi possiamo agire coi nostri amici ed alleati e possiamo ridurre il più
rapidamente possibile quella minaccia, senza dubbio sul risultato estremo che
loro stanno acquisendo armi nucleari.
LEHRER: Due minuti sull'Iran, Senatore
Obama.
OBAMA: Bene, mi permetta di correggere
molto rapidamente qualche cosa. Credo che la Guardia Repubblicana dell'Iran sia
un'organizzazione terrorista. Ho sempre detto questo. Quello al quale il
Senatore McCain si riferisce è una misura nel Senato che tenterebbe di ampliare
il mandato nell'Iraq. Per trattare con l'Iran.
Ironicamente, la sola cosa che ha fortificato
l'Iran negli ultimi anni è stata la guerra in Iraq. L'Iraq era il nemico mortale
dell'Iran. Ed è stata fatta piazza pulita. E quella a cui abbiamo assistito
negli ultimi anni è la crescita del peso dell'Iran. Hanno finanziato gli
Hezbollah, hanno finanziato Hamas, sono passati da zero centrifughe a 4.000
centrifughe per sviluppare armi nucleari.
Così evidentemente, la nostra politica durante il
corso degli ultimi otto anni non ha funzionato. Il Senatore McCain ha
assolutamente ragione, noi non possiamo tollerare un Iran nucleare. Sarebbe uno
sconvolgimento dei giochi. Non solo minaccia Israele, un paese che è un nostro
alleato forte, ma creerebbe anche un ambiente nel quale si potrebbe scatenare
una corsa agli armamenti in Medio Oriente.
Ora ecco cosa dobbiamo fare. Noi abbiamo bisogno
di sanzioni più rigorose. Io non sono d'accordo con il Senatore McCain che
possiamo ottenere le sanzioni di cui abbiamo bisogno senza la cooperazione con
paesi come Russia e Cina che non sono, penso che il Senatore che McCain sarebbe
d'accordo, delle democrazie, ma hanno scambi intensi con l'Iran ma
potenzialmente hanno interesse a fare sì che l'Iran non abbia armi nucleari.
Ma noi dobbiamo, credo, fare intensi sforzi
diplomatici con l'Iran, e questa è una differenza notevole tra me e il Senatore
McCain, questa idea di non parlare alla gente che vogliamo punire non ha
funzionato. Non ha funzionato in Iran, non ha funzionato nella Corea del Nord.
Ogni volta, i nostri tentativi di isolarli hanno in realtà accelerato i loro
sforzi di cercare armi nucleari. Questo cambierà quando sarò presidente degli
Stati Uniti.
LEHRER: Senatore, cosa dice sul dialogare?
MCCAIN: Il Senatore Obama ha detto due
volte nel corso di dibattiti che lui si sederebbe con Ahmadinejad, Chavez e Raul
Castro senza precondizioni. Senza precondizioni. Ecco Ahmadinenene (ph),
Ahmadinejad che è qull'Ahmadinejad che ora è a New York e parla dello sterminio
dello Stato dell'Israele, di cancellare Israele dalla mappa e noi sederemmo,
senza precondizioni, attorno ad un tavolo per legittimare e dare una piattaforma
di propaganda ad una persona che sta sposando l'idea dello sterminio dello stato
di Israele, e dandogli dunque credito nell'arena del mondo e dicendo quindi, che
loro probabilmente stanno facendo una cosa giusta, perché sedendosi allo stesso
tavolo si legittimerebbe il loro comportamento illegale.
Il punto è che in tutta la storia, Ronald Reagan,
non si sedette mai con Breznev, Andropov o Cernenko, finché Gorbaciov non fu
pronto con la glasnost e la perestroika.
O il viaggio di Nixon in Cina che fu preceduto da
Henry Kissinger molte volte, prima che vi andasse. Guardi, io mi sederò con
chiunque, ma ci saranno delle precondizioni. Quelle precondizioni che
impediscano che legittimiamo, con una faccia a faccia in una riunione, una
persona come Ahmadinejad. Ora, il Senatore Obama ha detto, senza prerequisiti.
OBAMA: Bene, parliamo di questo. Prima di
tutto, Ahmadinejad non è la persona più potente in Iran. Quindi può non essere
la persona giusta con cui parlare. Ma io mi riservo il diritto, come presidente
degli Stati Uniti, di incontrarmi con chiunque in ogni tempo e luogo se questo
serve alla sicurezza dell'America.
E sono contento che il Senatore che McCain abbia
tirato in ballo la storia, la storia bipartisan di noi che prendiamo parte in
una diplomazia diretta.
