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Alcuni Senatori paragonano l'Iraq al Vietnam
La Casa bianca respinge il paragone 

CNN International, Mercoledì 7 aprile 2004. inviato: 2342 GMT (0742 HKT) 

Il dibattito sull'Iraq è salito di tono in Campidoglio, mercoledì. 
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Washington (AP) - Richiami al Vietnam hanno riempito il dibattito mercoledì in Campidoglio, mercoledì, quando i Senatori hanno esaminato le nascenti violenze in Iraq e hanno discusso della prospettiva di spedire più truppe Americane. 

Il Sen. Robert Byrd, D-West Virginia, membro senior del Senato e critico severo della guerra, ha detto di avere avvertito "sentori di Vietnam" nel discorso a proposito dell'aumento delle forze degli Stati Uniti in Iraq. 

In risposta, il Sen. Gordon Smith, R-Oregon, ha parafrasato Ho Chi Minh ricordando che il leader nord vietnamita disse che la Guerra di Vietnam è stata vinta dividendo l'opinione pubblica americana, e non sul campo di battaglia. 

"Noi dobbiamo vincere", ha detto Smith. "Noi non dobbiamo permettere che la volontà degli americani venga spezzata dai signori no." 

Nel giorno nel quale i senatori dei due partiti piangono le morti di 15 Marines uccisi lunedì e lodano i soldati Americani, il Vietnam è stato una pietra di paragone per i politici di entrambi gli schieramenti nel dibattito sull'Iraq. 

I critici del presidente Bush hanno fatto prontamente riferimento al conflitto che è costato 58,000 vite americane, generando  proteste di massa ed aiutando la fine della presidenza di Lyndon Johnson. 

Il Candidato presidenziale Democratico John Kerry ha detto della politica in Iraq di Bush, "Da quando ho combattuto in Vietnam, non ho più visto una tale arroganza nella nostra politica estera come questa." 

Il Sen. Edward Kennedy, D-Massachusetts, ha detto che "l'Iraq è diventato una palude" per Bush, usando una parola molto citata decenni fa a proposito del Vietnam. 

Byrd, i cui 45 anni nel Senato includono anche la Guerra in Vietnam, ha detto che le morti americane e il numero crescente di combattimenti in tutto l'Iraq dovrebbero incitare l'amministrazione a pensare a come fare per riportare a casa le truppe, e non a spedirne di più. 

"Certamente non sono il solo che sente odore di Vietnam in questi sviluppi", ha detto Byrd in un discorso nella hall del Senato. "Certamente, l'amministrazione sa che l'aumento delle truppe Americane in Iraq ci risucchierà solamente di più, sempre di più, nella tempesta, nelle sabbie mobili di violenza che sono diventate il segno distintivo di quel povero e sfortunato paese". 

Il Portavoce della Casa bianca Scott McClellan ha respinto le asserzioni di Byrd. 

"Data la sua notoria opposizione alla nostra azione in Iraq per rendere l'America più sicura, non è sorprendente ascoltare una simile retorica da parte del senatore", ha detto McClellan. 

Il portavoce ha respinto ogni suggestione che l'Iraq di stia trasformando in una palude in stile Vietnam. 

Gli Stati Uniti stanno supervisionando un trasferimento verso la "sovranità per il popolo Iracheno", ha detto. "Ci sono molti progressi in tutto il paese." 

McClellan ha detto che Bush ha passato la "maggior parte della sua mattina ed inizio pomeriggio concentrato sugli avvenimenti in Iraq", ma si è rifiutato di rivelare cosa i generali Americani abbiano detto al presidente su cosa desiderino in termini di truppe. 

Alcuni Senatori hanno detto che sarebbero necessarie più truppe. 

Il Sen. Repubblicano John McCain, dell'Arizona, da detto che quelli che "chiamano l'Iraq un altro Vietnam hanno dimenticato o non hanno mai imparato la lezione" di quella guerra. 

"È un paragone totalmente falso e di Vietnam ne so qualche cosa", ha detto McCain, che è stato più di cinque anni prigioniero di guerra in Vietnam nel Nord. 

Ha detto che gli Stati Uniti hanno bisogno di più soldati e di un diverso mix di forze - più linguisti, Forze Speciali ed unità civili - per fare fronte all'aumento di violenza mentre ci si prepara a passare il potere ad autorità civili. 

McCain ha detto che i recenti eventi in Iraq sono "molto preoccupanti." Ma, ha detto, "le cose non vanno sempre secondo i piani nei conflitti". 

La Sen. Dianne Feinstein della California e Joe Lieberman del Connecticut sono tra i molti Democratici che hanno sostenuto l'idea di inviare truppe supplementari. 

Le "nostre truppe di terra in Iraq sono ora troppo poche per combattere gli insorti e stabilire l'ordine civile di cui c'è bisogno per essere certi che l'Iraq non precipiti nella guerra civile", ha detto Lieberman. 

Il leader Democratico al Senato Tom Daschle del Sud Dakota ha detto che la maggioranza dei Senatori Democratici vogliono che gli alleati Americani aumentino le loro forze in Iraq prima che siano inviate truppe americane supplementari. 

Daschle ha respinto i paragoni con il Vietnam, anche se ha criticato Bush per non avere rivelato pubblicamente i dettagli del piano Americano per il passaggio del potere ai civili Irakeni il 30 giugno.


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