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Il partito del primo ministro turco vince le elezioni locali 

LEMONDE.FR | 29.03.04 | 10h24 

I circa 43,5 milioni di elettori turchi hanno scelto, domenica, con cinque voti distinti, i loro rappresentanti a differenti livelli dell'amministrazione locale per un mandato di cinque anni tra cui sindaci, consiglieri municipali, capi di quartiere o di villaggio. 

Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, si è rallegrato domenica sera per la vittoria del suo Partito della giustizia e dello sviluppo, AKP, che ha ottenuto quasi il 42% dei voti ed i municipi di 55 delle 81 capitali provinciali, secondo risultati parziali, durante lo scrutino municipale e locale di domenica 28 marzo. 

"Il popolo ha mostrato che persiste nella volontà espressa il 3 novembre (2002) con ancora più forza", ha dichiarato Erdogan in una dichiarazione teletrasmessa, aggiungendo che il popolo aveva dato "di nuovo i suoi voti" al partito al potere. 

L'AKP, partito conservatore generato da movimenti islamici vietati ma che si è sforzato di cancellare ogni riferimento alla religione, aveva raccolto il 34% dei suffragi alle elezioni legislative del novembre 2002, un risultato che gli assicura una maggioranza parlamentare assoluta. Il Partito repubblicano del popolo (CHP, socialdemocratico) sarebbe da parte sua in ripiego con poco meno del 14% dei voti, contro il 19% alle legislative, secondo i conteggi parziali. 

I circa 43,5 milioni di elettori hanno scelto con cinque voti distinti i loro rappresentanti a differenti livelli dell'amministrazione locale per un mandato di cinque anni, tra cui sindaci, consiglieri municipali, capi di quartiere o di villaggio. 

Le grandi metropoli Istanbul ed Ankara restano come previsto patrimonio dell'AKP, mentre la terza città della Turchia, Izmir, resta sotto la gestione del CHP. 

BRECCIA NELLE CITTÀ DEL SUD-EST 

Il partito al potere ha conquistato in compenso la città industriale di Gaziantep, per molto tempo una fortezza del CHP, e ha soprattutto sottratto parecchie città del Sud-est a maggioranza curda alla coalizione di sinistra raggruppata sotto il gonfalone del Partito socialdemocratico del popolo (SHP). Il SHP, al quale si era unito il Partito democratico del popolo (Hadep, pro-curdo), conserva le principali città di questa regione tra cui Diyarbakir, Batman, Tunceli, Hakkari. 

Il primo ministro ha presentato anche le sue condoglianze ai parenti dei cittadini deceduti negli atti di violenza collegati alle elezioni, il cui il bilancio domenica sera era di almeno nove morti e di decine di feriti. Nella notte tra venerdì e sabato, un responsabile locale del partito AKP è stato ucciso dai militanti nazionalisti ad Istanbul. 

Ma le violenze hanno colpito soprattutto il sud-est del paese, dove la giornata di voto ha visto tafferugli tra gruppi di sostenitori, famiglie rivali o clan politicamente opposti. 

La stampa turca saluta, lunedì, la vittoria dell'AKP, sottolineando anche il debole risultato ottenuto dal principale partito di opposizione. "Un voto di fiducia del popolo", titolava il quotidiano Yeni Safak, vicino all'AKP. "Il governo rinforza il suo sostegno nelle elezioni locali, l'opposizione in declino", titola da parte sua il quotidiano Zaman. 

"Cartello rosso per Baykal", titolava il quotidiano Milliyet riferendosi al dirigente del CHP, Deniz Baykal. Secondo la stampa, parecchi deputati del CHP potrebbero richiedere fin da lunedì le dimissioni di Baykal e la convocazione di un congresso straordinario del loro partito socialdemocratico. 

Con AFP


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