DOCUMENTAZIONE - Storia e politica italiana e internazionale





INDICE

HOME

Presidenziali USA

Presidenziali Francia 07

COREA DEL NORD

EUROPA

ITALIA - STORIA

Pensiero Economico

IRAQ

ONU

PALESTINA

IRAN

AFGHANISTAN PAKISTAN

RUSSIA E CAUCASO

RIVOLUZIONE RUSSA

MEDIO ORIENTE

GLOBALIZZAZIONE

KOSOVA

ECHELON

UZBEKISTAN

AFRICA

ATTENTATI SPAGNA

MONDO

MEDIA

 

CERCA NEL SITO

 

Linkback:

Territorio scuola

Sensagent

Leprechaun


Alternatives Economiques N°282, Luglio-Agosto 2009

Intervista a James Kenneth Galbraith

La crisi dell'anno scorso ha consentito ad una specie di liberalismo di centrosinistra di andare al potere negli Stati Uniti

Molto lontani da Roosvelt

A che punto è l'economia americana?

Dopo un inizio di recessione, la crisi ha avuto un'altra tappa importante dopo il crollo di Lehman Brothers, con una drastica riduzione della produzione e circa 600.000 posti di lavoro perduti al mese. In seguito la crisi si è un po' placata grazie agli stabilizzatori automatici – aumento delle spese per l'assistenza sociale contemporaneamente all'abbassamento dei prelievi fiscali dovuti alla diminuzione dell'attività – e grazie al piano di rilancio messo in atto dal governo Obama i cui effetti si faranno sentire dopo l'estate.

Persistono tuttavia numerose difficoltà: gli stati sono in una situazione di bilancio problematica, il settore finanziario è ben lungi dall'essere uscito dal tunnel, ecc. Non siamo ancora al punto in cui si possa vedere la fine della crisi.

Oltre alla gestione della crisi, quali sono le grandi priorità del governo Obama?

Il risanamento del sistema bancario, la riforma del sistema di assicurazioni sanitarie per assicurare una maggiore copertura e una nuova politica energetica che vada verso un sistema di permessi di emissione. Queste riforme hanno una dimensione progressista, ma restano comunque marcate da neoliberalismo, di una volontà di perfezionare il funzionamento del mercato. La crisi dell'anno scorso non ha rimesso in causa questa ideologia dominante. Ha solo permesso ad una specie di liberalismo di centrosinistra di andare al potere negli Stati Uniti. Siamo molto lontani dalla tradizione riformatrice di Roosvelt o di Lyndon Johnson.

Quali avrebbero dovuto essere i contenuti di politiche riformatrici profonde?

Per la sanità, non si parla affatto dell'instaurazione di uno stato sociale. Resta impossibile ridurre il ruolo di quei costosi parassiti che sono gli assicuratori privati. Sulle questioni finanziarie, si dovrebbe riaffermare il diritto e la responsabilità dello Stato nell'assumere il controllo delle aziende che costituiscono un problema, fare un quadro chiaro delle loro difficoltà, licenziare i dirigenti che hanno sbagliato, ecc. Le grandi banche mantengono invece la loro influenza sullo Stato per evitare di pagare il prezzo della crisi, con il risultato che sopravvivono pur continuando ad essere tossiche, e preparando altre crisi in futuro.

Anche se non sono contrario ai permessi di emissione, si sarebbero dovuti inoltre impegnare grandi investimenti nei sistemi di trasporto pubblico, dell'edilizia pubblica, mobilitare le amministrazioni locali, i comuni, la ricerca, ecc. per ridurre drasticamente, sul lungo termine, le emissioni di CO2. Siamo ancora molto lontani.

Intervista raccolta da Christian Chavagneux.

 

INDICE

Cerca nel sito: