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Ondata di attentati a Tashkent 
Le autorità Uzbeke attribuiscono le violenze agli islamici. 

Libération, mercoledì 31 marzo 2004 

Di Gérard DIEZ 

Tashkent, corrispondenza 

Dopo gli attentati di lunedì che hanno fatto 19 morti, la capitale uzbeka è stata scossa di nuovo, ieri, da esplosioni e sparatorie che avrebbero fatto almeno 23 morti. Le autorità uzbeke hanno imputato queste violenze ai terroristi islamici sostenuti "dall'estero", senza peraltro fornire prove. Peraltro, non si sa di nessuna rivendicazione. 

Verso le 8 di ieri mattina due attentati con automobili minate hanno risuonato quasi simultaneamente nel nord della città. Un minibus Daewoo è esploso vicino al mercato di Younous-Abad, e due automobili cariche di esplosivi hanno distrutto una parte del distretto di Kipraï, lì vicino. E' seguita una sparatoria tra un gruppo armato e le forze dell'ordine. Secondo testimoni, tentando di ripiegare i ribelli hanno occupato una casa vuota nel villaggio di Yalangatch, nel distretto di Kipraï. Erano sei, armati di granate e di mitragliatrici. Le forze speciali (Spetsnaz) hanno dato l'assalto. Un presunto terrorista è uscito correndo della casa e si è fatto saltare con l'esplosivo. Avrebbe gridato "Allah akhbar" prima di morire. Alcuni testimoni affermano che si trattava di giovani di meno di 20 anni. Un terrorista è stato abbattuto durante l'assalto ed gli altri quattro sono morti nella casa incendiata. Il centro della città era stranamente calmo ma molto sorvegliato, e le vie erano quasi deserte. Il rumore delle sirene della polizia e dell'esercito si è fatto sentire per una buona parte della giornata. L'ambasciata di Francia ha consigliato fermamente ai suoi concittadini di evitare i luoghi pubblici, anche se non sembra che siano presi di mira gli interessi stranieri. Durante la sua conferenza stampa, lunedì sera, il Procuratore generale uzbeko Rachidjon Kadirov ha insistito a lungo sull'implicazione quasi certa di movimenti islamici, citando il Movimento islamico dell'Uzbekistan, conosciuto soprattutto per avere dei legami con Al-Qaeda. Il paese conosce da un anno e mezzo un clima pessimo, un'economia alla deriva ed un'aumentata repressione. Nelle conversazioni l'esasperazione è dovunque percettibile. Gli stipendi, infine, in molte fabbriche non vengono pagati da mesi. 



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