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"Noi non torturiamo nessuno, OK"?

LE MONDE | 02.05.07 | 14h47

L'articolo si riferisce al libro di George Tenet, Direttore della CIA all'epoca dell' 11 settembre 2002, dal titolo "At the Center of the Storm" (Nel cuore della tempesta) . Il libro č uscito in USA il 30 aprile 2007 [NdT]

Su 505 pagine, George Tenet ne dedica solamente tre a quella che č la parte centrale del suo bilancio: la detenzione di indiziati di Al-Qaida nelle prigioni segrete e l'uso di tecniche di interrogatorio cosiddetto "migliorato". Si rifiuta di adoperare la parola tortura, pure riconoscendo che il programma sviluppato ha portato gli Stati Uniti "su di un nuovo terreno, sul piano morale e legale".

Nelle interviste di promozione del libro č stato intervistato a lungo sull'argomento, in particolare da Scott Pelley nella trasmissione "Sixty Minutes" della CBS. "L'immagine che ci hanno appiccicato addosso č che ci siamo seduti intorno ad un fuoco di accampamento e ci siamo detti: "forza, adesso torturiamo le persone". Ma il fatto č che non torturiamo nessuno. Lasciatemi ripeterlo: noi non torturiamo nessuno, OK"? "Andiamo, George! ", dice Scott Pelley, in tono incredulo. "Non torturiamo nessuno", ripete Tenet.

Il giornalista fa il nome del presunto capobastone degli attacchi dell' 11 settembre 2001, lo sceicco Khaled Mohammed, trasferito a Guantanamo nel settembre 2006 dopo essere stato detenuto quattro anni in un luogo segreto. "Noi non torturiamo nessuno", ripete Tenet. "Waterboarding"? , il "sottomarino", tecnica che consiste nel fare credere al prigioniero che sarā annegato, insiste il giornalista. Secondo la stampa, il pakistano č uno di quelli che ha subito questa simulazione di annegamento. "Noi non..., comincia Tenet. Non sto parlando delle tecniche." "Č tortura", osserva il giornalista.

"Adesso, ascoltate, si spazientisce Tenet. Il contesto č quello del dopo 11 settembre. Ho dei rapporti che riferiscono di armi nucleari a New York, di palazzi che salteranno in aria, di aerei che si schiantano sugli aeroporti. Scenari sconosciuti. Ed io mi batto per scoprire dove colpirā la prossima catastrofe. Tutti dimenticano il contesto: la paura palpabile che abbiamo provato sulla base del fatto che c'erano tante cose che ignoravamo. So che questo programma ha salvato delle vite. So che ha sconvolto dei piani." "Sta dicendo che ci sono delle persone che č necessario torturare", conclude il giornalista. "No, non ho detto questo, non ho detto questo", smentisce.

Secondo Human Rights Watch, un centinaio di "detenuti di alta importanza" č passato in prigioni segrete. La settimana scorsa, le autoritā hanno riconosciuto che il programma č ancora attivo. Il Pentagono ha annunciato che un iracheno accusato di essere stato un responsabile di Al-Qaida in Afghanistan, Abd Al-Hadi Al-Iraqi, era stato trasferito a Guantanamo dopo essere stato detenuto dalla CIA in un luogo tenuto segreto.

Corine Lesnes

Articolo apparso sull'edizione del 03.05.07

 

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