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L'assassinio dello sceicco Yassin "aumenterà l'anarchia" 

Rassegna stampa • I quotidiani israeliani si preoccupano della probabile montata delle violenze, mentre i giornali europei denunciano "una scalata senza freno né prudenza" • 

Di Ludovic BLECHER 

martedì 23 marzo 2004

Liberation.fr - 16:35 

"È solo l'inizio", avverte il quotidiano belga "Le soir" all'indomani dell'assassinio del capo spirituale di Hamas, lo sceicco Yassin, abbattuto lunedì all'alba dall'esercito israeliano. Mentre lo Stato ebreo lunedì ha dichiarato il movimento radicale "nemico strategico di Israele", il "Jerusalem Post" avverte: "Israele continuerà i suoi sforzi per eliminare i capi delle organizzazioni terroristiche, ivi compresi quelli del Fatah, della Jihad islamica e di Hamas". Mentre alcuni giornalisti del quotidiano gli chiedevano se il presidente dell'autorità palestinese, Yasser Arafat, fosse sull'elenco dei terroristi, il ministro della Difesa, Shaul Mofaz, avrebbe replicato con un sorriso sulle labbra: "Dovreste chiederlo a lui." 

Nella stampa internazionale che dedica i titoli principali alla morte del fondatore del movimento terroristico Hamas, il primo interrogativo è sulla legittimità degli assassini mirati, un atto qualificato come "terrorista" da una buona parte dei quotidiani arabi. "Israele deve a breve termine domandarsi se si possono applicare al tempo stesso dei metodi simili nella lotta contro il terrorismo, e rivendicare la democrazia e lo stato di diritto", dice il giornale conservatore tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung", mentre in Sud Africa "Il Sowetan" evoca un "assassinio che sciocca il mondo". In un editoriale intitolato "L'assassinio ed il suo prezzo", il quotidiano israeliano "Haaret'z" rivolta la domanda: "Israele deve per definizione aspettare per replicare o può prendere l'iniziativa attaccando una persona o uno Stato che finanziano la guerra contro di lui?". Ma se l'attentato può, secondo il quotidiano, "giustificarsi" almeno quanto lo sarebbero i tentativi di eliminazione "di Osama Bin Laden e del suo entourage da parte degli americani", il giornale dubita che Yassin sia stato un bersaglio per il quale ne "valesse la pena." 

Perché? Perché, come titola il quotidiano russo "Izvestia", facendo questa scelta "Israele ha aperto 'le porte dell'inferno'". "Il peggio ha preso forma lunedì mattina a Gaza", rincara il quotidiano italiano di centro sinistra, "La Repubblica". "Con questi tre missili, il governo Sharon ha intrapreso una scalata senza freno né prudenza di cui molti pagheranno il prezzo", avverte il giornale mentre il quotidiano israeliano "Maariv" teme il "big bang che tutti gli israeliani aspettano." 

Il quotidiano tedesco di centro sinistra, "Sueddeutsche Zeitung", afferma da parte sua che se lo Sceicco Yassin "era un uomo del terrore, (...) non era cieco alla realtà politica". E aggiunge: "era possibile negoziare con lui dei cessate il fuoco. Era considerato come il solo che poteva controllare la sua organizzazione. Adesso Hamas è senza freni". Ancora più grave, secondo l'ex ministro laburista Yossi Belin, intervistato dal quotidiano italiano "La Stampa", "la morte di Yassin avvicinarà Hamas e Fatah, il partito di Yasser Arafat, invece di creare un'alleanza tra palestinesi ed israeliani moderati contro gli estremisti delle due parti". E questo promotore del patto di Ginevra, un piano di pace ufficioso per il regolamento del conflitto israelo-palestinese, aggiunge: "non è escluso che questa sia la vera intenzione del Primo ministro" Ariel Sharon. La "Gazeta Wyborcza", quotidiano polacco di centro sinistra, tenta una spiegazione: Sharon "vuole ritirarsi da Gaza, ma non vuole che il potere cada lì nelle mani dei fondamentalisti di Hamas". Se l'analisi si rivelasse giusta, la scommessa sarebbe semplicistica. Secondo uno specialista israeliano dei movimenti islamici che firma una rubrica di "Maariv", "chi crede che uccidere Yassin eliminerà Hamas si sbaglia". Del resto, il movimento ha annunciato martedì un voto in seno alle sue istanze dirigenti per eleggere un nuovo capo. 

Il "Jerusalem Post" spiega in un'analisi che questo atto "al contrario aumenterà l'anarchia nei territori palestinesi". Secondo il giornale, è in effetti "la popolarità del campo radicale che potrebbe trovarsi rafforzata nella società palestinese" a scapito del governo: "Le migliaia di palestinesi che sono scesi nelle strade per protestare contro l'assassinio di Yassin, scandivano anche slogan ostili ad Arafat e all'autorità palestinese che esigevano da essi di incarnare la lotta armata, invece che una voce di pace", riporta il giornale. Il suo reporter cita così i propositi di un responsabile del Fatah per la Cisgiordania: "I palestinesi devono comprendere oramai che l'unica opzione possibile è l'Intifada ed una più forte resistenza". "Più che mai, conclude il giornale libanese 'l'Orient le jour', i palestinesi continueranno a battersi con la schiena al muro, con quella rabbia che ispira solo la disperazione."


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