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Cuba pizzicata sui diritti dell'uomo, la Cina la fa franca. 


LEMONDE.FR |
15.04.04 | 19h03 

Il CDH dell'ONU ha adottato, giovedý, con una ristretta maggioranza (22 a favore, 21 contro e 10 astensioni, una risoluzione che critica Cuba per la repressione degli oppositori politici e dei giornalisti. La Cina Ŕ riuscita a fare fallire, giovedý, senza discussione preliminare, un progetto di risoluzione degli Stati Uniti che critica le violazioni dei diritti dell'uomo in Cina. 
La Commissione dei diritti dell'uomo dell'ONU (CDH) ha adottato, giovedý 15 aprile, conuina ristretta maggioranza (22 a favore, 21 contro e 10 astensioni, una risoluzione che critica Cuba per la repressione degli oppositori politici e dei giornalisti. 

Il voto del CDH Ŕ "una decisione appropriata e giustificata", si Ŕ compiaciuto di affermare il veterano della dissidenza cubana, Elizardo Sanchez. 

"La Commissione dell'ONU ha preso una decisione appropriata e pi¨ che giustificata se si tiene conto della pessima situazione dei diritti civili nel paese", ha dichiarato Elizardo Sanchez, presidente della Commissione cubana per i diritti dell'uomo e per la riconciliazione nazionale (CCDHRD), vietata. "La risoluzione Ŕ redatta con un tono talmente misurato, senza pronunciare condanne, che solo un regime arrogante e totalitario come quello pu˛ respingerla", ha aggiunto il dissidente. 

Depositata dal Honduras, la risoluzione "si rammarica dei fatti sopraggiunti l'anno scorso a Cuba, dove condanne sono state pronunciate contro dissidenti politici e giornalisti". L'Avana deve "evitare di adottare delle misure che potrebbero minacciare i diritti fondamentali e la libertÓ di espressione", aggiunge il documento. 

SOCIET└ TOTALITARIA 

Secondo il dissidente, "Cuba costituisce un caso eccezionale e singolare in America latina ed Ŕ per questo che la Commissione dell'ONU gli accorda del tempo. ╚ la la societÓ pi¨ chiusa e totalitaria dell'emisfero". Elizardo Sanchez, 57 anni, ha trascorso otto anni nelle prigioni cubane. 

La risoluzione che critica Cuba Ŕ "un vero insuccesso per gli Stati Uniti", ha dichiarato da parte sua davanti alla stampa il capo della diplomazia cubana, Felipe PÚrez Roque. "Cuba considera il risultato di questo voto come un vero insuccesso per gli Stati Uniti", ha dichiarato il ministro cubano degli affari esteri durante una conferenza stampa convocata poco dopo l'adozione della risoluzione. "╚ un risultato ridicolo che non potrÓ essere presentato come una condanna di Cuba", ha aggiunto PÚrez Roque. "La risoluzione non usa il verbo condannare per Cuba, nÚ deprecare, nÚ la parola rimprovero, gli Stati Uniti non hanno potuto presentare un testo che contenga una condanna di Cuba", ha proseguito il responsabile. 

Durante il dibattito, il rappresentante cubano Juan Antonio Fernandez ha anche violentemente attaccato Washington, denunciando "un potere egemonico esercitato da una cricca fascistizzante che ha usurpato fraudolentemente il potere". Dal suo canto, l'ambasciatore degli Stati Uniti, Richard Williamson, ha difeso la risoluzione ritenendo che l'arresto dei dissidenti, l'anno scorso, costituisse "uno dei peggiori atti di repressione politica contro i difensori di un cambiamento pacifico, a Cuba, in quarantacinque anni di dittatura." 

Il CDH si pronuncia ogni anno su dei progetti di risoluzione che criticano il regime castrista ogni anno. L'anno scorso, Cuba aveva tuttavia ricevuto solamente un biasimo simbolico, sotto forma di una risoluzione che gli chiede di ricevere la Sig.ra Chanet senza fare nessuna allusione all'ondata di repressioni di marzo-aprile 2003. 

Mentre Cuba veniva condannata dal CDH, la Cina Ŕ riuscita a fare fallire, giovedý, senza discussione preliminare, un progetto di risoluzione degli Stati Uniti che criticava le violazioni dei diritti dell'uomo in Cina davanti al CDH. 

La Cina ha fatto adottare con 28 voti contro 16 e nove astensioni una mozione di "non-azione", permettendo di rigettare ogni discussione sul progetto degli Stati Uniti. 

Da pi¨ di una decina di anni, Pechino ha fatto sistematicamente ricorso a questa procedura, riuscendo con successo ad evitare una condanna. Gli Stati Uniti avevano rinunciato a presentare dei progetti di risoluzione contro la Cina nel 2002 e nel 2003. 

Con AFP 


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