DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





INDICE

HOME

Presidenziali USA

Presidenziali Francia 07

COREA DEL NORD

EUROPA

ITALIA - STORIA

Pensiero Economico

IRAQ

ONU

PALESTINA

IRAN

AFGHANISTAN PAKISTAN

RUSSIA E CAUCASO

RIVOLUZIONE RUSSA

MEDIO ORIENTE

GLOBALIZZAZIONE

KOSOVA

ECHELON

UZBEKISTAN

AFRICA

ATTENTATI SPAGNA

MONDO

MEDIA

 

CERCA NEL SITO

 

Linkback:

Territorio scuola

Sensagent

Leprechaun


Le Monde 12.03.03 13h30 

PUNTO DI VISTA ONU: una decisione grave, di Kofi Annan.

La Carta delle Nazioni unite è categorica. "Per assicurare l'azione veloce ed efficace dell'organizzazione", conferisce al Consiglio di sicurezza "la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale". Per i membri del Consiglio di sicurezza, questa responsabilità è stata raramente più pesante di questa settimana. Difatti, in uno o due giorni, dovranno fare una scelta decisiva. La posta di questa scelta riveste un'importanza che non si limita per niente all'Iraq: si tratta della minaccia che le armi di distruzione di massa fanno pesare sull'umanità intera. L'insieme della comunità internazionale deve agire di concerto per frenare la proliferazione di queste armi temibili, ovunque siano. Nell'immediato, la cosa più urgente è fare in modo che l'Iraq non detenga più tali armi. Perché? Perché le ha utilizzate nel passato e perché ha commesso a due riprese, sotto il suo attuale presidente, un'aggressione contro i suoi vicini: contro l'Iran nel 1980 e contro il Kuwait nel 1990. Per questo motivo il Consiglio di sicurezza ha risolto di eliminare queste armi in Iraq, e ha adottato dal 1991 in poi diverse risoluzioni che esigono il disarmo di questo paese. 

I popoli del mondo intero si augurano che questa crisi sia regolata con mezzi pacifici. Sono molto vivamente preoccupati per le immense sofferenze umane che si accompagnano sempre alla guerra, che sia di lunga o di breve durata. Temono anche le conseguenze a lungo termine che questa guerra particolare potrebbe avere. Temono che si crei un'instabilità nella regione e nelle crisi economiche, e che possa avere - come è spesso il caso delle guerre - conseguenze impreviste che facciano nascere nuovi pericoli. Renderà ancora più difficile la lotta contro il terrorismo o la ricerca della pace tra gli israeliani ed i palestinesi? Seminerà una profonda discordia tra nazioni e popoli di differenti credenze? Comprometterà la nostra attitudine a operare di concerto per affrontare altri problemi comuni nell'avvenire? Sono domande gravi, e le risposte devono essere soppesate accuratamente. Può essere talvolta necessario ricorrere alla forza per fare fronte alle minacce contro la pace, e la Carta prevede quest'eventualità. Tuttavia la guerra deve essere sempre una misura estrema. Non bisogna ricorrervi se non dopo che tutte le altre soluzioni ragionevoli siano state provate. Nel caso presente, unicamente se siamo certi che tutti i mezzi pacifici per assicurare il disarmo dell'Iraq siano stati esauriti.

 L'organizzazione delle Nazioni unite, fondata per "preservare le generazioni future dal flagello della guerra", ha il dovere di ricercare una soluzione pacifica fino all'ultimo momento. Questo momento è venuto? È questa la decisione che devono prendere adesso i membri del Consiglio di sicurezza. Questa decisione è grave. Se i membri non riescono a mettersi di accordo su una posizione comune e se alcuni di essi si impegnano in un'azione senza il consenso del Consiglio, la legittimità di questa azione sarà messa largamente in causa e non otterrà il sostegno politico richiesto per assicurare il suo successo a lungo termine, una volta terminata la fase militare. Se invece i membri del Consiglio giungono, nonostante i tempi che premono, ad intendersi su una linea comune per assicurare l'applicazione delle loro precedenti risoluzioni, allora l'autorità del Consiglio sarà rafforzata ed il mondo sarà più sicuro. Non dobbiamo dimenticare che la crisi in Iraq non esiste nel vuoto. Gli avvenimenti in questo paese avranno delle profonde ripercussioni su altre questioni di grande importanza. Più largo sarà il consenso sull'approccio da adottare, e più grandi saranno le nostre probabilità di poterci unire di nuovo e fare efficacemente fronte ad altri conflitti cocenti, a cominciare da quello che oppone gli israeliani ed i palestinesi. Sappiamo tutti che solo un regolamento giusto di questo conflitto può portare a una reale speranza di stabilità duratura nella regione. Al di là del Medio Oriente, la riuscita o l'insuccesso della comunità internazionale in ciò che riguarda l'Iraq avranno un'incidenza cruciale sulla sua capacità di intervenire di fronte agli sviluppi non meno inquietanti nella penisola coreana. Ne risentirà anche il lavoro condotto per regolare i conflitti che causano tante sofferenze in Africa, e le prospettive di stabilità e di sviluppo alle quali aspira ardentemente questo continente rischiano di essere compromesse. La guerra non è il solo flagello al quale il mondo debba fare fronte. Che cerchino di proteggersi contro il terrorismo o che siano in lotta contro quelle tre piaghe che sono la povertà, l'ignoranza e la malattia, le nazioni devono operare insieme, e possono farlo tramite l'ONU. 

Qualunque sia il modo di cui la disputa attuale sarà risolta, l'ONU continuerà a giocare un ruolo centrale come è il caso di oggi. Dobbiamo fare tutto ciò che è nel nostro potere affinché conserva la sua unità. Nel mondo dovunque, abbiamo constatato questi ultimi mesi quale immenso peso non solo gli Stati, ma anche i popoli, attribuiscano alla legittimità che conferisce l'ONU ed il Consiglio di sicurezza, in quanto costituiscono la cornice comune di rafforzamento della pace. Nell'avvicinarsi della grave decisione che prenderanno questa settimana, spero che i membri del Consiglio abbiano in mente questa fiducia sacra che i popoli hanno posto in essi e che se ne mostrino degni.

Kofi Annan è il segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni unite. 
Tradotto dell'inglese dai servizi delle Nazioni Unite a New York. 

 Articolo Apparso sull'edizione Del 13.03.03

 

 

INDICE

Cerca nel sito: