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Libération 28/02/2011 à 12h21 - Tunisia

Marzuki: «E' una rivoluzione della gioventù, ed eccola condotta da un vegliardo di 84 anni!»

Intervista

L'oppositore tunisino, candidato alle presidenziali, non è soddisfatto della nomina del nuovo Primo ministro. Critica la conduzione della transizione democratica da parte di una classe politica che ha mantenuto i suoi vecchi tic.

Raccolta da Elodie AUFFRAY

Dopo due giorni di massicce manifestazioni, che sono degenerate in violenze mortifere, il Primo ministro tunisino Mohammed Ghannouchi ha dato le dimissioni domenica. La piazza si era mobilitata da più di un mese contro il mantenimento di quest'uomo al posto di Primo ministro, che occupava da undici anni.

Nella foga, il presidente Fued Mebazaa ha annunciato la nomina di Beji Caïd Essebsi, di 84 anni. Vicino a Burghiba, del quale è stato consigliere fin dall'indipendenza nel 1956, ha occupato in seguito diverse cariche ministeriali: difesa, interni, esteri. Deputato fino al 1994, ha poi ripreso il suo mestiere di avvocato.

Non è certo che questa nomina calmi i Tunisini, Il sit-in, che si tiene da dieci giorni nella piazza della Casba a Tunisi, davanti all'ufficio del capo del governo, prosegue anche questo lunedì. Rimangono tensioni sull'Avenue Burghiba, centro della contestazione e teatro di violenze nei giorni scorsi.

Moncef Marzuki, presidente del Congresso per la Repubblica e candidato alle presidenziali, che si terranno entro metà luglio, critica lo sviluppo della transizione democratica in Tunisia.

L'abbandono di Ghannouchi è una vittoria?

E' soprattutto la dimostrazione della determinazione dei Tunisini a mandare via i cacicchi dello ancien régime. Il popolo è sceso in piazza quando cinque ministri del RCD [Rassemblement constitutionnel démocratique, ex partito di Ben Ali, NDR] sono stati nominati nel governo. [il 17 gennaio].

Hanno manifestato dopo la nomina di venti prefetti del RCD nelle regioni. E' stato necessario mobilitarsi anche per lo scioglimento del RCD.

Il popolo è consapevole del pericolo e la mobilitazione non si affievolisce, che è la cosa più importante. Il problema è che si deve continuare, perché i cacicchi hanno ancora un ruolo importante. Non è assolutamente finita qui. Il regime non lo si abbatte per KO, ma ai punti.

Qual è la sua reazione alla nomina di Beji Caïd Essebsi?

E' una rivoluzione della gioventù, democratica, ed eccola capeggiata da un vegliardo di 84 anni!

Tutti i partiti di opposizione sono delusi, ivi compreso il Congresso per la Repubblica, che presiedo. Il sindacato UGTT ha anche lui espresso il suo dissenso.

Deploriamo meno il profilo della persona di quanto non condanniamo il processo che ha condotto alla sua nomina. In un processo rivoluzionario, si sarebbero dovute convocare tutte le componenti. Questo regime invece non si fa consigliare altro che dai cacicchi del RCD.

Come dovrebbe essere condotta la transizione democratica?

Vogliamo la formazione di un governo di unità nazionale, che comprenda tutti i partiti d'opposizione e non solo i due che vi fanno parte attualmente, e che non hanno nessuna legittimità popolare e sono perfino considerati dei traditori della rivoluzione.

Oltre alle dimissioni di tutto il governo, noi esigiamo un'assemblea costituente. Se il nuovo Primo ministro lo fa, tanto meglio, ma per ora non sappiamo quel che succederà. Tutto questo comincia ad essere pesante per i Tunisini, che hanno bisogno di stabilità.

Siete pronti a partecipare ad un eventuale governo di unità nazionale?

Siamo persone costruttive, che non si limitano ad opporsi. Sì, siamo pronti a entrare in un governo d'unione nazionale che abbia un programma chiaro.

Nessuno tuttavia ci consulta. Io stesso sono escluso dalla televisione nazionale, sono in una lista nera, occulta, di persone che non hanno diritto di apparizione in televisione.

In che modo l'ancien régime continua a contare in Tunisia?

Restano dei gruppi mafiosi, forze di sicurezza, responsabili del RCD. Sono loro ad essere dietro alle violenze e i problemi che agitano il paese. Sono ancora liberi, hanno soldi e comprano la gente, mandano dei casseurs in tutte le manifestazioni.

Di fronte a questo serve un governo solido, d'unione nazionale, in grado di riportare la sicurezza, di rimettere la polizia al lavoro. Una polizia repubblicana, sbarazzata degli ex satrapi di Ben Ali, che per fortuna non sono molto numerosi. Era del resto questo uno dei principali rimproveri mossi a Ghannouchi: la sua debolezza di fronte a questi gruppi. Gli si deve far fronte, nel quadro della legalità, ma con fermezza.

Ha fiducia per il proseguimento della transizione democratica?

Ho fiducia nel paese, in questa gioventù, nella rivoluzione, ma non ne ho negli uomini che restano al potere, che tergiversano. Non hanno capito cosa sia la rivoluzione, come averci a che fare. E' una cerchia di vecchi amici che continuano a sorreggersi l'un l'altro. Non hanno capito la nuova Tunisia e sono spaventato dallo iato tra questa classe politica e la gioventù.


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