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13/06/2009 18h36'

Iran: “Mai successo un broglio così gigantesco”

Intervista - Mohammad-Reza Djalili, professore alla IUHEI di Ginevra e autore di “Géopolitique de l'Iran”, ritiene che i risultati delle elezioni presidenziali in Iran mostrino una polarizzazione crescente della società iraniana.

Intervista raccolta da SYLVAIN MOUILLARD

Il ricercatore iraniano-svizzero Mohammad-Reza Djalili ha risposto alle domande di Libération dopo la proclamazione della vittoria di Mahmud Ahmadinejad. Stando in contatto tutto il giorno con abitanti di Teheran, ritiene sia stato organizzato un broglio elettorale senza precedenti.

Mir Hossein Moussavi, il principale candidato dell'opposizione dichiarato sconfitto di larga misura, ha parlato di irregolarità “massicce e numerose”. Cosa si deve pensare di queste dichiarazioni?

Ci sono sempre stati brogli nelle elezioni presidenziali in Iran, anche nel 2005, quando fu eletto Mahmud Ahmadinejad. Ma sembra sia la prima volta che assumono queste dimensioni. I sostenitori di Moussavi hanno la sensazione che gli abbiano rubato i voti, e che lo scarto di nove milioni di voti sia dovuto a manipolazioni. In ogni caso, anche prima delle elezioni, Ahmadinejad ha avuto accesso a mezzi immensi, in particolare a passaggi sulle catene televisive e radiofoniche.

Come vengono organizzate le falsificazioni?

E' molto facile, perché in Iran non esistono elenchi elettorali. Si vota con il certificato di nascita, e lo si può fare diverse volte, cambiando seggio elettorale. Gli analfabeti, che in Iran sono il 20%, vengono aiutati dai guardiani della rivoluzione …

Come si devono interpretare i risultati e le manifestazioni?

Si se prendono per buoni i numeri ufficiali, un terzo della popolazione è favorevole ad un cambiamento. Prima di oggi non si era mai manifestata una simile polarizzazione della società. C'è per le strade una folla senza precedenti. Da quel che ho potuto ascoltare su diversi media, come Voice of America o la BBC, ci sono manifestazioni nelle province del Nord e del Sud del Paese.

La situazione può degenerare? Come si comporterà la guida della rivoluzione?

L'ayatollah Ali Khamenei ha proibito ai candidati sconfitti di protestare. Ritengo che il potere non permetterà alla contestazione di estendersi. La polizia, per esempio, è molto violenta. Ha a disposizione anche una polizia in borghese mescolata ai manifestanti. La repressione è organizzata molto bene.

Una nota:

Nonostante il presidente uscente iraniano venga menzionato quasi invariabilmente come Mahmud Ahmadinejad in tutta la stampa occidentale, o quantomeno non iraniana, il suo vero nome è Mahamoud Ahmadi Nejad



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