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Un'accusa contro "la volontà permanente di negazione" dei governi francesi da dieci anni 


LE MONDE
| 17.04.04 | 12h11


Nel 1998, Patrick di Saint-Exupéry, grande reporter del Figaro, ha avuto il merito di provocare in Francia, attraverso una serie di articoli che ripercorrono il genocidio in Ruanda, un esame di coscienza nazionale su un pesante passato del "paese dalle mille colline." 

Grazie a lui, ed ad altri che lo hanno aiutato, una commissione parlamentare d'informazione ha stabilito le responsabilità di una Francia alleata, fino alla fine, del regime della supremazia hutu a Kigali. 

Quelli che non avevano prestato attenzione alle notizie pubblicate al momento dei fatti hanno scoperto così l'estesa cappa neocoloniale celata dietro la meccanica del genocidio che ha fatto del Ruanda il paese dalle mille fosse comuni. 

Sei anni dopo, Patrick di Saint-Exupéry ritorna sull'accusa. "Le cose vanno oltre, molto oltre" - è la formula che rilancia, a ripetizione, un'inchiesta senza ulteriori notizie supplementari. "E' una nuova decrittazione di cose già note", spiega l'autore, intervistato da Le Monde. Nel settembre 2003, preso in un ingorgo a Mosca dove è da quattro anni corrispondente del suo giornale, Patrick di Saint-Exupéry sobbalza sentendo alla radio Dominique di Villepin parlare dei "genocidi" in Ruanda. Questo plurale - che il vecchio capo della diplomazia francese ha effettivamente adoperato - tradisce agli occhi di Patrick di Saint-Exupéry "la volontà permanente di negazione" dei governi francesi, da dieci anni, di fronte al solo ed unico genocidio, quello dei Tutsi, che fece, nel 1994, tra 500.000 e 1 milione di vittime. 

Ecco qui il punto di partenza del libro. Sospettato di avere voluto camuffare così la Shoah africana, Dominique di Villepin, apostrofato in un modo molto personale, serve poi da filo conduttore ad una lettera aperta di 250 pagine, involontaria Beatrice ad una dantesca discesa agli inferi, l'inferno del genocidio, ma anche di quello degli stati d'animo dell'autore. 

"PATTO DI SANGUE" 

Il tutto conduce ad un'accusa di un'estrema gravità: la Francia avrebbe siglato un "patto di sangue" coi tenutari della supremazia hutu. "Soldati del nostro paese hanno istruito, sulla base di ordini, gli assassini del terzo genocidio del XX secolo." Parigi avrebbe, con conoscenza di causa, spinto ed armato degli estremisti hutu, per portare a compimento il loro progetto di sterminio. 

Quali prove sottendono questa requisitoria contro una Francia complice del "crimine dei crimini"?. Tre citazioni anonime: quella di un generale al ministero della difesa di Parigi che non può escludere che, tra gli assassini ruandesi, non ci siano stati soldati che avevano in passato beneficiato della cooperazione militare francese; quella di un ufficiale del GIGN, ex istruttore della guardia presidenziale ruandese, che crolla in singhiozzi al momento del genocidio; infine, quella di un "pentito degli squadroni della morte" che afferma che "istruttori francesi gli hanno insegnato, nel 1991, a lanciare un coltello, a montare il fucile". 

Dato che quest'ultima citazione è ripresa da articoli apparsi sul Guardian e su Libération, si può precisarne l'autore: si tratta di Janvier Afrika, che ha ritrattato la testimonianza da quando vive in esilio in Camerun. 

Patrick di Saint-Exupéry scrive di non disporre "di nessuna spiegazione complessiva", prima di consegnarcene una. Parigi avrebbe voluto trasformare il Ruanda - un paese privo di risorse e di importanza strategica - in "un vasto laboratorio" per sperimentare la "guerra totale", il suo vecchio sogno coloniale della lotta anti-insurrezionale con tutti i mezzi. A questo scopo sarebbe stato creato il Comando delle operazioni speciali (COS), "una legione agli ordini dell'Eliseo." 

In definitiva, "in Ruanda, ci siamo gettati nel vuoto per esercitare il nostro desiderio di potenza, la nostra vertigine di potere". Come Francia unita, per quindici anni, con sinistra e destra confuse nella stessa ignominia? 

Stephen Smith 

Bibliografia: 
L'inconfessabile. La Francia in Ruanda di Patrick di Saint-Exupéry. Edizioni L'Arena, 288 pp. 19,90 € 

• Articolo apparso sull'edizione del 18.04.04 

 

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