OBAMA: Il Senatore McCain ha menzionato
Henry Kissinger, che è uno dei suoi consulenti che, insieme a cinque recenti
segretari di stato, ha appena detto che dovremmo incontrarci con l'Iran --
indovini come -- senza prerequisiti. E questo è proprio uno dei suoi consulenti.
Ora, capiamo cosa vuol dire "senza prerequisiti."
Non vuole dire che uno li invita un bel giorno per un tè. Vuole dire non fare
quel che stiamo facendo, e cioè dire "Finché non è d'accordo nel fare
esattamente quel che noi diciamo, noi non avremo contatti diretti con Lei."
C'è una differenza tra prerequisiti e
preparazione. Noi dobbiamo chiaramente preparare, cominciando con discorsi
diplomatici a basso livello, e può non funzionare, perché l'Iran è un regime
inaffidabile.
Ma voglio dire che mi hanno definito ingenuo
quando ho suggerito che dobbiamo esplorare la possibilità di contatti con
l'Iran. E sapete una cosa? Il Presidente Bush ha recentemente inviato un
ambasciatore senior, Bill Burns, a partecipare a colloqui con gli europei sul
problema delle armi nucleari.
Di nuovo, potrebbe non funzionare, ma anche se non
funzionasse, noi abbiamo rafforzato la nostra capacità di formare alleanze per
imporre le sanzioni dure che il Senatore McCain ha appena menzionato.
E quando non l'abbiamo fatto, come con la Corea
del Nord -- lasciatemi fare un altro esempio - con la Corea del Nord, abbiamo
arrestato i colloqui. Sono membri dell'asse del Male. Non possiamo trattare con
loro.
E sapete cosa è successo? Hanno -- hanno
quadruplicato la loro capacità nucleare. Hanno testato un'arma nucleare. Hanno
testato missili. Sono usciti dall'accordo di non proliferazione. E hanno passato
segreti nucleari, probabilmente a paesi come la Siria.
Quando ci siamo impegnati di nuovo -- perché, di
nuovo, l'amministrazione Bush ha invertito il suo corso su queste cose -- poi
noi abbiamo almeno fatto dei progressi, anche se adesso, a causa dei problemi
con la Corea del Nord, stiamo su un terreno viscido..
E – proprio -- e devo proprio dire questa cosa
generale, che l'amministrazione Bush, assieme a qualche consulente del Senatore
McCain, tutti pensano che è importante, e il Senatore McCain sembra invece
riottoso.
L'altro giorno ha anche detto che non si
incontrerebbe probabilmente nemmeno col primo ministro della Spagna, perché lui
-- sapete, non era sicuro che siano allineati con noi. La Spagna? La Spagna è un
alleato Nato.
MCCAIN: Certo.
OBAMA: Se noi non possiamo incontrarci con
i nostri amici, non so come faremo a condurre il mondo a gestire problemi
critici come il terrorismo.
MCCAIN: Non faccio l'agenda dei visitatori
della Casa Bianca prima di diventare presidente degli Stati Uniti. Non ho ancora
il sigillo.
Guardi, il Dott. Kissinger non ha detto che
approvava un faccia-a-faccia, un incontro tra il presidente degli Stati Uniti ed
il presidente -- ed Ahmadinejad. Non lo ha detto.
OBAMA: Certo che no.
MCCAIN: Ha detto che ci potrebbero essere
incontri a livello di segretario e riunioni a livello più basso. Io li sempre ho
incoraggiati. Gli Iraniani si sono incontrati con l'Ambasciatore Crocker a
Bagdad.
Quello che il Senatore Obama non sembra capire è
che se senza prerequisiti ci si siede ad un tavolo con qualcuno che ha chiamato
Israele un "cadavere puzzolente", e vuole distruggere quel paese e cancellarlo
dalle carte geografiche, si finisce per legittimare quei commenti.
E questo è pericoloso. Non è solo ingenuo, è
pericoloso. E così noi abbiamo proprio una differenza fondamentale di opinioni.
Riguardo al problema della Corea del Nord, il
nostro Ministro di Stato, Madeleine Albright, è andato in Corea del Nord. A
proposito, la Corea del Nord, il regime probabilmente più repressivo e brutale
sulla Terra. I coreani del sud sono in media più alti di tre pollici dei coreani
del Nord, un gulag enorme.
Noi non sappiamo quale sia oggi lo stato di salute
del caro leader, ma sappiamo questo, che i coreani del Nord hanno rotto ogni
accordo nel quale erano entrati.
E noi dovremmo tornare un po' alla "fiducia, ma
con verifica" di Ronald Reagan, e certamente non sedersi allo stesso tavolo
senza prerequisiti, come il Senatore Obama ha detto che avrebbe fatto per due
volte, voglio dire, è solo pericoloso.
OBAMA: Guardi, voglio dire, il Senatore
McCain continua ad usare questo esempio come se improvvisamente il presidente si
incontrerebbe con qualcuno senza nessuna preparazione, senza avere prima
colloqui a basso livello. Nessuno sta parlando di questo, e il Senatore McCain
lo sa. Questo è una caricatura della mia posizione.
Quando parliamo di prerequisiti -- e Henry
Kissinger ha detto che noi dovremmo avere contatti senza precondizioni -- l'idea
è che noi non ci aspettiamo di risolvere ogni problema prima di iniziare i
colloqui.
E, sapete, l'amministrazione Bush ha riconosciuto
che non ha funzionato, questa idea di stare zitti di fronte alle cose che fanno
i nostri nemici. E l'idea che uno possa sedersi ad un tavolo con Ahmadinejad
senza dire niente quando lui tira fuori le sue sciocchezze ed i suoi commenti
volgari è ridicola. Nessuno sta parlando di questo.
MCCAIN: Quindi mi permetta di dire proprio
questo. Ci sediamo con Ahmadinejad, e lui dice, "Noi cancelleremo Israele via
dalla faccia della Terra", e noi diciamo, "No, Lei non lo farà? Ma per favore.
OBAMA: No, mi permetta di dire...
(PARLANO ASSIEME)
MCCAIN: A proposito, il mio amico, il Dott.
Kissinger del quale sono stato amico per 35 anni, sarebbe interessato ad
ascoltare questa conversazione e la rappresentazione che il Senatore Obama fa
della sua -- delle sue posizioni sul problema. Lo so da 35 anni.
OBAMA: Basta guardare.
MCCAIN: Ed io Le garantisco che lui non può
-- lui non potrebbe mai dire che il massimo livello presidenziale ...
OBAMA: Nessuno sta dicendo questo.
MCCAIN: Chiaramente lui incoraggia, e
altri, incoraggiano i contatti, i negoziati,, e tutte le altre cose. Non
facciamo altro.
LEHRER: Ora andiamo ad una nuova ...
(PARLANO ASSIEME)
MCCAIN: E il Senatore Obama sta giocando
con le parole quando dice che con prerequisito si intende preparazione.
OBAMA: Non sto giocando con le parole.
MCCAIN: Sta giocando con le parole, amici
miei.
OBAMA: Sto usando le stesse parole che
usano i suoi consulenti.
Per favore, vada avanti.
LEHRER: Nuova domanda importante.
La Russia, a Lei, due minuti Senatore Obama. Come
vede le relazioni con la Russia? Li considera un concorrente? Li considera un
nemico? Li considera un partner potenziale?
OBAMA: Bene, io penso che, dato quello che
è successo nelle ultime settimane e mesi, il nostro intero approccio alla Russia
debba essere riesaminato, perché una Russia emergente e molto aggressiva è una
minaccia alla pace e alla stabilità della regione.
Le loro azioni in Georgia sono inaccettabili. Non
erano garantiti. Ed a questo punto, è assolutamente critico per il prossimo
presidente fare chiarezza, che si deve rispettare il nostro cessate il fuoco in
sei parti - in sei punti. Devono andarsene dalla Ossezia del Sud e dalla
Abkhazia.
È assolutamente importante avere un'alleanza unita
e spiegare ai russi che non si può essere una superpotenza del 21° secolo, o una
potenza, e comportarsi come una dittatura del 20° secolo.
E dobbiamo sostenere anche tutte le nuove
democrazie in quella regione, sapete, gli Estoni, i Lituani, i Lettoni, i
Polacchi, i Cechi e di fatto appoggiamo i loro sforzi. Sono membri della Nato.
E con i paesi come la Georgia o l'Ucraina, penso
che dobbiamo insistere che loro sono liberi di unirsi alla Nato se ne soddisfano
i requisiti, e che dovrebbero avere subito avere un piano di entrata per
cominciare a portarceli.
Ma non possiamo neanche tornare ora ad un
atteggiamento da Guerra Fredda verso la Russia. È importante riconoscere che si
stanno creando delle aree di interesse comune. Una è la proliferazione nucleare.
Non solo loro hanno 15.000 testate esplosive
nucleari, ma sono in grado di farne altre 40.000, ed alcuni di queste testate
nucleari se perse potrebbero cadere nelle mani di Al Qaida.
Questa è un'area dove ho lavorato in Senato, con
un Repubblicano di alto rango membro del Comitato delle Relazioni estere del
Senato, Dick Lugar, per occuparci della proliferazione delle armi nucleari
perse. Questa è un'area dove noi dovremo lavorare con la Russia.
Ma noi dobbiamo avere un presidente che ha chiaro
che non si tratta con la Russia fissandola negli occhi e scrutandola nell'anima.
Si deve trattare con la Russia sulla base di quelli che -- quelli che sono gli
interessi della sicurezza nazionale degli Stati Uniti d'America.
E dobbiamo riconoscere che il modo in cui si
stanno comportando ultimamente richiede risposte precise da parte della comunità
internazionale e dei nostri alleati.
LEHRER: Due minuti sulla Russia, Senatore
McCain.
MCCAIN: Bene, ho seguito le reazioni del
Senatore Obama all'aggressione russa contro la Georgia. La sua prima
affermazione è stata, "Tutte e due le parti dovrebbero mostrare moderazione."
Ancora un po' di ingenuità. Non ha capito che la
Russia ha commesso una seria aggressione contro la Georgia. E la Russia ora è
divenuta una nazione alimentata dai petrodollari e che fondamentalmente è
governata da apparatchik del KGB.
Ho guardato negli occhi Putin, ed ho visto tre
lettere, una "K", una "G", ed una "B." E la loro aggressione in Georgia non è un
comportamento accettabile.
Non credo che torneremo alla Guerra Fredda. Sono
sicuro che non succederà. Ma credo che dobbiamo sostenere i nostri amici ed
alleati. E non costituisce un problema tra Georgia e Russia. Ha tutto a che fare
con l'energia. C'è una pipeline che va dal Mar Caspio attraverso la Georgia e
attraverso la Turchia. E sappiamo bene che i russi controllano le altre fonti di
energia verso l'Europa, delle quali ogni tanto si servono.
Non è un caso che i presidenti della Lettonia,
Estonia, Lituania, Polonia, e l'Ucraina siano volati in Georgia, a Tbilisi, dove
ho speso molto del mio tempo con un grande giovane presidente, Misha Saakashvili.
MCCAIN: E gli hanno portato la loro
solidarietà ma sono anche molto interessati riguardo le minacce russe di
riconquistare il loro vecchio status russo, per riconquistare lo status del
vecchio impero russo.
Ora, io penso che i russi dovrebbero capire che
noi sosterremo -- noi, gli Stati Uniti -- sosterremo l'inclusione della Georgia
e dell'Ucraina nel processo naturale, di inclusione nella Nato.
Dovremmo anche rendere molto chiaro che i russi
stanno violando il loro accordo di tregua. Hanno spostato truppe supplementari
in Abkhazia e in Ossezia del Sud.
A proposito, io ci sono andato una volta, ci siamo
andati e abbiamo girato, e c'era un enorme manifesto. E questo è -- questo è
territorio Georgiano. E c'era un enorme manifesto di Vladimir Putin che diceva
"Vladimir Putin, il nostro presidente."
Erano molto chiare, le intenzioni russe verso la
Georgia. Stavano solo aspettando di cogliere l'occasione.
Quindi, questa è una situazione molto difficile.
Noi vogliamo lavorare coi russi. Ma abbiamo il diritto anche di aspettarci che i
russi si comportino in un certo modo e tenendo conto -- con un -- con un paese
che rispetta i confini internazionali e le norme di comportamento
internazionale.
E guardiamo l'Ucraina. Tutta questa storia ha
molto a che fare con l'Ucraina, la Crimea, la base della flotta russa a
Sebastopoli. Ed il fallimento del processo politico in Ucraina tra Timošenko e
Jušenko è un problema molto serio.
E così guardiamo l'Ucraina, ed assicuriamoci che
noi -- che gli ucraini capiscano che noi siamo i loro amici ed alleati.
LEHRER: Vede -- esistono differenze
notevoli con quello che ha appena detto?
OBAMA: No, in realtà penso che il Senatore
McCain ed io siamo in gran parte d'accordo su questi problemi. Evidentemente,
non sono d'accordo con questa idea che in qualche modo non abbia sollevato
obiezioni vigorose ai russi che andavano in Georgia.
Ho detto subito che era illegale e deplorevole. E
assolutamente volevo una cessazione delle violenze, perché questo metteva la
Georgia sotto uno sforzo enorme, e questo è il motivo per il quale sono stato il
primo a dire che noi dobbiamo ricostruire l'economia Georgiana e ho richiesto un
miliardo dollari che ora sono andati in aiuti alla ricostruzione.
Perché parte delle intenzioni della Russia erano
quelle di indebolire l'economia al punto tale che il Presidente Saakashvili
risultasse indebolito in modo da poterlo sostituire con qualcuno più favorevole
a Putin.
Due sono i punti sui quali ritengo sia importante
pensare a proposito della Russia.
Numero uno: dobbiamo essere previdenti ed
anticipare alcuni di questi problemi. Ad aprile ho avvertito di nuovo
l'amministrazione che c'erano peacekeeper russi in territorio Georgiano. Cosa
che non aveva senso.
E quel che dovevamo fare era di rimpiazzarli con
peacekeeper internazionali ed un inviato speciale per chiarire la crisi prima
che esplodesse.
Non è stato fatto. Ma se l'avessimo fatto, forse
avremmo potuto evitare il problema.
Il secondo punto riguarda il problema
dell'energia. la Russia è parzialmente in ripresa e Putin sta sentendosi potente
a causa dei petrodollari, come ha detto il Senatore McCain.
Questo vuole dire che noi, uno dei più grandi
consumatori di petrolio -- il 25 percento del petrolio del mondo -- dobbiamo
avere una strategia sull'energia per trattare con la Russia, e trattare con
molti degli stati inaffidabili di cui abbiamo parlato, Iran, Venezuela.
E questo vuole dire, sì, aumentare la produzione
nazionale e le perforazioni off-shore, ma noi abbiamo solamente il 3 percento
del petrolio del mondo e ne usiamo il 25 percento. Quindi noi non possiamo
semplicemente perforarci da soli la soluzione del problema.
Quel che dobbiamo fare è introdurre l'energia
alternativa, come il solare, il vento, il biodiesel, e, sì, l'energia nucleare,
la tecnologia del carbone pulito. E, sapete, ho un piano per noi per fare
investimenti significativi nei prossimi 10 anni.
E devo dire, il Senatore McCain ed io, penso sia
d'accordo sull'importanza dell'energia, ma il Senatore McCain ha menzionato per
primo l'importanza di guardare ai fatti.
In 26 anni, il Senatore McCain ha votato 23 volte
contro le energie alternative, come il solare, il vento e il biodiesel.
E così noi -- noi -- noi dobbiamo fare e non solo
parlare relativamente all'indipendenza energetica, perché questo sarà
probabilmente vitale per la nostra economia e i problemi che la gente avverte
alle pompe -- e, sapete, l'inverno sta arrivando e le case sono riscaldate col
petrolio -- ed è la nostra sicurezza nazionale ed il problema del cambiamento
del clima ad essere così importante.
LEHRER: Abbiamo tempo per uno o più domande
importanti. Siamo riusciti a ...
(PARLANO ASSIEME)
LEHRER: risposta veloce e poi...
(PARLANO ASSIEME)
MCCAIN: Nessuno dell'Arizona è contro il
solare. E il Senatore Obama dice che lui è per il nucleare, ma è contro il
riprocessamento e per l'immagazzinamento. Quindi...
OBAMA: Non è proprio vero, John. John, mi
dispiace, ma non è vero.
MCCAIN: ... è difficile ottenere. E le
perforazioni off-shore sono molto importanti, e sono un ponte.
E noi sappiamo che, se perforiamo off-shore e
sfruttiamo queste riserve, questo ci aiuterà, temporaneamente, a soddisfare la
nostra domanda di energia. Ed avrà, penso, un importante effetto sul prezzo del
barile di petrolio.
OBAMA: Devo rispondere molto rapidamente,
solo correggere -- solo correggere i fatti.
MCCAIN: Quindi voglio dire che, con la cosa
di Nunn-Lugar...
LEHRER: Mi scusi, Senatore.
OBAMA: John?
MCCAIN: ... Ho sostenuto di nuovo
Nunn-Lugar nei primi '90, quando molti dei miei colleghi non lo facevano. Quella
era allora la legislazione chiave che ci ha messo sulla strada giusta per
eliminare questo problema delle scorie nucleari, e del combustibile nucleare del
quale ci si sarebbe dovuti occupare.
OBAMA: Io -- devo solo correggere i fatti
qui. Non ho mai detto che sono contrario alle scorie nucleare. Quello che ho
detto è che dobbiamo immagazzinarle in modo sicuro.
E il Senatore McCain, lui dice -- parla dell'
Arizona.
LEHRER: Bene.
OBAMA: Ho un punto su questo, Jim.
LEHRER: OK.
OBAMA: Lui obietta...
MCCAIN: Io ho votato per i combustibili
alternativi tutta la mia durata...
OBAMA: Lui – lui -- lui obietta...
(PARLANO ASSIEME)
LEHRER: Uno alla volta per favore.
OBAMA: Lui ha obiettato ...
LEHRER: Uno alla volta.
MCCAIN: Nessuno può essere contrario alle
energie alternative.
OBAMA: Bene, abbastanza giusto. Andiamo
avanti. Abbiamo più energia -- abbiamo una questione in più .
LEHRER: Questo è l'ultima -- l'ultima
domanda importante. Due minuti ognuno. E la domanda è questa, cominciando da
Lei, Senatore McCain.
Quale pensa sia la probabilità che ci sia un altro
attacco tipo 11 settembre negli Stati Uniti continentali?
MCCAIN: penso sia molto minore del giorno
dopo l'11 settembre. Penso -- che abbiamo una nazione più sicura, ma che siamo
ancora lontani dalla sicurezza.
E voglio dirvi una di quelle cose delle quali sono
più orgoglioso, perché ho attraversato il corridoio [che separa i seggi
Democratici da quelli Repubblicani in Senato, espressione che indica "fare
attività bipartisan", NdT]. Ho una lunga storia in
proposito, su una serie lunga di riforme.
Ma dopo l'11 settembre, il Senatore Joe Lieberman
ed io abbiamo deciso che dovevamo avere una commissione, una commissione per
investigare sull'11 settembre, e scoprire cosa è successo, e porvi rimedio.
E noi eravamo -- eravamo contrari
all'amministrazione, un'altra area dove ero differente da questa
amministrazione. E siamo stati ostacolati fino a quando non vennero le le
famiglie dell'11 settembre, e scesero a Washington, e noi facemmo passare quella
legge.
E c'era una serie di raccomandazioni, come
ricordo, più di 40. E sono felice di dire che scrivemmo nella legge la maggior
parte delle riforme raccomandate dalla commissione. Sono orgoglioso di quel
lavoro, bipartisan, attraversando il corridoio, lavorando insieme Democratici
e Repubblicani.
Quindi noi abbiamo un lungo cammino per arrivare
ai nostri servizi di informazione. Noi dobbiamo fare un migliore lavoro nella
intelligenza umana. E noi dobbiamo -- assicurarci che abbiamo persone che sono
inquirenti addestrati così che noi si torturi mai più un prigioniero.
Dobbiamo assicurarci che le nostre tecnologie e
capacità di informazione siano le migliori. Dobbiamo lavorare più da vicino coi
nostri alleati. Conosco i nostri alleati, e posso lavorare molto più da vicino
con loro.
Ma posso anche dire che penso che l'America è più
sicura oggi di quanto lo fosse l'11 settembre. Ma questo non vuole dire che non
abbiamo una lunga strada.
E gradirei ricordare che, anche come risultato di
quelle raccomandazioni, probabilmente abbiamo avuto la più grande
riorganizzazione del governo da quando abbiamo istituito la Difesa. E penso che
quegli uomini e donne in quelle agenzie stanno facendo un grande lavoro.
Ma abbiamo ancora una lunga strada prima di poter
di poter dichiarare sicura l'America, e questo significa anche fare un miglior
lavoro ai nostri confini.
LEHRER: Due minuti, Senatore Obama.
OBAMA: Io penso prima di tutti, bene, che
noi siamo in qualche modo più sicuri. Evidentemente, noi abbiamo versato
miliardi di dollari nella sicurezza degli aeroporti. Abbiamo fatto del lavoro
per rendere sicuri obiettivi potenziali, ma abbiamo ancora molto da fare.
Dobbiamo assicurarci che stiamo rafforzando i
nostri siti chimici. Non abbiamo fatto abbastanza sui trasporti; non abbiamo
fatto abbastanza per i porti.
E la più grave minaccia che ci troviamo ad
affrontare adesso non è un missile nucleare dal cielo. È in una valigetta.
Per questo il problema della proliferazione
nucleare è così importante. E la -- la più grave minaccia agli Stati Uniti
sarebbe un terrorista che è riuscito a impossessarsi di un'arma nucleare.
E noi -- stiamo spendendo miliardi di dollari per
la difesa missilistica. E davvero credo che noi abbiamo bisogno di una difesa
missilistica, per via dell'Iran e della Corea del Nord, e della possibilità che
loro riescano ad avere o lanciare armi nucleari, ma credo anche che, quando
spendiamo solo alcuni centinaia di milioni di dollari per la proliferazione
nucleare, allora stiamo commettendo un errore.
