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The Guardian  

Straw preme sulla priorità alla diplomazia 

Patrick Wintour, capo redattore corrispondente politico

Sabato 10 aprile 2004 

Jack Straw ha ieri rotto il silenzio prolungato del governo sull'anarchia crescente in Iraq, esortando le forze della coalizione a fermarsi ed enfatizzando la necessità di avere una strategia politica oltre che militare. 

Di umore tetro, il ministro degli esteri ha ammesso che il rigurgito di violenze è peggiore di quanto si fosse mai aspettato e che rappresenta la minaccia "più seria" che la coalizione si trova ad affrontare da quando la guerra è formalmente finita un anno fa. 

Il tono dei commenti di Straw fa supporre che stia mettendo in dubbio l'attuale strategia militare. 

Intervistato su BBC Radio 4's, nel programma "The World at One", il ministro degli esteri ha ammesso che non aveva immaginato, un anno fa, le serie difficoltà nelle quali si trova attualmente la coalizione. 

Mentre alcuni Deputati del Labour chiedono una convocazione di emergenza del parlamento, Straw si è rifiutato di fare commenti sulle tattiche militari degli Stati Uniti, dicendo: "se si investe qualcuno con la responsabilità molto pesante di intraprendere iniziative militari, esponendo i suoi uomini e donne al pericolo, bisogna dargli anche il diritto di decidere su come e quando agire." 

Ha però elogiato la tregua a Falluja, ora a quanto sembra abortita, dicendo: "L'obiettivo politico a Falluja è quello di stabilire una tregua." 

Da più parti si riferisce che i militari e i diplomatici inglesi stanno premendo sulle forze degli Stati Uniti perché si contengano nelle loro operazioni in Iraq, altrimenti corrono il rischio di perdere il sostegno del Consiglio di governo iracheno. 

"Non c'è dubbio che la situazione attuale è molto seria, ed è la più sera che ci siamo trovati ad affrontare", ha detto Straw. 

Tony Blair andrà a New York dalla sue vacanze nelle Bermude per parlare con Kofi Annan e probabilmente con l'inviato speciale del segretario generale in Iraq, Lakhdar Brahimi. La Gran Bretagna vuole spasmodicamente una nuova decisione del Consiglio di sicurezza ONU che dia legittimità all'autorità provvisoria. 

Questa mossa avviene mentre si riferisce che Washington ha contattato Parigi per richiedere un ruolo francese in una forza di protezione internazionale per i rappresentanti ONU in Iraq. 

Un portavoce del ministero degli esteri francese ha confermato la richiesta, ma ha detto ieri che era troppo presto per una risposta. 

"La questione di un possibile coinvolgimento ONU in Iraq dipende da un numero di questioni che sono lontane dall'essere risolte", ha detto il portavoce. 

La Gran Bretagna teme che il progetto di una risoluzione ONU a metà maggio possa essere messo seriamente in pericolo dalla sommossa, dalle fratture che si approfondiscono all'interno della comunità sciita, e dalla paura che gli Stati Uniti stiano perdendo legittimità politica agli occhi dei leader Iracheni.

 

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