DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





INDICE

HOME

Presidenziali USA

Presidenziali Francia 07

COREA DEL NORD

EUROPA

ITALIA - STORIA

Pensiero Economico

IRAQ

ONU

PALESTINA

IRAN

AFGHANISTAN PAKISTAN

RUSSIA E CAUCASO

RIVOLUZIONE RUSSA

MEDIO ORIENTE

GLOBALIZZAZIONE

KOSOVA

ECHELON

UZBEKISTAN

AFRICA

ATTENTATI SPAGNA

MONDO

MEDIA

 

CERCA NEL SITO

 

Linkback:

Territorio scuola

Sensagent

Leprechaun


Medio Oriente: la Francia si dota dei mezzi per rispondere

Le Figaro rivela il contenuto del nuovo trattato di difesa con gli Emirati Arabi Uniti, firmato da Nicolas Sarkozy. Un trattato che mette Parigi in primo piano in caso di conflitto con l'Iran.

Le Figaro 15/06/2009 | Ultimo aggiornamento: 07:47 |

Isabelle Lasserre

Il containment (lo "accerchiamento") dell'Iran è iniziato. Dato che Teheran non ha risposto alle proposte di negoziato avanzate da Washington, le principali capitali si preparano a tutte le possibilità. A Tel Aviv, i piloti della caccia di Tsahal partecipano da più di un anno e mezzo ad esercitazioni che simulano attacchi ad impianti nucleari iraniani. Gli Stati Uniti consolidano la cintura deterrente costituita attorno all'Iran dalle loro basi militari nella regione: Qatar, Iraq, Afghanistan, Kuwait ... Quanto alla Francia, con l'inaugurazione di una nuova base militare ad Abu Dhabi il mese scorso, e poi con la firma un nuovo accordo di difesa con gli Emirati Arabi Uniti, Nicolas Sarkozy l'ha posta in primo piano in un eventuale conflitto con l'Iran.

Secondo le clausole segrete dell'accordo rinegoziato tra Abu Dhabi e di Parigi, la Francia si impegna a utilizzare tutti i mezzi militari a sua disposizione per difendere gli Emirati Arabi Uniti se venissero attaccati. Tutti i mezzi militari, ovvero anche il nucleare, se necessario.

La parola "nucleare" in sé non compare, ovviamente, nel testo. "Sarebbe in contrasto con la filosofia della dissuasione, che consiste nel dire il meno possibile sulla dottrina di utilizzo", spiega al Figaro un diplomatico che è stato in grado di consultare il trattato. I mezzi militari, tuttavia, se vengono attivati, devono essere definiti congiuntamente dalla Francia e dagli EAU. Estremamente vincolante - ancora di più, in base a quelli che lo hanno letto, dell'articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, che impegna i membri della NATO ad agire in aiuto, ivi compreso con mezzi militari, di un altro membro che venga attaccato - il nuovo trattato di difesa non fornisce una garanzia nucleare illimitata agli EAU. Solo un piccolo ombrello il cui manico, naturalmente, rimane in mani francesi. Ma questo fa fare alla Francia un ulteriore passo in avanti nella sua alleanza con un piccolo paese che si trova al centro del nuovo arco strategico definito dal Libro bianco della difesa del maggio 2008.

Disponibilità del "nostro deterrente nucleare"

Il vecchio accordo, che è stato firmato nel 1995 ed è vicino alla scadenza, anch'esso invocava un impegno francese ad ampio spettro in caso di attacco contro gli Emirati Arabi Uniti. Ma il vecchio testo, del tutto segreto perché ricadente sotto la precedente legislatura, manteneva, secondo il diplomatico, la decisione di intervenire in uno stato di "ambiguità e incertezza." Quel che è cambiato dal 25 maggio è che l'installazione di una base francese ad Abu Dhabi aumenta significativamente la possibilità di una attivazione automatica del trattato bilaterale, dato che un attacco da parte dell'Iran potrebbe essere considerato come pregiudicare gli interessi vitali di Parigi, i quali sono determinati dal presidente della Repubblica.

Qual è la differenza, dunque, con i trattati di difesa tra Parigi e molti Stati africani che sono anch'essi sede di basi militari Francesi? "In Africa, non siamo in un contesto nuclearizzato", ha detto il deputato Pierre Lellouche, rappresentante della Francia in Afghanistan. "Le implicazioni strategiche di questo accordo sono enormi. Questo significa che abbiamo messo il nostro deterrente nucleare a disposizione degli EAU ", ha detto un funzionario che si occupa della questione.

La base di Abu Dhabi non è in sé “nuclearizzata”. Ma il deterrente francese, basato sempre su due componenti, ha a sua disposizione i SNLE, sottomarini nucleari lanciatori di missili, che pattugliano in permanenza i mari, così come i caccia che possono atterrare sulla portaerei Charles de Gaulle con delle bombe atomiche.

Promessa di trasparenza

La prospettiva di avere un giorno come vicino un Iran nuclearizzato è considerata nella regione del Golfo una delle principali minacce. Per farvi fronte, gli Emirati Arabi Uniti hanno intensificato i loro mezzi di deterrenza convenzionale in modo da avere la capacità di colpire in profondità. Chiedendo a Nicolas Sarkozy di installare una base francese ad Abu Dhabi, essi cercano anche di diversificare le loro alleanze per non dipendere più esclusivamente dal loro alleato americano.

Quando è stato eletto, Nicolas Sarkozy aveva promesso di rivedere i trattati di difesa che legano la Francia ai suoi alleati, per adeguarli al nuovo contesto strategico. Aveva anche promesso di renderli trasparenti facendoli approvare dal Parlamento e rendendoli pubblici. Questo processo è ormai in gran parte iniziato. L'accordo con gli Emirati Arabi Uniti è il terzo ad essere stato rinegoziato dopo la pubblicazione del Libro bianco della difesa. Sono stati firmati due nuovi documenti con il Camerun e il Togo. Un quarto è stato rinegoziato con il Gabon. Ma a causa della lentezza delle procedure parlamentari, non ci si aspetta la loro pubblicazione prima di molti mesi ...

 

INDICE

Cerca nel sito: