DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





INDICE

HOME

Presidenziali USA

Presidenziali Francia 07

COREA DEL NORD

EUROPA

ITALIA - STORIA

Pensiero Economico

IRAQ

ONU

PALESTINA

IRAN

AFGHANISTAN PAKISTAN

RUSSIA E CAUCASO

RIVOLUZIONE RUSSA

MEDIO ORIENTE

GLOBALIZZAZIONE

KOSOVA

ECHELON

UZBEKISTAN

AFRICA

ATTENTATI SPAGNA

MONDO

MEDIA

 

CERCA NEL SITO

 

Linkback:

Territorio scuola

Sensagent

Leprechaun


Chat

Si può temere che la repressione si inasprisca”

LEMONDE.FR | 18.06.09 | 14h02  •  aggiornato il 19.06.09 | 17h07

In una chat a Le Monde.fr Bernard Hourcade, ricercatore del CNRS, ritiene che la guida suprema Ali Khamenei, sostenendo Ahmadinejad, abbia “rotto il consenso che presiedeva il governo della Repubblica islamica”.

Rudy : A che punto siamo con le accuse di brogli?

Bernard Hourcade : Non ho personalmente conteggiato i risultati, e si son fatte avanti diverse ipotesi. Da una parte la posizione ufficiale del Ministero dell'interno, sostenuta oggi a mezzogiorno dalla guida suprema, è quella che Ahmedinejad ha vinto con 24 milioni di voti, mentre non ne aveva che 5 milioni al primo turno nel 2005. E' un risultato molto sorprendente.

In secondo luogo, testimonianze concordi dicono che degli individui hanno preso il controllo del ministero dell'interno la sera delle elezioni. In terzo luogo, alcuni sondaggi all'uscita dei seggi sembravano indicare che Moussavi e Karoubi erano davanti ad Ahmedinejad. Tutti elementi che indicano concordemente che brogli di dimensioni massicce sono un'ipotesi molto plausibile.

Rica : Le manifestazioni riguardano solo una minoranza agiata, urbana, e coltivata? Molte testimonianze sembrano indicare che il sostegno al movimento sia più ampio.

Bernard Hourcade : E' incontestabile che, nelle grandi città, la nuova borghesia media ha votato in massa per Moussavi e Karoubi. Solo loro i primi insoddisfatti.

Si constata però che anche molti rivoluzionari del 1979, che hanno oggi 50 o 60 anni, hanno anche loro votato per questi candidati. Il fatto è che le loro ambizioni rivoluzionarie non si riconoscono nella attuale Repubblica islamica. Le manifestazioni odierne rappresentano dunque vasti strati della società. Bisogna precisare inoltre che i giovani sono molto attivi, ma non sono soli nelle manifestazioni.

Rey : Il potere può inasprire la repressione, oppure è già al suo massimo?

Bernard Hourcade : Fino ad oggi, la repressione non è stata sistematica. I morti sono stati conseguenze di incidenti gravi ma isolati. Gli arresti delle personalità moderate o riformatrici sono invece stati massicci.
Il discorso della guida Khamenei, oggi venerdì a mezzogiorno, conferma l'elezione di Ahmedinejad e esige la fine delle manifestazioni. Si può dunque temere che la repressione sistematica inizi da domani mattina.

Raf : Cosa pensare del discorso di oggi di Khamenei? La personalità più in alto sembra avere alla fine scelto il campo, e con grande chiarezza.

Bernard Hourcade : La guida ha una funzione di arbitro. In queste elezioni ha però scelto il campo, quello di Ahmedinejad. Ma anche gli altri candidati sono altrettanto "figli di Khomeini". Il consenso che presiedeva il governo della Repubblica islamica sembra dunque rotto. Questo spiega l'ampiezza delle manifestazioni e la partecipazione di Moussavi e di Karoubi alla loro testa.

bbb : Ahmadinejad ha la forza per risolvere la crisi da solo? Oppure deve fare compromessi con altre figure del regime?

Bernard Hourcade : Ahmedinejad è una personalità politica secondaria nella Repubblica islamica. Dipende strettamente dal sostegno della guida e di una parte delle forze rivoluzionarie (guardiani della Rivoluzione, bassidji). Da quando è al potere si è creato una rete di amici, ma questo non basta a dargli un ruolo politico di primo piano.
Sembra dunque poco probabile che sia solo lui all'origine della crisi e/o di eventuali brogli. Ahmedinejad non può uscire da solo da questa crisi.

Phil : Fino a che punto Moussavi intende arrivare? E di quali appoggi dispone in Iran?

Ali : C'è il rischio di una guerra civile?

Bernard Hourcade : Moussavi è un candidato rivoluzionario, che ha però goduto di venti anni di riflessioni al di fuori della politica attiva. E' dunque nello stesso tempo vicino alla guida e alle dinamiche popolari. Sua moglie, Zahra Rahnevard, è peraltro una personalità femminista molto nota in Iran.
Moussavi appariva dunque come un candidato di compromesso tra i fedeli del regime e i fautori di una evoluzione netta. E' chiaro che Moussavi non vuole il rovesciamento della Repubblica islamica, ma soltanto un cambiamento di governo.

benjaminl_1 : Indipendentemente dal ravvicinamento all'Europa e in generale all'Occidente, quali sono le differenze tra AN e i suoi oppositori?

Bernard Hourcade : Durante la campagna elettorale, Moussavi si è opposto ad Ahmedinejad sul metodo di governo accusandolo di dissipare gli introiti petroliferi e di insultare la comunità internazionale invece di rafforzare la potenza iraniana. Ahmedinejad ha una cultura di contrapposizione, Moussavi ha la cultura delle trattative e della ricerca di compromessi.

Questo anche se, sugli obiettivi che riguardano l'indipendenza, l'islam, la giustizia sociale, sono tra loro d'accordo. Al momento di discutere con gli Stati Uniti, queste differenze di metodo sono fondamentali.

Pasteur_Bergman : Come spiegare che molti manifestanti accusano Ahmedinejad di essere un dittatore senza mettere mai in questione colui che gli dà gli ordini: la guida Khamenei?

Bernard Hourcade : Accusano oggi il presidente uscente perché è lui ad essere in questione. I manifestanti non mettono in dubbio la Repubblica islamica. Quella che viene contestata è la verità delle elezioni. Questo non significa che non ci siano, tra i manifestanti, dei fautori di un cambiamento radicale di regime. Ma questo non è per il momento all'ordine del giorno. Moussavi vi si opporrebbe recisamente.

Roustaveli : La propaganda governativa che accusa le "potenze straniere" di essere all'origine delle manifestazioni ha presa nella popolazione?

Bernard Hourcade : L'influenza straniera in Iran è una materia molto delicata, sopratutto dopo il rovesciamento di Mossadek nel 1953 con un colpo di Stato organizzato dalla CIA. Nessuna delle forze politiche iraniane vuole dunque ricevere aiuti diretti dall'estero. Sostenere direttamente Moussavi sarebbe per un governo estero il modo migliore per metterlo ai margini. Il sostegno popolare dei cittadini del mondo al movimento democratico iraniano, invece, può giocare un importante ruolo sul piano morale.

E' assai poco probabile che delle potenze straniere abbiano avuto un qualche ruolo in quello che sta succedendo in Iran. In generale, gli Iraniani non lo credono.

wesh : Perché, secondo lei, la guida ha scelto di sostenere Ahmadinejad invece di un altro? Si tratta di un motivo ideologico? O riguarda ragioni politiche nascoste del potere iraniano?

Bernard Hourcade : Ahmedinejad è stato nel 2005 il candidato più malleabile per rassicurare il conservatorismo del sistema ripiegandosi sui fondamentali: l'opposizione agli Stati Uniti, l'opposizione ad Israele, e la la cultura islamica, specialmente riguardo le donne. Il sostegno dell'establishment iraniano a Ahmedinejad riguarda quindi insieme la persona e i principi ideologici.

Rey : Se resta al potere, Ahmadinejad potrà continuare la stessa politica: isolamento sulla scena internazionale, repressione e totalitarismo all'interno?

Bernard Hourcade : E' chiaro che Ahmedinejad, soprattutto dopo quel che sta passando, avrà una politica altrettanto radicale del passato, dato che è questo che lo distingue dagli altri candidati. I suoi sostenitori cercano in lui un personaggio radicale per opporsi sistematicamente agli Stati Uniti, anche dopo l'inizio di negoziati.

Ciò non ostante, i rapporti di forza internazionali, soprattutto il cambiamento della politica americana, e il pericolo strategico proveniente dall'Afghanistan e dal Pakistan, potrebbero costringere, sotto pressione, l'eventuale nuovo governo Admadinejad a cambiare in parte il suo comportamento.

Coyote : Qual è il ruolo del clero sciita nella crisi?

Kallikrates : L'ayatollah Khamenei rischia forse una destituzione da parte degli ayatollah dissidenti?


Bernard Hourcade : Il clero sciita è, per definizione, plurale. Alcuni fanno parte dell'apparato dello Stato iraniano e sostengono il governo della guida, altri privilegiano la religione.

Il clero di Qom non è favorevole in massa al clero politico di Teheran. Le manifestazioni di questi ultimi giorni hanno mostrato che molti religiosi di alto rango criticano violentemente le divisioni provocate da queste elezioni contestate. L'Associazione dei religiosi combattenti, in particolare, ha fatto appello a manifestare domani sabato, il che è un evento eccezionale.

Riguardo la destituzione della guida, è giuridicamente possibile da parte dell'assemblea degli esperti, che può destituirla in caso di malattia o di fellonia e proporre un'altra personalità. Si tratta di un'eventualità oggi poco probabile, perché indebolirebbe profondamente la Repubblica islamica stessa, cosa che non vogliono i tre candidati battuti alle elezioni.

Steph : E l'esercito, da che parte pende?

Bernard Hourcade : L'esercito resterà probabilmente neutrale, come ha fatto durante la rivoluzione del 1979. I guardiani della Rivoluzione sono fedeli alla Repubblica islamica, e non a una frazione di questa. Hanno detto chiaramente che non sparerebbero sulla folla come aveva fatto lo scià.
Le forze di sicurezza iraniane e le forze armate sono altrettanto divise quanto la popolazione. Il rischio di un colpo di stato militare è dunque basso.

David_Miodownick : Si può parlare di una secolarizzazione dei giovani in Iran?

Bernard Hourcade : I giovani non sono più secolarizzati che religiosi, in Iran. La religione ha un ruolo importante, come in altri paesi del mondo, e la gioventù iraniana, come gli adulti, cerca di vivere nel XXI secolo restando insieme degli Iraniani amanti del loro paese, e nel contempo attori della mondializzazione e anche buoni mussulmani.

Il libero pensiero, peraltro, si sviluppa in Iran come nella maggioranza dei paesi del mondo. Ma non è un fenomeno specifico dei giovani.

David_Miodownick : Una teocrazia è necessariamente autoritaria?

Bernard Hourcade : Essendo Dio infinitamente buono tanto nell'Islam come del cristianesimo o nel giudaismo, una teocrazia deve essere un governo particolarmente attento alla felicità e alla libertà degli uomini.
La traduzione politica della volontà divina pone tuttavia dei problemi, in particolare quello del dispotismo, più che la volontà divina in sé stessa, della quale nessuno può pretendere di avere una conoscenza completa.

Alain : In quale momento si può prevedere una caduta di questo regime? Il paese sarebbe in grado di gestire dolcemente una transizione di questo tipo?

Bernard Hourcade : Quello che colpisce oggi in Iran è la calma e la maturità dei manifestanti, e, paradossalmente, anche delle forze di polizia, che hanno represso le manifestazioni ma hanno evitato un attacco frontale. I numerosi morti sono dovuti ad estremisti o ad “elementi fuori controllo”.

Si può dunque sperare che si ritrovi un nuovo consenso nel quadro della Repubblica islamica. Quest'ipotesi ottimista può essere spazzata via dall'incapacità di negoziare degli attuali tenutari del potere, che sembrano voler rifiutare ogni concessione. L'Iran è entrato in un processo "rivoluzionario" che non è ancora di massa, ma che non si può fermare con solo dei discorsi.

Cerrumios : Si sa se esistono relazioni tra il governo iraniano e Al-Qaeda, dato che concordano su certi punti (opposizione agli USA, cultura islamista, opposizione a Israele ...)

Bernard Hourcade : Nel mondo islamico, la Repubblica d'Iran e Al-Qaeda sono ai due estremi, e l'eventualità di una presa del potere da parte di filotalebani in Pakistan sarebbe un pericolo mortale per l'Iran islamico.

Al-Qaeda, sunnita, è agli antipodi dell'islam "moderno" di Khomeini. L'opposizione agli Stati Uniti è meno ideologica e più politica in Iran. Riguardo infine Israele, l'Iran è più anti-israeliano che filopalestinese. Al di la di fatti generici, queste due tendenze dell'islam politico sono dunque radicalmente contrapposte.

nico_1 : Se Ahmadinejad resta al potere, come vedete la reazione degli altri Stati? Ci si deve forse aspettare un conflitto con l'Iran, ovvero una terza guerra mondiale ?

Bernard Hourcade : E' certo che il prossimo governo radicale di Ahmedinejad conforterebbe coloro che pensano che nessuna evoluzione è possibile nell'Iran attuale, in particolare riguardo al nucleare, la Palestina e l'ideologia islamica. Sono fattori che possono provocare tensioni e certamente dei conflitti.

Ma non si tratta di una situazione nuova, e le manifestazioni di questi ultimi giorni hanno dimostrato la dinamica politica positiva dell'Iran odierno. Qualunque conflitto rischierebbe di 'uccidere' non i radicali, ma i fautori dell'apertura.

Chat moderato da Benoît Vitkine

Una nota:

Nonostante il presidente uscente iraniano venga menzionato quasi invariabilmente come Mahmud Ahmadinejad in tutta la stampa occidentale, o quantomeno non iraniana, il suo vero nome è Mahamoud Ahmadi Nejad



INDICE

Cerca nel sito: