DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





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Alle strette, l'Unione si dota di un comitato di saggi 

Dal nostro corrispondente a Bruxelles (UE) JEAN QUATREMER

LE MONDE QUOTIDIANO: sabato 15 dicembre 2007

La costruzione europea ha ancora un senso nel momento in cui la pace sembra definitivamente acquisita? Sessanta anni dopo la seconda guerra mondiale, i referendum negativi del 2005 sul progetto di Costituzione europea in Francia e nei Paesi Bassi hanno mostrato che questa grande opera non è più in primo piano per numerosi cittadini. È per questo che i ventisette capi di Stato e di governo dell'Unione, riuniti venerdì a Bruxelles, hanno creato un "gruppo di riflessione", presieduto dall'ex capo del governo spagnolo, il Socialista Felipe Gonzalez, che dovrà immaginare il futuro dell'Europa per il 2020-2030. L'idea è quella di ripetere le operazioni che hanno permesso di lanciare la moneta unica con successo, o la riforma istituzionale dell'Unione, con un po' più di difficoltà...

Questo gruppo è fondamentalmente dovuto ad una richiesta francese: nel suo discorso agli ambasciatori pronunciato a fine agosto, Nicolas Sarkozy lo aveva legato alla prosecuzione dei negoziati d'adesione della Turchia. Voleva che il gruppo riflettesse alle frontiere dell'Europa, cosa che i suoi partner hanno rifiutato, vedendolo come una macchina da guerra contro Ankara. Il suo mandato è stato dunque diluito per non contrariare i partigiani accaniti della prosecuzione dell'allargamento dell'Unione, la Gran Bretagna ed i paesi del nord. Semplicemente si è precisato che dovrà riflettere alle "questioni fondamentali che l'Unione potrà trovarsi ad affrontare" ed ai mezzi per operare "per la stabilità e la prosperità tanto dell'Unione che della regione che la circonda".

Una formulazione poco entusiasmante che Sarkozy ha immediatamente trasformato: questo gruppo "dovrà riflettere al nuovo sogno europeo". Ha fatto notare che non c'era stata più nessuna riflessione dopo la "visione dei padri fondatori", che era quella di una "Europa politica integrata". "Dobbiamo forse proporre lo stesso sogno?" si è chiesto. Il Comitato inizierà a lavorare soltanto nel settembre 2008, una volta che saranno nominati tutti i suoi membri, in giugno, e dovrà comunicare le sue conclusioni, che non obbligheranno i ventisette, due anni più tardi.

La sua presidenza ha innescato la consueta battaglia tra Londra da una parte, Berlino e Parigi dall'altra. Gonzalez, federalista convinto, era sostenuto dalla Germania, la Francia, il Belgio e anche il Portogallo, che attualmente presiede l'Unione. La Gran Bretagna ed i paesi del nord sostenevano l'ex-presidente della repubblica lettone, Vaira Vike-Freiberga. Sarà soltanto vice presidente assieme al Finlandese Jorma Ollila, presidente dell'industria di telefoni cellulari Nokia.

 


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