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REPORT OF THE INTERNATIONAL COMMITTEE OF THE RED CROSS (ICRC) ON THE TREATMENT BY THE COALITION FORCES OF PRISONERS OF WAR AND OF THE PROTECTED PERSONS BY THE GENEVA CONVENTIONS IN IRAQ DURING ARREST, INTERNMENT AND INTERROGATION

FEBRUARY 2004

 

Click qui per scaricare il documento originale completo in inglese (OCR dalle fotocopie messe a disposizione della stampa) in formato PDF (130K).

PS: Il documento originale manca di due paragrafi

EXECUTIVE SUMMARY

Nella sua "Relazione sul Trattamento dei Prigionieri di Guerra delle Forze della Coalizione e di altre persone protette in Iraq", il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) richiama l'attenzione delle Forze della Coalizione (nel seguito chiamate "CF") su numerose serie violazioni della Legge Umanitaria Internazionale. Queste violazioni sono state documentate e qualche volta sono state osservate durante visite a prigionieri di guerra, internati civili e altre persone protette delle Convenzioni di Ginevra (nel seguito chiamate persone private della loro libertÓ quando il loro status non Ŕ menzionato specificamente) in Iraq tra marzo e novembre 2003. Durante le sue visite a luoghi di internamento delle CF, l'ICRC ha raccolto dichiarazioni durante interviste riservate a persone private della loro libertÓ, relative al trattamento da parte delle CF di persone protette, durante la loro cattura, arresto, trasferimento, internamento ed interrogatorio. Le violazioni principali descritte nel rapporto ICRC e presentate riservatamente alle CF, includono: 

BrutalitÓ contro persone protette durante la cattura e la custodia iniziale. Talvolta causando la morte o danne seri 
Assenza di notificazione dell'arresto di persone private della loro libertÓ alle loro famiglie, provocando angoscia fra persone private della loro libertÓ e le loro famiglie. 

  • Coercizione fisica o psicologica durante gli interrogatori per ottenere informazioni. 

  • Segregazione prolungata in celle prive della luce del giorno 

  • Uso eccessivo e sproporzionato della forza contro persone private della loro libertÓ che ha portato alla morte o a danni durante il loro periodo di internamento 

  • Nel rapporto sono presentati anche problemi seri di condotta delle CF verso persone private della loro libertÓ: 

  • Confisca e sequestro di beni privati di persone private della loro libertÓ. 

  • Esposizione di persone private della loro libertÓ a compiti pericolosi 

  • Trattenimento di persone private della loro libertÓ in luoghi pericolosi dove non sono protette dai cannoneggiamenti 

Secondo dichiarazioni raccolte da delegati dell'ICRC durante interviste riservate con persone private della loro libertÓ, maltrattamenti durante la cattura erano frequenti. Mentre Ŕ probabile che certe circostanze richiedano precauzioni difensive e l'uso della forza da parte dei  gruppi di unitÓ di guerra, l'ICRC ha raccolto dichiarazioni di maltrattamenti successivi alla cattura accaduti a Bagdad, Basrah, Ramadi e Tikrit, il che indica l'esistenza di un modo costante di operare riguardo a tempi e luoghi di comportamento brutale durante l'arresto. 

La ripetizione di tale comportamento delle CF Ŕ sembrata andare oltre il ragionevole, legittimo e proporzionale uso della forza necessaria a catturare persone sospette o a contenere persone che resistevano all'arresto o alla cattura, e Ŕ sembrata riflettere un modus operandi usuale da parte di certi gruppo di unitÓ combattenti delle CF. 

Secondo le dichiarazioni raccolte dall'ICRC, i maltrattamenti durante l'interrogatorio non erano sistematici, salvo le persone sospette arrestate in collegamento con attacchi alla sicurezza, o ritenute avere un valore di "informazione". In questi casi le persone private della loro libertÓ sotto sorveglianza dell'Intelligence Militare erano ad alto rischio di essere sottoposte ad una varietÓ di trattamenti duri, che vanno dalle minacce agli insulti e alle umiliazioni, alla coercizione fisica e psicologica, in alcuni casi equivalenti alla tortura, per costringerle a collaborare durante gli interrogatori. 

L'ICRC ha anche iniziato a documentare quello che Ŕ sembrato essere un abuso di potere molto esteso e maltrattamenti da parte della polizia Irachena, che Ŕ sotto la responsabilitÓ delle Potenze Occupanti, ivi incluse minacce di consegnare le persone in loro custodia alle CF, cosý come l'estorcere soldi, e all'effettiva consegna di tali persone alla custodia delle CF su accuse presumibilmente fasulle, o appellandosi a ordini o istruzioni delle CF di maltrattare persone private della loro libertÓ durante gli interrogatori.

Nel caso dei ''Detenuti di Alto Valore" detenuti all'Aeroporto Internazionale di Baghdad, il loro internamento continuo per molti mesi dopo il loro arresto, in segregazione severa in celle prive di luce del sole per quasi 23 ore per giorno hanno costituito una violazione seria della terza e quarta Convenzione di Ginevra. 

L'ICRC si Ŕ anche occupato dell'eccessivo e sproporzionato uso della forza da parte di alcune autoritÓ di detenzione contro persone private della loro libertÓ, coinvolte durante il loro internamento in agitazioni o tentativi di fuga, che hanno provocato morte e danni seri. L'uso di armi da fuoco contro persone private della loro libertÓ in circostanze dove metodi senza uso di armi da fuoco avrebbero potuto produrre lo stesso risultato potrebbe dare luogo ad una violazione seria della Legge Umanitaria Internazionale. L'ICRC ha fatto una rassegna di numerosi incidenti di persone private  della loro libertÓ oggetto di tiri con pallottole vere, che hanno dato luogo a morti o danni durante agitazioni riferite alle condizioni di internamento, o a tentativi di fuga. Indagini iniziate dalle CF in questi incidenti hanno concluso che l'uso di armi da fuoco contro persone private della loro libertÓ era legittimo. Comunque, misure non letali avrebbero potuto essere usate ottenendo gli stessi risultati, sedando le dimostrazioni o impedendo alle persone private della loro libertÓ di tentare di scappare. 

Fin dall'inizio del conflitto, l'ICRC ha manifestato regolarmente le sue preoccupazioni all'attenzione delle CF. Le osservazioni nel rapporto presente sono coerenti con quelle fatte oralmente e per iscritto in molte occasioni alle CF per tutto il 2003. Nonostante alcuni miglioramenti nelle condizioni materiali di internamento, le dichiarazioni di maltrattamenti perpetrati da membri delle CF contro persone private della loro libertÓ hanno continuato ad essere raccolte dall'ICRC, e questo suggerisce dunque che l'uso di maltrattamenti contro persone private della loro libertÓ Ŕ andato oltre alcuni casi isolati e dovrebbe essere considerata come una pratica tollerata dalle CF. 

Il rapporto ICRC non punta ad essere esauriente riguardo alle infrazioni della Legge Umanitaria Internazionale da parte delle CF in Iraq. Piuttosto, illustra le aree prioritarie che richiedono attenzione ed una azione correttiva da parte delle CF, in accordo con le loro obbligazioni relative alla Legge Umanitaria Internazionale. 

Di conseguenza l'ICRC chiede alle autoritÓ delle  CF in Iraq: 

  • di rispettare sempre la dignitÓ umana, l'integritÓ fisica e la sensibilitÓ culturale delle persone private della loro libertÓ tenute sotto il loro controllo 

  • di preparare un sistema di notificazioni di arresto per assicurare una trasmissione rapida ed accurata di informazioni alle famiglie delle persone private della loro libertÓ 

  • di prevenire tutte le forme di maltrattamento, coercizione morale o fisica di persone private della loro libertÓ in relazione ad interrogatori 

  • di preparare un regime di internamento che assicuri il rispetto dell'integritÓ psicologica e la dignitÓ umana delle persone private della loro libertÓ 

  • di assicurare che a tutte le persone private della loro libertÓ sia concesso un tempo sufficiente ogni giorno alla luce del sole, e che sia loro permesso di muoversi e fare esercizio nel recinto all'aperto 

  • di definire ed applicare regolamentazioni e sanzioni compatibili con la Legge Umanitaria Internazionale ed assicurare che le persone private della loro libertÓ siano informate pienamente fin dall'arrivo su tali regolamentazioni e sanzioni

  • di indagare esaurientemente sulle violazioni della Legge Umanitaria Internazionale per determinare le responsabilitÓ e perseguire i responsabili di violazioni della Legge Umanitaria Internazionale 

  • di assicurare che gruppi di unitÓ da guerra che arrestino individui, e il personale incaricato della gestione delle installazioni di internamento, ricevano un addestramento adeguato che li abiliti ad operare e ad adempiere in modo corretto alle loro responsabilitÓ come autoritÓ di arresto, senza ricorrere a maltrattamenti o avvalersi di eccessiva forza.

 

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