L'altra cosa che che dobbiamo tenere a fuoco è
comunque Al Qaida. Loro ora operano in 60 paesi. Non possiamo concentrarci solo
sull'Iraq. Dobbiamo andare alla radice del problema, che è in Afghanistan e nel
Pakistan. Diventerà un problema critico. Avremo bisogno di più cooperazione con
i nostri alleati.
Un ultimo punto. È importante che noi capiamo che
il modo in cui siamo percepiti nel mondo farà la differenza, riguardo alla
nostra capacità di trovare cooperazione e sradicare il terrorismo.
Ed una delle cose che intendo fare come presidente
è ripristinare il ruolo dell'America nel mondo. Noi siamo meno rispettati di
otto anni fa e anche di quattro anni fa.
OBAMA: E questo è il più grande paese della
Terra. Ma a causa di alcuni errori commessi -- ed io do al Senatore McCain
grande credito sul problema della tortura, per averla identificata come qualche
cosa che mina la nostra sicurezza a lungo termine -- a causa di queste cose,
penso, ci sarà molto lavoro per fare nella prossima amministrazione per
ripristinare la percezione che l'America è come un faro su una collina.
LEHRER: Lei è d'accordo che c'è molto da
fare nella nuova amministrazione per ripristinare...
(PARLANO ASSIEME)
MCCAIN: Ma nel caso della difesa
missilistica, il Senatore Obama ha detto che doveva essere, cito, "provata". Non
ci furono prove quando Ronald Reagan disse che avremmo fatto lo SDI, che è una
difesa missilistica. Ed è stato il maggiore -- un fattore notevole nel portare
alla fine della Guerra Fredda.
Mi sembra che stiamo di nuovo girando in tondo. Il
Senatore Obama ancora non capisce completamente -- o non pensa -- che se noi
falliamo in Iraq, incoraggiamo Al Qaida. Loro piazzerebbero loro basi in Iraq.
Le conseguenze della sconfitta, che sarebbe la
conseguenza del suo piano di ritiro ad una data certa indipendentemente dalle
condizioni, secondo i nostri leader militari, secondo ogni esperto --
condurrebbe ad una possibile sconfitta, alla perdita di tutti i fragili
sacrifici di sangue americano che abbiamo fatto, e che ci addolora tutti.
Tutto questo andrebbe perso se noi seguissimo il
piano del Senatore Obama con precise date di ritiro, indipendentemente dalle
condizioni sul terreno.
E dice il Generale Petraeus che abbiamo avuto un
grande successo, ma che è molto fragile. E noi non possiamo fare quello che il
Senatore Obama vuole fare.
Questo è il problema centrale del nostro tempo. Ed
io penso che gli americani giudicheranno molto seriamente quale sia il percorso
giusto e quello sbagliato e chi debba essere il prossimo presidente degli Stati
Uniti.
LEHRER: Vede gli stessi collegamenti che
vede il Senatore McCain?
OBAMA: Oh, senza dubbio. Guardi, durante il
corso degli ultimi otto anni, questa amministrazione, insieme al Senatore McCain,
si è concentrata solamente sull'Iraq. Quella è stata la loro priorità. E' lì che
sono andate tutte le nostre risorse.
Bin Laden è nel frattempo, ancora là fuori. Non è
stato catturato. Non è stato ucciso. Al Qaida sta rinascendo.
Nel frattempo abbiamo sfide, per esempio, con la
Cina dalla quale stiamo prendendo a prestito miliardi di dollari. Loro ora
posseggono un il valore di miliardi di dollari del nostro debito. E sono attivi
in paesi come -- in regioni come l'America Latina, l'Asia, l'Africa. Loro sono
-- l'intensità della loro presenza è stata uguale solamente dalla nostra
assenza, perché noi ci siamo concentrati sull'Iraq.
Abbiamo indebolito la nostra capacità di
proiettare il potere in tutto il mondo perché noi abbiamo visto tutto attraverso
questa sola lente, per non fare menzione della nostra economia. Noi ora stiamo
spendendo più di 10 miliardi ogni mese.
E questo vuole dire che non possiamo offrire cure
sanitarie a persone che ne hanno bisogno. Non possiamo investire in scienza e
tecnologia, che determineranno se o noi saremo competitivi nel lungo termine.
Non c'è mai stato un paese sulla Terra che ha
visto il declino della sua economia mantenendo contemporaneamente la sua
superiorità militare. Quindi questo è un problema di sicurezza nazionale.
Noi non abbiamo adeguatamente finanziato
l'assistenza ai veterani. Faccio parte del Comitato sulle questioni dei
Veterani, e noi abbiamo -- ho incontro veterani in tutto il paese che stanno
cercando di capire "Come potrò prendere la mia pensione di invalidità? Ho un
disturbo da stress post-traumatico, ed ancora non posso curarmi."
