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L'ayatollah Khatami auspica pene severe per i leader dei fautori dei disordini

Teheran. Irna. 26 Giugno 2009.

Politica. Iran.

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L'imam provvisorio della preghiera di venerdì di Teheran, l'ayatollah Ahmad Khatami, ha auspicato pene esemplari per i leader all’origine dei recenti disordini accaduti nelle piazze in Iran.

«I leader dei recenti disordini accaduti nelle piazze sono sostenuti dagli Stati Uniti e Israele; lanciamo un appello alla giustizia perché condanni severamente queste persone in modo che questo serva di lezione ad altre» ha scandito l'ayatollah Khatami nel suo ultimo sermone della preghiera di venerdì davanti a numerosi fedeli riuniti nel campus dell’università di Teheran.

L'ayatollah Khatami ha dichiarato che i fautori dei disordini e i loro leader dovrebbero sapere che qualunque discussione sull'annullamento dei risultato delle ultime elezioni presidenziali è ingiusta e che la nazione iraniana non cederà alle pressioni.

Sotto il profilo della giurisprudenza, l’ayatollah Khatami ha evocato il «Moharebeh» (reato grave commesso contro l'Islam e lo Stato islamico); chiunque sia che si renda colpevole di un tale crimine, l'Islam prevede la punizione più dura» ha precisato l'ayatollah Khatami, denunciando i recenti malesseri che scuotono le piazze, i sabotaggi, gli incendi perpetrati contro le moschee e gli autobus, la distruzione di beni pubblici e l'insicurezza che regna, il panico sociale e il danneggiamento arrecato alla nazione iraniana.

Ha dunque ringraziato la polizia e le forze di sicurezza, in particolare i Basidji, per i loro sforzi implacabili nel reprimere le agitazioni e garantire la sicurezza, augurandosi una rapida guarigione dei feriti.

Ha invitato il vincitore e i candidati che hanno perso ha recuperare il senso morale, a mostrare pazienza e ad adottare dei comportamenti ragionevoli.

Esprimendo la sua gioia per la partecipazione massiccia di 40 milioni di elettori alle recenti elezioni presidenziali del 12 giugno scorso, l'ayatollah ha affermato che si devono rispettare le direttive della guida suprema della rivoluzione islamica, l’ayatollah Ali Khamenei, e rispettare le leggi.

«Circa 40 milioni (ovvero più dell'85 per cento) di cittadini si sono mobilitati nelle elezioni presidenziali garantendo così la forza e la dignità del sistema», ha sottolineato, aggiungendo che la Repubblica Islamica dell'Iran ha dimostrato di portare la bandiera della democrazia religiosa perché in 30 anni, dopo la vittoria nel 1979 della rivoluzione islamica, si sono tenute 30 elezioni nel Paese, cosa che indica un alto livello di democrazia religiosa.

«Uno degli strumenti della democrazia sono le proteste. Tutte le elezioni hanno sollevato in ogni occasione delle necessarie proteste. Le proteste si devono fare attraverso mezzi legali; il diritto di manifestare è un diritto legale che deve prendere una via legale che non è altra che quella del Consiglio dei guardiani della rivoluzione».

Ha poi respinto i ricorsi per brogli inoltrati a proposito delle elezioni presidenziali, sottolineando che se la differenza di voti fosse stata di un milione, allora questi avrebbero potuto dare luogo ad un contenzioso, ma una differenza di voti di 11 milioni di voti mette da parte ogni dubbio.

In altre parti del suo sermone l’ayatollah Khatami ha denunciato le politiche «sleali» dei media degli Stati Uniti:«i media occidentali hanno mostrato un grande tradimento. Prendendo ad esempio Neda Agha-Soltan, Ahmad Khatami ha denunciato i fautori dei disordini che hanno ucciso Neda per potere accusare in seguito il regime islamico.

"Guardate la storia di questa signora che è stata uccisa e per la quale il presidente americano Barack Obama ha versato lacrime di coccodrillo. Chiunque veda questo film capisce che sono stati i rivoltosi che hanno completamente montato questa storia", ha affermato.

«Il segretario generale dell'ONU si è detto preoccupato, perché non ha mai mostrato nessuna preoccupazione dopo il massacro di 400 bambini a Gaza, di più di 100 donne uccise sempre a Gaza e per i delitti commessi tutti i giorni in Iraq e in Afghanistan?» ha dichiarato l’ayatollah Khatami.

«L'ONU non è l'organizzazione delle nazioni quanto piuttosto quella dei governi; le nazioni dovranno cercare una vera ONU» ha proseguito l’imam provvisorio della preghiera del venerdì criticando duramente gli Stati Uniti e certi stati europei, come il regno unito, la Francia e la Germania per le loro recenti dichiarazioni anti iraniane.

«Il governo americano difende i diritti dell'Uomo nonostante le violazioni flagranti degli stessi diritti dell'Uomo. I vostri delitti a Guantanamo e Abou Ghraib non sono stati ancora dimenticati anche se voi pretendete sempre di difendere i diritti dell'Uomo» ha denunciato l'ayatollah indirizzandosi ai responsabili americani.

Concludendo il sermone, l'ayatollah Khatami ha denunciato le recenti azioni ingenue di certi stati europei che indicano una evidente mancanza di maturità politica.

«Il mondo deve sapere che la nostra grande rivoluzione islamica non è minimamente toccata dalle ondate che si alzano e opporrà la sua risoluzione ferma difendendo tutti i suoi valori».

---> Iran. Preghiera del venerdì. Ahmad Khatami.


 


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