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Cronologia delle ispezioni ONU, e valutazione dei loro risultati.

Relazione Speciale ACA (http://www.armscontrol.org)

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha ordinato all'Iraq di eliminare sotto supervisione internazionale i suoi programmi di armi biologiche, chimiche e nucleari come parte dell'accordo di tregua permanente che concluse la Guerra del Golfo Persico, nell’aprile 1991, così come i suoi missili balistici con portata maggiore di 150 chilometri. Il Consiglio di Sicurezza dichiarò che le sanzioni economiche complessive imposte nel 1990 all'Iraq dopo la sua invasione del Kuwait sarebbero rimaste in vigore finché Bagdad non avesse ottemperato pienamente alle richieste sugli armamenti.

Bagdad ha accettato queste condizioni ma per otto anni ha ingannato, fatto ostruzionismo e minacciato gli ispettori internazionali inviati per smantellare e verificare la cessazione dei programmi proibiti. Questo sforzo sistematico Irakeno di celare ed occultare la vera estensione dei suoi di programmi di armi di distruzione di massa è iniziato quasi immediatamente, quando Bagdad mentì sullo status dei suoi programmi nelle sue dichiarazioni iniziali ed ostacolò la squadra di ispezione. L'Iraq ha continuato a molestare, intralciare e frustrare gli ispettori fino al tardo 1998, quando gli ispettori lasciarono l'Iraq solo poche ore prima che gli Stati Uniti ed il Regno Unito lanciassero tre giorni di attacchi militari contro l'Iraq per la sua non cooperazione. Da quel momento, l’Iraq permette solamente ispezioni limitate a luoghi dichiarati nucleari e non ha ancora permesso il ritorno di ispezioni intrusive capaci di verificare se ha ottemperato al suo impegno di liberarsi delle armi proibite di distruzione di massa e di cancellare i suoi programmi missilistici balistici.

Il lavoro degli ispettori non è stato intralciato solo dall'Iraq, ma anche da Paesi chiave del Consiglio di Sicurezza, il cui sostegno alle ispezioni è scemato. Con il tempo, la sequenza di bracci di ferro senza fine tra gli ispettori e gli ufficiali Irakeni, il costo umanitario crescente sui civili irakeni riferito alle sanzioni, e i costi economici legati alla rinuncia alle esportazioni e importazioni di energia con un precedente partner commerciale, hanno minato la buona volontà di Cina, Francia, Russia e di altri, di rafforzare il regime di ispezioni e sanzioni contro l'Iraq. Sono nate diverse dispute tra questi paesi, che erano comprensivi con l'Iraq e dichiaravano che aveva sufficientemente disarmato, e gli Stati Uniti ed il Regno Unito, che hanno entrambi ripetutamente sostenuto che Bagdad non avevano adempiuto le obbligazioni incluse nell'accordo di tregua.

Poco dopo avere lasciato l'Iraq nel 1998, gli ispettori dell'ONU della Commissione Speciale (UNSCOM) che avevano come obiettivo la sorveglianza sulla distruzione dei programmi chimici, biologici, e missilistici Irakeni e l'Agenzia per l'Energia Atomica Internazionale (IAEA), responsabile di scoprire e smantellare i programmi nucleari irakeni, descrissero il loro lavoro come non finito. L'IAEA fece molti più progressi che l'UNSCOM, ma entrambi i gruppi di ispettori lasciarono l’Iraq con domande senza risposte sulle armi proibite di Bagdad.

L'UNSCOM ha riportato numerose discrepanze, particolarmente riguardo le armi biologiche, tra quelle che l'Iraq aveva dichiarato e evidenze scoperte dagli ispettori. Per quattro anni, Bagdad ha negato l'esistenza di un suo programma di armi biologiche. Quando l'Iraq ha finalmente ammesso di avere un tale programma, i rappresentanti dell'UNSCOM giudicarono le dichiarazioni così insufficienti — una valutazione condivisa da esperti indipendenti - che la squadra ONU dichiarò di non potere stabilire nemmeno un punto di partenza sulla quale misurare il suo progresso nella rivelazione e distruzione dei germi dei programmi di guerra in Iraq. Maggiori progressi furono raggiunti nelle armi chimiche e nei missili, ma dal 1998 UNSCOM dichiarò che i problemi chiave erano rimasti insoluti. Per esempio, l'Iraq ha mancato di dare conto di migliaia di testate esplosive chimiche che ha dichiarato, senza alcuna prova, di avere usato, perduto o distrutto unilateralmente.

L’Iraq ha cercato anche di fuorviare l'IAEA, ma gli ispettori IAEA hanno avuto largamente successo nell'ottenere un ritratto relativamente completo del programma Irakeno di armi nucleari e nel loro smantellamento. L'IAEA, che ha rimosso dall'Iraq tutto il materiale fissile conosciuto che avrebbe potuto essere usato per fare armi, riferì nel febbraio 1999 che non c'era nessuna indicazione che quantità significative di materiale utilizzabile per armi fossero rimaste nel paese o che esso possedesse fisicamente la capacità di produrre internamente quantità notevoli di tale materiale. Ma l'IAEA avvertì che, dato che materiali e infrastrutture per armi nucleari potrebbero essere stati nascosti, non poteva verificare con certezza assoluta che l'Iraq non avesse materiali proibiti.

Un panel di esperti ONU, nel 1999, con l'obiettivo di riferire sui risultati dell'UNSCOM e degli sforzi della IAEA concluse che "il grosso dei programmi di armi proibite in Iraq è stato eliminato", ma gli esperti enfatizzarono che importanti problemi ristavano insoluti. Inoltre avvertirono che, se gli ispettori venivano tenuti fuori dell'Iraq, il rischio che l'Iraq ricostituisse i suoi programmi sarebbe aumentato, e gli accertamenti iniziali ai quali stavano lavorando gli ispettori sarebbero stati messi in pericolo. Gli esperti affermarono che lo status quo era inaccettabile, e chiesero di riattivare in Iraq un regime di ispezioni che fosse "efficiente, rigoroso e credibile."

Segue un sommario anno per anno degli eventi notevoli in Iraq e un accertamento di quello che gli ispettori hanno portato a termine e di quello che resta da fare in Iraq.


Cronologia delle ispezioni ONU

Prima della Guerra del Golfo persico.

Nonostante avesse firmato trattati che impedivano lo sviluppo e l'uso di armi biologiche, chimiche, e nucleari, l'Iraq inizia programmi per acquisire tali armi. L'Iraq viola ripetutamente le norme internazionali contro l'uso di armi chimiche durante la sua guerra di otto anni contro l'Iran, che cominciò con l'invasione dell'Iran da parte dell'Iraq nel settembre 1980. L'Iraq usa armi chimiche anche contro alcuni dei suoi propri villaggi, più precisamente contro Halabja il 16 marzo 1988, attacco che uccise secondo stime 5.000 persone. Oltre al suo programma di armi chimiche, l'Iraq è sospettato anche da alcuni paesi di volere intraprendere programmi di armi nucleari, spingendo Israele nel giugno 1981 a bombardare e distruggere il reattore nucleare Irakeno di ricerca Osiraq, acquistato dalla Francia. L'attacco spinse l'Iraq, a quanto riferito, ad intensificare il suo sforzo illegale di acquisire armi nucleari.

1990

Il 2 Agosto, l’Iraq invade il Kuwait ed è immediatamente condannato dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Il Consiglio di Sicurezza esige che le forze Irakene abbandonino incondizionatamente il Kuwait e impone un embargo sulle armi e sanzioni economiche che hanno impedito ogni commercio con l'Iraq, salvo l'importazione di generi alimentari per motivi umanitari ed articoli medici. Dopo una settimana dall'invasione, gli Stati Uniti cominciarono a schierare forze militari in Arabia Saudita. L'Iraq continua a sfidare l'ONU e le sue richieste di ritirare le sue forze dal Kuwait, e il 29 novembre il Consiglio di Sicurezza approva la Risoluzione 678, che autorizza i paesi ad usare "tutti i necessari mezzi" per costringere l'Iraq al rispetto, se le sue truppe non fossero ritornate in Iraq entro il 15 gennaio 1991.

1991

Il 15 gennaio, termine massimo per il ritiro Irakeno dal Kuwait, passa senza nessuna azione da parte di Bagdad. Una coalizione capeggiata dagli Stati Uniti inizia il 17 gennaio una offensiva aerea contro l'Iraq e le sue forze in Kuwait, seguita da un attacco di terra il 24 febbraio che butta fuori le forze Irakene dal Kuwait in quattro giorni. Viene dichiarata una tregua il 28 febbraio.

Il 3 Aprile, il Consiglio di Sicurezza adotta la Risoluzione 687, che intima all'Iraq di distruggere tutti i suoi programmi di armi biologiche, chimiche e nucleari, così come tutti i suoi missili balistici capaci d raggiungere più di 150 chilometri. La decisione richiede che le Nazioni Unite stabiliscano una commissione speciale, l'UNSCOM, per verificare che i programmi biologici, chimici, e missilistici proibiti siano eliminati, mentre l'IAEA è incaricata di fare lo stesso con i programmi nucleari. Impegnandosi a fare una rassegna della situazione ogni 60 giorni, il Consiglio di Sicurezza dichiara che le sanzioni economiche imposte all'Iraq dopo la sua invasione del Kuwait rimarranno in vigore finché il paese non abbia onorato i suoi impegni a disarmare.

L'Iraq tre giorni dopo accetta i termini di questa risoluzione e il 18 aprile fornisce dichiarazioni preliminari sull'estensione dei suoi programmi proibiti, anche se dovrà poi rivedere più volte tutte le dichiarazioni di fronte ad evidenze scoperte dagli ispettori che confutano le sue affermazioni. L'UNSCOM più tardi scopre che gli ufficiali Irakeni hanno deciso inizialmente di riferire solamente delle loro armi più recenti e di tenere nascoste le capacità interne di produzione e la relativa documentazione, in modo da potere in seguito riprendere i programmi.

Le ispezioni alle armi, sotto la direzione di Hans Blix, direttore generale dell'IAEA, e di Rolf Ekeus, presidente esecutivo dell'UNSCOM, cominciano in maggio e giugno e quasi immediatamente si scontrano con l'ostruzionismo Irakeno. L'Iraq è sorpreso a trasportare articoli proibiti fuori dai luoghi di ispezione e nega l'accesso alle altre installazioni. Il Consiglio di Sicurezza risponde il 15 agosto con la Risoluzione 707, la prima di una sequela di decisioni che condannano la non cooperazione dell'Iraq con gli ispettori. Oltre a descrivere l'Iraq in "violazione sostanziale" dei suoi impegni, la risoluzione richiede ulteriormente che Bagdad offra agli ispettori "accesso immediato, incondizionato e senza restrizioni" e fornisca "piene, definitive e complete informazioni" su tutti i suoi programmi d'armamento da eliminare.

L'Iraq ignora le richieste, e a settembre rende temporaneamente impossibile all'UNSCOM l'uso di elicotteri nel processo di ispezione. Uno stallo di quattro giorni segue il sequestro di documenti Irakeni da parte degli ispettori, che sono ritornati solamente dopo che il Consiglio di Sicurezza ha minacciato un'azione militare. Il mese successivo il Consiglio di Sicurezza approva la Risoluzione 715, che esige di nuovo incondizionatamente che l'Iraq onori le sue obbligazioni e "cooperi pienamente" con le ispezioni. Questa decisione approva anche formalmente i piani IAEA ed UNSCOM per i monitoraggi in corso e per le verifiche volte a stabilire che, una volta che l'Iraq abbia disarmato, non possa ricostituire i suoi programmi di armamento. Bagdad rifiuta i piani e non li accetta fino al novembre 1993.

Nonostante gli sforzi concertati dall'Iraq per contrastare gli ispettori, questi riescono nelle attività iniziali di distruzione, e l'IAEA comincia ad inviare fuori del paese il materiale usabile per armamenti.

1992

Le ispezioni e le attività di distruzione continuano senza la piena cooperazione dell’Iraq, conducendo il Consiglio di Sicurezza a febbraio ad accusare di nuovo l'Iraq di essere in violazione sostanziale delle sue obbligazioni. Si tratta della prima asserzione del genere, delle tre durante l'anno. L'Iraq ammette in seguito di avere più missili balistici ed armi chimiche di quanto ammesso in precedenza, ma afferma di averne distrutto unilateralmente la maggior parte, una violazione del requisito che il processo di distruzione fosse supervisionato da ispettori indipendenti. Gli ispettori determineranno più tardi che l'Iraq ha distrutto unilateralmente le armi, per rendere più difficile per gli ispettori stabilire un quadro complessivo dei suoi programmi d'armamento.

Mentre sta attivamente ostacolando gli ispettori, Bagdad cerca di preservare una apparenza di acquiescenza tra maggio e giugno, sottoponendo separate "rivelazioni piene, conclusive e complete" sui suoi programmi di armamento. Tutte le dichiarazioni si rivelano poi essere incomplete, particolarmente quelle sulle armi biologiche, delle quali Bagdad afferma di avere un programma solamente "difensivo". L'Iraq successivamente rivedrà più volte tutte le dichiarazioni.

L'Iraq rifiuta per tre settimane a luglio di permettere l'ingresso degli ispettori al Ministero Irakeno dell'Agricoltura, che è sospettato di custodire documenti che descrivono il programma missilistico balistico Irakeno. Viene raggiunto un compromesso che permette l'ingresso degli ispettori nell'edificio, ma non viene permesso a nessun ispettore inglese, francese o americano di partecipare all'ispezione, creando quello che alcuni considerano un pessimo precedente che permetterà all'Iraq di dettare la composizione delle squadre di ispezione. Durante lo stallo, gli Stati Uniti minacciano di usare la forza per ottenere l'ingresso, ma il Consiglio di Sicurezza non agisce, rivelando differenze crescenti fra membri del Consiglio di Sicurezza circa il disarmo dell'Iraq.

Gli ispettori vanno ulteriormente avanti durante l'anno, distruggendo installazioni nucleari importanti, armi chimiche e relative capacità produttive. In ogni modo, l'anno si conclude con ufficiali Irakeni che minacciano verbalmente la vita degli ispettori.

1993

All'inizio dell'anno, l'Iraq rifiuta di permettere all'aereo UNSCOM di giungere nel paese, azione che il Consiglio di Sicurezza ritiene una violazione sostanziale e minaccia che potrebbero risultarne "serie conseguenze" per Bagdad. L'Iraq innalza anche il livello di attività militari lungo i confini del Kuwait e nelle due zone di divieto di volo nell'Iraq settentrionale e meridionale che gli Stati Uniti ed i suoi alleati hanno imposto all'Iraq dopo la Guerra del Golfo Persico.

La coalizione condotta dagli Stati Uniti ha sferrato in gennaio attacchi aerei contro le difese aeree Irakene, contro impianti radar, mezzi di comunicazione e siti nucleari, intimando a Bagdad di diminuire le sue attività militari e di rivedere la sua decisione di bloccare l'aereo UNSCOM. L'Iraq riprende presto il suo comportamento bellicoso, tirando con contraeree contro gli elicotteri dell'ONU e impedendo inizialmente a giugno agli ispettori di installare macchine fotografiche di monitoraggio sui siti di lancio dei missili.

Anche in giugno gli Stati Uniti lanciano un limitato attacco di missili da crociera contro l'Iraq in risposta ad un presunto complotto per assassinare il precedente Presidente George H. W. Bush.

Verso la fine dell'anno, l'Iraq permette di installare le macchine fotografiche di monitoraggio e fa ulteriori passi conciliatori, rivelando i precedenti fornitori stranieri di programmi di distruzione di massa all'Iraq e accettando formalmente che IAEA e UNSCOM esaminino e verifichino il progetto originariamente approvato ad ottobre 1991 dal Consiglio di Sicurezza.

1994

A febbraio, l'IAEA spedisce alla Russia le ultime quantità di uranio altamente arricchito Irakeno, che potrebbe essere usato per produrre armi nucleari. La prima la metà dell'anno è segnata da una relativa cooperazione da parte dell'Iraq e da progressi compiuti da parte degli ispettori. Ma, a settembre, l'Iraq mette un termine massimo al 10 ottobre perché le sanzioni siano tolte, avverte che cesserà la cooperazione con gli ispettori se il Consiglio di Sicurezza non lascia cadere le sanzioni, e sposta forze militari verso il Kuwait. Il Consiglio di Sicurezza ritiene l'ultimatum dell'Iraq inaccettabile ed approva la Risoluzione 949, che intima che tutte le forze Irakene ritornino completamente nelle loro posizioni originali e che l'Iraq cooperi con l'UNSCOM. L'Iraq ritira le sue forze, e le ispezioni continuano.

1995

Sotto la aumentata pressione di alcuni paesi, particolarmente Cina, Francia, e Russia, per alleviare le sanzioni imposte all'Iraq e evitare il peggioramento di problemi umanitari nel paese, il Consiglio di Sicurezza il 14 aprile unanimemente approva il cosiddetto "programma petrolio contro cibo" che permette all'Iraq di vendere fino a 1 miliardo di dollari di petrolio ogni 90 giorni per comprare cibo, medicine e gli altri beni ad uso civile. Il reddito della vendita del petrolio è tenuto in un conto di garanzia controllato dalle Nazioni Unite per impedire all'Iraq di acquistare materiali con potenziale uso militare. Nonostante le notevoli difficoltà economiche l'Iraq non accetta il piano per più di un anno, fino al novembre 1996.

Messo a confronto con evidenze scoperte dagli ispettori, l’Iraq ammette per la prima volta il 1° luglio di avere avuto un programma di ricerca e sviluppo di armi biologiche offensive, ma nega di avere mai prodotto vere armi. Quello stesso mese Bagdad pubblica un altro ultimatum, dicendo che chiuderà ogni cooperazione con gli ispettori se le sanzioni economiche non saranno tolte entro la fine di agosto.

In ogni caso, l’Iraq cambia rotta dopo la defezione dell' 8 agosto di Hussein Kamel, il genero di Saddam Hussein, direttore del programma Irakeno di armi illecite. Nelle settimane seguenti, rappresentanti Irakeni portano gli ispettori alla fattoria di Kamel, reperendo centinaia di migliaia di pagine di documenti che dettagliano gli sforzi Irakeni di armarsi. L'Iraq dichiara che Kamel stava portando avanti il programma di sua propria iniziativa. Kamel ritorna mesi dopo in Iraq e viene ucciso.

Combinando dichiarazioni Irakene all'analisi dei documenti recuperati, gli ispettori apprendono che l'Iraq aveva fatto armi con agenti biologici, aveva un programma interno di missili balistici più avanzato di quanto si credesse prima, aveva prodotto armi chimiche più di quanto precedentemente rivelato, e nel 1990 aveva iniziato un programma rapido per tentare di acquisire un'arma nucleare in meno di un anno. Inoltre, si scopre a Novembre un'operazione Irakena nascosta ancora in corso per ottenere giroscopi proibiti per missili.

1996

A marzo, l'Iraq rimanda le visite degli ispettori a cinque luoghi diversi, guadagnandosi la condanna dal Consiglio di Sicurezza. L'Iraq nega di nuovo agli ispettori, tre mesi più tardi, l'accesso a siti che volevano ispezionare. Il Consiglio di Sicurezza risponde, il 12 giugno, approvando la Risoluzione 1060 che esige di nuovo che l'Iraq dia libero accesso agli ispettori e che in modo secco autorizza o minaccia l'uso della forza a sostegno degli ispettori. L'Iraq rende impraticabile un'altra ispezione il giorno seguente, spingendo il Consiglio di Sicurezza a criticare di nuovo la mancanza di cooperazione Irakena, anche se alcuni membri del Consiglio di Sicurezza stanno cominciando ad esprimere riserve su quelle che considerano tattiche di braccio di ferro dell'UNSCOM.

Il Presidente Esecutivo UNSCOM, Rolf Ekeus, va a Bagdad dal 19 al 22 giugno per stabilire come debbano essere condotte le ispezioni di luoghi "sensibili" Irakeni, ma dopo qualche settimana l’Iraq impedisce agli ispettori di raggiungere molti di questi luoghi. Il Consiglio di Sicurezza dice di nuovo all'Iraq ad agosto che sta violando le sue obbligazioni. Prima che l'anno si chiuda, l'Iraq rifiuta gli sforzi degli ispettori di portare fuori resti di missili distrutti, per un’analisi indipendente all'estero, dando luogo ancora a critiche del Consiglio di Sicurezza sul suo comportamento.

1997

Dopo uno stallo di tre mesi, a marzo l'Iraq permette ad UNSCOM di rimuovere dal paese parti di missili distrutti per un'analisi all'estero. Il mese seguente, il Segretario di Stato Madeleine Albright asserisce che gli Stati Uniti sono contrari a togliere le sanzioni all'Iraq fino a che non sia stato disarmato delle sue armi di distruzione di massa. Lei dichiara chiaramente che gli Stati Uniti lavoreranno per mantenere le sanzioni fino a che Saddam Hussein non comanderà più l'Iraq, rimovendo così efficacemente l'unico ostacolo per una cooperazione dell'Iraq con le ispezioni. La dichiarazione della Albright contraddice la Risoluzione 687, che stabilisce che le sanzioni saranno riviste ogni 60 giorni e levate del tutto una volta disarmato l'Iraq.

Bagdad presto ricomincia il suo ostruzionismo. Ufficiali Irakeni a giugno mettono in pericolo la sicurezza degli ispettori prendendo il controllo degli elicotteri UNSCOM mentre vengono aviotrasportati, e l'Iraq rende impraticabile l'accesso a molti luoghi. Il Consiglio di Sicurezza risponde il 21 giugno adottando la Risoluzione 1115 che condanna le azioni dell'Iraq. Per punire l'Iraq, la risoluzione sospende anche la solita revisione delle sanzioni del 60° giorno. L'Ambasciatore australiano Richard Butler diventa presidente esecutivo UNSCOM il 1° luglio 1, sostituendo l'Ambasciatore svedese Rolf Ekeus.

Un altro round della non cooperazione Irakena comincia a settembre, sottolineato dall'impedimento Irakeno ad ispezioni in ubicazioni descritte come "luoghi presidenziali." Il Consiglio di Sicurezza risponde il 23 ottobre con la Risoluzione 1134, che di nuovo chiede che l'Iraq cooperi con gli ispettori, ma la risoluzione è indebolita significativamente dal fatto che cinque membri del Consiglio di Sicurezza — in particolare Cina, Francia, e Russia — si astengono dal voto.

Giorni dopo l'Iraq, forse sostenuto dalla evidente frattura nel Consiglio di Sicurezza, annuncia di non volere più avere niente a che fare con gli ispettori Americani, ordina che lascino il paese, quindi blocca le squadre di ispezione che includono ispettori USA. In risposta, UNSCOM e IAEA ritirano la maggior parte dei loro ispettori, ed il Consiglio di Sicurezza intima all'Iraq il 12 novembre di ritirare la sua decisione e di astenersi dall'imporre condizioni sugli ispettori.

Gli Stati Uniti costruiscono forze militari nella regione e minacciano un'azione, ma la loro posizione aggressiva non è appoggiata dal Consiglio di Sicurezza. Temendo un possibile attacco degli Stati Uniti, la Russia negozia il ritorno di tutti gli ispettori in Iraq il 20 novembre. Nonostante il suo impegno a cooperare con gli ispettori, Bagdad informa l'UNSCOM a metà dicembre che i cosiddetti "luoghi presidenziali" restano off-limits per le ispezioni. Il Consiglio di Sicurezza replica che le dichiarazioni Irakene sono inaccettabili.

1998

Iraq continua a rendere impossibili le ispezioni ad otto ubicazioni che identifica come luoghi presidenziali e rifiuta altrove un'altra ispezione, adducendo che gli ispettori USA e britannici nella squadra sono troppi. A febbraio, dato che l'Iraq resta irremovibile nell'impedire visite ai luoghi presidenziali, continua ad essere organizzata nella regione una Forza militare guidata dagli Stati Uniti. Stati Uniti e Gran Bretagna rilasciano rapporti che dettagliano quale tipo di armi ed attrezzature loro credono che l'Iraq stia ancora nascondendo. Con la prospettiva di un'azione militare all'orizzonte, il Segretario generale ONU Kofi Annan si reca in Iraq e ottiene 1l 23 febbraio un accordo che reitera che gli ispettori avranno illimitato accesso in Iraq, ma che ci sono particolari procedure per ispezionare i luoghi presidenziali. Alla fine dello stesso mese, i membri del Consiglio di Sicurezza sono d'accordo ad aumentare la quantità di petrolio che l'Iraq può esportare un po’ più di 5.2 miliardi di $ ogni sei mesi.

Ispettori visitano i luoghi presidenziali in marzo ed aprile senza incidenti, e il Consiglio di Sicurezza pubblica una risoluzione in maggio che esprime la soddisfazione per la recente cooperazione dell'Iraq. Alcuni membri del Consiglio di Sicurezza vogliono che si dichiari ufficialmente l'Iraq disarmato delle sue armi nucleari e che si riducano le ispezioni IAEA, ma Stati Uniti e Gran Bretagna si oppongono, affermando che ci sono ancora domande senza risposta. Allo stesso tempo, UNSCOM afferma che ci sono stati piccoli progressi recenti nel risolvere le questioni in sospeso nell'area delle armi biologiche e chimiche, e nei missili.

A dispetto dell'Iraq e dei suoi sostenitori nel Consiglio di Sicurezza, IAEA dichiara alla fine di luglio che non può chiudere il file sul nucleare in Iraq, e il 29 luglio il Consiglio rifiuta una proposta russa per chiudere l'inchiesta sul programma nucleare dell'Iraq Alcuni giorni più tardi, il Presidente Esecutivo UNSCOM Richard Butler dice ad un rappresentante di massimo livello Irakeno che le ispezioni UNSCOM devono continuare ancora.

Il 5 Agosto l'Iraq annuncia che sta sospendendo la cooperazione con le ispezioni UNSCOM e IAEA. Il Consiglio di Sicurezza condanna la decisione dell'Iraq il giorno successivo ed un mese più tardi approva la Risoluzione 1194, intimando all'Iraq di riprendere la cooperazione con gli ispettori. La Risoluzione non brandisce un bastone, ma una carota, ammettendo la possibilità di una revisione complessiva dei progressi nel disarmo dell'Iraq - condizione che l'Iraq aveva esplicitamente posto per riammettere gli ispettori. Il 30 Ottobre il Consiglio di Sicurezza approva un piano per condurre la revisione, ma Bagdad dichiara il giorno successivo che oltre a non permettere ispezioni, non avrebbe nemmeno più permesso a UNSCOM e IAEA di condurre attività di monitoraggio meno intrusive intese a determinare l'adesione a lungo termine dell'Iraq alle sue obbligazioni di disarmo. Il Consiglio di Sicurezza condanna il gesto il 5 novembre, fra preparativi di Stati Uniti e Gran Bretagna di punire l'Iraq con attacchi militari.

Con un attacco imminente di Stati Uniti e Gran Bretagna, l'Iraq annuncia il 14 novembre che coopererà con gli ispettori. Comunque, la cooperazione di Bagdad è breve e IAEA ed UNSCOM ritirano il loro personale dall'Iraq il 16 dicembre, qualche ora prima che gli Stati Uniti ed il Regno Unito inizino tre giorni di attacchi aerei durante i quali Bagdad dichiara che le ispezioni sono finite. Gli attacchi sorprendono altri membri di Consiglio di Sicurezza, alcuni dei quali condannano l'azione.

1999

Tra notizie di rapporti e accuse agli Stati Uniti di usare le ispezioni UNSCOM per raccogliere informazioni per propri scopi, il Consiglio di Sicurezza autorizza una revisione della politica ONU verso l'Iraq, incluso lo status di disarmo dell'Iraq. Il panel incaricato del disarmo dell'Iraq riferisce alla fine di marzo che "il grosso dei programmi di armamento proibito Irakeni è stato eliminato," ma nota anche che ci sono "importanti elementi ancora da risolvere." Il panel ammette che giungere a certezza assoluta che l'Iraq abbia disarmato completamente è impossibile e raccomanda di concentrarsi sul chiarimento di alcuni importanti problemi chiave. Per realizzare questo obiettivo, il panel richiede un monitoraggio rinforzato e un sistema di verifica che deve essere, "semmai," più intrusivo di quello precedente. Il panel inoltre mette in guardia che più gli ispettori sono tenuti fuori dell'Iraq, più grande è il rischio che l'Iraq ricostituisca i suoi programmi.

Mesi di dibattito hanno luogo fra i membri di Consiglio di Sicurezza su come risolvere la situazione Irakena. Mentre gli Stati Uniti ed il Regno Unito insistono che Iraq disarmi completamente prima che le sanzioni economiche vengano levate, Cina, Francia e Russia sostengono che l'Iraq ha già adempiuto il grosso dei suoi impegni di disarmo e che le sanzioni economiche dovrebbe essere alleviate per spingere l'Iraq a completare le sue ultime obbligazioni. Per parte sua, l'Iraq insiste che le sanzioni economiche devono essere tolte prima che gli ispettori possono ritornare.

Il Consiglio di Sicurezza approva la Risoluzione 1284 il 17 dicembre, creando un successore ad UNSCOM, la Commissione ONU di Esame, Verifica e Ispezione (UNMOVIC). Cina, Francia, e Russia si astengono dal voto, rivelando che ancora esistono divisioni sull'Iraq tra i membri del Consiglio di Sicurezza. La decisione annulla il tetto sulla quantità di petrolio che l'Iraq può vendere nel programma "petrolio contro cibo", e ammette la possibilità che le sanzioni economiche possano essere sospese per periodi di 120 giorni se l'Iraq coopera con la nuova squadra ONU, alla quale deve essere dato accesso incondizionato e senza restrizioni. La risoluzione inoltre richiede che entro 60 giorni dalla loro entrata nell'Iraq, UNMOVIC e IAEA stendano un elenco dei rimanenti compiti chiave di disarmo, così che l'Iraq sappia precisamente quello che deve fare per aderire pienamente. L'Iraq respinge la Risoluzione 1284.

2000

Una squadra IAEA ritorna in Iraq a gennaio ma solamente per condurre un'ispezione regolare ad un sito nucleare Irakeno dichiarato. In quanto Stato firmatario del Trattato di Non Proliferazione nucleare (NPT), l'Iraq è obbligato a permettere agli ispettori IAEA di visitare i siti dichiarati ogni 14 mesi. IAEA chiarisce comunque che le ispezioni limitate NPT non sono sostitutive delle sue ispezioni intrusive degli anni passati e che non può dare assicurazioni che Bagdad non stia cercando clandestinamente armi nucleari.

Il Consiglio di Sicurezza resta diviso per tutto l'anno sulla riduzione delle sanzioni. Nonostante i disaccordi fra i membri di Consiglio di Sicurezza sul nuovo regime di ispezione, Hans Blix, che prima era a capo dell'IAEA, è nominato per dirigere l'UNMOVIC, con una vicenda controversa. Il Consiglio approva un piano di lavoro UNMOVIC, ma nessun ispettore UNMOVIC mette piede in Iraq, il quale ancora si oppone al ritorno degli ispettori.

2001

Cercando di rafforzare il regime di sanzioni all'Iraq, che è stato indebolito dato che illegalmente paesi e società comprano petrolio dall'Iraq e esportano beni proibiti nel paese, gli Stati Uniti ed il Regno Unito suggeriscono di rivedere le sanzioni per focalizzarle di più su beni di uso militare o duplici, e meno sulle transazioni civili. Lo scopo delle "sanzioni intelligenti" è quello di aiutare a difendere il regime di sanzioni economiche dalle accuse di provocare sofferenze umanitarie molto estese in Iraq. In ogni modo, altri membri di Consiglio di Sicurezza restano scettici e preferiscono un alleviamento più generale se non l'eliminazione delle sanzioni.

Il rovente dibattito dura fino al 29 novembre, quando tutti i membri del Consiglio di Sicurezza approvano la Risoluzione 1382, che stabilisce un Elenco Rivisto dei Beni, che è quindi adottato nel maggio 2002. L'elenco include articoli di uso potenzialmente militare, che devono ricevere l'approvazione dell'ONU prima che l'Iraq possa importarli; i beni ad uso civile sono esentati. Sotto le nuove sanzioni, UNMOVIC e IAEA faranno una rassegna di tutti contratti con l'Iraq proposti per cercare articoli inclusi sull'Elenco Rivisto dei Beni. Secondo il piano, gli articoli non sull'elenco ma senza usi militari saranno approvati, mentre articoli presenti nell'elenco andranno sottoposti al comitato sanzioni economiche per un’ulteriore revisione. Articoli che sarebbero probabilmente usati per scopi militari saranno negati.

2002

Nel suo Discorso sullo Stato dell'Unione di gennaio, il Presidente George W. Bush identifica l'Iraq come membro dello "asse del male," insieme all'Iran e alla Corea del Nord. Il discorso del Presidente è la prima di molte asserzioni di alti rappresentanti ufficiali degli Stati Uniti sui pericoli posti dall'Iraq, molti dei quali mettono in discussione il valore ultimo delle ispezioni alle armi e sostengono il rovesciamento di Saddam Hussein come l'unico modo di garantire che l’Iraq non svilupperà armi di distruzione di massa nel futuro.

Meno di due mesi dopo il discorso di Bush, rappresentanti ufficiali Irakeni si sono incontrati con il Segretario generale Annan e con il Presidente Esecutivo UNMOVIC Blix, per discutere di ispezioni agli armamenti, per la prima volta dal 1998. Rappresentanti ONU non sono riusciti ad ottenere il ritorno degli ispettori né a questa riunione né a due seguenti, succedutesi in maggio e luglio.

Tra crescenti ipotesi che gli USA stiano preparandosi ad invadere l'Iraq per cacciare Saddam Hussein, il 12 settembre il Presidente Bush fa un discorso alle Nazioni Unite per richiedere all'organizzazione di rafforzare le sue decisioni per disarmare l'Iraq. Bush fortemente afferma che, se le Nazioni Uniti non agiscono, lo faranno gli Stati Uniti. Messaggio questo che rappresentanti ufficiali degli Stati Uniti rendono più esplicito la settimana seguente.

Quattro giorni più tardi, Bagdad annuncia che permetterà il ritorno degli ispettori agli armamenti, "senza condizioni." Rappresentanti ONU e Irakeni si incontrano il 17 settembre per discutere le sistemazioni logistiche per il ritorno degli ispettori ed annunciare che gli accordi conclusivi saranno presi in una riunione fissata per la fine del mese. Gli Stati Uniti obiettano che non c'è niente di cui parlare ed avvertono che gli Irakeni stanno semplicemente prendendo tempo. L'amministrazione Bush continua a premere sul Consiglio di Sicurezza per approvare una nuova Risoluzione ONU che intimi all'Iraq di dare accesso incondizionato agli ispettori, autorizzando l'uso della forza se l'Iraq non dovesse acconsentire.

 

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