Quindi noi abbiamo frammentato tutto, come in
questo caso, e nessuno sta parlando di perdere questa guerra. Stiamo dicendo che
il prossimo presidente deve avere una visione strategica più ampia su tutte le
sfide che abbiamo davanti.
Questo è quello che è mancato negli ultimi otto
anni. E' questo quello che io voglio ripristinare.
MCCAIN: Sono stato coinvolto, come vi ho
detto prima, virtualmente in ogni importante sfida alla sicurezza nazionale che
abbiamo affrontato in qualcosa come gli ultimi 20 anni. C'è qualche vantaggio
nell'esperienza, nella conoscenza e nel giudizio.
Ed io -- ed io non credo onestamente che il
Senatore Obama abbia conoscenze o esperienza, e ha dato giudizi sbagliati in un
certo numero di aree, ivi inclusa la sua reazione iniziale all'invasione russa
-- l'aggressione alla Georgia, a questo -- sapete, abbiamo visto questa
caparbietà prima, in questa amministrazione, nell'aggrapparsi alla credenza che
in qualche modo l'offensiva non è riuscita non ammettendo che aveva torto
sull'offensiva è -- dimostratemi che noi -- che -- che abbiamo bisogno di più
flessibilità in un presidente degli Stati Uniti di questa.
Riguardo alle altre questioni che ha sollevato,
conosco i veterani. Li conosco bene. E so che loro sanno che mi prenderò cura di
loro. E sono stato orgoglioso del loro appoggio e del loro riconoscimento del
mio servizio ai veterani.
Ed io li amo. E mi prenderò cura di loro. E loro
sanno che mi prenderò cura di loro. E quello sarà il mio lavoro. Ma, anche, ho
la capacità, e le conoscenze, e le basi per dare i giudizi corretti, per tenere
questo paese protetto e sicuro.
Riforme, prosperità, e pace, queste sono le grandi
sfide degli Stati Uniti dell'America. Non penso di avere bisogno di nessun
addestramento. Sono pronto per questo adesso.
OBAMA: Bene, mi permetta un ultimo punto.
Sapete, mio padre viene dal Kenia. E' da lì che viene il mio cognome.
E negli anni sessanta, lui scrisse lettere e
lettere per entrare nell'università qui negli Stati Uniti, perché l'idea era che
non c'era nessun altro paese sulla Terra dove uno potesse farlo, a patto di
provarci. Gli ideali ed i valori degli Stati Uniti hanno inspirato il mondo
intero.
Non penso che nessuno di noi può dire che la
nostra posizione nel mondo ora, che il modo in cui i bambini di tutto il mondo
guardano agli Stati Uniti sia lo stesso.
E parte di quello che dobbiamo fare, quello che il
prossimo presidente deve fare -- e questo fa parte del nostro giudizio, fa parte
di come noi faremo l'America sicura -- è -- è di mandare un messaggio al mondo
che noi investiremo in problemi come l'istruzione, noi investiremo in problemi
che -- che riguardano il modo in cui le persone normali sono in grado di
realizzare i loro sogni.
A questo mi impegnerò come presidente degli Stati
Uniti.
LEHRER: Pochi secondi. Abbiamo quasi
finito.
MCCAIN: Jim, quando tornai a casa dalla
prigionia, ho visto i nostri veterani trattati molto male, e la cosa mi rese
triste. E mi sono imbarcato nello sforzo di risolvere la questione del POWMIA
[Prisoner of War Missing in Action, prigionieri di guerra spariti in azione, NdT],
cosa che abbiamo fatto in modo bipartitsan, e ho lavorato alla normalizzazione
delle relazioni tra i nostri due paesi in modo che i nostri veterani potessero
ritornare finalmente a casa.
Garantisco che come presidente degli Stati Uniti
saprò come guarire le ferite di guerra, saprò come trattare con i nostri
avversari, saprò come trattare con i nostri amici.
LEHRER: E qui finisce questo dibattito
stasera.
Il 2 Ottobre, giovedì prossimo, sempre alle 9:00
di sera, ora della costa orientale, i due candidati vicepresidenti dibatteranno
all'Università di Washington a St. Louis. Il mio collega della PBS, Gwen Ifill,
sarà il moderatore.
Per ora, da Oxford, Mississipi, grazie, senatori,
a tutti e due. Io sono Jim Lehrer. Grazie, e buona notte.
(APPLAUSI)
FINE
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