DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





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Pëtr Aleksijevic Kropotkin [1842-1921] - Anarco-comunista russo, scienziato, scrittore, agitatore politico.

A ragione P.A. Kropotkin può essere collegato agli scienziati-enciclopedisti. Sulla misura dei suoi interessi scientifici la testimonianza più convincente la fornisce l'enumerazione dei suoi lavori nei diversi rami del sapere: geografia, geologia, biologia, filosofia, storia, letteratura. I suoi lavori comprendono la teoria dell'anarchismo, il giornalismo politico, la propaganda rivoluzionaria. P.A. Kropotkin si è incontrato con Lenin tre volte nel periodo 1919 - 1920. Nelle loro conversazioni hanno affrontato questioni di grande portata. Kropotkin ha espresso la sua visione di quello stava avvenendo nel paese. Ha parlato dei disordini che avvenivano, ha protetto gli interessi dei cooperatori, ha appassionatamente difeso gli ideali del comunismo "senza Stato". Grazie agli incontri personali con il V.I. Lenin e a lettere a lui indirizzate, P.A. Kropotkin riuscì talvolta a stemperare la durezza delle autorità rivoluzionarie. Ci sono testimonianze di contemporanei circa il fatto che sia stato per l'influenza di P.A. Kropotkin che V.I. Lenin abolì il permesso, dato nel Novembre 1918 alle divisioni locali (CHK) di effettuare fucilazioni senza processo, salvando la vita a molte persone.


Dmitrov [nella provincia di Mosca], 4 marzo 1920

Stimato Vladimir Ilic Lenin:

Molti impiegati del Dipartimento Postale e Telegrafico sono venuti da me chiedendomi di sottoporre alla sua attenzione informazioni sulla loro disperata situazione. Dato che questo problema non riguarda solo il Commissariato delle Poste e Telegrafi, ma anche le condizioni generali della vita quotidiana in Russia, mi sono affrettato a trasmettere la loro petizione.

Lei sa, ovviamente, che vivere nel Distretto di Dmitrov col salario che questi impiegati ricevono è assolutamente impossibile. È impossibile perfino comprare un chilo di patate, lo so per esperienza personale. Essi cercano inoltre sapone e sale che sono introvabili. Da quando il prezzo della farina è cresciuto, è impossibile comprare otto libbre di cereali e cinque libbre di grano.

Riassumendo, senza ricevere rifornimenti, gli impiegati sono condannati realmente alla fame più nera. Inoltre, parallelamente al rialzo di prezzi, le magre provviste che gli impiegati delle Poste e Telegrafi hanno ricevuto dal Centro di Approvvigionamento del Commissariato delle Poste e Telegrafi, le stesse che furono accordate in accordo al decreto del 15 agosto di 1918: otto libbre di grano per impiegato e cinque libbre in più per ogni membro della famiglia incapace di lavorare, non sono più state inviate da due mesi dalla data di oggi. I centri locali di approvvigionamento non possono distribuire le loro provviste, e la petizione che i centoventicinque impiegati dell'area di Dmitrov ha fatto a Mosca continua a non ricevere risposta. Un mese fa, uno degli impiegati le ha scritto personalmente, ma fino ad ora non ha ricevuto risposta.

Considero un dovere testimoniare che la situazione di questi impiegati è davvero disperata. E' una cosa che risulta ovvia guardandoli in faccia. Molti si stanno preparando ad abbandonare la loro casa senza sapere dove andare. Ed è inoltre giusto segnalare che adempiono coscientemente il loro lavoro; hanno preso dimestichezza con il loro lavoro, e perdere questi lavoratori non sarà utile per la vita della comunità locale sotto nessun aspetto. Aggiungerei solo che tutte le categorie degli impiegati sovietici in altri settori si trovano nella stessa disperata situazione.

In conclusione, scrivendole non ho potuto evitare di menzionare alcuni aspetti della situazione generale. Vivere in un centro grande come Mosca impedisce la conoscenza delle vere condizioni del paese. Conoscere le esperienze comuni richiede che si viva veramente in provincia, in contatto diretto e vicino alla vita quotidiana, con le necessità e le disgrazie degli adulti e bambini affamati che si avvicinano agli uffici per chiedere il permesso per potere almeno acquistare una lampada economica a cherosene. Ad oggi, non abbiamo nessuna soluzione per tutte queste sventure.

È necessario accelerare la transizione a condizioni più normali di vita. Non andremo avanti a molto lungo in questo modo; stiamo andando verso una catastrofe sanguinosa.

Una cosa è indiscutibile. Anche se la dittatura del proletariato fosse una mezzo appropriato per combattere e distruggere il sistema capitalista, cosa di cui dubito profondamente, è sicuramente controproducente e inadeguata alla creazione di un nuovo sistema socialista. Quello che serve sono istituzioni locali, forze locali; ma non ci sono, da nessuna parte. Invece di questo, dovunque uno volga lo sguardo c'è gente che non sa niente della vita reale, e che sta commettendo i più gravi errori per i quali si paga il prezzo di migliaia di vite e la rovina di distretti interi.

Senza la partecipazione di forze locali, senza un'organizzazione dal basso degli stessi contadini e dei lavoratori, è impossibile costruire una nuova vita.

Sembrava che i soviet dovessero servire precisamente per compiere questa funzione di creare un'organizzazione dal basso. Ma la Russia si è trasformata in una Repubblica Sovietica solo di nome. L'azione dirigente del "partito" sulla gente, "partito" che è principalmente costituito da nuovi venuti - perché gli ideologi comunisti stanno soprattutto nelle grandi città - ha distrutto già l'influenza e l'energia costruttiva dei soviet, quelle istituzioni così promettenti. Nel momento attuale, sono i comitati del partito, e non i soviet che dirigono in Russia. E la sua organizzazione ha tutti i difetti delle organizzazioni burocratiche.

Per potere uscire da questo costante disordine, la Russia deve tornare al genio creativo delle forze locali di ogni comunità, le uniche che, secondo le mie vedute, possono costituire un fattore [propulsivo] nella costruzione di una nuova vita. E quanto prima si capirà la necessità di riprendere questo cammino, tanto meglio sarà. La gente sarà allora disposta con piacere ad accettare nuove forme sociali di vita. Se la situazione presente continua, anche la parola "socialismo" si trasformerà in una maledizione. E' quello che è successo con l'idea di "uguaglianza" in Francia durante i quaranta anni succeduti alla direzione dei giacobini.

Con cameratismo ed affetto.

Pëtr Kropotkin


Dmitrov [nella provincia di Mosca], 21 dicembre 1920

Stimato Vladimir Ilic,

Sui giornali Izvestia e Pravda è apparsa una notizia che fa conoscere la decisione del governo sovietico di prendere come ostaggi alcuni membri dei gruppi di Savinkov e Cherkov del partito socialdemocratico, del centro tattico nazionalista della guardia bianca, e alcuni ufficiali di Vrangel' in modo che, nel caso venga commesso un tentativo di assassinio contro i leader dei soviet, tali ostaggi vengano "sterminati senza pietà".

Non c'è veramente nessuno, vicino a lei, che ricordi ai suoi compagni e li persuada che tali misure rappresentano un ritorno al peggiore periodo del Medioevo e delle guerre religiose, e che deludono completamente le persone che si sono gettate a spada tratta nella creazione di una società seguendo principi comunisti? Chiunque ami il futuro del comunismo non può perseguirlo con mezzi del genere.

È possibile che nessuno le abbia spiegato cosa sia un ostaggio? Un ostaggio è imprigionato non come punizione per un qualche delitto. È arrestato per ricattare il nemico con la sua morte. "Se voi ammazzate uno dei nostri, noi ammazzeremo uno dei vostri". Ma questo non è forse la stessa cosa che condurre ogni mattina il prigioniero fino al patibolo e ricondurlo poi in cella dicendogli: "Aspetta ancora un po', non è ancora il momento"?

E non capiscono i suoi compagni che questo equivale alla restaurazione della tortura per gli ostaggi e le loro famiglie?

Spero nessuno mi venga a dire che anche la gente al potere conduce una vita non facile. Oggi anche tra i re vi sono persone che contemplano la possibilità dell'assassinio come un "incidente sul lavoro". Ed i rivoluzionari, dal canto loro, si assumono la responsabilità di difendersi da soli davanti a Corti che minacciano la loro vita. Louise Michel ha scelto questa strada. Oppure rifiutano di essere giudicati, come Malatesta e Voltairine de Cleyre.

Anche i re ed i papi hanno rifiutato quel barbaro metodo di autodifesa che consiste nel prendere ostaggi. Come possono gli apostoli di una nuova vita, gli architetti di un nuovo ordine sociale, dotarsi di tali mezzi di difesa contro i loro nemici! Dobbiamo interpretare questo come il segno che ormai considerate l'esperimento comunista fallito e che non state salvando tanto il sistema che vi è caro, quanto le vostre persone?

Non si rendono conto i suoi compagni che voi, i comunisti, nonostante gli errori commessi, state lavorando per il futuro, e che per questo motivo, non dovreste realizzare il vostro lavoro in una forma così simile ad un terrore primitivo? Sono state precisamente queste azioni, messe in atto nel passato da rivoluzionari, che hanno reso così difficile il successo delle nuove realizzazioni comuniste.

Penso che dovreste considerare che il futuro del comunismo è più prezioso delle vostre vite. E spero che queste riflessioni vi conducano a rinunciare a mezzi del genere.

Con tutte le sue molte serie deficienze (che io, come ben sapete, vedo molto chiaramente), la rivoluzione d'Ottobre ha portato un enorme progresso. Ha dimostrato che la rivoluzione sociale non è impossibile, come in Europa Occidentale si comincia a pensare. E, con tutti i suoi errori, sta portando a dei progressi in direzione dell'uguaglianza, che non possono essere intaccati da tentativi di ritorno al passato.

Perché allora colpire la rivoluzione spingendola su di una strada che la porta alla distruzione, soprattutto per difetti che non sono inerenti al socialismo o al comunismo, ma rappresentano la sopravvivenza del vecchio ordine e degli antichi effetti distruttivi di un'onnivora autorità senza limiti?

Con cameratismo ed affetto.

Pëtr Kropotkin


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