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Agricoltura

Il mais modificato Monsanto nocivo per i topi 

Un studio sul MON863, che la multinazionale ha voluto nascondere, constata gli effetti sulla salute dei roditori. 

Di Alice LAUNET 

Sabato 25 giugno 2005 (Liberation - 06:00) 

I ministri dell'ambiente europei non si sono venerdì messi d'accordo sull'autorizzazione o meno alla vendita in Europa del MON863, un mais transgenico della Monsanto. Tuttavia, è stato reso pubblico questa settimana, grazie alla pressione degli ecologisti, uno studio dalle conseguenze pesanti per questo OGM . Condotto dagli stessi esperti della Monsanto, questo studio rivela che il MON863 avrebbe degli effetti nocivi sui topi. La multinazionale ha tentato per parecchi mesi di mantenere il segreto su questo studio ma, dopo un anno di battaglia giuridica condotta da Greenpeace, un tribunale tedesco gli ha ordinato di rivelarlo. 

Monsanto, che ha realizzato nel 2004 un fatturato di 5,5 miliardi di dollari, è la seconda nel mondo tra le imprese agrochimiche. Il MON863, che vorrebbe commercializzare, è un mais geneticamente modificato nel quale è stata inserita una tossina Bt (Cry3Bb1), ritenuta capace di proteggere il mais dagli attacchi di un insetto. Ma il MON863 contiene anche un marcatore resistente ad un antibiotico, che non dovrebbe essere utilizzato, secondo una recente legge europea. 

Già l'anno scorso la Commissione del Genio Biomolecolare (CGB), responsabile della valutazione degli OGM, aveva espresso dei dubbi sulla innocuità del MON863. Nella sua richiesta di autorizzazione per la messa in vendita del suo mais, Monsanto aveva preteso che lo studio da lei condotto per valutare i rischi di questo prodotto restasse confidenziale. Si capisce il perché: i primi risultati di questo studio indicano che esistono dei seri dubbi sull'innocuità del MON863. Sono state osservate delle significative differenze tra gli stati di salute di topi nutriti col mais convenzionale e quello di topi nutriti col MON863. 

I dati raccolti dallo studio rilevano tra i topi nutriti con lo OGM un aumento del numero di globuli bianchi, un indicatore di situazioni anormali come infezioni ed infiammazioni. Rilevano anche dei cambiamenti nella struttura dei reni e del fegato degli animali. Monsanto tenta oggi di minimizzare questi risultati. Come ricorda tuttvia in un rapporto il professore Gilles-Eric Séralini, membro delle due commissioni di valutazione degli OGM dei ministeri francesi dell'agricoltura e dell'ambiente, gli argomenti della Monsanto per contestare questi dati non sono scientificamente accettabili. 

Inoltre, nello studio condotto da Monsanto, i topi non sono stati nutriti al MON863 che per 90 giorni, cosa che può lasciare supporre che gli effetti dell'ingestione di questo mais rischino di peggiorare a lungo termine. Dati questi risultati, esperti scientifici indipendenti hanno ritenuto come indispensabili ulteriori studi su questo mais. Poiché lo studio dellaMonsanto indica che questo OGM può influire negativamente sulla salute dei topi, perché non dovrebbe avere effetti nocivi per il metabolismo di altri animali e degli uomini? Il giudizio è oramai nelle mani della Commissione europea.

 

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