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Le Monde

Zona euro : il PS accusa il governo di rinunciare alla "sovranità"

Articolo originale

LEMONDE.FR con AFP | 30.11.11 | 14h55   •  aggiornato  il 30.11.11 | 15h56

I responsabili del Partito socialista hanno moltiplicato le loro critiche di fronte alla prospettiva di un accordi tra Parigi e Berlino sulla crisi della zona euro, che vedrebbe la Francia accettare un rafforzamento dei poteri sovranazionali della Commissione sui bilanci nazionali in cambio di un accordo con la Germania sull'estensione del potere di intervento della Banca centrale europea nei mercati.

Parigi e Berlino hanno annunciato la loro intenzione di presentare, al prossimo vertice europeo dell'8 e 9 dicembre a Bruxelles, una “iniziativa” comune per rafforzare la governance economica della zona euro.

Il presidente socialista della commissione finanze all'Assemplea Nazionale [La Camera francese, NdT], Jérôme Cahuzac, ha affermato che l'influenza della Francia si è “considerevolmente indebolita in seno alla zona euro”, con questo avvertimento: “Se Nicolas Sarkozy vuole, al prezzo di una maggiore attività della BCE, acconsentire ad un abbandono della sovranità, noi non lo seguiremo”.

Arnaud Montebourg, deputato socialista ed ex candidato alle primarie del PS, ha da aprte sua criticato l'azione del presidente, Nicolas Sarkozy, il quale “ sta per sistemarsi sul portabagagli della destra e del padronato tedesco”. “La sua incapacità di tenere testa agli errori tedeschi è motivo di gravi preoccupazioni”, ha dichiarato.

Jean-Christophe Cambadélis, responsabile delle relazioni internazionali del PS ha dichiarato che “non [mi] sembra possibile negoaziare un trattato che attenta alla nostra sovranità di bilancio senza come contropartita da parte tedesca sulla modifica degli statuti della BCE, a sei mesi di distanza dalle elezioni presidenziali”, ha dichiarato sul sito Internet di TF1.

IN PIENA SOVRANITA'

E' in “piena sovranità” e auspicando una disciplina di bilancio “assunta dagli Stati” che la Francia  tratta con la Germania le soluzioni alla crisi dei debiti sovrani, ha replicato, mercoledì 30 novembre, Valérie Pécresse, portavoce del governo.

“Ci auguriamo una regola d'oro adottata dagli Stati, che sia imposta agli Stati, ma sia adottata dai Parlamenti nazionali, che sia controlla dalle istanze giurisdizionali degli Stati”, ha precisato all'uscita dal Consiglio dei Ministri. “Questa disciplina di Bilancio, è anzitutto una disciplina che deve essere adottata da ogni Stato e poi naturalmente sotto il controllo delle istituzioni europee”, ha continuato la ministra del Bilancio.


 

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