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Disciplina di bilancio:  25 paesi dell'UE adottano un nuovo trattato

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LEMONDE.FR con AFP | 30.01.12 | 07h10  aggiornato il 30.01.12 | 22h56

I paesi dell'unione europea, eccetto la Gran Bretagna e la Repubblica ceca, hanno adottato lunedì 30 gennaio sera un nuovo trattato che rafforza la loro disciplina di bilancio, con l'introduzione prevista dovunque della "regola d'oro" sull'equilibrio, ha annunciato il presidente dell'UE, Herman van Rompuy, sul suo account Twitter. Questo nuovo patto di bilancio deve permettere di controllare più strettamente le finanze pubbliche della maggior parte dei membri del blocco comunitario.

Questo patto soddisfa un'esigenza della cancelliera tedesca Angela Merkel, che l'ha posto come condizione in cambio della solidarietà finanziaria del suo paese con gli Stati in difficoltà della zona euro. L'accordo di principio trovato all'epoca del vertice dei dirigenti europei a Bruxelles è stato  possibile in seguito ad un compromesso trovato su un argomento collegato:  la struttura dei vertici della zona euro. La Polonia, anche se non ha adottato ancora la moneta comune, voleva avere un seggio in tutte le riunioni. Parigi si opponeva a che i paesi non ancora membri avessero sistematicamente diritto ad una seggio.

Il trattato di bilancio deve essere ancora formalmente firmato ad inizio marzo e dovrà essere applicato non appena 12 paesi l'avranno ratificato. Dopo la Gran Bretagna, la Repubblica ceca è diventata il secondo paese dell'UE a rifiutarsi di aderire lunedì sera. Il paese ha avanzato "ragioni costituzionali" e difficoltà a farlo ratificare, secondo il presidente francese Nicolas Sarkozy, che si è stupito di questo cambiamento di atteggiamento di Praga che in dicembre aveva sostenuto il progetto. "Perché ciò che era accettabile in dicembre non lo è più oggi?", si è chiesto.

LIMITE DEI DEFICIT PUBBLICI ANNUI AL 3% DEL PIL

Il patto prevede che i paesi che sottoscrivono si impegnano ad avere dei bilanci equilibrati o in eccedente su un ciclo economico, o un deficit strutturale che non supera il 0,5% del PIL. Ogni Stato sarà tenuto a mettere in opera un meccanismo di correzione che scatterà automaticamente in caso di allontanamento da questo obiettivo.

La Corte di giustizia europea verificherà l'attuazione della regola d'oro di bilancio e potrà essere interpellata da uno o più Stati ed infliggere delle multe che vanno fino al 0,1% del PIL del paese colpevole. Dopo un braccio di ferro con la Francia, la Germania ha rinunciato, in ogni caso provvisoriamente, a conferire alla Corte il potere di sanzionare gli sbandamenti dei deficit e del debito dei paesi.

In caso di sorpasso del limite del 3% del PIL dei deficit pubblici annuali, i paesi saranno sottoposti a sanzioni quasi automatiche. Il trattato dovrà se possibile essere riportato nelle Costituzioni degli Stati. Davanti alle difficoltà sollevate, la Germania ha dovuto accettare tuttavia che certi paesi  l'inseriscano in una semplice legge.

"INUTILE E NOCIVO"

Il testo è stato rimesso già in discussione ancora prima della firma, in particolare dal ministro finlandese degli affari esteri, Erkki Tuomioja, che l'ha giudicato "inutile e nocivo". E la Commissione europea ha espresso spesso fastidio di fronte a questo trattato, ritenendo che il suo contenuto era già quasi interamente coperto dalla legislazione europea.

Per la prima volta da molto tempo, il vertice di lunedì non si teneva in un'atmosfera di assoluta emergenza sull'euro. "L'Europa non è più sul bordo del baratro", aveva dichiarato domenica sera il presidente francese, Nicolas Sarkozy, secondo il quale "la crisi si sta placamdo". Malgrado tutto, la Grecia, il bambino malato della zona euro, continua a preoccupare seriamente.

Il paese sta sempre negoziando con le sue banche in vista di ottenere un taglio sostanziale dei crediti di 100 miliardi di euro. In compenso, la Germania si mostra reticente ad accettare il versamento promesso ad Atene di almeno 130 miliardi di euro di nuovi prestiti senza un controllo rafforzato sulla politica condotta dal paese.

NESSUNA TUTELA PER LA GRECIA

Il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha lasciato cadere in un colloquio al Wall Street Journal, lunedì, che la Grecia non riceverà più denaro se non mette in atto le riforme annunciate per ridurre il suo deficit. "Forse anche noi ed i nostri partner dobbiamo studiare dei modi per aiutare in modo più stretto la Grecia in questo difficile compito", ha aggiunto.

Un'allusione questa ad una proposta molto controversa di Berlino che consiste nel porre la Grecia sotto la tutela di un commissario di bilancio europeo che avrebbe diritto di veto sulle decisioni del governo del paese. Un abbandono di sovranità seccamente respinto da Atene e che non fa trova neanche l'unanimità nella UE.

"Sono fermamente contrario a questa idea di mettere in atto una commissione che avrebbe l'unica missione di sorvegliare la Grecia. E' inaccettabile", ha dichiarato lunedì il primo ministro del Lussemburgo, Jean-Claude Juncker. Alcune ore più tardi, la cancelliera Angela Merkel ha cercato di placare la controversia.

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