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Musharraf è l'unica carta di Bush in Pakistan

LE MONDE | 29.12.07 | 12.38 • Aggiornato il 29.12.07 | 16.59

Intervista a Zia Mian, che dirige il progetto "pace e sicurezza in Asia del Sud" alla "Scuola Woodrow-Wilson" di scienze politiche e di relazioni internazionali dell'università di Princeton.

Benazir Bhutto, primo ministro del Pakistan e capo dell'opposizione al presidente Musharraf, è stata assassinata giovedì 27 dicembre. Chi è stato ad ucciderla?

Evidentemente un gruppo integralista. Faceva una campagna elettorale molto dura contro gli islamisti, campagna che aveva iniziato ancor prima del suo ritorno in Pakistan. Non credo alle tesi che indicano i servizi segreti (la ISI) ed il presidente-generale Musharraf. Il "patto" tra lei e lui teneva. Contrariamente all'altro oppositore, Nawaz Sharif, che denunciava elezioni truccate, lei accettava di parteciparvi ed ammetteva di fatto il mantenimento di Pervez Musharraf alla testa dello Stato. E nonostante i suoi attacchi, quest'ultimo non ha sollevato contro di lei accuse di corruzione. Il "piano americano", Musharraf presidente e lei primo ministro, restava dunque l'opzione più probabile a breve termine. È quest'opzione che il gruppo integralista che l'ha uccisa ha voluto togliere di mezzo.

Il Pakistan rischia di sprofondare nel caos?

Non per il momento. Ci saranno sollevamenti dei sostenitori della Signora Bhutto, ma senza la sua direzione, la loro capacità di mobilitarsi resterà limitata. A medio termine si pongono due problemi: cosa diventerà il Partito del popolo senza Benazir? È l'unica formazione nazionale laica. Secondo: il potere di Musharraf, già molto isolato, rischia di diventarlo ancora di più. La sua legittimità, molto contestata, sarà ancora più messa in discussione. George Bush ha immediatamente dichiarato: "il processo democratico continua." Ma con che cosa? E come? Il suo "piano" per il Pakistan è a terra, e non ha altre scelte che sostenere e appoggiarsi al generale Musharraf e all'esercito.

Gli americani sembrano tuttavia "avere scoperto" recentemente che il generale Musharraf non è l'"amico" affidabile che credevano...

Non credo alla "ingenuità" di Bush. Gli Stati Uniti si trovano nei panni di un'impresa che dipenda da un unico appaltatore. In Pakistan, non possono appoggiarsi su di un governo civile, perché l'esercito resterà il potere reale, com'è stato per cinquanta dei sessanta anni d'indipendenza del paese. Conoscono Musharraf. Il capo di stato maggiore, il generale Ashfaq Kiani, si è formato da loro, a Fort Leavenworth. Ma sono molto ansiosi perché, dagli anni '90, hanno smesso di essere loro a formare i quadri dell'esercito pakistano. Non conoscono le nuove generazioni di ufficiali. Washington ha due preoccupazioni principali: la stabilità del paese, e quindi trovare appoggi affidabili, ed il nucleare.

A cosa è dovuta la loro preoccupazione improvvisa sul programma nucleare pakistano?

Per la verità risale agli anni '70, quando il primo ministro Zulficar Ali Bhutto (il padre di Benazir), invocando la "bomba islamica", aveva dichiarato: "l'occidente ce l'ha, i Russi ce l'hanno, gli indiani e gli ebrei la hanno, e solo i musulmani non dovrebbero averla?" Ma la coscienza americana del rischio è cambiata a seconda delle circostanze. In occasione della guerra in Afghanistan (1979-1989), gli Stati Uniti se ne preoccupavano poco. Hanno in seguito sperato di ottenere un congelamento del programma nucleare pakistano. Quando Islamabad ha effettuato la sua prima prova, nel 1998, ne hanno preso le parti. E la preoccupazione è svanita dopo l'11 settembre. Ma dopo essere intervenuti in Afghanistan, hanno scoperto che alcuni scienziati pakistani avevano avuto relazioni con Al-Qaeda, una cosa che i pacifisti pakistani denunciavano da tempo! Questo li ha terrorizzati. Hanno allora finanziato un programma segreto di protezione del nucleare pakistano. Erano dunque preoccupati. Ma non avevano un alleato più affidabile nella regione. E nessun mezzo per verificare se soldati o scienziati avessero relazioni con Al-Qaeda.

Nessun mezzo, veramente?

No. Questi legami hanno un aspetto pubblico ed un altro nascosto. Nel 2002, i partiti islamisti tutti hanno votato al Parlamento pakistano per Musharraf, il cui potere era dovuto ad un putsch. Lui ha concluso un patto con loro: sostenete Islamabad, e sarete liberi di gestire le vostre zone. L'aspetto mascherato è che, per anni, la ISI, il servizio segreto, ha equipaggiato e addestrato i talebani, molto presenti in queste zone, fino alla loro presa del potere in Afghanistan. Hanno anche armato gli islamisti nel Cachemire contro l'India. La ISI ha costruito queste passerelle per ragioni geostrategiche, non ideologiche.

Quando sono state messe in opera queste passerelle?

Mentre era al potere (1978-1993), il generale Mohammed Zia ha islamizzato la società. La charia è diventata la legge suprema fin dal 1979. I posti pubblici sono stati assegnati in funzione di criteri religiosi. I libri scolastici sono state riscritti. Nessuno è rimasto sorpreso quando scienziati nucleari hanno iniziato a fare la loro comparsa in riunioni islamiste, negli anni 1990.

Gli americani sono realmente tenuti all'oscuro del programma nucleare?

Sì. In Pakistan, il nucleare - anche civile! - non è mai stato discusso in Parlamento; il governo non è informato. Dopo l'11 settembre, nel momento stesso in cui George Bush conclude il suo patto con Musharraf, l'esercito sposta tutti i suoi siti!

Chi è stato, in Pakistan, a volere la bomba atomica, e perché?

Nel 1953 il primo ministro, Mohamed Ali, rende visita al presidente Eisenhower, che ha appena lanciato lo "Atom for Peace Program". Gli americani accolgono scienziati stranieri, ivi compresi pakistani ed indiani, per formarli al nucleare civile. C'è anche tra loro Munir Ahmed Khan, futuro presidente della commissione all'energia atomica pakistana. E siccome, in quei tempi di guerra fredda, il Pakistan è sulla frontiera con l'URSS, vi inviano istruttori a "spiegare" la guerra nucleare ai soldati. Ma non hanno alcun progetto di aiutarli ad acquisire l'arma atomica.

Perché Islamabad rifiuta di aderire al Trattato di non proliferazione?

Perché l'India non lo ha fatto. Ma esiste un'altra ragione. Delhi ha una capacità convenzionale molto superiore. Di conseguenza, l'esercito pakistano si è detto: "siamo così deboli che abbiamo soltanto la bomba Atomica per difenderci." Parallelamente chiede agli Stati Uniti sempre più armi convenzionali per non dovere utilizzare la bomba.

Perché Washington ha rifiutato di fornire a Islamabad il sistema PALS, che rende sicuro l'impiego dei missili a testata nucleare?

Gli hanno rifiutato questa tecnologia per timore di facilitare l'impianto delle testate nucleari sui missili. Ma ne hanno spiegato loro il principio, che è semplice. Credo che l'esercito pakistano disponga del suo sistema di protezione. Ad ogni modo, tiene le sue testate nucleari separate dai missili.

Perché?

Per evitare che un capitano li utilizzi per la più grande gloria di dio! Più seriamente, lo fanno per lasciare gli americani nell'ignoranza del reale stato della loro capacità nucleare.

Si può temere un'alleanza in futuro tra i soldati e gli islamisti in Pakistan?

Esistono dei percorsi possibili, ma un accordo di fondo è assai poco probabile. Anzitutto gli islamisti sono meno potenti di quanto si creda. Anche nelle zone tribali, perché potessero avere la meglio, è stato necessario escludere il partito laico autonomista pashtun "Awami". Inoltre non formano un blocco monolitico. E soprattutto le loro alleanze con il regime sono puramente d'interesse. L'esercito li utilizza per contrastare le tendenze autonomiste regionali, e loro rafforzano così la loro influenza. Infine, un'alleanza ideologica tra soldati e jihadisti è estremamente improbabile. Gruppi di soldati possono oscillare, ma non l'esercito, che ha una molto forte coesione. Si conoscono casi dove soldati hanno impedito alla polizia di confiscare armi consegnate a madrasse, ma non credo che l'arma atomica possa mai giungere nelle loro mani.

I soldati continuano a sostenere sotterraneamente i talebani?

L'esercito costruisce per il futuro. La NATO non resterà in Afganistan in eterno. Si ritorna sempre allo stesso punto: essendo i Pashtun distribuiti tra i due stati, Islamabad, appoggiandosi ai fondamentalisti, contrasta le tendenze alla costituzione di un grande Pashtunistan a scapito dell'unità del Pakistan.

Come considerano Washington le élite politiche pakistane?

A causa dell'aumento della potenza della Cina, gli Stati Uniti hanno concluso trattati prima di difesa poi nucleari con Delhi, nel 2004 e nel 2005. Qualunque regime pakistano, quale che esso sia, vivrà ormai nel timore che l'India costituisca il partner strategico privilegiato di Washington. Di qui forti tendenze di Islamabad a stringere legami con Pechino. America e Cina sono in situazione di dipendenza economica e di guerra fredda geostrategica latente. Se questa si rafforza, il rischio è che il fronte dei conflitti sino-americani sia delegato alla zona indo-pakistana. Essendo la parte più debole, Islamabad è obnubilata dal rafforzamento del suo potenziale militare convenzionale e nucleare. E', questa, una situazione esplosiva.

Intervista di Sylvain Cypel

Articolo apparso nell'edizione del 30.12.07

 

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