DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





INDICE

HOME

Presidenziali USA

Presidenziali Francia 07

COREA DEL NORD

EUROPA

ITALIA - STORIA

Pensiero Economico

IRAQ

ONU

PALESTINA

IRAN

AFGHANISTAN PAKISTAN

RUSSIA E CAUCASO

RIVOLUZIONE RUSSA

MEDIO ORIENTE

GLOBALIZZAZIONE

KOSOVA

ECHELON

UZBEKISTAN

AFRICA

ATTENTATI SPAGNA

MONDO

MEDIA

 

CERCA NEL SITO

 

Linkback:

Territorio scuola

Sensagent

Leprechaun


Le autorità tunisine decidono di rinviare il vertice della Lega araba 

LEMONDE | 29.03.04 | 13h08 

Divergenze di punti di vista si sono manifestate tra i differenti Stati arabi, particolarmente riguardo la riforma dell'organizzazione panaraba ed il conflitto israelo-palestinese. I palestinesi mostrano la loro delusione, ritenendo che  dei progressi fossero comunque stati compiuti. 

Tunisi, dalla nostra inviata speciale, 

Alcune ore dopo l'annuncio da parte della Tunisia del rinvio del vertice arabo inizialmente previsto lunedì 29 e martedì 30 marzo, l'Egitto si è dichiarato disposto ad accogliere, a breve termine, la riunione annua dei re e dei capi di stato arabi. Fin da domenica, i presidenti yemeniti ed egiziani si erano accordati, per telefono, per convocare il vertice il 16 aprile al Cairo. Visibilmente offesa, la Tunisia si dice disposta a convocarli presso di lei, e intende iniziare fin da lunedì dei contatti a questo scopo. Qualunque sia la decisione che sarà presa, si tratterà di salvare la faccia di un mondo arabo i cui i dirigenti si erano impegnati, due anni fa, ad incontrarsi ogni anno ed a lavorare in modo efficace. 

È sabato sera, un po' prima delle 23, ovvero a qualche ora dall'arrivo dei dirigenti arabi o dei loro rappresentanti, che la Tunisia ha annunciato il rinvio. Perché, ha dichiarato il segretario di stato agli affari esteri, HatemBen Salem, durante le discussioni ministeriali preparatorie in corso, "sono emersi dei dissensi a proposito di emendamenti e di proposte avanzate dalla Tunisia, relativi alle riforme ed all'ammodernamento del mondo arabo." 

"GIUSTIFICAZIONE IDEOLOGICA" 

Alcune ore più tardi, l'agenzia ufficiale tunisina Tunis-Afrique-Presse ribadiva precisando che gli emendamenti riguardavano il "rafforzamento" del rispetto dei diritti dell'uomo, il rifiuto "assoluto" dell'estremismo, del fanatismo, della violenza e del terrorismo, a vantaggio dei "valori di tolleranza, di intesa e di dialogo tra le civiltà". Domenica, un comunicato ufficiale ritornava sullo stesso tema. 

"E' falso, ed è una giustificazione ideologica a posteriori", commenta un ministro che vuole mantenere l'anonimato per non avvelenare l'atmosfera. "I ministri erano riusciti ad appianare le loro divergenze sulle riforme, quando Tunisi ha annunciato il rinvio. Il testo che doveva essere proposto per l'approvazione al vertice condanna il terrorismo, ed impegna i paesi arabi nella lotta contro il riciclaggio di denaro, la droga, il crimine organizzato"... 

La cosa più sorprendente è che, solamente otto ore prima dell'annuncio del rinvio, il capo della diplomazia tunisina, Habib Ben Yahya, ed il segretario generale della Lega araba, Amr Moussa, avevano riaffermato in una conferenza stampa che il vertice si sarebbe tenuto alla data prevista, malgrado certe assenze annunciate di alcuni capi di stato. 

La vigilia, il principe ereditario saudita Abdallah Ben Abdel Aziz, ed il re del Bahrein, Hamad Ben Issa Al-Khalifa, avevano fatto sapere che sarebbero stati assenti. E il giorno stesso il quotidiano saudita Al-Riyadh aveva predetto un vertice al ribasso, un insuccesso o un rinvio. I paesi arabi continueranno a girare in un circolo vizioso e puramente verbale, scriveva in sostanza l'editorialista, tanto è vero che, secondo lui, ogni paese arabo canta la propria canzone, i piccoli paesi si atteggiano come fossero grandi e il mondo arabo manca di "Stati dirigenti", come lo sono la Francia e la Germania in seno all'unione europea. 

In quanto alle differenze di vedute che sono state oggetto di discussioni - "talvolta agitate", come ha ammesso Moussa - sono state presentate da Ben Yahya come un segno di salute. La prova che il vertice era stato molto preparato e che i ministri lavoravano seriamente. 

Le differenze di vedute, secondo ciò che traspariva allora, riguardavano la questione delle riforme, il carattere centrale del conflitto israelo-palestinese o ancora, in modo più casuale, la domanda libica di inclusione nel documento del vertice di un paragrafo che salutasse la decisione libica di cooperare pienamente con l'AIEA e gli Stati Uniti sui programmi di armi di distruzione di massa (ADM) di Tripoli. La Siria, accusata da Washington di detenere degli ADM, si sarebbe fermamente opposta. 

Il rinvio del vertice ha deluso numerosi paesi arabi. I palestinesi sono quelli che si considerano più toccati. Tutto o quasi tutto di quello che era relativo alla Palestina era già stato oggetto di un accordo, ha dichiarato a Le Monde Nabil Chaath, il ministro palestinese alla cooperazione internazionale. 

La sola questione ancora in sospeso, e per la quale si era sul punto di trovare una formulazione, riguardava il legame da stabilire tra le iniziative di pace araba lanciate a Beirut nel marzo 2002 ed la "road map", l'ultimo in ordine di data dei piani di pace per una soluzione del conflitto israelo-palestinese. " Noi Palestinesi volevamo questo legame. I siriani si sono opposti", ha precisato. 

Tutti i paesi arabi avevano già approvato, secondo Chaath, una istanza palestinese in quattro punti "che mira a ridurre le tensioni in attesa delle elezioni presidenziali americane, dopo le quali potrebbe riprendere l'insieme degli sforzi per rilanciare il processo di pace. L'istanza prevede un cessate il fuoco tra Israele ed i palestinesi, una protezione internazionale per questi ultimi, lo stop alla costruzione del muro in Cisgiordania e la fine dell'assedio dell'autorità palestinese" a Ramallah. Un altro accordo interarabo, sempre secondo Chaath, prevedeva, oltre il versamento degli arretrati dell'aiuto finanziario al bilancio dell'autorità palestinese per gli ultimi due anni, il versamento mensile, rinnovabile tutti i sei mesi a partire dal 1 aprile, di 50 milioni di dollari a questa stessa autorità. 

Oltre il segretario generale dell'ONU Kofi Annan, che doveva assistere all'apertura del vertice, parecchi responsabile europei, tra cui Javier Solana e Romano Prodi, erano stati invitati a fare altrettanto, su proposta dei palestinesi, secondo Chaath, che avrebbe voluto instaurare così un dialogo euro-arabo "efficace" e non frammentato tra le differenti realtà regionali. 

Mouna Naïm 

• Articolo apparso sull'edizione del 30.03.04

 

INDICE

Cerca nel sito: