DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





INDICE

HOME

Presidenziali USA

Presidenziali Francia 07

COREA DEL NORD

EUROPA

ITALIA - STORIA

Pensiero Economico

IRAQ

ONU

PALESTINA

IRAN

AFGHANISTAN PAKISTAN

RUSSIA E CAUCASO

RIVOLUZIONE RUSSA

MEDIO ORIENTE

GLOBALIZZAZIONE

KOSOVA

ECHELON

UZBEKISTAN

AFRICA

ATTENTATI SPAGNA

MONDO

MEDIA

 

CERCA NEL SITO

 

Su cosa si basano le accuse di brogli in Iran?

LE MONDE.FR | 15.06.09 | 14h30  •  Aggiornato il 15.06.09 | 18h20

Mahmoud Ahmadinejad ha manipolato i risultati delle elezioni presidenziali iraniane del 12 giugno? Ci sono stati dei brogli? Stiamo davanti ad un colpo di stato elettorale, un ritorno al controllo del regime che starebbe facendo, secondo l'analista Ahmad Salamatian, una “rivoluzione culturale alla cinese”?

Oppure la stampa occidentale, accecata dalla gioventù illuminata dei quartieri nord di Teheran, ha commesso semplicemente un errore di valutazione della popolarità del presidente uscente?

Per la verità un sondaggio effettuato da ONG americane aveva previsto un forte sostegno a Mahmoud Ahmadinejad. Tre settimane prima delle elezioni presidenziali del 12 giugno, l'indagine rivelava che il 34% degli iraniani si dichiarava disposto a votare per Mahmoud Ahmadinejad mentre il 14% sosteneva la candidatura del suo rivale Mir Hossein Moussavi. Il sondaggio, effettuato in farsi su 1.001 Iraniani, per telefono da un paese vicino, mostra che il 27% delle persone interpellate non avevano ancora fatto nessuna scelta e che, tra gli indecisi, il 60% si dichiarava favorevole a riforme politiche e al cambiamento del sistema in vigore nella Repubblica islamica. Gli iraniani mettevano al primo posto libere elezioni e libertà di stampa.

Secondo i risultati ufficiali pubblicati dal ministero dell'interno, M. Ahmadinejad ha ottenuto il 62,63% dei voti contro il 33,75 % del suo rivale più importante, Mir Hussein Moussavi. Il conservatore Mohsen Rezaï e il riformatore Mehdi Karoubi avrebbero ottenuto rispettivamente lo 1,73 % e lo 0,85 % dei suffragi. Secondo questi dati, si è recato alle urne l'85 % dei 46 milioni di elettori. Rispetto alle elezioni precedenti del 2005, Ahmadinedjad consegue un risultato spettacolare: dalle elezioni di venerdì il vincitore avrebbe raccolto 25 milioni di elettori. Nel 2005 erano meno di 6 milioni al primo turno, e 17 milioni al secondo.

Di fronte ad una ondata simile, le prime accuse di brogli sono apparse una questione secondaria. Sabato, Moussavi ha dichiarato che i suoi sostenitori avevano “constatato che in alcune città come Chiraz, Ispahan e Teheran mancavano delle schede. I nostri rappresentanti sono stati estromessi durante gli scrutini e alcune nostre sedi sono state attaccate”.

Un broglio marginale, già avvenuto nelle precedenti elezioni. Col passare del tempo sembra però che le irregolarità potrebbero essere state massicce, a tal punto che la Guida suprema della Rivoluzione islamica, Ali Khamenei, che aveva con discrezione sostenuto M. Ahmadinejad, ha annunciato lunedì di avere ordinato un'inchiesta sulle accuse di brogli.

Gli elementi sui quali si basa l'ipotesi di massicci brogli sono stati raccolti dall'universitario americano Juan Cole, un attento osservatore dell'Iran.

  • In un paese dove le solidarietà etniche prevalgono spesso sulle questioni nazionali, Cole considera sospetti gli scarsi risultati ottenuti da Moussavi nella provincia dell'Azerbaijan, della quale è originario. Oppure quelli di Karoubi nel suo feudo dell'Ovest iraniano. Anche la vittoria di Ahmadinejad a Teheran gli sembra poco credibile, in una città dove le tendenze progressiste sono forti.

Riguardo Mehdi Karoubi, anche il suo crollo tra il 2005 (17%) e il 2009 (0,85%) pone diverse domande.

  • I risultati di Ahmadinejad nel paese sono molto omogenei. Nelle passate elezioni i risultati sono stati molto più differenziati. L'elezione sembra essere “troppo bella per essere vera”. Una valutazione condivisa dal sito TehranBureau, che raccoglie diversi giornalisti del mondo intero. Basandosi su dati ufficiali il sito osserva che l'evoluzione dei risultati di Moussavi e di Ahmadinejad è rimasta, durante tutte le operazioni di scrutinio, perfettamente lineare.

  • Il blog di Georges Malbrunot ricorda, da parte sua, un aspetto interessante del sistema di voto iraniano. In sintesi: “sapete, in Iran si vota scrivendo il nome del candidato sulla scheda, spiega un uomo d'affari. Quando si è analfabeti – e non ce ne sono pochi nel paese – un pasdaran nel seggio può aiutarvi ad esempio a votare bene.

  • Partendo da questi elementi, Juan Cole ricostruisce la “scena del delitto”: la commissione elettorale, che dovrebbe aspettare tre giorni prima di annunciare i risultati, avrebbe domandato a Moussavi di ritardare l'annuncio della sua vittoria, prima di cambiare le carte in tavola e annunciare la vittoria di Ahmadinejad. Questa sceneggiatura della sera delle elezioni è stata convalidata, sul blog di Abbas Djavadi, di Radio Free Europe, dal direttore della campagna del candidato dell'opposizione.

Una nota:

Nonostante il presidente uscente iraniano venga menzionato quasi invariabilmente come Mahmud Ahmadinejad in tutta la stampa occidentale, o quantomeno non iraniana, il suo vero nome è Mahamoud Ahmadi Nejad



INDICE

Cerca nel sito: