DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





INDICE

HOME

Presidenziali USA

Presidenziali Francia 07

COREA DEL NORD

EUROPA

ITALIA - STORIA

Pensiero Economico

IRAQ

ONU

PALESTINA

IRAN

AFGHANISTAN PAKISTAN

RUSSIA E CAUCASO

RIVOLUZIONE RUSSA

MEDIO ORIENTE

GLOBALIZZAZIONE

KOSOVA

ECHELON

UZBEKISTAN

AFRICA

ATTENTATI SPAGNA

MONDO

MEDIA

 

CERCA NEL SITO

 

Linkback:

Territorio scuola

Sensagent

Leprechaun


George Bush vuole raccogliere gli antiguerra attorno ad un "Iraq libero" 

LE MONDE | 20.03.04 | 12h53 

Per celebrare l'anniversario dell'intervento contro Saddam Hussein, il presidente americano ha sottolineato l'interesse comune di tutte le nazioni "qualunque siano state le loro opinioni passate". Ma si prevedono questo week-end nuove manifestazioni contrarie negli Stati Uniti ed in Europa 

Washington, dal nostro corrispondente 

Un anno dopo l'inizio della guerra in Iraq, il presidente George Bush ha moltiplicato ,venerdý 19 marzo, i segnali in direzione degli alleati europei degli Stati Uniti e particolarmente della Francia. In un discorso pronunciato alla Casa Bianca, in presenza degli ambasciatori dei paesi impegnati in Afghanistan o in Iraq, ha presentato i disaccordi su questa guerra come "appartenenti al passato". 

Ha ringraziato il presidente Jaques Chirac, per telefono, per le sue affermazioni sulla lotta antiterrorista, nei quali gli Ŕ sembrato di scorgere una sorta di "messa in guardia" diretta agli Spagnoli. La Casa Bianca ha indicato che Bush aveva accettato l'invito di Chirac per il 60░ anniversario dello sbarco in Normandia, il 6 giugno. All'Eliseo si affermava che la venuta del presidente a Parigi, il giorno immediatamente precedente, era "un dettaglio - del suo viaggio - non ancora stabilito". 

Bush ha telefonato anche al presidente polacco, Alexandre Kwasniewski, che aveva evocato, il giorno precedente, la possibilitÓ che le sue truppe lascino l'Iraq prima della data prevista. Durante una visita improvvisata a Bagdad, il segretario di stato Colin Powell ha assicurato che "la coalizione Ŕ sempre forte", con pi¨ di trenta paesi, secondo lui, attivi in Iraq. Il suo collaboratore, Richard Armitage, ha passato del tempo al telefono coi rappresentanti dei governi membri della coalizione. "╚ gestione della alleanza", ha detto alla CNN. 

Il numero due del dipartimento di stato ha cercato di correggere il tono dominante dei commenti che girano a Washington a proposito della Spagna. "La Spagna non Ŕ ingenua", ha detto Armitage, ricordando che ha dovuto patire il terrorismo dell'ETA. "Gli Spagnoli hanno il diritto di fare ci˛ che vogliono", ha aggiunto. Ha evocato nuovamente la possibilitÓ di un mandato dell'ONU sotto il quale Madrid potrebbe decidere di mantenere le sue truppe in Iraq. 

Secondo una fonte  ufficiosa al dipartimento di stato, si tratterebbe di una formula che farebbe designare dalle Nazioni unite un comandante in capo per le forze dei paesi diversi dagli Stati Uniti. Le truppe americane resterebbero invece sotto comando americano. 

OMAGGIO AL GIAPPONE 

Armitage ha rieplicato alle dichiarazioni di Dominique di Villepin che afferma, su Le Monde del 19 marzo, che "il terrorismo non esisteva, in Iraq, prima della guerra". "C'era del terrorismo proveniente dall'Iraq prima dell'anno scorso", ha detto. "Organizzazioni terroristiche operavano in Iraq", ha dichiarato da parte sua il portavoce del dipartimento di stato, durante il suo incontro stampa quotidiano. Venuto a Washington per preparare il vertice del G8 che avrÓ luogo in giugno negli Stati Uniti, Maurice Gourdault-Montagne, consigliere diplomatico di Chirac, ha avuto col suo omologo americano, Condoleezza Rice, un incontro giudicato positivo dal lato francese. 

Gli sforzi di Bush e del suo governo sono indirizzati ai dirigenti ed alle opinioni pubbliche europee, nel momento in cui  il risultato delle elezioni del 14 marzo in Spagna fa temere a Washington di perdere gli apporti giÓ acquisiti o sperati in Iraq. L'Europa non Ŕ la sola a preoccupare gli americani. La Corea del Sud ha fatto sapere che desiderava modificare il luogo di intervento previsto per il suo futuro contingente. Nel suo discorso, Bush ha reso un omaggio entusiasta al Giappone, il cui  primo ministro, Junichiro Koizumi, ha ricevuto parecchie critiche per avere mandato delle forze in Iraq. I democratici americani rimproverano a Bush di avere condotto una politica che ha diviso gli Stati Uniti da una parte dei loro alleati e rischia di sfociare a che in Iraq si assumano le conseguenze della guerra da soli o, in ogni caso, senza il sostegno della comunitÓ internazionale. 

Lo stato delle relazioni transatlantiche Ŕ al centro del dibattito americano sulla politica estera dell'amministrazione. Queste relazioni sono state studiate da un gruppo di esperti che lavora sotto la presidenza di un repubblicano, Henry Kissinger, ex segretario di stato, e di un democratico, Lawrence Summers, ex segretario al Tesoro e oggi presidente dell'universitÓ di Harvard. Le conclusioni di questo esame, condotto per iniziativa del Council of Foreign Relations ( http://www.cfr.org), ed al quale hanno partecipato degli europei, sono prudenti, per non dire pessimiste. "In assenza di pericoli chiari e presenti, i dirigenti europei ed americani saranno sicuramente tentati di preoccuparsi, nelle loro rispettive societÓ, di gruppi che non hanno interesse ad incoraggiare la cooperazione transatlantica e che possono perfino opporvisi", afferma la conclusione del rapporto pubblicato venerdý. 

Ma Kissinger, Summers ed i loro partner ritengono che, da una parte e dall'altra dell'atlantico, un accordo tra i principali partiti che competono nelle elezioni, che consideri che l'interesse degli Stati Uniti e dell'Europa resta sempre quello di essere alleati, sia comunque possibile. Gli europei e gli americani "condividono delle tradizioni e formano una comunitÓ" che Ŕ loro interesse mantenere viva. 

A questo si aggiunge la preoccupazione della loro sicurezza e prosperitÓ, e di conseguenza, il bisogno di diffondere nel mondo la democrazia e l'economia di mercato. Sono queste, secondo questi esperti, le ragioni forti per unire gli sforzi e sormontare i disaccordi, anche se gli avvenimenti dei due ultimi anni mostrano che la tendenza che pu˛ vincere, negli Stati Uniti come in Europa, pu˛ essere quella di allontanarsi, se non addirittura quella di combattersi. 

Patrick Jarreau 

-------------------------------------------------------------------------------- 
L'onu indaga su delle malversazioni 

Il segretario generale delle Nazioni unite, Kofi Annan, ha annunciato, venerdý sera 19 marzo, la creazione di una commissione indipendente per indagare su dei possibili casi di corruzione e di distrazione di fondi nella gestione ONU del programma iracheno "Petrolio contro cibo". Pensa di investire il Consiglio di sicurezza per una approvazione. Dalla caduta del regime di Saddam Hussein, alcuni dirigenti iracheni e responsabili americani premono l'ONU perchÚ indaghi su queste accuse. Dal 1996 alla primavera 2003, il piano "Petrolio contro cibo" permetteva all'Iraq di esportare, in deroga all'embargo ma sotto controllo ONU, una parte della sua produzione petrolifera per finanziare l'importazione di beni di prima necessitÓ. 

L'inchiesta dovrÓ riguardare gli intermediari che hanno partecipato all'acquisto di petrolio, le compagnie che hanno fornito i beni di prima necessitÓ, e la banca francese BNP Paribas, che ha gestito il conto fiduciario dell'ONU. Benon Sevan, che dirigeva il piano alle Nazioni unite, ha smentito da parte sua ogni malversazione. (Reuters) 

Ľ Articolo apparso nell'edizione del 21.03.04

 

INDICE

Cerca nel sito: