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Il crash di Borsa del 1929

Traduzione del testo della colonna del documentario sulla Crisi del '29 reperibile su Google Video (colonna originale in inglese): The Crash of 1929


[La maggior parte delle scene nel film sono vere. Alcune sono tratte da film di repertorio dell'epoca.]

ANNUNCIATORE: [1929] la tremenda folla che vedete fuori dalla Borsa è dovuta al più grande crash dei prezzi di mercato nella storia della Borsa di New York.

NARRATORE: 31 Dicembre, capodanno. Il crash e le sue conseguenze terribili sono ancora nel futuro. I leader finanziari celebrano dieci anni di prosperità e di ottimismo senza limiti. Pensavano che la festa sarebbe durata per sempre. La chiamarono "La Nuova Era",

1929. Tutte le speranze, le promesse e le illusioni degli anni venti finirono quell'anno.

John KENNETH GALBRAITH, Economista: Gli Stati Uniti sono afflitti da nuove ere. Non pensiamo nemmeno per un istante che l'illusione, l'aberrazione degli anni venti sia unica. È intima parte del carattere americano.

CRAIG MITCHELL, Figlio di Charles E. Mitchell: Lo spirito dell'epoca, penso, può essere ricordato dalla canzone - era il 1929, Blue Skyes?

RITA MITCHELL CUSHMAN, Figlia di Charles E. Mitchell: Negli anni venti, sì, 28, 29.

MITCHELL: Come faceva?

Sig.ra CUSHMAN: Sorridendomi ...

MITCHELL: Sì. Nient'altro vedo se non cieli azzurri. Sì.

Sig.ra CUSHMAN: ... Mai dire il sole che splende così brillante, Mai dire che tutto va così bene. I giorni grigi se ne sono andati, nient'altro che cieli blu d'ora in poi.

Questo era l'umore dei tempi. Voglio dire, tutti credevano che tutto sarebbe stato magnifico per sempre, per sempre. C'era un sentimento di ottimismo nell'aria che oggi non si può descrivere.

Sig.ra MITCHELL: Tutti sembrava avessero interesse in Borsa. Certo, il lustrascarpe, il sarto, il droghiere, possedevano qualche genere di azioni.

NARRATORE: Era la prima volta che molti americani medi avevano cominciato ad investire in Borsa. Le azioni delle società venivano comprate e vendute qui alla Borsa di New York. Le azioni non hanno un preciso valore. Come nelle vendite all'asta, se l'azione è richiesta, il suo prezzo sale. Nessuna richiesta ed il prezzo va giù. Da pressoché otto interi anni, le quotazioni delle azioni non facevano che salire. Nel 1929 sembrava non ci fossero limiti in questo mondo di carta, di numeri e di sogni.

Michael NESBITT, Nipote di Michael J. Meehan: Era uno spazio sconfinato di opportunità dove qualcuno come mio nonno poteva entrare e fare fortuna. Molte persone guadagnarono così tanti soldi nel mercato che negli ultimi anni venti sembrava che non si potesse sbagliare a comperare azioni delle società americane.

NARRATORE: Ecco un modo tutto nuovo di fare fortuna. Diversamente dai Carnegie ed i Rockefeller dei decenni precedenti, che costruirono fonderie di acciaio e scavarono pozzi di petrolio, uomini come Michael Meehan, Jesse Livermore e Charles Mitchell avevano accumulato le loro fortune comprando e vendendo azioni, pezzi di carta. Il pubblico fu affascinato. Banchieri, mediatori e speculatori erano diventati delle celebrità e vivevano come re.

Sig.ra CUSHMAN: Posso a malapena credere che una famiglia vivesse in una casa di quel genere. Voglio dire, oggi sarebbe quasi incredibile. Sei piani e queste grandi grandi stanze.

MITCHELL: Enorme. Le abbiamo contate l'altro giorno. Avevamo 16 domestici che vivevano con noi in questa casa -

Sig.ra CUSHMAN: Senza contare gli autisti e gli altri.

MITCHELL: – senza contare gli autisti, sì, e senza contare tutti i domestici che avevamo nella casa di Tuxedo Park ed in quella di Southampton. Ma quei giorni sono andati per sempre.

Sig.ra CUSHMAN: Direi.

MITCHELL: Ma noi non pensavamo fosse così grandiosa perché praticamente tutti quelli che conoscevamo sembravano vivere nello stesso modo.

PATRICIA LIVERMORE, Nuora di Jesse Livermore: Jesse Livermore aveva un telegrafo a nastro di carta(1) in ogni casa che possedeva. Avevano una bella casa nella 76a Strada a Manhattan, sul lato ovest di Central Park.

Possedevano un piano all'813 della Fifth Avenue perché a Dorothy non piaceva andare nel West Side per cambiarsi d'abito. Quindi avevano una casa a Great Neck, una casa d'estate a Lake Placid, una casa a Palm Beach. Avevano carrozze ferroviarie private, due yacht. Oh, se la spassavano, veramente.

NARRATORE: Pochi americani vissero come Jesse Livermore, ma c'era un'aspettativa nascente che ognuno potesse avere un po' di questa prosperità. Durante la campagna presidenziale del 1928, il candidato Herbert Hoover fece questa promessa straordinaria.

HERBERT HOOVER: [campagna presidenziale 1928] Dando la possibilità di proseguire le politiche degli ultimi otto anni, noi potremo presto, con l'aiuto di Dio, scorgere il giorno in cui la povertà sarà bandita da questa nazione.

Robert SOBEL, Storico: C'era grande speranza. L'America era uscita dalla Guerra mondiale con l'economia intatta. Eravamo l'unico paese forte nel mondo. Il dollaro era il re. Avevamo un presidente molto popolare a metà del decennio, Calvin Coolidge, ed uno perfino più popolare eletto nel 1928, Herbert Hoover. Quindi le cose sembravano andare abbastanza bene.

NARRATORE: L'economia stava cambiando in questa nuova America. Era l'alba della rivoluzione dei consumi. Nuove invenzioni, il mercato di massa, le fabbriche che producevano prodotti sorprendenti come le radio, il rayon, i condizionatori d'aria, il deodorante ascellare.

SOBEL: E' l'epoca durante la quale le famiglie americane scoprono le lavatrici, il frigorifero, finisce l'illuminazione a gas e inizia quella elettrica in molte città. E' l'epoca durante la quale si compravano tappi da inserire nelle prese sulle pareti in modo che l'elettricità non gocciolasse sul pavimento. "Cosa si inventeranno ancora", era il modo di dire degli anni 20, perché cose nuove stavano uscendo continuamente ed erano cose nuove per tutti, non solo per pochi.

NARRATORE: Una delle invenzioni più meravigliose dell'epoca fu il credito al consumatore. Prima del 1920 il lavoratore medio non poteva prendere soldi in prestito. Nel 1929, "compra adesso, paghi dopo" era diventato un modo di vivere.

SOBEL: Ci sono stati cambiamenti, molti cambiamenti nel modo in cui si vedeva il mondo e tutti erano ottimisti. Estrapola la curva e cosa hai? Prosperità permanente. Questo era quello che si percepiva negli ultimi anni '20. "Siamo nell'era della prosperità permanente."

NARRATORE: Fu accreditata Wall Street per questa prosperità, e Wall Street era dominata da un piccolo gruppo di uomini ricchi. Raramente nella storia di questa nazione così tanto bruto potere è stato concentrato nelle mani di alcuni uomini d'affari, uomini come William C. Durant.

ARISTO SCROBOGNA, Segretario di William C. Durant: È quasi impossibile rendersi conto del potere e del significato dell'uomo. A Flint – quando Durant andava a Flint di quando in quando, si diceva, "Durant è in città." Solo questo, sapete, "Durant è in città." Lui era più importante di ogni cosa.

NARRATORE: Prima, nel corso del secolo, Durant aveva fondato la General Motors. Ora guadagnava soldi a Wall Street. Appoggiato da industriali automobilistici del Midwest, controllava così tanti soldi che lui poteva con la mano sinistra pilotare il prezzo di una azione e poi venderla, raccogliendo enormi profitti.

SCROBOGNA: Lui era proprio all'apoteosi, al massimo del suo potere. Gestiva – secondo voci dell'epoca, secondo quanto si diceva – qualcosa tra due e cinque miliardi di dollari, che erano allora una cifra favolosa – il mercato si riempì di tori e lui era il toro dei tori.

NARRATORE: Durant arrivò a Wall Street come uno del titani dell'industria. Jesse Livermore, la cui fortuna fu valutata a più di 100 milioni di dollari, non aveva fatto altro nella sua vita se non giocare sul mercato.

SOBEL: Tutto quello che Jesse Livermore tocca diventa oro, sembrava. Tutto quello che doveva fare era premere un bottone ed un'azione sarebbe salita di dieci punti. E questo voleva dire, ovviamente, che Jesse Livermore avrebbe guadagnato molti soldi. Così l'americano medio si diceva, "Ehi, se solamente sapessi cosa sta facendo, potrei guadagnare soldi anche io. Come entrare tra i cervelloni di Jesse Livermore? "

NARRATORE: Livermore era uno speculatore puro e semplice. Non si è mai occupato dello stato di un'azienda. Non si è mai curato se facesse profitti o pagasse dividendi. Per lui, la Borsa era un gioco astratto di numeri.

Sig.ra LIVERMORE: I soldi non erano affatto un fine per quest'uomo. I soldi erano per lui una cosa molto marginale, quanto piuttosto vincere le avversità, vincere ad un gioco. Quello era il suo obiettivo. Era un uomo di numeri. Visse di numeri, fu spinto dai numeri. Entrò in città grazie ai numeri. Tutto era fatto di numeri. Quando usciva di casa la mattina, non usciva alle 8:10, usciva alle 8:07. Tutti i poliziotti sapevano, per via dell'ora, che sarebbe arrivato nella Quinta Avenue, diciamo, alle 8:37. I semafori erano azionati a mano, ovviamente, c'erano poliziotti alle scatole di comando. Nel momento in cui vedevano arrivare la la sua macchina, le luci diventavano verdi. Non si è mai fermato per un semaforo rosso.

NARRATORE: Il successo di grandi speculatori come Livermore e Durant attrassero investitori più piccoli a Wall Street, ma fu Charles Mitchell, presidente della National City Bank, ad inventarsi l'idea di introdurre sul mercato di massa del pubblico generico azioni ed obbligazioni. Fu un'idea totalmente nuova ed ebbe un successo enorme.

MITCHELL: La banca, prima che il padre fosse eletto presidente nel 1921, faceva affari principalmente con le grandi società per azioni. Fu il padre ad indirizzare la banca, per la prima volta, nella direzione dell'uomo piccolo e --

Sig.ra CUSHMAN: Non dire uomo piccolo. Era l'uomo medio.

MITCHELL: Bene, uomo medio, d'accordo. Quanti anni aveva allora? Trentotto anni. E la National City Company aveva quattro uffici. E dopo tre anni, erano diventati 50 uffici, e nel 1929, era diventato il più grande distributore di security(2) nel mondo.

NARRATORE: Anche nel momento di maggiore frenesia speculativa, soltanto una piccola parte di americani investì veramente in azioni, ma il mercato era entrato nella cultura popolare. Wall Street divenne Main Street. Tutti parlavano di azioni. Leggere i nastri di carta(3) divenne uno sport nazionale. I periodici popolari si occupavano di notizie finanziarie. Dozzine di best-seller promettevano agli investitori di fornire notizie riservate. I personaggi nei fumetti popolari “Gasoline Alley”(4) investivano in una società chiamata "Rubber Keyhole."(5) Si davano dappertutto consigli sulle azioni. Alcuni investitori seguivano i consigli di Evangeline Adams, un'astrologa.

MANLY P. HALL, fondatore della Philosophical Research Society: Lei sapeva calcolare le variazioni della Borsa così precisamente che non c'era praticamente differenza con la lettura di un bollettino. Fra i clienti più interessanti c'erano Charles Chaplin, Mary Pickford e J. Pierpont Morgan.

NARRATORE: A febbraio, Evangeline Adams consultò gli astri e predisse un aumento drammatico delle quotazioni delle azioni nei mesi successivi. La Borsa, una volta considerata un luogo dove era estremamente rischioso mettere i propri soldi, ora stava cominciando ad attirare un intero nuovo gruppo di speculatori dilettanti. Fra i nuovi giocatori c'era un certo Julius Marx. Tutti lo conoscono col suo nome d'arte, Groucho.

Arthur Marx, figlio di Groucho Marx: Ma loro erano poveri e capitò a mio padre perché era parsimonioso ed era sempre preoccupato per il futuro e per cosa gli sarebbe successo quando nessuno lo avesse più voluto come attore. Quindi lui risparmiava sempre, spegneva le luci e chiudeva l'acqua in casa anche dopo essere arrivato ad Hollywood quando guadagnava molti soldi.

NARRATORE: Tra i fratelli Marx, Groucho era il più prudente in materia finanziaria. Nel 1929 prese i risparmi di tutta la vita e li mise in una cosa sicura, la Borsa.

Marx: Stava sempre al telefono con gli agenti di Borsa cercando i suggerimenti giusti e voleva sapere come andavano le azioni, cosa stava succedendo. E quando non stava al telefono, mi portava a Great Neck, che era a quei tempi un paesino ma dove c'era un agente di cambio chiamato Newman Brothers & Worms e tutte le persone che stavano investendo nel mercato, stavano seduti come in un piccolo teatro osservando la ricevente telegrafica che tirava fuori il suo nastro .

NARRATORE: Groucho, insieme ad un numero da record di piccoli investitori, prendeva in prestito soldi per comprare azioni. Si chiamava "acquirente a credito." Serviva solo meno del dieci per cento. Con solo 1.000 dollari si potevano comperare 10.000 dollari di azioni. Improvvisamente, uno stava nella stessa squadra dei grandi giocatori, o almeno così sembrava. Ma la Borsa non era un campo di gioco equo.

Sig.ra LIVERMORE: Negli anni venti, una delle grandi caratteristiche della Borsa era il fatto che non era controllata e gli operatori potevano fare molte cose che oggi non sono permesse.

NARRATORE: Una delle tattiche più comuni era manipolare il prezzo di una particolare azione, un'azione come Radio Corporation of America .

NESBITT: LA RCA era, negli anni venti, quello che era Xerox negli anni sessanta, azioni in grande crescita. Le azioni andarono da – non ricordo i numeri esatti - ma da qualche cosa come 20 fino a 400, con molti split e resero molto ricche molte persone, incluso mio nonno. Era una delle azioni che sono state manipolate da un fondo comune.

NARRATORE: Gli investitori ricchi mettevano i loro soldi in un fondo comune con un accordo segreto per comprare un'azione, far gonfiare il prezzo per poi venderle ad un pubblico ingenuo. La maggior parte delle azioni negli anni venti furono manipolate da insider come lo specialista della RCA Michael Meehan.

NESBITT: Allora tutto questo era legale ed era una pratica piuttosto comune per un gruppo di persone di Wall Street mettere mano a delle azioni. E avrebbero prima acquisito posizioni nelle azioni e poi avrebbero provveduto a fare buona stampa sulle azioni, molta pubblicità.

SOBEL: Direi che praticamente tutti i giornali finanziari erano disponibili. Inclusi i reporter di The Wall Street Journal, The New York Times, The Herald-Tribune, tanto per dire. Quindi un operatore di un fondo comune poteva chiamare un suo amico al Times e dire, "Guarda, Charlie, c'è qui una busta che t'aspetta e noi pensiamo che forse dovresti scrivere qualcosa di carino sulla RCA." E Charlie avrebbe scritto qualcosa di carino sulla RCA. Un uomo della pubblicità chiamato A. Newton Plummer ha staccato assegni per praticamente tutti i giornalisti importanti di New York.

NESBITT: Poi avrebbero cominciato - si chiamava "dipingere il nastro" – a fare sembrare che le azioni ribollivano. Avrebbero cominciato a vendersi reciprocamente e chi leggeva queste grandi notizie di stampa sulla RCA diceva, "Oh, guarda, stanno accaparrandosi le azioni”.

SOBEL: Ora, se ci sono loro dietro, uno voleva unirsi a loro, e così andava a comperare anche lui le azioni. Ora, quel che succede è che le azioni vanno da 10 a 15 a 20 ed ora, è a 20 che uno comincia a comprare, altri cominciano a comprare a 30, 40. Il gruppo originale, il fondo comune, ha già smesso di comperare. Sta vendendo le azioni. Ora sono a 50 e loro sono completamente usciti. E quel che succede, ovviamente, è il crollo delle azioni.

NARRATORE: I'8 marzo 1929, Michael Meehan cominciò uno dei fondi comuni più riusciti di Wall Street. Dall'8 al 17, Meehan e il fondo comune spinsero in su il valore della RCA di circa il 50 percento. Il 18 Marzo vendettero, e si divisero i profitti. In soldi di oggi, accumularono 100 milioni di dollari con il lavoro di una settimana.

NESBITT: I fondi comuni erano un po' come il gioco del cerino. Quando il gioco si ferma, qualcuno ha le azioni ed è quello che perde.

NARRATORE: I piccoli investitori che perdevano, sarebbero proprio loro ritornati presto. Sapevano che il gioco era truccato, ma la prossimo volta, sarebbero forse riusciti a colpire loro il sistema. Wall Street aveva i suoi critici, fra loro l'economista Roger Babson. Mise in dubbio la rapida espansione e fu accusato di mancanza di patriottismo, in breve di sottovalutare l'America.

GALBRAITH: Roger Babson avvertì della speculazione e disse, "Ci sarà un grave crash e le conseguenze saranno piuttosto terribili." E tutti saltarono addosso a Babson da tutte le parti per avere detto quella cosa, così che le persone che ci tenevano alla propria reputazione personale e non volevano tirarsi addosso delle contumelie se ne stettero zitte.

NARRATORE: Il gangster Al Capone non era un uomo cauto. Dalla sua sede centrale di Chicago, condannò la speculazione selvaggia a Wall Street. "È una racket", disse, "Quelli della Borsa imbrogliano." Capone investì i suoi soldi in un contrabbando di alcolici da 100 milioni di dollari. Gli affari andarono bene. Il giorno di San Valentino, 1929, aveva appena eliminato la concorrenza.

4 Marzo, giorno dell'Inaugurazione. Il Presidente Repubblicano Calvin Coolidge aveva basato la sua amministrazione sulla credenza che gli affari erano la base della prosperità dell'America. Il Governo non doveva interferire. Herbert Hoover aveva vinto a valanga promettendo di continuare la tradizione.

GALBRAITH: Erano tempi nella nostra storia in cui i governi non si prendevano, come ora, nessuna responsabilità per l'economia. Sorvegliavano, ma il livello dell'attività economica ed il livello della crescita economica e la stabilità di prezzi non erano ancora la preoccupazione quotidiana del presidente. E quello che faceva Coolidge era dire che tempi meravigliosi fossero, quanto felici sarebbero stati tutti e quanto prosperi. E la responsabilità di Hoover era perpetuare quell'ottimismo.

NARRATORE: Gli statisti andavano e venivano, ma negli anni venti, l'uomo d'affari era il re. New York aveva un piccolo e vivace, corrotto e largamente popolare sindaco, Jimmy Walker, ma dietro le quinte c'erano leader finanziari e potenti come Charles Mitchell.

MITCHELL: Jimmy Walker era alto, grosso e fantasioso in materia di finanza cittadina. Un giorno mio padre chiamò il Sindaco Walker da lui e c'erano alcuni banchieri con lui. Il Sindaco Walker fu messo sulla griglia in biblioteca, con i banchieri che gli leggevano il “riot act” per tentare di instillargli un po' di responsabilità sul bilancio. E dopo la riunione, qualcuno mi indicò nella biblioteca la sedia nella quale il sindaco era stato seduto e sulla quale era stato così nervoso – una di quelle sedie Luigi XIV con tutte quelle piccole --

Sig.ra CUSHMAN: Luigi XV.

MITCHELL: sedie Luigi XV con tutte quelle piccole borchie di ottone.

Sig.ra CUSHMAN: Sì.

MITCHELL: E lui aveva estratto quasi tutte le borchie di ottone – giacevano sul pavimento – da quanto era nervoso.

NARRATORE: Anche la Borsa aveva avuto una seria crisi di nervi. Venerdì 22 marzo, tutti gli occhi erano puntati su quell'augusto corpo governativo a Washington, il Federal Reserve Board. Il Board diffidava della rapida espansione. Consideravano la speculazione come imprudente e pericolosa perché basata sempre più sulle fondamenta pencolanti dei soldi presi in prestito, il credito. Il Board aveva il potere di tenere a freno il credito, il mercato era ora dipendente dai soldi presi a prestito. Senza “credito” sarebbe crollato. Il Board si riunì un giorno dopo l'altro. Avrebbe richiesto la regolamentazione della Borsa? Non ci furono dichiarazioni pubbliche. Il loro silenzio stava terrorizzando tutti.

Lunedì 21 marzo gli investitori cominciarono a vendere. Le “Blue chips”(6) affondarono. Martedì un'altra onda di vendite spazzò il mercato. Quelli che possedevano azioni a credito furono colpiti duramente. Ci avevano messo solo il dieci per cento, ma il valore delle azioni scese di più del 10 per cento, così i loro pagamenti erano andati. Per tenere le azioni, avrebbero dovuto mettere altri soldi. Il 26 Marzo milioni di investitori si trovarono improvvisamente in un mare di guai.

SOBEL: L'agente l'avrebbe chiamato per dirle, "Servono altri soldi. Lei è a secco." Se non poteva metterci altri soldi, le avrebbero venduto le azioni. Ora, avrebbero venduto le azioni, cosa che avrebbe portato le quotazioni a 86 o 85, cosa che avrebbe scatenato altre richieste sui crediti. Quindi una richiesta sul credito provocava ulteriori richieste, e tutto andava giù.

NARRATORE: Con tutti che cercavano di prendere a prestito soldi per coprire il valore calante delle azioni, ci fu un'esplosione del credito. Le percentuali di interesse volarono in alto. Al 20 per cento, poche persone potevano permettersi di prendere in prestito altri soldi. La rapida espansione stava quasi per crollare come un castello di carte.

Charlie Mitchell inorridiva. Il suo successo, tutta la sua carriera, la sua fortuna personale erano basati su di un mercato crescente. Se nessuno altro fermava il crash, lo avrebbe fatto Charles Mitchell.

MITCHELL: Mio padre, a quel punto, si mosse ed annunciò che la National City Bank avrebbe offerto 25 milioni di dollari di credito, cosa ottima e molto necessaria, ma lui aggiunse le fatali parole, "comunque la pensi il Federal Reserve Board." E il Senatore Carter Glass, che era stato una specie di padre del Federal Reserve Act del 1913, lo prese come un ceffone diretto sulla faccia. Ma indipendentemente da cosa il Senatore Carter Glass abbia pensato, immediatamente la crisi del credito fu alleviata. Infatti, nelle successive 24 ore, il tasso di interesse andò dal 20 all'8 percento e questo fermò il panico, allora, a marzo.

NARRATORE: Il giorno successivo, il mercato si riprese. Il Federal Reserve Board rimase silenzioso, accettando tacitamente la sconfitta. L'eroe del giorno era Charles Mitchell. Aveva fermato il crash del '29 con la mano sinistra. Con l'inizio della stagione di baseball, la gente dimenticò rapidamente la crisi del mercato.

Eventi nuovi riempirono i giornali. C'era una crisi in Nicaragua, dove l'eroe nazionalista Augusto Sandino stava minacciando i marine americani; la tragedia nel Mandato britannico in Palestina con ebrei ed arabi che si scontravano sul controllo dei luoghi santi a Gerusalemme. Ed in Antartide, il Comandante Byrd era al suo campo base, la Piccola America, aspettando un'interruzione nel maltempo. Il suo volo elaboratamente progettato sul Polo sud era ancora in mezzo ai ghiacci.

Iniziarono le telecronache. In parole vive, si potevano seguire ora gli importanti eventi del giorno.

DONNA: [Telecronaca] La più importante notizie del giorno non è il trattato Navale, e neppure il Proibizionismo, ma il ritorno del naturale ritmo della vita.

Sig.ra LIVERMORE: Dorothy Livermore era una tipica ragazza. Lei incarna gli anni venti. Faceva quasi tutto per impulso. Possedeva dei pezzi di mobilia del 18° secolo che erano senza prezzo, ma la casa era semplice ed i pavimenti non erano in piano. Ma alla Sig.ra Livermore non piaceva spendere soldi, così invece di mettere un rialzo sotto, lei risolse semplicemente il problema facendo tagliare le zampe dei mobili per adattarsi ai pavimenti inclinati, così che le parti superiori dei mobili erano a livello, ma ovviamente le gambe erano su piani diversi. E questa era la sua soluzione tipica. Finché di sopra stava in piano, tutto andava bene.

NARRATORE: Non tutto andava bene quella primavera per l'economia americana. C'erano malaugurati segni di guai. La produzione di acciaio stava declinando. L'industria delle costruzione era fiacca. Le vendite di auto rallentavano. Era più difficile trovare acquirenti. Ed a causa del credito facile, molte persone erano profondamente indebitate. Grandi parti della popolazione erano povere e diventavano sempre più povere.

Proprio come Wall Street aveva riflesso una solida crescita nell'economia per la maggior parte degli anni venti, ora sembrava che il mercato dovesse riflettere il rallentamento economico. Invece, salì ad altezze da record. Le quotazioni delle azioni non avevano più niente a che fare con i profitti delle società, con l'economia o altro. La rapida espansione speculativa aveva acquisito vita propria.

GALBRAITH: Era questo tipo di illusione di massa. I prezzi salivano, le persone compravano. Questo spinse i prezzi sempre più in su, attraendo sempre più persone. Ed infine il processo divenne auto-alimentante. Ogni aumento attrae più persone convinte del loro diritto assicurato da Dio a diventare ricchi.

NARRATORE: Gli anni venti sono stati dieci anni di ogni genere di modo di fare soldi velocemente. Tre anni prima, tutti comperavano beni immobili in Florida. Con i prezzi del terreno saliti alle stelle, molte persone saltarono dentro, sperando di fare il colpo. La rapida espansione in una notte scoppiò e gli investitori persero tutto.

GROUCHO MARX: ["The Cocoanuts(7)"] La Florida, gente. Luce del sole, luce del sole. Luce del sole perpetua per quasi tutto l'anno. Comincio la vendita all'asta prima che arrivi un tornado. Bene così. Avanti tutti.

NARRATORE: In maggio, i fratelli Marx sono davanti alle cineprese col loro primo film, “Cocoanuts”. Il soggetto? Il boom dei terreni in Florida. Nel 1929, la grulleria di quegli ingenui speculatori era qualcosa su cui ridere.

GROUCHO MARX: Ottocento residenze meravigliose saranno costruite proprio qui.

Perché, vengono su bene, al meglio. Potete avere qualsiasi tipo di casa vogliate. Potete avere anche dello stucco. Oh certo, potete avere lo stucco. E' il momento di comperare mentre c'è questa rapida espansione. Ricordate il vecchio detto, "Un nuovo boom si espande bene." E non dimenticate la garanzia.

NARRATORE: Groucho Marx appena girato un film con queste scene sarebbe poi corso dal suo agente per investire più risparmi sul fiorente mercato, a credito, ovviamente.

Marx: Max Gordon, un produttore di Broadway, era anche lui pesantemente nel mercato e non poteva credere che il mercato sarebbe sempre salito. E disse a mio padre, "Da quanto tempo c'è questa crescita, Groucho? " E mio padre rispose, "non lo so, ma il mio agente a Great Neck mi dice che è perché c'è un mercato mondiale per i prodotti americani che non calerà mai, che il mercato continuerà ancora a salire".

NARRATORE: Maggio 1929. Le quotazioni delle azioni stavano salendo. Con così tanti soldi da fare, molte persone prendevano soldi in prestito come mai prima per comperare azioni. Un leader del mercato come William Durant, lungi dall'essere preoccupato, era estatico. Durante la sua visita annuale in Europa, annunciò che tutto sarebbe andato bene finché tutti avessero continuato a credere. "Fiducia - non mezza fiducia, ma fiducia al 100 per cento - è questa la vera base della nostra prosperità."

L'astrologa Evangeline Adams ora pubblicava un bollettino d'informazione. I suoi 100.000 abbonati impararono come lo Zodiaco poteva influenzare i prezzi delle azioni. Il suo consiglio per l'estate successiva: comperare.

BEN KAROL, Ragazzo che consegna giornali, 1929: Pensavano sarebbe stata una corsa senza fine, solo andare avanti ogni giorno, facendo più soldi e contando sui loro profitti di carta. E vendevano e compravano e compravano e vendevano, e stavano diventando grandi.

TOM McCORMICK, Impiegato delle vendite di azioni, 1929: “Oddio, andavo a comperare del lucido da scarpe e loro mi chiedevano, 'Come va il mercato?' Andavo dal barbiere per tagliarmi i capelli, 'Come va il mercato? Tutti erano nel mercato".

SOBEL: C'erano persone che cercavano un solo colpo fortunato, persone che speravano solo di colpire giusto, sapete. Uno prende un fucile e lo punta contro l'oceano e spera di colpire un pesce.

NARRATORE: Insieme al mercato, quell'estate volarono in alto anche le temperature. Ci fu un'ondata record di calore e un record di tre mesi in Borsa. Alcune azioni raddoppiarono di valore. A giugno, l'indice di Borsa del New York Times salì di 52 punti. A luglio, di altri 25.

Nel mezzo dell'estate, il Graf Zeppelin stava completando il suo primo viaggio confortevole in tutto il mondo. I fratelli Marx aveva finito di girare il loro film, “Cocoanuts”. Il Comandante Byrd era ancora nel suo campo base vicino al Polo Sud. Anche lui aveva soldi nel mercato e si connetté via radio col suo agente per le ultime quotazioni. A Cleveland, George Herman Ruth colpì la sua 500a casa base e alla radio stavano dando l'ultimo motivo di successo, I'm in the Market for You(8). Il 17 Agosto la società di intermediazione di Michael Meehan lanciò un nuovo servizio.

NESBITT: Una delle innovazioni di mio nonno consistette nel mettere sportelli di agenti di Borsa sulle navi di linea oceaniche - il primo fu sul Berengaria - e questo permetteva - qualunque cosa succedesse durante i sei o sette giorni di viaggio per l'Europa - se uno era così tossicodipendente dalla Borsa da non potersi astenere per quel periodo, poteva andare nell'ufficio ed emettere un ordine per comprare o vendere 100 azioni General Motors o General Electric o qualsiasi altra cosa. E loro avrebbero radiotrasmesso l'ordine a New York. Era una cosa molto moderna per i tempi. C'era gente ricca sulle navi di linea transatlantiche e gli si dava qualcosa da fare.

NARRATORE: In mare e in terra, sembrava tutti stessero guadagnando soldi. Era una corsa precipitosa a comprare. E importanti speculatori come John Jacob Rascob spinse questa frenesia. Disse ai lettori del The Ladies' Home Journal(9) che tutti potevano diventare ricchi.

2 Settembre, il Labor Day. Fu il giorno più caldo dell'anno. I mercati erano chiusi e la gente in spiaggia. Un reporter intervistò l'astrologa Evangeline per chiedere del futuro delle quotazioni delle azioni. La sua risposta: il Dow Jones potrebbe scalare il cielo. Il giorno successivo, 3 settembre, la Borsa raggiunse il suo punto più alto.

KAROL: Mio padre ed io avevamo una discussione in corso sulla Borsa. Dicevo, "Diamine, tutti stanno diventando ricchi salvo te. Sai, lavori così sodo e non farai un nichelino. Tutto quel che fai è continuare a consegnare i giornali e quello è tutto. Il ragazzo che lucida le scarpe è in Borsa, il commesso degli alimentari è in Borsa, l'insegnante di scuola è in Borsa. Il cassiere di banca è in Borsa. Tutti stanno in Borsa. Tu sei l'unico a non stare in Borsa". E lui stava seduto e rideva e diceva, "Vedrai. Vedrai. Vedrai."

NARRATORE: 5 Settembre, l'economista Roger Babson fa un discorso ad un gruppo di uomini d'affari. "Prima o poi il crash arriverà e potrebbe essere terrificante." Diceva le stesse cose da due anni, ma ora, per qualche motivo, gli investitori lo stavano ascoltando. Il mercato conobbe un serio ribasso. Lo chiamarono la ”Interruzione di Babson”. Il giorno successivo i prezzi si stabilizzarono, ma diversi giorni dopo cominciarono ad andare alla deriva al ribasso. Sebbene gli investitori non avessero nessun modo di saperlo, il crollo era già cominciato.

Nelle settimane seguenti il mercato continuò a fluttuare selvaggiamente in alto e in basso. Il 12 Settembre le quotazioni scesero del dieci per cento. Scesero ancora profondamente il 20. Le Borse in tutto il mondo stavano anche loro precipitando. Poi, il 25 settembre, il mercato improvvisamente si risollevò.

REUBEN L. CAIN, venditore di azioni, 1929: Ricordo bene che pensai, "perché sta succedendo tutto questo? " E poi pensai, "Bene, io sono nuovo di qui e queste persone" - come ogni giorno nei giornali Charles Mitchell aveva qualche cosa da dire, la gente di J.P. Morgan aveva qualcosa da dire su come le cose andassero bene - ed io pensai, “loro conoscono molto meglio di me questo mercato. Io sono abbastanza nuovo di qui ed veramente non posso capire perché stia salendo.” Ma poi, quando loro dicono non può andare giù o se va giù oggi, risalirà domani, pensavo, “Bene, loro sono veramente come Dio. Loro sanno tutto e deve essere veramente questo il modo in cui vanno le cose, dato che loro dicono così."

NARRATORE: Come il mercato si fece agitato, i leader finanziari erano ottimisti come sempre, se non di più. Solo cinque giorni prima del crash, Thomas Lamont, agendo come un capo della Morgan Bank estremamente prudente, scrisse una lettera al Presidente Hoover. "Il futuro appare brillante. Le nostre security sono le più desiderabili del mondo." Charles Mitchell assicurò gli investitori nervosi che le cose non erano mai andate meglio.

MITCHELL: Praticamente tutti i leader nel mondo degli affari o banchieri in America, per quasi tutto il 1929, andavano dicendo quanto meravigliose fossero le cose e che l'economia aveva solamente un modo di andare, ed era all'insù.

Sig.ra CUSHMAN: Sfortunatamente, non avevano una sfera di cristallo per predire il futuro.

SOBEL: C'è un vecchio detto su Wall Street che le due più importanti emozioni sono la paura e l'avidità e che si passa dalla paura all'avidità in una frazione di secondo. Così, quando uno è molto, molto avido si dice, "voglio guadagnare di più." Poi, il mercato scende di dieci punti e uno si spaventa.

"Voglio conservare quello che ho", e così uno vende tutto. Ed è questo il panico. Quindi si può essere colti dal panico in salita – gente che si precipita per entrare prima che il treno si fermi - ed un panico in discesa, quando si tenta di scendere dal treno prima che venga colpito dal disastro.

NARRATORE: Lunedì 21 ottobre. Hoover, insieme ai politici e ai leader finanziari del paese arriva a Dearborn, Michigan, per celebrare il 50° anniversario dell'invenzione di Edison della lampadina. L'ospite è Henry Ford. Al paese viene ricordato che in solo 50 anni uomini come Ford, Durant ed Edison avevano trasformato l'America da una potenza media nel gigante industriale del mondo. E mentre celebravano, il loro mondo stava cominciando a precipitare.

GALBRAITH: Successe un mercoledì, il 23 ottobre, quando il mercato era un po' fiacco, debole. E se sia stato questo a provocare l'esplosione del pessimismo, nessuno lo sa. Certamente spinse molte persone a pensare che dovevano uscire. E così, giovedì 24 ottobre - il primo giovedì nero - il mercato, cominciando dalla mattina, fece un tonfo terrificante.

MITCHELL: Il mercato aprì in caduta libera e c'era gente che non riceveva neanche un'offerta per le azioni ed il panico fu selvaggio. Una folla cupa si radunò fuori della Borsa si disse facendo strani e minacciosi rumori. Fu sul serio uno dei giorni peggiori che si siano mai visti.

NARRATORE: C'era un barlume di speranza il giovedì Nero. Proprio davanti alla Borsa di New York c'era un edificio basso e grandioso, la House of Morgan. Ventidue anni prima, J. Pierpont Morgan aveva arrestato il panico del 1907. Il 24 Ottobre, in pieno mezzogiorno. Tutti gli occhi ora erano puntati sulla testa che agisce, Thomas W. Lamont.

Edward LAMONT, Nipote di Thomas W. Lamont: Tom Lamont chiamò un certo numero di altri banchieri, come Charles Mitchell della National City Bank e gente della Bankers Trust e J. Albert Wiggin della Chase Bank e così via – c'erano una mezza dozzina di loro - e si riunirono per discutere quello che avrebbero potuto fare per arginare questo impulso furioso e tremendo di vendere azioni in Borsa e che stava realmente succedendo.

MITCHELL: circa alle 12:30 ci fu un annuncio che questo gruppo di banchieri avrebbe reso disponibile una somma molto sostanziosa per alleviare la durezza del debito e sostenere il mercato. E subito dopo Dick Whitney fece la sua famosa passeggiata alla Borsa di New York.

NARRATORE: Richard Whitney, vicepresidente della Borsa, fu scelto dai banchieri come loro rappresentante. All' 1:30 del pomeriggio, al culmine del panico, andò a passeggio e con voce forte e chiara ordinò 10.000 azioni della U.S. Steel ad un prezzo notevolmente più alto dell'ultima offerta. Lui andò poi da un posto all'altro gridando ordini di acquisto di azioni chiave.

HORACE SILVERSTONE, impiegato telefonico alla Borsa di New York, 1929: Si mise in piedi su di una sedia e disse, "offro 45 per 50.000 Standard Oil", e tutti applaudirono. "Oh, il crash è finito. Se Morgan ci sta mettendo i suoi soldi, forse il crash è finito."

GALBRAITH: E certamente, questo sembrò essere la prova che i banchieri si erano mossi per fermare il panico. E per quel giorno lo fermarono. Il mercato si stabilizzò e poi addirittura salì.

LAMONT: Il New York Times disse che grazie alla formazione di questo fondo comune di banchieri, molti osservatori percepirono che il panico e la grande ondata di vendite erano finiti. E la maggior parte di persone la sentirono così. Tom Lamont la sentì così.

GALBRAITH: Ma il lunedì non fu buono. Apparentemente, la gente ci aveva pensato su il fine settimana, la domenica, ed aveva deciso che forse era più sicuro uscire. E poi arrivò il vero crash il martedì, quando il mercato andò giù e giù e giù, senza apparenti limiti.

NARRATORE: 29 Ottobre. I banchieri di Morgan non ce la fanno più ad arginare la marea. Era come tentare di fermare le Cascate del Niagara. Tutti volevano vendere. AT&T giù del 50 per cento. RCA, una volta a 110 dollari ad azione, non trovava acquirenti a 26. Blue Ridge 100 crollò a 3 dollari ed ancora niente acquirenti. In Borsa non si era mai vista una cosa del genere.

SILVERSTONE: Era proprio come un incubo e non potevo credere a quello che stava succedendo. A quei tempi gli ordini di acquisto erano su un blocco nero e quelli di vendita su un blocco rosso. E tutto quel che si vedeva era gente che correva attorno con manciate di ordini rossi.

McCORMICK: Come polli con la testa mozza, non sapevano dove correre. Erano nel panico, gridavano. Tutti sbattevano l'uno contro l'altro.

SILVERSTONE: Non ricordatemelo. Comunque, è quello che accadde e dico – e avrei dovuto rispondere a quelli che mi gridavano - dissi io, "Cosa devo fare? " Voglio dirlo, nessuno sapeva cosa fare in quell'inferno.

NARRATORE: William Durant, il toro dei tori provò a sostenere il mercato. Più affondava, più milioni dei suoi ci versava dentro.

SCROBOGNA: Era veramente convinto di essere onnipotente. Pensò che nulla poteva toglierlo veramente dalla poltrona. Fu sfortunato. Le forze erano troppo grandi. Non c'era nessuno uomo così potente da poter controllare il mercato.

NARRATORE: C'erano comunque delle persone le cui strategie di investimento produssero soldi. Il 29 Ottobre la moglie di Jesse Livermore, sentendo del crash, ordinò che i servitori spostassero tutta la mobilia fuori della loro residenza in un un piccolo cottage sull'appezzamento del giardino.

Sig.ra LIVERMORE: Quindi quando Livermore tornò a casa quella notte, si trovò a camminare in una casa totalmente vuota. Quando lei gli disse che aveva fatto quella mossa perché era sicura che avevano perso tutti i loro soldi, lui le disse che aveva guadagnato più soldi quel giorno di quanto avesse mai fatto prima.

NARRATORE: Per la maggior parte degli altri, era tutto finito. Negli uffici degli agenti in tutto il paese, i piccoli investitori - i sarti, i droghieri i segretari – fissavano il telegrafo a nastro in un commovente gelido silenzio.

Speranze di un pensionamento facile, la casa nuova, l'istruzione dei loro figli, tutto era andato perduto.

Marx: Mio padre era pronto ad uccidersi. La mattina del crash, ricevette una chiamata ed era Max Gordon e Max Gordon disse, "Groucho? " e mio padre disse, “cosa? " E Gordon disse, "Groucho, la maschera è caduta."

CAIN: C'era ogni genere di diceria e si vedevano persone andare in strada per vedere se riuscivano a fermare qualcuno che stava saltando giù dalla finestra. Ora, successe che non ci siano state così tante persona a buttarsi dalla finestra come si racconta, ma alcuni lo fecero ed altri si suicidarono in altri modi.

NARRATORE: A cinquecento miglia da Wall Street nell'Atlantico, la nave di linea di lusso, il Berengaria, stava tornando a casa. Dall'agenzia di Michael Meehan la voce si sparse in tutta la nave: "Il minimo del mercato è precipitato." Uomini uscirono dai bagni turchi in asciugamano. I giochi di carte finirono improvvisamente. Ognuno tentò di infilarsi nel piccolo ufficio, gridando "Vendere sul mercato! " Avevano lasciato l'Inghilterra da uomini ricchi. Approdavano a New York senza un penny.

GALBRAITH: Non c'è niente di speciale in questo. È qualcosa che accade ogni 20 o 30 anni perché quella è la lunghezza della memoria finanziaria. È l'intervallo di tempo che serve per un avere nuovo insieme di creduloni, o se volete, un insieme nuovo di persone capaci di quel meraviglioso autoinganno per immaginare di avere un nuovo e meraviglioso riparo nel futuro.

NARRATORE: Negli anni trenta Charles Mitchell fu inseguito da comitati del Senato e dallo IRS(10). Aveva lasciato 12 milioni di dollari di debiti.

Sig.ra CUSHMAN: La casa fu presa, ovviamente, e le cose cambiarono. Ed io cominciai a sapere come fosse il mondo vero. Era il momento giusto. Avevo 19 anni.

NARRATORE: Mitchell fece una rientrata straordinaria. Pagò tutti i suoi debiti e morì nel 1955, una figura estremamente rispettata a Wall Street. Nel 1936, William Durant fu perseguito per bancarotta. I suoi unici beni, che valutò 250 dollari, erano i vestiti che aveva addosso. Nei tardi anni 30, il fondatore di General Motors le provò tutte, da gestire una sala di bowling al vendere una cura per la forfora. Morì nel 1947, ancora parlando della sua rientrata.

Herbert Hoover spese molti dei primi anni '30 nella pesca. Spiegò in un discorso che pescare è un promemoria continuo dell'umiltà e della fragilità umana, "perché tutti gli uomini sono uguali di fronte ai pesci."

Sig.ra LIVERMORE: I giochi a Wall Street cambiarono molto per Livermore, la sicurezza stava divenendo un elemento importante e le regole furono cambiate. Lui non poteva più operare liberamente, comprare e vendere nel suo modo del passato e non riusciva ad adattarsi alle nuove regolamentazioni. Quindi, in un certo senso, il suo giocare sul mercato era finito, ed io penso che molto del suo interesse per la vita fosse finito a quel punto. Fine dei giochi.

NARRATORE: Nel 1940, il giorno precedente il Ringraziamento, un fotografo prese questa fotografia di un vecchio e molto stanco Jesse Livermore. Qualche ora più tardi Livermore andò nel gabinetto degli uomini per tirarsi una pallottola in testa.

Alla fine del 1929, quando festeggiavano il primo dell'anno, tutta questo stava nel futuro. Nessuno sapeva che la Grande Depressione stava arrivando - disoccupazione, file per il pane, fallimenti di banche - questo era inimmaginabile. Ma la bolla doveva scoppiare. Finito quell'ottimismo innocente, quella fiducia, l'illusione di una ricchezza senza lavoro. Era la fine di un'era. Brindavano all'arrivo degli anni trenta, ma in qualche luogo, profondamente sepolto, sapevano che la festa era finita.

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1- Dove si ricevevano in tempo reale le quotazioni di Borsa

2 - Certificati di possesso di azioni

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6 - Azioni di aziende primarie, importanti.

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8 - "Sono nel mercato per te”