DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





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Edgar Morin: "la politica di civilizzazione non deve essere ipnotizzata dalla crescita"

LEMONDE. FR | 03.01.08 | 15.56 • Aggiornato il 03.01.08 | 18.12

Un antefatto indispensabile a ben capire una parte del testo. Verso la fine del 2007 Sarkozy, presidente della destra francese, ma che ha chiamato molte personalità della sinistra francese ad occupare posti di responsabilità, ha citato l'espressione "politica della civilizzazione", attribuibile a Edgar Morin, intellettuale socialista [NdT].

Edgar Morin su Wikipedia

LionDeParis: Cosa intende con "civilizzazione"?

Edgar Morin: Occorre distinguere tra cultura e civilizzazione. La cultura è l'insieme delle credenze e dei valori specifici ad una determinata Comunità.  

La civilizzazione è invece quello che può essere trasmesso da una Comunità all'altra: le tecniche, le conoscenze, la scienza, ecc. Ad esempio la civilizzazione occidentale di cui parlo, che del resto è ormai mondializzata, è una civilizzazione che si definisce con tutti gli sviluppi della scienza, della tecnica, dell'economia.

Ed è questa civilizzazione, che oggi ha molto più effetti negativi che positivi, che richiede una riforma, dunque una politica di civilizzazione.

Mathieu: L'utilizzo della parola "civilizzazione" non rischia di fare il gioco del neo-conservatorismo?

Edgar Morin: Non vedo in cosa. Se dico che occorre riformare la civilizzazione, questo fa piuttosto il gioco di quelli che vogliono cambiare le cose, e non dei conservatori.

lb: Sarkozy vuole prepararci ad un confronto tra l'occidente e l'islam usando l'espressione "politica di civilizzazione"?   

Edgar Morin: Non sono nella testa di Sarkozy. Non posso rispondervi. Io non la intendo così. Ho anche sviluppato in alcuni testi l'idea di una politica dell'umanità come politica di simbiosi delle civilizzazioni, dove cioè si prenderebbe il meglio di ogni civilizzazione.  

Vurca:  Ha detto che la civilizzazione porta più effetti negativi che effetti positivi. Quali sono gli effetti negativi?  

Edgar Morin: Parlo del fatto che, ad esempio, la scienza non porta soltanto vantaggi, ma ha portato armi di distruzione di massa e la possibilità di manipolazione biologica.

La tecnica e l'economia oggi contribuiscono al deterioramento della biosfera, ed a tutti i problemi ecologici che incontriamo oggi.  

Dico anche che ovunque i beni materiali siano stati forniti ad una parte della popolazione, questi non hanno portato un vero benessere psicologico e morale, e che c'è disagio tra coloro che vivono nel benessere.  

L'individualismo, che è una cosa positiva sul piano dell'autonomia e della responsabilità personale, si è sviluppato in modo da provocare il deterioramento delle solidarietà.  

Sono tutti questi fenomeni di deterioramento gli aspetti negativi, e sono legati al fatto che ciò che domina è la quantità, il "di più", a scapito del  "meglio". È per questo che occorre una riforma della civilizzazione.  

Cathy: lei dice "la politica di civilizzazione (...) dovrebbe basarsi su due assi fondamentali (...) : umanizzare le città, cosa che richiede investimenti enormi, e lottare contro la desertificazione delle campagne." Trova compatibili le azioni condotte dal governo con la sua concezione della politica di civilizzazione?

Edgar Morin: Penso che fino ad oggi quello che hanno fatto i diversi governi è del tutto insufficiente su questi due aspetti. Ad esempio, la rivitalizzazione delle campagne comporta il fatto di ridare inizialmente vita al villaggio, di fare regredire l'agricoltura industrializzata e l'allevamento industrializzato che inquinano i prodotti alimentari e le falde freatiche, e questo per favorire un'agricoltura di fattoria di piccole e medie dimensioni, per sviluppare al massimo l'agricoltura biologica.  

Sul piano delle città, siamo molto lontani dall'umanizzarle. C'è il problema terrificante della vita nei sobborghi che tendono a diventare dei ghetti. È allo stesso tempo il problema di quelli che vivono nelle città giganti, superaffollate, tossiche, in un clima così malsano che le malattie psicosomatiche si moltiplicano, così come la diffusione della droga, dei sonniferi.  

Dunque penso che, fino ad oggi, questi due problemi non siano stati abbordati con sufficiente energia.  

Mickey: Quale politica di civilizzazione ci può essere con un ministero dell'identità nazionale e dell'immigrazione, l'ufficializzazione delle prove DNA? Non sono questi piuttosto dei segni di "decivilizzazione"?  

Edgar Morin: Certamente le cose che cita non sono affatto quello che intendo per politica di civilizzazione. Si tratta invece di un quadro molto più ampio che è quello dell'umanizzazione di una politica nei confronti degli immigrati. E' questo quello che fa parte delle mie idee politiche, che sono molto favorevoli all'integrazione degli immigrati in Francia.

Occorre cambiare strada, non si tratta soltanto di doppiare un capo, e questa è una cosa molto difficile da fare. Ma se si è coscienti che occorre cambiare strada, si è nella giusta prospettiva.  

Josepepe: Il giornalista spagnolo di El Mundo Arcadi Espada afferma che Nicolas Sarkozy diverrebbe muto senza Henri Guaino, che sarebbe uno dei "grandi autori politici della Francia" ed "un leggendario 'negro' del  presidente". Cosa ne pensa?   

Edgar Morin: Non conosco bene le relazioni tra i due. Non ho mai incontrato Guaino. So ad esempio che è lui colui che ha trovato nei miei scritti la formula "politica di civilizzazione". 

Mathieu: Non è un tentativo pericoloso quello di reintrodurre la "virtù" e la "giustizia" nell'ambito dei nostri obiettivi politici?  

Edgar Morin: Ad ogni modo, una politica di civilizzazione dovrebbe ristabilire le solidarietà e le responsabilità, e dunque per ciò stesso ricoprirebbe un aspetto morale. Non si può scansarlo. Quello che è pericoloso, è pensare alla virtù, ed alla formula di Robespierre che diceva che occorreva collegare la virtù al terrore.

Lynce: Quali sono secondo lei gli aspetti positivi della politica di Nicolas Sarkozy?  

Edgar Morin: Fino ad oggi, avere messo persone provenienti dall'immigrazione in posti ministeriali.  

Jyp: Pensa che si possa adottare una reale politica di civilizzazione quando l'obiettivo prioritario per il paese fissato dalla maggioranza presidenziale è la crescita a tutti i costi?

Edgar Morin: Esattamente, penso che una politica di civilizzazione non debba essere ipnotizzata dalla crescita.  

Occorre abbandonare la ricerca del "sempre di più" per una ricerca del "sempre meglio". La crescita è un termine puramente quantitativo. Occorre sapere quali sono i settori dove ci deve essere crescita, e quelli, al contrario, dove ci deve essere decrescita.  

Mathieu: Come pensa che possa operarsi il ristabilimento delle solidarietà che si augura nel suo lavoro del 2002?

Edgar Morin: Quando ho scritto un articolo in aprile durante la campagna presidenziale, indicavo le misure che avrei adottato in questo senso. Istituirei case di solidarietà nelle grandi città della Francia, istituirei un servizio civico di solidarietà. Proponevo dunque almeno due misure concrete.

dipsrot2: Non pensa che il riferimento a questa "politica di civilizzazione" servirà parallelamente, nello spirito dei suoi progettisti, a rendere più civile, più accettabile (a fare accettare dalla città) il liberalismo ambientale?  

Edgar Morin: Cosa succeda nella testa del presidente o dei suoi collaboratori, lo ignoro, fino ad oggi, del tutto. O si tratta di parole che non avranno effettivamente seguito, oppure si tratta di una conversione profonda. Se si tratta di una conversione profonda, penso ovviamente che sarebbe qualcosa di importante, e sarei pronto a riconoscerlo.

Yacine:  Il termine "politica di civilizzazione" ha implicazioni estere? È anche un concetto geopolitico?

Edgar Morin: È un concetto che vale secondo me ovunque dove ci sia stata una occidentalizzazione. Ad esempio in megalopoli come San Paolo o Shangai, si arriva alla stessa civilizzazione ed alla stessa necessità di riforma della civilizzazione.  

pmpl: Ci sono almeno due discorsi importanti di  Sarkozy che possono permettere di comprendere cosa intenda con "civilizzazione": quello di Dakar e quello recente di Saint-Jean-de-Latran. Cosa pensa di questi due discorsi?  

Edgar Morin: Non sono per niente d'accordo con il discorso di Dakar, perché ha una visuale completamente esterna della realtà africana. Non ha compreso dall'interno i problemi profondi dell'Africa: sono legati all'autonomia, ad un progresso che non sia copiato sul modello dell'occidente, ecc..  

Quanto al discorso di Saint-Jean-de-Latran, non insisterò. Penso che l'Europa sia metacristiana. Era cristiana nel Medioevo, e l'Europa moderna si è basata su idee laiche. E naturalmente, il messaggio evangelico si è laicizzato nella forma di un umanesimo europeo.  

E per quanto riguarda il problema della fede, credo che si possa essere altrettanto morali quando non si è credenti che quando lo si è.  

Francisco: Quale è secondo lei il "meglio" di ogni civilizzazione per effettuare questa simbiosi che si augura?  

Edgar Morin: Credo che per quanto riguarda la civilizzazione europea, siano le idee di democrazia, dei diritti dell'uomo e della donna. Per quanto riguarda la Cina, è una civilizzazione fondata sul taoismo, su una concezione della vita e della natura molto ricca ed un'idea di saggezza.

Credo che nelle piccole civilizzazioni degli indiani dell'America settentrionale o dell'Amazzonia ci siano un'arte del vivere, saperi e conoscenze che non si devono disprezzare, ma piuttosto adottare.  

Direi che qualsiasi cultura ha le sue virtù, le sue superstizioni, i suoi errori, e penso che siano soprattutto le virtù delle varie culture che dovrebbero incontrarsi.  

Si vede molto bene qui, da noi, che c'è l'aspirazione ad un'arte del vivere che fa sì che si cerchino nel buddismo zen, nel buddismo tibetano del Dalai-lama, delle risposte alla propria aspirazione di vivere in modo diverso.

Penso che l'occidente in generale e l'Europa abbiano sviluppato soprattutto il lato materiale e tecnico della civilizzazione, e sottosviluppato tutto ciò che riguarda i sentimenti, lo spirito, le relazioni con sé e con gli altri. E penso che su questo  si possa attingere a ciò che portano molte altre civilizzazioni.  

Gwaihir: L'immagine del mondo attuale non tende (ahimè) più alla teoria dello scontro di civilizzazioni di Samuel Huntington che ad una loro simbiosi?   

Edgar Morin: È il grande problema di oggi: eviteremo una guerra di religioni o di civilizzazioni? Quello che dico va nel senso contrario a quello dello scontro delle civilizzazioni. 

Costanza Baudry

 

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